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	<title>La zona morta &#187; Interviste</title>
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		<title>CRISTIANA ASTORI… E TUTTO QUEL VIOLA</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 23:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei libri che scrive le piace giocare con elementi tra reale e fantastico,  esoterismo e funesti pittori, mistero e pellicole maledette, ama Stephen King, Joe R. Lansdale, Jeffery Deaver, Conan Doyle e Agatha Christie, Dario Argento, David Lynch… Attualmente sta scrivendo un romanzo ma non ci ha rivelato di cosa si tratta. Scrittrice, sceneggiatrice e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=73368" rel="attachment wp-att-73368"><img class="alignleft size-medium wp-image-73368" title="Cris 1" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/Cris-1-168x300.jpg" alt="" width="168" height="300" /></a>Nei libri che scrive le piace giocare con elementi tra reale e fantastico,  esoterismo e funesti pittori, mistero e pellicole maledette, ama <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=68482">Stephen King</a>, <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=10922">Joe R. Lansdale</a>, Jeffery Deaver, <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=35520">Conan Doyle</a> e <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=35481">Agatha Christie</a>, <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=15">Dario Argento</a>, <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=71">David Lynch</a>… Attualmente sta scrivendo un romanzo ma non ci ha rivelato di cosa si tratta. Scrittrice, sceneggiatrice e traduttrice, laureata in psicologia, bibliotecaria, <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=48569">Cristiana Astori</a>, astigiana che vive a Roma, è tra le penne  femminili più note e apprezzate della nostra letteratura gialla. Cristiana è stata ospite della V edizione del Festival delle Letterature che si è tenuto a Policoro (Matera) dove ha presentato, assieme al giallista <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=42742">Fabio Mundadori</a>, il suo ultimo romanzo “Tutto quel viola” (Fratelli Frilli Editori), con prefazione di Steve Della Casa. Il testo si inserisce nel filone delle indagini della neo laureata ex studentessa del Dams e detective non professionista Susanna Marino, della quale l’autrice ha già scritto diversi romanzi pubblicati, tra l’altro, nella collana Il Giallo Mondadori. Quest’ultima storia di Susanna si svolge in una nebbiosa Torino esoterica, tra omicidi e indecifrabili scomparse, artisti maledetti e misteriosi intellettuali, medium e vecchi film che nascondono oscuri enigmi. Dopo la presentazione abbiamo salutato Cristiana e abbiamo scambiato con lei alcune battute su vari argomenti partendo dal suo ultimo libro. Ecco qui il resoconto della nostra piacevole chiacchierata.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-73369" title="Cris 2" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/Cris-2-181x300.jpg" alt="" width="181" height="300" /></p>
<p>TI PIACE METTERE I COLORI NEI TITOLI DEI TUOI LIBRI: COME VIENE FUORI “TUTTO QUEL VIOLA” E COME DEFINIRESTI I TUOI ROMANZI?</p>
<p>E’ il colore dell’esoterismo ed è legato alla soluzione del giallo. Definirei questo romanzo un thriller esoterico, anche se i miei libri sono delle commistioni dove c’è anche il noir con una sostanziale struttura gialla alla Agatha Christie, in quanto deve sempre esserci un mistero da costruire. Mi piace che alla fine ci sia la sorpresa e mi piacciono anche gli elementi thrilling, quindi che ci sia paura.  Per cui direi che c’è il thriller per il brivido, il giallo per l’enigma e il noir perché è  sempre presente una situazione un po’ confusa.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=73370" rel="attachment wp-att-73370"><img class="alignleft size-medium wp-image-73370" title="Cris 3" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/Cris-3-223x300.jpg" alt="" width="223" height="300" /></a>LA COPERTINA DEL LIBRO E’ MOLTO ALLA DARIO ARGENTO. SEI TU LA DONNA DIETRO IL VETRO SMERIGLIATO VERO?</p>
<p>Sì, sono io. Si tratta di una foto che ha fatto il mio amico fotografo Patrizio Cipollini con il cellulare nel corridoio di casa mia.</p>
<p>Ma non è stata commissionata per il libro. L’idea di utilizzarla è venuta fuori dopo una serie di proposte.</p>
<p>A CHE PUNTO RITIENI DI ESSERE GIUNTA NEL TUO PERCORSO DI SCRITTRICE? E CON LE AVVENTURE DI SUSANNA MARINO, LA PROTAGONISTA DEI TUOI ROMANZI, A CHE PUNTO SEI?</p>
<p>Adesso sto scrivendo una nuova storia ma non posso dire nulla in merito in quanto è troppo presto, posso solo riferire che non sarà Susanna la protagonista. Quando ho iniziato a ideare Susanna volevo inventare un qualcosa di completamente diverso rispetto alle storie che si pubblicavano. Così ho ideato un personaggio differente e nelle sue indagini ci ho messo il cinema, con qualche elemento che avesse del soprannaturale. La sfida con me stessa però è stata che si trovassero soluzioni razionali a cose che sembravano magiche.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-73371" title="Cris 4" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/Cris-4-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" />TRA I TUOI DIVERSI IMPEGNI PROFESSIONALI SEI STATA ANCHE TRADUTTRICE. SEI SEMPRE IMPEGNATA IN QUESTO RUOLO?</p>
<p>Lo sono stata in passato. A tal proposito devo ringraziare <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=63064">Andrea Carlo Cappi </a>che mi ha insegnato il mestiere e assegnato le traduzioni per la Casa Editrice Alacran e anche <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=38461">Altieri </a>che in seguito me ne ha assegnate altre e mi ha anche scoperto come autrice con lo stesso Cappi. Inoltre, mi sento di ringraziare <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=64687">Steve Di Marino</a>. Ho anche tradotto per Mondadori. Va detto che per Alacran ho, tra l&#8217;altro, pubblicato il mio  primo libro di racconti &#8220;Il re dei topi&#8221;.Tra i vari autori da me tradotti da citare Jeffery Deaver, Douglas Preston, Richard Stark e la saga di Dexster da cui è stata tratta la serie tv. Poi ho iniziato a lavorare full time in biblioteca e non sono più riuscita a conciliare traduzioni, i miei libri e il lavoro per cui ho lasciato perdere le traduzioni che mi portavano via molto tempo e per le quali, come ha detto prima nella sua conferenza <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=68741">Luca Briasco</a> (il traduttore italiano di Stephen King, ndr), i tempi sono molto stretti per le consegne. <img class="alignleft size-medium wp-image-73372" title="Cris 5" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/Cris-5-274x300.jpg" alt="" width="274" height="300" /></p>
<p>STAI LEGGENDO QUALCHE AUTORE IN PARTICOLARE?</p>
<p>Adesso ho poco tempo libero e mi capita molto spesso di presentare libri di colleghi scrittori per cui leggo per lo più quelli.</p>
<p>Comunque al momento sto leggendo <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=28305">Paolo Di Orazio</a> il quale ha scritto il sequel di “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=55">Primi delitti</a>”, romanzo contestato per il quale ci fu anche una interpellanza parlamentare. Mi sono riletta “Primi delitti,” che avevo letto da ragazzina, appunto per presentarlo insieme al nuovo romanzo di Paolo “Nuovi delitti”.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=73373" rel="attachment wp-att-73373"><img class="alignright size-medium wp-image-73373" title="Cris 6" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/Cris-6-300x297.jpg" alt="" width="300" height="297" /></a>POSSO CHIEDERTI SE C’E’ QUALCOSA CHE TI FA PARTICOLARMENTE PAURA?</p>
<p>Più che paura ho ansia quando devo andare dal medico, fare delle analisi, andare in ospedale. E magari prendere la metro di notte.</p>
<p>DA QUALCHE ANNO DAL PIEMONTE TI SEI TRASFERITA A ROMA. COME TI TROVI?</p>
<p>Bene! Ci abitava già una mia cara amica che andavo spesso a trovare, così ho capito che era una città che mi piaceva molto. Roma è la città del cinema. Ci sono tante cose belle da vedere, eventi da seguire. Mi piace anche il clima, e poi ho un madre nordica e un padre del Sud, ho scelto di stare a metà!</p>
<h3>Filippo Radogna</h3>
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		<title>ROBERTO GUERRA… IL FUTURO INCOMBE</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Nov 2024 23:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sull’ultimo numero di “Short Stories”, rivista antologica illustrata di letteratura fantastica delle Edizioni Scudo, intitolato IL FUTURO INCOMBE, troviamo fra gli altri autori anche Roberto Guerra con il suo racconto “1960 &#8211; Intelligenza Artificiale”. Si tratta di racconti sci-fi, scritti nel 2022, in parte ispirati e in stile Isaac Asimov, in parte ispirati in certo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=73252" rel="attachment wp-att-73252"><img class="alignleft size-medium wp-image-73252" title="Scudo, Guerra, fantascienza" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/Scudo-Guerra-fantascienza1-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Sull’ultimo numero di “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=73246">Short Stories</a>”, rivista antologica illustrata di letteratura fantastica delle <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=61558">Edizioni Scudo</a>, intitolato IL FUTURO INCOMBE, troviamo fra gli altri autori anche <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=40662">Roberto Guerra</a> con il suo racconto “1960 &#8211; Intelligenza Artificiale”.</p>
<p>Si tratta di racconti sci-fi, scritti nel 2022, in parte ispirati e in stile <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=22892">Isaac Asimov</a>, in parte ispirati in certo modo a “Paperinetti su Marte”.</p>
<p>Come sempre il nostro si segnala per i suoi micro racconti, brevi e minimalisti-futuristi…</p>
<p>Futuristi, per il tema centrale e in primo piano, sul piano sociale, d’ispirazione esplicita al futurismo italiano e nel medesimo tempo alla cosiddetta estetica tecnologica… Come sempre accade con Roberto troviamo punti di contatto con  la futurologia transumansita dei vari <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=52675">Riccardo Campa</a>, <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=43976">Stefano Vaj</a> e <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=69969">Giulio Prisco</a> in Italia, oltre agli americani <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=49821">Zoltan Istvan</a>, Max More e Aubrey De Gray.</p>
<p>Abbiamo avuto modo di incontrare Roberto per fargli alcune domande su questa sua nuova esperienza.</p>
<p>ROBY GUERRA… E LA FANTASCIENZA?</p>
<p>Da tempo, ormai scrivo solo fantascienza, che poi è la nuova realtà.</p>
<p>SEI TORNATO  A SCRIVERE, DOPO IL PROBLEMA IMPREVISTO DELLA SCORSA PRIMAVERA: DI CHE SI TRATTA?</p>
<p>Ho pubblicato recentemente per la Scudo Edizioni di <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=46280">Giorgio Sangiorgi</a> – illustratore, scrittore ed editore – il racconto lungo “1960 &#8211; Intelligenza Artificiale”, vale a dire 15 micro-racconti politicamente scorretti per la rivista “Short Stories”; insieme a me, nello stesso volume, anche Ugo Spezza, <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=72557">Fabio Calabrese</a> e altri, un volume cartaceo di 200 pagine, scaricabile anche on line.</p>
<p>FUTURISMO TRA LE POLEMICHE IN MOSTRA A ROMA: LA TUA IDEA?</p>
<p>Una farsa ancora comunista, come decenni fa: oltre alla mostra, ci sono anche <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=62608">Fiore Ufagrà</a> e <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=59781">Vitaldo Conte</a>; era previsto un bel film su <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=46417">Marinetti</a>, ancora troppo eretico!</p>
<h3>A cura della redazione</h3>
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		<title>ANDREA GUALCHIEROTTI… E I CAMPIONI DELL’INFERNO</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 23:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Miti, leggende e storia dell’antichità greco-romana rappresentano la base sulla quale Andrea Gualchierotti poggia le sue narrazioni. Lo fa con estrema facilità in quanto da romano, innamorato della storia della Città Eterna, ne ha assorbito appieno tutta la cultura. Per lui vagare tra le suggestive rovine del glorioso impero romano, i maestosi monumenti, gli affascinanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=73100" rel="attachment wp-att-73100"><img class="alignleft size-medium wp-image-73100" title="Andrea 1" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/Andrea-1-300x257.jpg" alt="" width="300" height="257" /></a>Miti, leggende e storia dell’antichità greco-romana rappresentano la base sulla quale Andrea Gualchierotti poggia le sue narrazioni. Lo fa con estrema facilità in quanto da romano, innamorato della storia della Città Eterna, ne ha assorbito appieno tutta la cultura. Per lui vagare tra le suggestive rovine del glorioso impero romano, i maestosi monumenti, gli affascinanti templi e le immense bellezze del paesaggio è sempre fonte di ispirazione. In più ha approfondito gli studi effettuati al Liceo classico con continue e instancabili appassionate letture (anche derivanti dalla nutritissima biblioteca paterna) che poi rappresentano il sale delle sue storie. Risale a qualche giorno addietro la pubblicazione del suo nuovo romanzo fantastico dedicato al mondo antico. Ne abbiamo parlato con l’autore nella seguente intervista.</p>
<p>CIAO ANDREA E BENTORNATO SULLE COLONNE DELLA ZONA MORTA. DOPO “LA STIRPE DI HERAKLES” E “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=67339">I PRINCIPI DEL MARE</a>” ARRIVA QUESTO TUO ULTIMO ROMANZO DAL TITOLO “I CAMPIONI DELL’INFERNO” (EDIZIONI IL CILIEGIO 2024 &#8211; PAGG.224, EURO 14). COSA RIGUARDA E QUAL E’ IL PUNTO DI PARTENZA?</p>
<p>La prima idea, ancora non ben delineata, mi è venuta ormai diversi anni fa. Ricordo che l’appuntai senza dargli troppa importanza assieme ad altri spunti poi andati persi: l’immagine di un conflitto fra entità superiori, che decidono di risolvere la questione usando dei campioni umani… non necessariamente consenzienti. Il tutto, per molto tempo, è rimasto fermo a questo stadio minimale, anche perché nel frattempo avevo preso a scrivere e immaginare le storie che sarebbero poi diventate i sopra citati romanzi “La stirpe di Herakles” e “I principi del mare”, che in maniera più sostanziosa partivano innestandosi nel mito classico. Inoltre, in fondo, lo spunto che ho accennato poteva andare bene anche per un semplice racconto…</p>
<p>E INVECE?</p>
<p>…invece c’è stata una scintilla successiva, arrivata all’improvviso: per un certo tempo, ho lavorato come libraio in uno dei punti vendita che – non tutti lo sanno – si trovano proprio all’interno dell’Anfiteatro Flavio, il Colosseo. Inutile descrivere come un luogo simile sia di una suggestione immensa e di come, nelle ore precedenti o successiva l’apertura, vi aleggi un’atmosfera unica, quasi irreale.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=73101" rel="attachment wp-att-73101"><img class="alignright size-medium wp-image-73101" title="Andrea 2" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/Andrea-2-201x300.jpg" alt="" width="201" height="300" /></a>E LI’ C’E’ STATA L’ILLUMINAZIONE DA PARTE DELLO SCRITTORE…</p>
<p>Sì, il fuoco si è acceso lì, di fronte all’arena dove si erano svolti innumerevoli combattimenti: i campioni che avevo immaginato sarebbero stati… gladiatori!</p>
<p>IN QUALE CONTESTO STORICO SI COLLOCA?</p>
<p>La trama è ambientata in un anno ben preciso, il 110 d.C.. L’impero di Roma, sotto Traiano, vive il pieno della sua epoca d’oro, e con esso anche il sanguinoso “sport” di quei tempi, i ludi gladiatori. Un passatempo di morte che oggi ci è difficile comprendere, ma che in una certa misura suscita ancora sensazioni forti.</p>
<p>QUESTO IL PERIODO STORICO, MA NELLA TRAMA C’E’ ANCHE L’INGERENZA DI QUALCHE DIO PAGANO?</p>
<p>Proprio in quell’anno, nascosto agli occhi dei mortali, si compie il ciclo cosmico del Grande Anno, il momento in cui gli astri e il mondo tornano nella posizione che avevano all’inizio dei tempi. I grandi dèi dell’Olimpo – Zeus, Ade e Poseidone, i potenti fratelli divini – decidono che è così ora di dividersi nuovamente il cosmo, e per farlo, come accennavo prima, scelgono di farsi rappresentare da tre campioni, tre uomini che in quel momento stanno morendo nelle arene dell’impero. Chi di loro soddisferà il proprio patrono divino avrà in cambio un solo premio, il più importante: potrà tornare in vita.</p>
<p>“I CAMPIONI DELL’INFERNO” HA UN FILO ROSSO DI CONTINUITA’ CON LE STORIE NARRATE IN PRECEDENZA?</p>
<p>No. Se in passato alcuni miei romanzi hanno avuto punti di contatto, grandi e piccoli, in questo caso la storia è indipendente…</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=73102" rel="attachment wp-att-73102"><img class="alignleft size-medium wp-image-73102" title="Andrea 3" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/Andrea-31-191x300.jpg" alt="" width="191" height="300" /></a>E’ AUTOCONCLUSIVA?</p>
<p>Si tratta di una corsa folle verso un esito che spero risulti non scontato, dove l’azione, il grand guignol, il magico pauroso derivante dei miti antichi si fondono senza avvicinarsi a nulla che abbia già trattato. Anche il feeling è molto diverso, più cinico, meno epico, e con venature dark più accentuate.</p>
<p>PARLACI DELLA STORIA E DEI SUOI PERSONAGGI…</p>
<p>I protagonisti sono molti, ma ovviamente l’attenzione è puntata sui tre uomini prescelti, condannati a morire solo per essere usati come campioni nella contesa degli dèi. Si tratta di Cassio, un gladiatore assai popolare, ma avviato a un lento declino. Candido, un giovane che ha scialacquato al gioco l’eredità paterna. Zabdas, un bandito orientale, un reietto senza amici o ideali. Tutti e tre scendono nello stesso giorno nell’Averno, e lì stringono loro malgrado il patto fatale: combattere, e possibilmente vincere, in vista di un ritorno al mondo dei vivi che starà concesso a uno solo di loro. Un avvio lineare ma solo in apparenza.</p>
<p>PERCHE’?</p>
<p>Sia uomini che dèi giocano una partita truccata su più piani, e a volte uscire vivi dai tanti scontri all’ultimo sangue può non bastare. Le potenze degli inferi sono temibili, i prodigi macabri che compiono ancora di più, ma forse è l’inganno la cosa da temere di più. Inoltre, tutti e tre i miei campioni hanno ragioni speciali per desiderare di nuovo la vita, e spesso un passato il cui fardello li tormenta ancora. Assieme al pericolo, verrà per loro l’occasione per chiudere i conti con il destino… Ma non sarà facile: la Morte non si fa fregare facilmente.</p>
<p>NELLA TRAMA CI SONO ANCHE ELEMENTI DI VITA REALE DI QUEL MONDO ANTICO?</p>
<p>Ho cercato di rievocare le atmosfere pittoresche di una Roma che non era fatta solo di marmi e di gloria, ma anche di gusto per la violenza, credenze arcane e sentimenti estremi.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=73103" rel="attachment wp-att-73103"><img class="alignright size-medium wp-image-73103" title="Andrea 4" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/Andrea-41-191x300.jpg" alt="" width="191" height="300" /></a>INSOMMA, POSSIAMO DIRE CHE TI SEI DIVERTITO A SCRIVERLO?</p>
<p>Quando scrivo entro sempre molto di testa nella trama, la vedo e la respiro al 100%. Qui posso dire di aver apertamente gustato gli ultimi tre capitoli, che –senza anticipare nulla – mostrano in pratica un unico grande avvenimento che credo risulterà spettacolare e avvincente agli occhi dei lettori, e che io ho la sensazione quasi di aver vissuto veramente!</p>
<p>QUANTO TEMPO HAI VISSUTO IMMERSO IN QUESTO MONDO ANTICO E FANTASTICO?</p>
<p>Non ci è voluto moltissimo per realizzarlo, circa 8 mesi, che sono più o meno la media con cui riesco a portare a termine lavori di queste dimensioni. C’è da dire che nel periodo di stesura, scrivo anche quattro ore al giorno, la mattina presto e la sera, tutti i giorni. La regolarità fa miracoli.</p>
<p>HAI GIA’ PRONTE LE DATE DI PRESENTAZIONE DEL VOLUME?</p>
<p>Essendo appena uscito, il calendario delle presentazioni non è ancora definito del tutto. Di sicuro, lo presenterò a “Più Libri Più Liberi” a Roma il 6 dicembre, e sarà come in passato un grande onore poterlo fare in una sede così prestigiosa. Sto anche prendendo contatti con associazioni di rievocazione storica: credo non ci sia nulla di meglio per entrare nelle atmosfere della storia che presentare il romanzo durante un duello fra gladiatori!</p>
<p>CONSIGLIAMO QUINDI AI NOSTRI APPASSIONATI LETTORI DEL FANTASTICO DI NON LASCIARSI SFUGGIRE L’OCCASIONE DI ANDARE AD ASCOLTARE ANDREA E MAGARI ANCHE DI ANDARE A VEDERE UNA DI QUESTE STIMOLANTI RIEVOCAZIONI STORICHE, DIVERTIMENTO ED EMOZIONI SONO ASSICURATI!</p>
<h3>Filippo Radogna</h3>
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		<title>MYRIAM AMBROSINI… DOVE ERAVAMO RIMASTI?</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jul 2024 22:00:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con alle spalle romanzi di grande successo come UN CUORE ALTROVE (Kimerik Edizioni, 2018), PHANTAZO (Porto Seguro Edizioni, 2020) e il recente SELFIE (La Bussola Edizioni, 2023), Myriam Ambrosini si è sicuramente ritagliata un posto nel cuore di coloro che amano il fantastico. A questo punto DOVE ERAVAMO RIMASTI? mi verrebbe da dire, usando una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72507" rel="attachment wp-att-72507"><img class="alignleft size-medium wp-image-72507" title="myriam 1" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/myriam-12-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Con alle spalle romanzi di grande successo come <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=48601">UN CUORE ALTROVE</a> (Kimerik Edizioni, 2018), <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=56811">PHANTAZO</a> (Porto Seguro Edizioni, 2020) e il recente <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=69983">SELFIE</a> (La Bussola Edizioni, 2023), <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=61483">Myriam Ambrosini</a> si è sicuramente ritagliata un posto nel cuore di coloro che amano il fantastico. A questo punto DOVE ERAVAMO RIMASTI? mi verrebbe da dire, usando una frase, ormai entrata nell’immaginario collettivo, utilizzata spesso a suo tempo dal mai dimenticato <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=41351">Enzo Tortora</a>. Nel caso della nostra <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=50343">Myriam</a>, non c’è fortunatamente un passato burrascoso, ma sicuramente ulteriori vicende di vita che, in qualità di scrittrice, l’hanno veicolata verso due nuovi romanzi che queste vicende hanno trasfigurato.</p>
<p>TORNIAMO INDIETRO PER UN MOMENTO AL 2020: FACENDO TESORO DI ALCUNE ESPERIENZE PERSONALI, AVENDO LAVORATO COME VOLONTARIA PRESSO UN OSPEDALE ROMANO, HAI DATO ALLE STAMPE “PHANTAZO”, UNA VICENDA TRA L’ESOTERICO E IL PARANORMALE CHE SPINGE PERÒ A PROFONDE RIFLESSIONI. GIUSTO?</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-72508" title="myriam 2" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/myriam-22-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></p>
<p>È infatti al di là della vita, la protagonista di PHANTAZO: un fantasma senza nome né ricordi che si aggira fra le corsie di un ospedale come un testimone invisibile delle vite lì dentro racchiuse. Attraverso lo spettro, da un punto di vista totalmente inedito ed estraneo, si colgono le più diverse sfaccettature dell’animo umano, in particolare quelle di Yasmine, Francesca e Mara, tre donne provenienti da diversi &#8211; e ugualmente durissimi &#8211; retroscena culturali. Intorno a loro e insieme a loro, a dare un senso a quel girovagare, apparentemente inane dell’incorporea protagonista, tutta un’umanità dolente &#8211; e a tratti tenera, empatica, luminosa &#8211; che coltiva il miraggio di un riscatto finale.</p>
<p>DA CREATIVA, QUANTO TI HANNO SEGNATA LE DEVASTANTI VICENDE DELL’EPIDEMIA DA COVID?</p>
<p>Per fortuna non mi ha toccato direttamente, ma non mancando di empatia, non ho potuto rimanerne psicologicamente sconvolta. Ho scritto infatti, in una gara poetica sul tema, diverse poesie che sono andate poi a fare parte di una raccolta intitolata “L’Italia al tempo del Coronavirus” (facilmente rintracciabile su internet). Indotta poi, anche dall’isolamento che quel periodo ci impose, a profonde riflessioni sulla vita, la morte e la realtà di noi stessi &#8211; spesso i veri sconosciuti -, ho dato vita al mio ultimo romanzo, cimentandomi, per la prima volta, in un fanta-thriller psicologico dal titolo SELFIE.</p>
<p>CI VUOI SINTETICAMENTE ESPORRE LE NOTE SALIENTI DI QUESTA TUA ULTIMA OPERA CHE È GIÀ STATA SELEZIONATA PER UN PREMIO IMPORTANTE DEL SETTORE, E CIOÈ “NERO CAFÈ”?</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72509" rel="attachment wp-att-72509"><img class="alignleft size-medium wp-image-72509" title="myriam 3" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/myriam-31-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Naturalmente, mi sono servita di un thriller &#8211; a tratti anche terrorizzante &#8211; per evidenziare il rapporto conflittuale o ossessivo che spesso abbiamo con la nostra stessa immagine. Quel nostro incontro/scontro con l’involucro che, per uno spazio sempre troppo breve, ci riveste… Un’ossessione appunto &#8211; come nei selfie &#8211; e spesso invece, una ripulsa, una battaglia interna che stentiamo ad ammettere. Luigi Pirandello, prima e più di ogni altro, ha voluto approfondire questa singolare tematica, tra il ricorso a maschere, che in qualche modo ci trasformino ed ingannino: è il famoso “Uno, nessuno e centomila”, dove la nostra interezza va frastagliandosi in tutti quelli con cui ci troviamo &#8211; anche nel quotidiano &#8211; ad incontrarci . “Uno”, che dovremmo essere noi per noi stessi, “centomila”, gli aspetti che andiamo ad assumere per il nostro prossimo, e forse in realtà “nessuno”, perché tutti questi noi stessi potrebbero essere ugualmente ingannatori, compreso il giudizio estetico che ci regaliamo personalmente. Ed è proprio da questa somma di riflessioni che nasce e prende vita SELFIE, in cui alcuni amici – all’inizio un’allegra brigata -, durante una devastante tempesta tra i monti e in totale isolamento, saranno costretti a scontrarsi e ad affrontare le loro maggiori paure.</p>
<p>SEMBRA DAVVERO MOLTO INTRIGANTE… MA LA NOSTRA MYRIAM È UNA FUCINA SEMPRE IN EBOLLIZIONE: QUALI SONO DUNQUE I PROGETTI PER IL FUTURO?</p>
<p>Ho appena terminato un romanzo poliziesco, dal titolo STATUARIUS, che, al momento, intendo far partecipare a un concorso che tratta questo genere, ed è pronto per la pubblicazione anche un altro mio romanzo,  AB URBE CONDITA, una mia personale rivisitazione della nascita di Roma… tra l’altro la mia amata città.</p>
<p>IN BOCCA AL LUPO, ALLORA… ANZI “ALLA LUPA”!</p>
<p>Grazie a te per l’attenzione, mai sopita, nei miei riguardi!</p>
<h3>Davide Longoni</h3>
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		<title>FEDERICO ZAMPAGLIONE</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jul 2024 22:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Personaggio eclettico e poliedrico, Federico Zampaglione è noto ai più per essere il front-man della band dei Tiromancino. Non tutti sanno però che il Nostro è anche un ottimo regista, soprattutto di film horror: dopo “Shadow” e “Tulpa – Perdizioni mortali”, Federico sta per tornare l’1 agosto di quest’anno con la sua nuova pellicola “The [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72456" rel="attachment wp-att-72456"><img class="alignleft size-medium wp-image-72456" title="Federico_Zampaglione_1" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/Federico_Zampaglione_1-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Personaggio eclettico e poliedrico, <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=72215">Federico Zampaglione</a> è noto ai più per essere il front-man della band dei Tiromancino. Non tutti sanno però che il Nostro è anche un ottimo regista, soprattutto di film horror: dopo “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=57939">Shadow</a>” e “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=16814">Tulpa – Perdizioni mortali</a>”, Federico sta per tornare l’1 agosto di quest’anno con la sua nuova pellicola “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=72356">The Well</a>”, un oscuro thriller soprannaturale che vi terrà con il fiato sospeso fino alla fine. Abbiamo avuto l’occasione di incontrarlo per voi, per farci raccontare un po’ di lui e di questa sua passione per il cinema.</p>
<p>COMINCIAMO CON UNA DOMANDA DI RITO. CHI È FEDERICO ZAMPAGLIONE?</p>
<p>Mah, ogni tanto per la verità me lo chiedo anch’io. Credo di essere una persona che nella vita ha scelto di seguire principalmente le sue passioni, anche quando questa passioni entravano in contrasto apparente l’una con l’altra, come la musica dei Tiromancino, intimista, romantica, e l’horror, quindi due immaginari completamente diversi. Ma quello che li unisce è la mia passione, il mio amore verso entrambe queste cose. Quindi ho messo sempre al primo posto la ricerca, la passione, il fare le cose in maniera artigianale, in maniera sentita, mettendoci il cuore e ho messo sempre dietro la ricerca del risultato, del successo facile, del compiacere il pubblico. Al pubblico ho sempre dato nel bene o nel male quello che io sentivo, quello che piaceva intanto a me, poi se è piaciuto anche a loro è stato un bene, a volte è successo a volte no, ma comunque le cose piacevano a me e questo mi ha tenuto sempre artisticamente vivo.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72459" rel="attachment wp-att-72459"><img class="alignright size-medium wp-image-72459" title="THE_WELL_locandina_ITA" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/THE_WELL_locandina_ITA2-205x300.jpg" alt="" width="205" height="300" /></a>COME E’ NATA LA TUA PASSIONE PER IL CINEMA E SOPRATTUTTO PER QUELLO HORROR?</p>
<p>La mia passione per il cinema horror ha radici lontanissime, ero un bambino. E’ nata così un giorno per caso: mio padre mi portò nel Tunnel degli Orrori all’EUR, io entrai in contatto con tutto il mondo dell’horror e rimasi folgorato… e da lì ho cominciato ad appassionarmi a tutto quello che aveva a che fare con il cinema, ma anche il fumetto di genere, anche semplicemente facendomi regalare da ragazzino tutte le grandi icone dell’horror di quel periodo dalla mummia all’uomo lupo al vampiro. Poi ho amato tanto il cinema di genere con il quale sono cresciuto, degli anni Settanta, un cinema selvaggio, viscerale, senza compromessi. Quindi l’horror è sempre stata per me una zona di grande interesse perché ti dà la possibilità di spaziare con la fantasia, di passare dal reale al soprannaturale, di inventare situazioni che sono emotivamente molto forti, ma allo stesso tempo non devono seguire il binario della realtà. Credo che sia una delle espressioni artistiche più complesse, più sfaccettate, ma anche più romantiche e interessanti.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72461" rel="attachment wp-att-72461"><img class="alignleft size-medium wp-image-72461" title="THE_WELL_6_mostro_nel_pozzo" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/THE_WELL_6_mostro_nel_pozzo-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" /></a>DOPO “SHADOW” E “TULPA”, SEI RECENTEMENTE TORNATO AL GENERE CON “THE WELL”. CE NE VUOI PARLARE? COME E’ NATA L’IDEA DEL FILM E COME TI SEI MOSSO PER REALIZZARLO?</p>
<p>Dopo “Shadow” e “Tulpa” per tanti anni non ho più fatto film horror, perché in qualche modo la vita mi ha portato altrove e quindi mi sono invece riconcentrato molto sulla musica, ho fatto diversi album, tantissimi concerti… poi sono ritornato al cinema con un film che aveva ben poco a che fare con l’horror, che era “Morrison”, e in tutti questi anni ho sempre aspettato una storia, un’idea, un qualcosa che mi coinvolgesse veramente per decidere di dedicargli due anni della mia vita, finché non è arrivata quest’idea di “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=68878">The Well</a>”. Un giorno, parlando con mia moglie, le dissi: “Ma cos’è che ti spaventa di più? Un luogo, un’idea, un qualcosa…”. E lei mi rispose: “Io ho sempre avuto una paura tremenda del pozzo… la paura di caderci dentro, la paura di qualcosa che possa uscire da lì, di cosa c’è sul fondo…”. E io ho detto: “Caxxo, il pozzo effettivamente è un qualcosa che ha sempre inquietato pure me!”. E da lì diciamo che è nata l’idea di farci un film. Poi è stato scritto il soggetto con Gensini, la sceneggiatura con Stefano Masi che è anche il produttore e, malgrado nessuna delle istituzioni ci abbia dato nulla e ci abbia sostenuto, siamo riusciti comunque a realizzare questo film.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72462" rel="attachment wp-att-72462"><img class="alignright size-medium wp-image-72462" title="The_Well_ARRUDA_CON_SECCHIO_1.1.17" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/The_Well_ARRUDA_CON_SECCHIO_1.1.17-300x125.jpg" alt="" width="300" height="125" /></a>QUAL È STATA LA PARTE PIÙ DIFFICILE NELLA CREAZIONE DEI PERSONAGGI E DELL’AMBIENTAZIONE?</p>
<p>Guarda, “The Well” in generale è stato un film difficilissimo da realizzare, perché il tempo era poco e la difficoltà sia dei personaggi sia delle ambientazioni sia delle scene stesse era grande perché poi c’erano tante scene elaborate, horror, c’erano tante location da gestire, molti trucchi speciali, molti prostetici, effetti pratici che sono stati tutti fatti con Carlo Diamantini. E’ stato un film molto difficile, che mi ha messo proprio alla prova: infatti tornavo in albergo la sera che ero svuotato completamente. Però anche qui, la passione mi teneva sul pezzo e la stessa passione poi era condivisa un po’ da tutta la troupe e dagli attori, per cui poi sul set si era creato un clima quasi da plotone, da truppa, che andava avanti anche nelle difficoltà e siamo riusciti in quattro settimane a fare un film che ne avrebbe richieste anche di più.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72463" rel="attachment wp-att-72463"><img class="alignleft size-medium wp-image-72463" title="The_Well_EMMA_A_CENA_1.1.11" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/The_Well_EMMA_A_CENA_1.1.11-300x125.jpg" alt="" width="300" height="125" /></a>QUALI SONO STATE LE FONTI DI ISPIRAZIONE DEL FILM?</p>
<p>Non ce n’è una in particolare. Diciamo che dentro di me ci sono cose che appartengono al passato, dei grandi maestri: in questo caso ci può essere una reminiscenza de “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=51403">La casa dalle finestre che ridono</a>” perché c’è un’ambientazione gotica, c’è un dipinto da restaurare. Però poi dentro ci sono anche tante cose che appartengono al linguaggio più moderno, le atmosfere che addirittura puoi ritrovare anche nel mio primo horror, “Shadow”, molto cupe, sepolcrali, quasi medievali, che però vengono raccontate con un taglio più moderno, aggressivo, grafico. Quindi, diciamo che non c’è un riferimento in particolare: ho visto tanto di quel cinema horror nel corso della mia vita che è come se, quando poi faccio un disco, dentro ci puoi trovare degli echi di Battisti e di Dalla, ma anche delle cose più moderne… è un mix che a me piace fare, artisticamente, di moderno e di classico.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72464" rel="attachment wp-att-72464"><img class="alignright size-medium wp-image-72464" title="THE_WELL_Lauren_LaVera14" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/THE_WELL_Lauren_LaVera14-300x228.jpg" alt="" width="300" height="228" /></a>UN DOVEROSO APPUNTO VA ALLA SCELTA DEGLI ATTORI. TROVIAMO MOLTI NOMI INTERESSANTI PER I QUALI VOGLIAMO UN TUO BREVE COMMENTO: LAUREN LAVERA, CLAUDIA GERINI, LINDA ZAMPAGLIONE, GIOVANNI LOMBARDO RADICE…</p>
<p>Il cast ha fatto un ottimo lavoro, credo che tutti quanti abbiano dato il massimo. Claudia è un’attrice che ama questo genere, tra le poche attrici italiane che lo conosce e che lo prende seriamente, perché purtroppo molto spesso gli attori di nome pensano che il lavoro sia una cosa semplice da fare ed è lì che si vanno a prendere delle grandi cantonate. <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=70442">Lauren LaVera</a> è un’attrice duttile, sempre sul pezzo. Ci facevamo delle lunghe chiacchierate in cui io le spiegavo esattamente cosa volevo e lei era sempre molto ricettiva. Stessa cosa per mia figlia Linda con la quale sul set avevo un rapporto uguale a quello di tutti gli altri attori, cioè non c’erano rapporti papà/figlia. <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=52360">Lombardo Radice</a> l’ho visto poco, abbiamo fatto però delle belle chiacchierate. Purtroppo poi quando è venuto a mancare è stato un grande dispiacere, perché era una persona che, per quel poco che l’ho conosciuta, mi sembrava molto interessante. Io metterei tra loro anche il lavoro immenso che ha fatto Lorenzo Renzi nel ruolo del carceriere: ha preso 30 chili per fare quel ruolo e ha sviluppato tutto un linguaggio del corpo perché non ha neanche una battuta, tutta una serie di suoni diversi, di tic, che secondo me hanno reso quel personaggio veramente potente e abbastanza unico.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72465" rel="attachment wp-att-72465"><img class="alignleft size-medium wp-image-72465" title="The_Well_LISA_A_CENA_1.1.12" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/The_Well_LISA_A_CENA_1.1.12-300x125.jpg" alt="" width="300" height="125" /></a>RECENTEMENTE LA CENSURA SI E’ ABBATTUTA SU “THE WELL” DANDO ALLA PELLICOLA UN V.M. 18: IL FILM E’ STATO CONSIDERATO PIU’ DISTURBANTE DI “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=863">SAW</a>”, “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=75">HOSTEL</a>” E DELL’ULTIMO “EVIL DEAD”. COME HAI PRESO LA NOTIZIA?</p>
<p>Prendo atto del pesante divieto imposto al mio film, ma non farò nessun ricorso né taglierò scene per ammorbidirlo. “The Well” è un horror viscerale, crudo e senza compromessi e la visione può effettivamente essere sconsigliata a un pubblico di minori.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72468" rel="attachment wp-att-72468"><img class="alignright size-medium wp-image-72468" title="The_Well_AGONIA_DI_TONY_1.1.20" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/The_Well_AGONIA_DI_TONY_1.1.20-300x125.jpg" alt="" width="300" height="125" /></a>ULTIMA DOMANDA. QUALI PROGETTI HAI PER IL FUTURO?</p>
<p>Progetti per il futuro ho qualche nuova canzone che non so dove finirà e quando farò uscire, però canzoni che mi piacciono. E ultimamente mi è venuta una storia molto potente per un nuovo film horror, però… chissà cosa succederà? Oggi preferisco godermi quello che c’è nel mio piatto senza troppo pensare al futuro, perché il futuro è imprevedibile e tutte le volte che fai dei piani o dei programmi spesso vengono poi sconvolti da altre cose. Ormai ho tolto le aspettative dalle cose che faccio perché non dipende da me poi il risultato, quindi mi godo il fatto di farle e ho tolto anche troppi programmi futuri perché mi godo quello che devo fare in quel momento. Ad esempio: tra un po’ uscirà “The Well”, farò una tournée quest’estate… andare a curiosare troppo lontano mi sembra una perdita di tempo.</p>
<p>Un saluto a tutti e grazie per l’intervista.</p>
<p>GRAZIE A FEDERICO ZAMPAGLIONE PER IL SUO TEMPO: NON PERDETEVI L’USCITA DI “THE WELL” L’1 AGOSTO PERCHE’ E’ UN FILM VERAMENTE POTENTE! ALLA PROSSIMA!</p>
<h3>Davide Longoni</h3>
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		<title>GLENN COOPER</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jul 2024 22:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[È stato un appuntamento letterario straordinario quello tenutosi nei giorni scorsi a Bisceglie, in Puglia, con Glenn Cooper, autore di bestseller, a partire da quello di esordio dal titolo “La Biblioteca dei Morti” (Editrice Nord). I suoi romanzi sono stati tradotti in 30 lingue e soltanto in Italia ha venduto 4 milioni di copie. Cooper, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72365" rel="attachment wp-att-72365"><img class="alignleft size-medium wp-image-72365" title="Glenn 1" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/Glenn-1-251x300.jpg" alt="" width="251" height="300" /></a>È stato un appuntamento letterario straordinario quello tenutosi nei giorni scorsi a Bisceglie, in Puglia, con <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=30997">Glenn Cooper</a>, autore di bestseller, a partire da quello di esordio dal titolo “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=12300">La Biblioteca dei Morti</a>” (Editrice Nord). I suoi romanzi sono stati tradotti in 30 lingue e soltanto in Italia ha venduto 4 milioni di copie. Cooper, giunto nel Belpaese per un tour promozionale del suo nuovo romanzo “L’ultimo conclave” (Editrice Nord) è stato invitato a Bisceglie per l’anteprima della 15° edizione del Festival Libri nel Borgo Antico. L’incontro si è svolto davanti al suggestivo castello risalente all’XI secolo, con la partecipazione di un folto e attento uditorio accorso non solo dalla Puglia ma anche dalle regioni limitrofe. Nel dare il benvenuto al grande scrittore, Alessandra Di Pierri e Sergio Silvestris dell’associazione Borgo Antico di Bisceglie, hanno evidenziato gli obiettivi del Festival finalizzato ad aprire le vie del centro storico della città a personalità di livello nazionale e internazionale della narrativa, della poesia, dell’arte, del cinema e dello spettacolo, promuovendo dibattiti tesi ad affrontare tematiche di cultura e di attualità, a ospitare giovani talenti e ad ampliare lo sguardo verso opinioni diverse  e plurali. La serata è stata brillantemente condotta da Adriano Monti Buzzetti, responsabile della redazione culturale del Tg2, il quale ha conversato con l’illustre ospite introducendo, senza spoilerare la trama del romanzo.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72366" rel="attachment wp-att-72366"><img class="alignright size-medium wp-image-72366" title="Glenn 2" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/Glenn-2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>“L’ultimo conclave” è ambientato in una quanto mai oscura Città del Vaticano in cui dopo la dipartita di papa Giovanni XXIV, trovato morto nel suo letto, si riunisce il conclave per eleggere il nuovo pontefice. Ma con un colpo di scena, mentre i fedeli attendono il responso, tutti i cardinali scompaiono misteriosamente dalla Cappella Sistina in cui erano riuniti. Il noto eroe di Glenn Cooper, Cal Donovan già protagonista di altri affascinanti romanzi, giunto a Roma come commentatore della CNN, si getterà a capofitto in una nuova pericolosa avventura tra storia e mille enigmi. Prima di iniziare la presentazione abbiamo avuto modo di porre alcune domande allo scrittore statunitense, accompagnato per l’occasione dall’addetto stampa dell’Editrice Nord, Barbara Trianni, e dalla traduttrice Solange Toralbo che ringraziamo per la gentile collaborazione che ha reso possibile la presente intervista.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72367" rel="attachment wp-att-72367"><img class="alignleft size-medium wp-image-72367" title="Glenn 3" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/Glenn-3-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>GLENN COOPER, UN ALTRO ROMANZO IN CUI LA FANNO DA PADRONE CHIESA E MISTERO. COSA TI AFFASCINA DI QUESTO MONDO?</p>
<p>La ragione per la quale il Vaticano a mio parere è molto suggestivo e adeguato alle mie trame è perché, tra fede e potere, ha una struttura molto opaca.</p>
<p>COSA NE PENSI DELLA SITUAZIONE ATTUALE NELLA CHIESA?</p>
<p>Oggi nella Chiesa c’è uno scontro fra progresso e conservazione. C’è una spaccatura e forse anche la possibilità di uno scisma. Credo che il papa sia consapevole di questo, ecco perché oscilla in un equilibrio precario.</p>
<p>PASSIAMO ALLE TUE OPERE. COME NASCONO E COME TI DOCUMENTI?</p>
<p>La ricerca è una parte molto importante per me ed è anche la parte più piacevole.  Una volta che ho l’argomento su cui scrivere comincio a documentarmi, a trovare le fonti, i testi primari e quelli secondari, gli articoli di stampa cartacei e online. Per alcuni libri mi documento anche per molti mesi.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72368" rel="attachment wp-att-72368"><img class="alignright size-medium wp-image-72368" title="Glenn 4" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/Glenn-4-191x300.jpg" alt="" width="191" height="300" /></a>COME COSTRUISCI UNA TRAMA?</p>
<p>Il segreto del gioco della scrittura è combinare razionalità e immaginazione. Quando scrivi un romanzo storico con aspetti misteriosi devi mettere insieme tutto: studi, ricerche, esperienze personali e la parte inventiva. È qui l’alchimia della scrittura.</p>
<p>INVECE COME CREI I PERSONAGGI?</p>
<p>La mia conoscenza viene soprattutto dalla comprensione degli esseri umani, ho grande curiosità verso la natura umana. Mi piace immaginare cosa farei io se fossi in una data situazione.</p>
<p>COSA TI PIACE TRASMETTERE AI TUOI LETTORI: PAURA, MERAVIGLIA, SUGGESTIONE, DIVERTIMENTO?</p>
<p>Più che altro mi piace scrivere una bella storia. Una storia che magari è diversa da quella che i lettori hanno letto prima e che li espone a scenari unici. Ma soprattutto una storia che permetta loro di evadere dalla vita di tutti i giorni e che li faccia perdere nelle pagine dei miei romanzi per un po’ di tempo.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72369" rel="attachment wp-att-72369"><img class="alignleft size-medium wp-image-72369" title="Glenn 5" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/Glenn-5-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>C’E’ UNO SCRITTORE ITALIANO CHE PIU’ TI AFFASCINA?</p>
<p>Sicuramente Umberto Eco per la sua capacità di trasmettere al lettore sia l’aspetto culturale sia quello della piacevolezza della narrazione; e poi <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=56839">Camilleri</a> per la sua capacità di inventare nuove storie e di tenere sempre vivo e fresco il suo personaggio Montalbano.</p>
<p>STAI EFFETTUANDO UN AMPIO TOUR IN ITALIA. COSA APPREZZI MAGGIORMENTE DEL NOSTRO PAESE?</p>
<p>Non è la prima volta, sono stato in giro molto in Italia. Mi piace perché ha luoghi storici ovunque e per questo ambiento i miei libri nel vostro Paese. Il passato crea il presente e nei miei romanzi io mi diverto ad andare su vari piani temporali. <strong></strong></p>
<p>CERTAMENTE UN EVENTO DI NOTEVOLE RILIEVO QUELLO CON GLENN COOPER, MOLTO BEN ORGANIZZATO. IN PROPOSITO VALE LA PENA SEGNALARE CHE PER IL PROSSIMO 10 LUGLIO, SEMPRE NELL’AMBITO DEL FESTIVAL, È PREVISTO L’INCONTRO CON LA CINQUINA FINALISTA DELLA 62° EDIZIONE DEL PREMIO CAMPIELLO. UN ALTRO IMPORTANTE APPUNTAMENTO LETTERARIO DA NON PERDERE!</p>
<h3>Filippo Radogna</h3>
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		<title>il7 &#8211; MARCO SETTEMBRE</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Jun 2024 22:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Autore eclettico, pittore, grafico, giornalista, appassionato di fantascienza e del fantastico in generale, il7 aka Marco Settembre è un personaggio con moltissime sfaccettature tutte da scoprire… e siamo lieti di poterlo ospitare sulla Zona Morta per conoscerlo meglio. COMINCIAMO CON UNA DOMANDA DI RITO. CHI È MARCO SETTEMBRE E COME NASCE LO PSEUDONIMO “IL7” CON [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72320" rel="attachment wp-att-72320"><img class="alignleft size-medium wp-image-72320" title="il7 il 18-7-2023" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/il7-il-18-7-2023-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Autore eclettico, pittore, grafico, giornalista, appassionato di fantascienza e del fantastico in generale, <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=72045">il7 aka Marco Settembre</a> è un personaggio con moltissime sfaccettature tutte da scoprire… e siamo lieti di poterlo ospitare sulla Zona Morta per conoscerlo meglio.</p>
<p>COMINCIAMO CON UNA DOMANDA DI RITO. CHI È MARCO SETTEMBRE E COME NASCE LO PSEUDONIMO “IL7” CON IL QUALE A VOLTE TI FIRMI?</p>
<p>Salve, Davide. Io sono una persona creativa e anche piuttosto eclettica che ha compiuto studi classici al Liceo e poi si è laureato cum laude in Sociologia, con specializzazione Mass Media e in particolare Cinema e Videoarte, e non a caso ho anche sensibilità visuale perché ho studiato anche grafica pubblicitaria e ho fatto il grafico per un po’, ma soprattutto sono stato pittore con uno stile piuttosto originale con due diverse tecniche: olio su tela e collage. Ho iniziato molto precocemente a mostrare notevoli doti espressive: tra i 12 e i 13 anni scoprii il Futurismo, il Surrealismo e la Fantascienza, e fui il migliore della mia classe in Educazione Artistica, e scrivevo anche pezzi di racconti molto bizzarri e uno più lungo e concluso che poi andò perduto, purtroppo. Lo pseudonimo “il7” mi fu affibbiato invece dai compagni del Liceo Classico nel lontano 1982, a occhio, un po’ perché era l’abbreviazione del cognome, e un po’ perché secondo la Cabala il numero 7 è molto suggestivo e adatto a un artistoide com’ero allora, perché simboleggia la tensione verso la perfezione. Ora mi firmo sempre così, non solo “a volte”, come dici, e anche e soprattutto sulle copertine dei miei libri e come giornalista.</p>
<p>COME HAI COMINCIATO A SCRIVERE?</p>
<p>Aggiungo a quanto già detto che già a 13 anni le brevi storie incompiute che scrivevo erano per me un modo per esprimere la mia ricerca di qualcosa che andasse oltre la banalità del quotidiano, e già da allora le mie caratteristiche erano la stravaganza e l’ironia; c’era anche l’aspetto avventuroso e misterioso, ma spesso era declinato, o destrutturato/dissacrato, in una forma umoristica. Il mio stile oggi è ovviamente molto più maturo e consapevole, però l’attitudine di fondo è rimasta la stessa.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72321" rel="attachment wp-att-72321"><img class="alignright size-medium wp-image-72321" title="il7 Copertina di Elucubrazioni a buffo!" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/il7-Copertina-di-Elucubrazioni-a-buffo-181x300.jpg" alt="" width="181" height="300" /></a>VUOI PARLARCI DELLE TUE PRODUZIONI PRECEDENTI, IN PARTICOLAR MODO DI QUELLE A CUI SEI PIU’ LEGATO?</p>
<p>Io ho scritto davvero molto, e solo il 20% è stato pubblicato, finora, soprattutto perché i miei primi tre libri sono stati un piacevole rodaggio ma ora cerco un upgrade, un avanzamento, dal punto di vista editoriale: voglio giocarmi al meglio le prossime cartucce, che ti assicuro sono esplosive! Sono legato a tutt’e tre i miei libri: il primo è “Esterno, giorno” (2011) un gioiellino dedicato a Roma, la mia città, e comprende le foto di un coautore, intorno alle quali ho dispiegato i miei spunti tra l’esistenzialista, il surreale e il narrativo, sempre con il mio solito tocco ironico. Il terzo libro (2018) è “Ritorno a Locus Solus”, il sequel fantasioso dell’opera più celebre del proto-patafisico Raymond Roussel, e anche in questo caso ho avuto un compagno in questa iniziativa. Ma il lavoro a cui sono più legato è l’antologia “Elucubrazioni a buffo!” (2015) che contiene racconti davvero curiosi e divertenti, tra Fantascienza e Avantpop; sono anche piuttosto diversi tra loro, per cui il lettore si ritrova tra le mani qualcosa di sfaccettato, che ha uno stile ma anche dei contenuti, e che di certo può sorprenderlo ad ogni pagina e farlo sorridere con un fondo di malinconia.</p>
<p>COSA PUOI DIRCI INVECE DEI TUOI PROGETTI PIU’ RECENTI?</p>
<p>Tra i miei altri progetti si possono considerare a parte le lunghe recensioni che scrivo mensilmente per il sito per cui lavoro dal 2018, Cyberpunk Italia, perché questa in realtà è lo routine, anche se vissuta con passione, perché faccio il giornalista culturale dal 2008 e ho conseguito il tesserino da giornalista nel 2012, risultando sempre, modestamente, tra i migliori in ogni redazione in cui ho lavorato (ho cambiato circa 6-7 testate on line, anche se le più importanti sono quattro: MArte Magazine, Art a part of cult(ure), Cyberpunk Italia e Delos Rivista. I veri progetti letterari recenti sono i vari racconti pubblicati su diverse antologie, tra cui citerei “Carneide – La seconda antologia del Novocarnismo”, “Oltre il confine”, “Nova”, “Flussi potenziali” e i recenti “Psicomondo” e “Ultime letture”. Ma come progetti davvero corposi, ho due altre antologie personali pronte (la prima è stata “Elucubrazioni a buffo!”, di cui ho già parlato) e diversi romanzi da concludere, tra cui la mia opera più nota che ho presentato in episodi in innumerevoli reading performativi in varie location anche di prestigio, a Roma (come l’Alpheus, il Centro Elsa Morante, la galleria d’arte Ospizio Giovani Artisti): il “Progetto NO”. Altri titoli sono: “Ci capiscono poco”, “Wayne e il senso di sfregamento intimo”, “Farai un lavoro che oggi non esiste”, “L’ennesimo video”, “I maledetti che rubano il desiderio”.</p>
<p>VISTO CHE ULTIMAMENTE CAPITA SEMPRE PIU’ SPESSO DI LEGGERE MOLTI AUTORI, SIA EMERGENTI SIA AFFERMATI, ANCHE IN FORMATO DIGITALE, SECONDO TE QUALE SARA’ IL FUTURO DELL’EDITORIA? VEDREMO PIAN PIANO SCOMPARIRE IL CARTACEO A FAVORE DEGLI E-BOOK O PENSI CHE QUESTE DUE REALTA’ POSSANO CONVIVERE ANCORA PER LUNGO TEMPO?</p>
<p>Non sono costantemente aggiornato sul problema e non dispongo di dati ufficiali e statistiche, per cui posso solo andare a sensazione: io ho la passione del libro come oggetto, con la sua materialità, l’odore, e la possibilità di essere esibito su una bella scaffalatura insieme agli altri, però realisticamente mi rendo conto che lo spazio nelle nostre case non è infinito e che anche certe risorse naturali forse non potranno essere sfruttate all’infinito, quindi io personalmente sono già stato “costretto” ad acquistare dei libri in formato elettronico, e la lettura resta piacevole lo stesso; però, anche per la possibilità un po’ romantica di essere “vissuto” con annotazioni a margine a matita, io spero ancora che il libro di carta conviva ancora a lungo come formato!</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72322" rel="attachment wp-att-72322"><img class="alignleft size-medium wp-image-72322" title="il7 all'OGA, 2017" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/il7-allOGA-2017-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a>IN QUESTI ANNI DI ATTIVITÀ HAI SEMPRE AVUTO UNA PREDILEZIONE PER IL GENERE FANTASTICO. CHE SIGNIFICATO HA PER TE QUESTA TEMATICA?</p>
<p>Parlando di come iniziai da giovanissimo, già ti avevo risposto dicendoti che il Fantastico permette di superare la tirannia del banale, ma poi non si può non sottolineare che è un genere con una ampia e nobile tradizione che va se vogliamo dall’antichità dei miti e dello stesso Omero alla letteratura cavalleresca di autori come <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=62485">Ariosto</a>, fino ad arrivare al Romanticismo e dintorni con nomi quali <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=958">Hoffmann</a>, Horace Walpole, <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=5746">Stevenson</a>, e ovviamente <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=485">Poe</a>, <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=66">Lovecraft</a>, a cui si salda la prima Fantascienza della <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=60882">Shelley</a>, di <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=32373">Wells</a> e <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=17564">Verne</a>. Il Fantastico raccoglie l’eredità delle fiabe più ambigue e ci pone di fronte ad inquietudini che miscelano a volte passato, presente e futuro, sfidandoci ma incitandoci ad essere analitici pur usando il cuore, e viceversa, e ad essere comunque sempre armati di coraggio anche nel percorrere i sentieri in chiaroscuro della vita ma anche nell’andare a cercare il Senso nell’infinito del Cosmo.</p>
<p>VENIAMO A UNA DOMANDA PIÙ GENERALE. DOVE TRAI ISPIRAZIONE PER TUTTE LE TUE STORIE?</p>
<p>Come dicevo, ho una spinta surreale che agisce in me, quindi anche quando – non molto spesso – ambiento le mie storie nello Spazio, ho sempre questa voglia di trasfigurare la nostra realtà rispondendole con altrettante beffe oppure evidenziando amaramente quelle che ci propina lei. In generale le mie storie sono distopie in cui i personaggi si arrabattano in modo grottesco a reagire a eventi o condizioni individuali, sociali e politiche piuttosto critiche, e il lettore viene portato al ghignetto a denti stretti, perché in questo periodo in effetti lo scenario reale non è che sia molto diverso, ma la Fantascienza in effetti in alcuni casi, me compreso, prende anche un po’ i toni e le funzioni della satira. A volte nelle mie storie c’è anche un pizzico di eros; a volte più di un pizzico. Diciamo che io cerco di essere imprevedibile e che quindi uso diversi ingredienti narrativi e qualcuno mi dice che sono spregiudicato anche nel non osservare pedissequamente le norme della narratologia, anche se in un certo periodo – circa due anni fa – le ho studiate abbastanza. Ma in un genere come il Fantastico o nella Fantascienza non è forse appassionante andare oltre e spezzare le convenzioni, per nel rispetto del lettore? Credo proprio di sì. ;)</p>
<p>QUALI SONO I TUOI SCRITTORI PREFERITI?</p>
<p>Dopo quanto già ho detto, si può intuire che io prediligo la Fantascienza distopica, sociologica, umoristica, (post)apocalittica, quindi adoro <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=1239">Ballard</a>, di cui praticamente ho tutto pur non avendo finito di leggere la sua opera, così come posso dire per <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=921">P. K. Dick</a>, che è il mio preferito in assoluto proprio per la vena ironica che scorre a fianco a quella visionaria. Di tutti gli autori che amo ho letto e posseggo molte opere, non una sola; e così è anche per il padre del Cyberpunk, <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=49349">William Gibson</a>. E anche quel grandissimo genio “maledetto” che è <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=35304">William S. Burroughs</a>, nonché <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=31256">Bradbury</a>, Vonnegut. Ma voglio citare anche il mio idolo dell’adolescenza, <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=36473">Sheckley</a>, oltre ovviamente al divertente “filosofo” Douglas Adams, con la sua celeberrima “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=56837">Guida galattica per autostoppisti</a>”. Ho letto anche un paio dei potenti testi del compianto <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=38751">Valerio Evangelisti</a>. Non posso esimermi dal confessare che “tradisco” in questi ultimi anni la Fantascienza col Postmodernismo (studiato all’università a suo tempo) di Foster Wallace, Don DeLillo, Philip Roth. E classici moderni come <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=3832">Orwell</a>, <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=68024">Bukowski</a>, Celine, Sartre (mi riferisco a “La nausea” e “Il muro”) e il nostro Pirandello. Tra i contemporanei, il primo e il secondo <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=10922">Lansdale</a>.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72323" rel="attachment wp-att-72323"><img class="alignright size-medium wp-image-72323" title="il7 su YouTube, 2015" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/il7-su-YouTube-2015-300x173.jpg" alt="" width="300" height="173" /></a>E PER QUANTO RIGUARDA I FILM CHE PIU’ TI PIACCIONO, CHE CI DICI?</p>
<p>Ti dico che nella prima parte della mia vita, quando studiavo ma avevo una sensibilità più visuale, essendo pittore scelsi di laurearmi sul Cinema, quindi ho presente tutta la sua storia, ma restando alla SF mi ritrovo ad essere così “vecchio” da aver la fortuna di essermi formato con la visione al cinema in prima visione di capolavori come “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=40034">Blade Runner</a>”, “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=946">La cosa</a>”, “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=13006">Alien</a>”, ma anche il divertente “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=58738">Ghostbusters</a>” e il drammatico e in buona parte visionario “Apocalypse now!” E che dire di “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=39594">1997: fuga da New York</a>” e della saga di <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=167">Mad Max &#8211; Interceptor</a>? Ma poi recuperai anche un classico come “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=24272">L’invasione degli ultracorpi</a>”. Ho adorato negli anni ’90 l’adattamento di Kafka che fu fatto con “Delitti e segreti”. Ma con le mie radici puoi immaginare quanto sia legato anche al lavoro di <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=71">David Lynch</a> e di <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=54889">Terry Gilliam</a>. Ovviamente sono anche un cultore di “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=32303">Matrix</a>” e ho visto tutt’e due le trasposizioni su grande schermo di “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=3734">Io sono leggenda</a>” di <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=12950">Matheson</a>. Come recensore mi è capitato poi di occuparmi in profondità di un altro grande e geniale Maestro: <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=25910">David Cronenberg</a>; un mio articolo speciale su di lui è contenuto nel numero 2 della splendida rivista “Massacro”.</p>
<p>ULTIMA DOMANDA, POI TI LASCIAMO AL TUO LAVORO. QUALI PROGETTI HAI PER IL FUTURO E QUAL È IL TUO SOGNO (O I SOGNI) CHE HAI LASCIATO NEL CASSETTO?</p>
<p>I miei progetti per il futuro consistono nel concludere i romanzi in sospeso e pubblicarli con una casa editrice davvero buona: penso che questo mio stile così particolare potrebbe raccogliere dell’interesse, e non lo dico per vantarmi, ma con un giocoso compiacimento; scrivere è un mestiere solitario, e così io che attualmente vivo da solo non per scelta ma per un brutto scherzo del destino penso che per me è sempre un piacere condividere con i critici e i lettori questo magnifico “gioco” creativo. Diciamo dunque che i cassetti sono così pieni che sono sul punto di scoppiare, e mi prefiguro una ben felice deflagrazione! Grazie mille della tua disponibilità e delle intelligenti domande.</p>
<p>GRAZIE A TE PER LA DISPONIBILITA’… ALLA PROSSIMA!</p>
<h3>Davide Longoni</h3>
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		<title>MARIO GAZZOLA</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2024 22:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Mario Gazzola è uno di quelli che non si ferma mai: non si ferma a un genere, non si ferma a un’etichetta, non si ferma a uno stereotipo. Scrive di musica, scrive letteratura cyberpunk, scrive saggi, scrive racconti fantamusicali, collabora al programma “Wonderland”; e poi ancora scrive letteratura gialla e nera, scrive teatro… addirittura diventa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72269" rel="attachment wp-att-72269"><img class="alignleft size-medium wp-image-72269" title="gazzola1" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/gazzola1-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=55353">Mario Gazzola</a> è uno di quelli che non si ferma mai: non si ferma a un genere, non si ferma a un’etichetta, non si ferma a uno stereotipo. Scrive di musica, scrive letteratura cyberpunk, scrive saggi, scrive racconti fantamusicali, collabora al programma “Wonderland”; e poi ancora scrive letteratura gialla e nera, scrive teatro… addirittura diventa autore dell’<em>Enciclopedia della musica del XX secolo</em> edita da Treccani, riscrive in chiave postmoderna il classico “Dottor Jekyll &amp; Mr. Hyde” di <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=5746">Stevenson</a> con due sequel apocrifi… e recentemente si è buttato sulla stesura di una “video novel”. Che dire? Un personaggio sicuramente da conoscere meglio!</p>
<p>COMINCIAMO ALLORA CON UNA DOMANDA DI RITO. CHI È MARIO GAZZOLA?</p>
<p>È l’Edward Hyde del XXI secolo, <em>ça va sans dire</em>.</p>
<p>COME HAI COMINCIATO A SCRIVERE?</p>
<p>Facendo il giornalista musicale negli anni ’90, dopo aver scoperto grazie alla mia tesi di laurea sulle subculture giovanili legate al rock (mio primo premio letterario e libro edito) che forse avevo della stoffa.</p>
<p>VUOI PARLARCI DELLE TUE PRODUZIONI PRECEDENTI, IN PARTICOLAR MODO DI QUELLE A CUI SEI PIU’ LEGATO?</p>
<p>Ho pubblicato tre romanzi: “Rave di Morte” (Mursia, 2009), “Buio in Scena” (Posthuman, 2022), al quale sono particolarmente legato perché è stata la mia prima idea narrativa (a partire da un articolo di cronaca letto nel 1995), e “Hyde in Time” (<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=64245">Edikit</a>, 2023), che ad oggi considero il mio vertice letterario, nella “poetica dell’Arte come dannazione” (oltre che vertice della collaborazione parola/immagine con <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=53047">Roberta Guardascione</a>, la definizione tra virgolette è sua). Mi ha fatto molto piacere vincere il Premio Vegetti 2019 col saggio “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=51899">FantaRock</a>” (Arcana, 2018), cofirmato col giornalista musicale Ernesto Assante di Repubblica, che poi ho convinto a debuttare anche come narratore nella successiva antologia di racconti fantamusicali “S.O.S. – Soniche Oblique Strategie” (Arcana, 2019), accanto a me, <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=23979">Arona</a>, Cappi, <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=10948">De Matteo</a>, <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=34661">Kremo</a>, Salvatori e il musicista Marsico.</p>
<p>Ovviamente, ora sono molto legato all’ultimo nato: il “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=72126">Situation Tragedy</a>” di cui parliamo qui di seguito, appena uscito (ancora per Edikit) dopo un cammino editoriale molto travagliato, anche se in realtà è stato la mia prima collaborazione con Roberta.</p>
<p>CE NE VUOI PARLARE?</p>
<p>La novella era già uscita in forma letteraria nella mia antologia “Crepe nella Realtà”, con tre racconti miei pubblicati in e-book nel 2012 dal compianto amico (e collaboratore di molte scorribande musicali) Assante sotto la sua egida digitale Alea, quando nessuno ancora immaginava che un “lockdown” epidemico avrebbe reso profetica la distopia di una comunità che vive reclusa nel proprio supercondominio autosufficiente, comunicando (e sfidandosi) solo nello spietato reality show televisivo interno. Per rendere il quale in forma scritta ho scelto d’intervallare la narrazione con finti break pubblicitari e brandelli di notiziari, com’è in effetti il continuum televisivo in cui galleggia spesso oggi l’uomo “medio”. La definizione di “video-novel” è di Roberta e rende perfettamente la sua caratteristica ora che è da lei arditamente illustrato come un light novel, cioè quella di essere “già cinema” in forma cartacea, come dice il prefattore <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=63064">Andrea Carlo Cappi</a>.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72270" rel="attachment wp-att-72270"><img class="alignright size-medium wp-image-72270" title="gazzola 2" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/gazzola-2-242x300.jpg" alt="" width="242" height="300" /></a>COME E’ NATO UN PROGETTO COSI’ PARTICOLARE?</p>
<p>“Sì, sono proprio il Gazzola di <em>Wonderland</em>. Certo, ci siamo conosciuti all’assemblea della World SF col <em>FantaRock</em>! Ah, davvero tu disegni? Bello, e&#8230; senti, ma ti piacerebbe illustrare un mio racconto?”.</p>
<p>QUAL È STATA LA PARTE PIÙ DIFFICILE NELLA CREAZIONE DEI PERSONAGGI E DELL’AMBIENTAZIONE?</p>
<p>I personaggi di “Situation Tragedy” sono tutti più o meno satire di personaggi inflittici dalla TV spazzatura di quegli anni: la “mamma di Cogne”, il fotografo dei vip Corona, una generica (aspirante) starlette sexy e idiota, il misterioso Admin, ispirato al regista di “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=51692">Truman Show</a>” di <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=37190">Weir</a> (uno dei punti di riferimento della storia meta-televisiva)&#8230; c’è dentro persino un’immaginaria telepromozione in cui appaio io stesso, in un buffo dialogo con mia moglie sui “fumetti trash” (una situazione che immagino ben nota a molti lettori, a tutti gli appassionati della “degenerata narrativa di genere”). Il protagonista Walter Mosca a sua volta è una sorta di “Pippo Baudo/Bruno Vespa decaduto” (come intuite, pura fantascienza!), un’ex star della TV generalista a disagio nel mondo del reality interattivo in cui è costretto a cercar di recuperare un po’ di audience. Rileggendoli oggi penso che la difficoltà di quei personaggi è che sono legati a una certa fase d’attualità, quindi rischiano d’invecchiare più in fretta di caratteri slegati dai riferimenti al presente. Nell’ambientazione in un condominio da incubo, Roberta è maestra di geometrie allucinanti quindi nessuna difficoltà!</p>
<p>QUALI SONO STATI GLI SPUNTI PER LA CREAZIONE DI “SITUATION TRAGEDY” E DEL SUO CONTESTO?</p>
<p>L’idea era dare vita al “mio <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=40040">Videodrome</a> letterario”, ma fra gli spunti – come dicevo già sopra – c’è anche l’incubo peep-televisivo di “Truman Show”; sul versante letterario il “Condominium” di <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=1239">Ballard</a> (allora non era ancora stato girato il relativo film “High Rise” di Ben Wheatley) e &#8211; come leggete nel testo &#8211; alcuni frammenti che trovate citati dal “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=41153">Pasto Nudo</a>” di <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=35304">Burroughs</a>, gran maestro ideale di ogni multimedialità deviata; su quello visivo le geometrie impossibili di Escher, che hanno ispirato anche <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=70236">Nolan</a> per le architetture visionarie di “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=1248">Inception</a>”.</p>
<p>CONOSCIAMO GIA’ DA TEMPO ROBERTA GUARDASCIONE, CHE SI E’ OCCUPATA DELLA PARTE VISIVA DEL VOLUME: COME TI SEI MOSSO INSIEME A LEI E COME SIETE RIUSCITI A TRASFORMARE LE TUE IDEE/CONCETTI IN REALTA’/ILLUSTRAZIONI?</p>
<p>Quando lei mi chiedeva come immaginavo io una scena, le mandavo dei fotogrammi o dei clip di film, copertine di dischi, quel che mi girava in mente come visualizzazioni di certe situazioni (ad es. Admin è modellato sull’Ed Harris di “Truman Show”, Walter colla testa nello schermo viene da “Videodrome”,  etc.), ma in generale lei è libera d’interpretare la storia con la sua personalità artistica: la nostra è una collaborazione che si basa su una sintonia ideale perfetta e alla pari: non è una “commessa” in cui io richiedo di visualizzare qualcosa, il risultato finale deve soddisfare entrambi, non solo il “committente”. E la magia è che ciò accade spontaneamente.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72271" rel="attachment wp-att-72271"><img class="alignleft size-full wp-image-72271" title="gazzola 3" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/gazzola-3.jpg" alt="" width="208" height="300" /></a>DA QUANTO COLLABORATE INSIEME E COSA APPREZZI MAGGIORMENTE DI LEI E DEL SUO STILE?</p>
<p>Dal 2019, essendoci incontrati appunto all’Assemblea World SF in cui ho vinto il Vegetti per il miglior saggio. Apprezzo appunto la “magia” di cui dicevo sopra, che rende i suoi pennelli (digitali o analogici che siano) l’ideale visualizzazione dei miei deliri narrativi. Una chimica che ha raggiunto l’acme durante la creazione dei disegni per il romanzo “Hyde in Time”, in cui Roberta ha assecondato la struttura su tre manoscritti apocrifi triplicandosi in altrettante identità pittoriche delle rispettive epoche. Sfogliatelo per credere! Il suo apporto a un certo punto è stato anche prezioso per la scrittura letteraria della trama e ha portato implicitamente l’ampliamento del ruolo assegnato al pittore inglese Walter Sickert nel secondo manoscritto e all’immaginario artista “alla Banksi” Eddie nel terzo.</p>
<p>VISTO CHE ULTIMAMENTE CAPITA SEMPRE PIU’ SPESSO DI LEGGERE MOLTI AUTORI, SIA EMERGENTI SIA AFFERMATI, ANCHE IN FORMATO DIGITALE, SECONDO TE QUALE SARA’ IL FUTURO DELL’EDITORIA? VEDREMO PIAN PIANO SCOMPARIRE IL CARTACEO A FAVORE DEGLI E-BOOK O PENSI CHE QUESTE DUE REALTA’ POSSANO CONVIVERE ANCORA PER LUNGO TEMPO?</p>
<p>Non mi sento profeta di mercato, ma ho l’impressione che la gente legga sempre meno su qualunque formato, non mi pare che la carta si ritiri a fronte di chissà quale ondata montante di edizioni in digitale. Peraltro, se si fa un giro al Salone di Torino (o più in piccolo a fiere specializzate come “Stranimondi” o “Marginalia”) si vedono code (più o meno folte a seconda della manifestazione) di persone che girano fra i banchetti, guardano le copertine, sfogliano i libri fisici e talvolta se li comprano pure; talvolta no, spesso si ha la sensazione che molta gente si accontenti dell’evento in sé, magari dell’incontro con l’autore, dell’autografo, più che andare a cercare nuove scoperte o approfondimenti di generi e correnti. Noi siamo ancora affezionati al supporto cartaceo, che tra l’altro consente d’apprezzare meglio la storia illustrata, ma se dobbiamo temere qualcosa, mi pare più la “cultura del like” al posto del leggere a fondo l’opera che non la concorrenza dell’innovazione digitale, dell’audiolibro o che altro.</p>
<p>IN QUESTI ANNI DI ATTIVITÀ HAI SEMPRE AVUTO UNA PREDILEZIONE PER IL GENERE FANTASTICO. CHE SIGNIFICATO HA PER TE QUESTA TEMATICA?</p>
<p>Forse che non mi rassegno all’idea che la realtà sia il castello di mediocrità e di porte chiuse che ho l’impressione di abitare. Spesso i miei personaggi ambiscono una sorta di “volo di Icaro” e alla fine la pagano cara come il mitologico volatore: trasporre queste dinamiche nel fantastico secondo me agevola il coté metaforico della trama (proprio come nel caso del Jekyll &amp; Hyde di Stevenson) piuttosto che raccontare i fatti della vita di un ex P.R. poi divenuto critico rock e scrittore&#8230; più interessante un regista teatrale che per trarre un capolavoro consente alla sua compagnia teatrale di carcerati di dannarsi sognando la fuga, no?! (*qui il riferimento diretto è alla trama del romanzo “Buio in Scena”).</p>
<p>VENIAMO A UNA DOMANDA PIÙ GENERALE. DOVE TRAI ISPIRAZIONE PER TUTTE LE TUE STORIE?</p>
<p>Da film – come nel caso di “Situation Tragedy” – o da libri letti (Hyde), da esperienze di vita (il teatro, il critico rock)&#8230; da tutto quel che capita. Dicono che in fondo si scriva sempre un po’ di sé stessi, no? Penso che le storie alla fine siano i veicoli mitologici di un concetto che ci sta a cuore, anche se spesso la germinazione avviene inconsciamente e lo capisci solo a posteriori. Per esempio, io ho riflettuto solo di recente che tutti i miei protagonisti (a parte il bieco Hyde, essenza del Male in sé) si dannano l’anima in nome di un capolavoro in qualche linguaggio artistico (musica, teatro, show tv). Ci sarà mica una&#8230; valenza metaforica in questo?!</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72272" rel="attachment wp-att-72272"><img class="alignright size-medium wp-image-72272" title="gazzola 4" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/gazzola-4-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a>QUALI SONO I TUOI SCRITTORI PREFERITI?</p>
<p>Domanda difficile per ogni scrittore: nel corso della vita ho amato Kundera, <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=10922">Lansdale</a>, <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=921">Dick</a> e Ballard, il McGrath di “Follia”, lo sperimentalismo di Burroughs, la poliedricità di <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=31256">Bradbury</a> e di <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=4569">Fritz Leiber</a>, il noir di <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=20608">Woolrich</a> e di <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=53777">Frank Miller</a>, il weird di <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=67874">Anders Fager</a>; in Italia, l’Evangelisti di <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=38751">Eymerich</a>, gli amici Arona e Cappi&#8230; ma non si finirebbe mai di scoprire e io sono un lettore lento purtroppo, ho file di libri che ancora attendono il loro momento!</p>
<p>E PER QUANTO RIGUARDA I FILM CHE PIU’ TI PIACCIONO, CHE CI DICI?</p>
<p>“Videodrome” si sarà capito che è un mio must, tutto <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=25910">Cronenberg</a> praticamente, insieme a “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=40034">Blade Runner</a>”, “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=39594">1997: Fuga da New York</a>” (omaggiato nel mio romanzo “Rave di Morte”) e tutto <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=62253">Carpenter</a>, inevitabilmente “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=13006">Alien</a>” e “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=1297">Terminator</a>”, poi sono un grande fan di <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=66213">David Lynch</a>, Lars von Trier e <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=69536">Nicolas Winding Refn</a>, <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=50441">Tarantino</a>, i “ribelli” <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=48064">Abel Ferrara</a> e <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=63457">Gaspar Noé</a>, ma anche del miglior <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=15">Dario Argento</a>. Anche qui si potrebbe metter su un saggio a sé, perché sono un gran goloso di cinema e non vedo l’ora che una mia storia prenda la strada della pellicola (o anche del palco teatrale).</p>
<p>ULTIMA DOMANDA, POI TI LASCIAMO AL TUO LAVORO. QUALI PROGETTI HAI PER IL FUTURO E QUAL È IL TUO SOGNO (O I SOGNI) CHE HAI LASCIATO NEL CASSETTO?</p>
<p>Non “lascio” nessun sogno, li coccolo in quel cassetto e appena ne fiuto un’opportunità cerco di realizzarli: c’è già pronto un album di cover fantarock illustrata ciascuna da un mio racconto e da un disegno di Roberta che attende solo il musicista che le suoni e l’etichetta discografica per vedere la luce; un soggetto di serie TV tratta da “Hyde in Time”, un soggetto cinematografico ideale sequel di “Buio in Scena”, che attendono solo produttori coraggiosi per finire sul set. E un inizio di libro illustrato su <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=63196">Bosch</a> ed Ernst che viaggiano nel tempo a “infettare di surrealismo” l’intera storia dell’arte, “Alchimie della Mente”. Ma il progetto più imminente è dare vita all’antologia “Fantasmi di oggi” della povera Amanda Righetti, uccisa in “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=31354">Profondo Rosso</a>”: ci stiamo già lavorando col Cappi e una pattuglia di altri autori che vi svelerò appena possibile, al fine d’averla in libreria per il cinquantenario del capolavoro argentiano, con la speranza di traghettare anche questo soggetto verso la realizzazione di una serie TV con un gruppo di giovani di oggi che indaghino sui misteri del libro ritenuto “pseudo” e invece reale&#8230; chissà se in Italia si annida qualche produttore abbastanza coraggioso da raccogliere la sfida?</p>
<h3>Davide Longoni</h3>
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		<title>MARCO BUTICCHI… E L’ORO DEGLI DEI</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2024 22:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Ama andare nelle scuole a incontrare gli studenti, raccontare le sue storie, confrontarsi e raccogliere le impressioni dei giovani sui suoi libri. Marco Buticchi in trent’anni di onorata carriera di scrittore di avventura ha pubblicato 25 romanzi con un enorme successo da oltre un milione e mezzo di copie vendute. Attualmente è in giro in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72120" rel="attachment wp-att-72120"><img class="alignleft size-medium wp-image-72120" title="Marco_Buticchi" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/Marco_Buticchi-204x300.jpg" alt="" width="204" height="300" /></a>Ama andare nelle scuole a incontrare gli studenti, raccontare le sue storie, confrontarsi e raccogliere le impressioni dei giovani sui suoi libri. <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=51242">Marco Buticchi</a> in trent’anni di onorata carriera di scrittore di avventura ha pubblicato 25 romanzi con un enorme successo da oltre un milione e mezzo di copie vendute. Attualmente è in giro in Italia per le presentazioni del suo ultimo romanzo intitolato “L’oro degli dei” (Longanesi, 2024), nuovo affascinante racconto che, come sempre avviene nelle sue suggestive e incalzanti narrazioni, si dipana tra antichità e mondo contemporaneo, viaggi, intrighi ed enigmi. Notevole è stato l’entusiasmo che lo scrittore ha generato nel recente incontro nell’auditorium comunale di Castellaneta, in provincia di Taranto, con gli studenti dell’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Quinto Orazio Flacco”, in un territorio che fu quello della Magna Grecia dove, peraltro, si svolge parte del romanzo. Nell’occasione gli abbiamo posto alcune domande.</p>
<p>PUOI FARE UN BREVE CENNO SU QUELLO CHE RACCONTI NEL NUOVO ROMANZO?</p>
<p>E’ una lunga corsa che parte dall’antica Grecia di Pericle e arriva fino ai nostri giorni passando attraverso un fatto singolare che accade nell’800 quando un brigantino partito dal porto del Pireo, carico delle vestigia del Partenone, naufragò dopo poche miglia. A bordo aveva probabilmente parte di quell’oro che scomparve a quei tempi da Atene…</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72121" rel="attachment wp-att-72121"><img class="alignright size-medium wp-image-72121" title="Marco 2" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/Marco-21-197x300.jpg" alt="" width="197" height="300" /></a>UNA COSA CHE FAI SEMPRE NEI TUOI LIBRI E’ ANDARE IN AVANTI E INDIETRO NEL TEMPO. COME MAI UTILIZZI QUESTA TECNICA?</p>
<p>La verità è che mi stanco quando sto troppo in un periodo per cui devo cambiare e andare da un’altra parte e in altro luogo. E’ un modo che ho di scrivere un po’ irrequieto ma che intrattiene volentieri la gente.</p>
<p>TRA TUOI I RIFERIMENTI COME SCRITTORI DI AVVENTURA CI SONO WILBUR SMITH E CLIVE CUSSLER. LI HAI CONOSCIUTI PERSONALMENTE?</p>
<p>Essere accomunato ai mostri sacri della letteratura moderna d’avventura come <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=61243">Wilbur Smith</a> e Clive Cussler fa sempre piacere, ma la cosa che mi fa ancor più piacere è che oggi dopo tanti anni che scrivo, e sono trent’anni, qualcuno comincia a dire che Buticchi scrive come Buticchi. Certo che li ho conosciuti! Una volta Wilbur Smith, che era una persona meravigliosa e molto simpatica, mi raccontò che un giorno in aeroporto a Londra incontrò una signora con un suo romanzo tra le mani e lui le disse: “Signora quel libro è mio”, e lei: “Mi scusi l’avevo trovato su una poltrona!”. Sia lui che Cussler, ora che non ci sono più, mancheranno molto nella nostra letteratura.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72123" rel="attachment wp-att-72123"><img class="alignleft size-medium wp-image-72123" title="Marco 3" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/Marco-3-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>OGGI PRESENTI IL TUO ROMANZO, QUI IN PUGLIA, IN UN TERRITORIO CHE APPARTENNE ALLA MAGNA GRECIA. C’ERI STATO ALTRE VOLTE?</p>
<p>Sì tante volte. Questo romanzo poi si svolge nella Magna Grecia, gran parte nella Sicilia e anche qui nella Puglia che sono terre, per la loro storia, di grande ispirazione, quell’ispirazione che è una cosa strana e ti viene da una folgorazione, da un momento magico in cui tu senti che dentro quella storia, c’è la forza per mantenere un romanzo!</p>
<p>COSA STAI PREPARANDO?</p>
<p>Il mio nuovo romanzo dovrebbe essere pronto a giorni e sarà dato alle stampe entro fine anno. Si tratta di un testo che parla di uno dei più grossi geni dell’elettronica e della fisica mai esistiti: Nikola Tesla un  grande inventore che nacque nel 1856 (nell’attuale Croazia, ndr) e visse fino al 1943. A lui dobbiamo tanto di quello che ci vediamo attorno dal punto di vista dell’evoluzione tecnologica. Siccome si occupava anche di armi invincibili la sua storia può interessare sia un periodo antico sia un periodo contemporaneo in cui succede di tutto nel mondo, proprio come il momento attuale!</p>
<p>MARCO BUTICCHI, CREATORE DI BEST SELLER, NON SI FERMA MAI. BUON PROSEGUIMENTO MAESTRO!</p>
<h3>Filippo Radogna</h3>
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		<title>LUCA TARENZI… IL FANTASY E ORFEO</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Apr 2024 22:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Scrittore, traduttore, saggista, Luca Tarenzi è nato nel 1976 a Somma Lombardo (Varese) e vive ad Arona (Novara). Affermato autore di oltre 15 romanzi fantasy, dopo la maturità scientifica si è laureato in Storia delle religioni all’Università Cattolica di Milano. Insegna scrittura creativa, si interessa di scienze occulte, ascolta musica folk-metal e pratica la scherma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72001" rel="attachment wp-att-72001"><img class="alignleft size-medium wp-image-72001" title="Luca 1" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/Luca-1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Scrittore, traduttore, saggista, <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=49384">Luca Tarenzi</a> è nato nel 1976 a Somma Lombardo (Varese) e vive ad Arona (Novara). Affermato autore di oltre 15 romanzi fantasy, dopo la maturità scientifica si è laureato in Storia delle religioni all’Università Cattolica di Milano. Insegna scrittura creativa, si interessa di scienze occulte, ascolta musica folk-metal e pratica la scherma storica del Seicento. Attualmente è impegnato nella promozione, con la sua compagna Sara A. Benatti anche lei scrittrice di storie fantasy, in un tour di presentazioni, nelle librerie e nelle biblioteche, del suo ultimo romanzo “Orfeo &#8211; Sogno e morte”, edito da Giunti.</p>
<p>COSA C’E’ ALLA BASE DELLA TUA PASSIONE E DELLA TUA VOGLIA DI APPARTENERE AL MONDO DEL FANTASY?</p>
<p>Se la vita è un teatro, allora i personaggi, i sentimenti, le azioni, le situazioni che compongono la commedia umana sono alla fin fine sempre gli stessi, dalla notte dei tempi. In altre parole, ci appassioniamo e ci emozioniamo sempre per le stesse cose: siamo umani. Quando queste cose le descriviamo in una storia, cambiano solo le scenografie e gli abiti che mettiamo addosso agli attori. E dobbiamo stare attenti, perché gli abiti sono importantissimi: cambiano il mood, modificano le emozioni, influiscono enormemente su come viene recepito quel che accade sul palco. Ora, la differenza tra la narrativa realistica e la narrativa fantastica è che la prima come guardaroba per gli attori ha un baule pieno di costumi, la seconda ha una fila di armadi che arriva fino all’orizzonte e lo supera. Potenzialmente, è una fila di armadi che non ha mai fine, perché il suo limite è l’immaginazione umana. A questo punto, sul serio mi si chiede come mai scelgo il guardaroba infinito anziché il baule?</p>
<p>QUANTO TI HANNO INFLUENZATO LE LETTURE E I MITI DEGLI DEI O DEGLI EROI STUDIATI A SCUOLA? E QUAL E’ IL PRIMO LIBRO CHE RICORDI DI AVER LETTO?</p>
<p>Ancora più e ancora prima che studiati a scuola, letti da solo, nella mia cameretta di bimbo. Ho la fortuna di possedere ancora oggi il primo libro che ho letto in vita mia (che ovviamente conservo come una reliquia), quando sapevo a stento farlo: era un regalo dei miei genitori, e si tratta di un libro di mitologia greca per bambini. Quindi non sbaglio se dico che le primissime storie su cui ho posato gli occhi da solo erano proprio quelle degli dèi e dei mostri, dei prodigi e delle grandi avventure alla ricerca di tesori sovrumani. Non riuscirei a immaginare un imprinting più potente di questo, che infatti poi si è fatto sentire sulla mia vita intera, dalle scelte di studio (sono laureato in Storia delle religioni) alla carriera artistica, da quel che amo ancora oggi leggere al mio stesso sentire spirituale.</p>
<p>E INVECE QUANDO HAI INIZIATO A SCRIVERE E COSA?</p>
<p>Mia madre conserva una fotografia di me a dieci anni che batto furiosamente con i soli indici su una macchina da scrivere anni Settanta, pezzo d’antiquariato che troneggia ancora in casa dei miei genitori. A detta sua, scrivevo buffe ma per me serissime storielle di mostri. Quindi si potrebbe dire che ho iniziato presto, ma la verità è che poi la cosa non ha avuto seguito: durante l’adolescenza non scrivevo, anzi se mi avessero detto che un giorno la scrittura sarebbe stata non solo la mia passione ma anche il mio mestiere sarei scoppiato a ridere. Ho ricominciato a 27 anni, e solo perché ero disoccupato e depresso e la mia ragazza insisteva (a ragion veduta) che mi trovassi qualcosa da fare: prendendo spunto da un sogno che avevo fatto, ho buttato giù di getto “Pentar”, il mio primo romanzo fantasy, che con mia notevole sorpresa sarebbe stato pubblicato un paio d’anni dopo da un piccolo editore di Milano che oggi non esiste più. Da allora non mi sono più fermato, ho pubblicato con una mezza dozzina di case editrici diverse e a parte un romanzo storico abbandonato prima di metà (ma che ancora lì mi fissa dal cassetto) ho scritto solo fantasy, anche se in varie declinazioni.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72002" rel="attachment wp-att-72002"><img class="alignright size-medium wp-image-72002" title="Luca 2" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/Luca-2-300x185.png" alt="" width="300" height="185" /></a>QUAL E’ IL SOGNO RECONDITO O L’AMBIZIONE DELLO SCRITTORE FANTASY: CREARE MONDI PERFETTI, MIGLIORARE IL MONDO?</p>
<p>Non penso proprio esista un’ambizione che valga per tutti: ognuno scrive inseguendo il proprio orizzonte. Ci sono scrittori “cerebrali” che mirano alla trama perfetta, a prova di bomba, che sopravvivrebbe anche all’assalto del peggior critico al mondo. Ci sono gli scrittori “cardiaci” che mirano solo a suscitare potenti emozioni che i lettori non dimentichino più (e in genere sono più attenti ai personaggi che non al plot). Ci sono gli scrittori “worldbuilder” per i quali l’ambientazione è tutto e c’è sempre un mondo nuovo e ancora più ricco e intricato e fantasmagorico del precedente da trasformare in parole. E poi oltre alle variazioni individuali ci sono quelle epocali: ad esempio, ho notato che gli autori del presente sono più ossessionati dalla precisione dei dettagli rispetto agli autori del passato (forse perché il pubblico iperconnesso di oggi ha molta più probabilità di localizzare le inverosimiglianze e di diventare ferocemente critico…).</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=21">TOLKIEN</a>, GAIMAN, <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=52045">MARTIN</a>, <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=68722">BROOKS</a>, <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=40631">LEWIS</a>… CHI TRA I GRANDI TI HA INFLUENZATO E PERCHE’?</p>
<p>Tra quelli elencati direi <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=61811">Gaiman</a>, perché ci piacciono le stesse cose: gli dèi vecchi e giovani, la magia nascosta nel tessuto del mondo di oggi, le storie di persone normali poste davanti alla sfida dell’immenso. Di lui poi ho sempre ammirato lo stile sintetico, asciutto, capace di dire mille cose con dieci parole: sicuramente è un ideale verso il quale tendo (arrancando) anch’io. Volendo indicare almeno un altro nome direi <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=69">Ursula Le Guin</a>. Lessi il suo capolavoro “La mano sinistra delle tenebre” da adolescente e ne rimasi fulminato: l’idea di un mondo popolato da persone che non hanno un sesso definito ma possono passare dall’uno all’altro e anche non averne nessuno, e hanno dunque dato vita a una società dove il concetto di genere semplicemente non esiste, mi si impresse nella mente e fu determinante per lo sviluppo di tutte le mie idee sull’argomento, le stesse che ho ancora oggi. E se anche non ci fosse stato tutto questo, lei è stata una maestra straordinaria nella descrizione delle società aliene e dei modi di pensare non umani.</p>
<p>COME GIUDICHI IL FANTASY ITALIANO?</p>
<p>In fase di netto miglioramento. Quando ho iniziato io quasi non esisteva: se ne pubblicava poco, lo facevano soprattutto piccoli editori (con rare eccezioni che cominciavano giusto ad apparire allora) e la qualità – duole dirlo – era mediamente molto bassa. Oggi è un altro mondo: se ne pubblica molto di più, a tutti i livelli, e la qualità media è tutta un’altra cosa. Persino il nemico più ostico di tutti, ovvero il pregiudizio del pubblico italiano verso gli scrittori italiani, va pian pian va diminuendo. C’è ancora tanta strada da fare, ma la direzione e il passo di marcia a me sembrano quelli giusti.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72003" rel="attachment wp-att-72003"><img class="alignleft size-medium wp-image-72003" title="Luca 3" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/Luca-32-197x300.jpg" alt="" width="197" height="300" /></a>HAI SCRITTO OLTRE 15 ROMANZI. TRA LE TUE OPERE CHE HANNO RISCOSSO MAGGIOR SUCCESSO VI E’ LA TRILOGIA “L’ORA DEI DANNATI”, AVVENTUROSA SAGA DI FUGA DALL’INFERNO DANTESCO. L’IDEA TI E’ VENUTA A SEGUITO DI UN BRANO MUSICALE DI CAPAREZZA, CE LO VUOI RACCONTARE?</p>
<p>In realtà è venuta dall’incontro tra quella canzone, “Argenti vive” di Caparezza, e un’idea che mi girava per la testa fin dal 2014: appunto quella di prendere personaggi della letteratura italiana che tutti conosciamo perché tutti li abbiamo incontrati sui banchi di scuola, ovvero alcuni dannati dell’Inferno di <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=63397">Dante</a>, e far progettare loro un’evasione con tutti gli stilemi del genere: il piano segreto, i contatti segreti tra tutti i partecipanti, la tensione che sale man mano che si avvicina il giorno, e ovviamente il detenuto che non dovrebbe  far parte del piano ma, avendo scoperto qualcosa, ricatta gli altri per convincerli a portarlo con loro. La canzone di Caparezza, oltre a farmi venire una gran voglia di usare il personaggio di Filippo Argenti nella mia storia (è appunto lui l’aggiunta non voluta nel gruppo), è anche una denuncia sui generis della dannazione come concetto sommamente ingiusto, il che rappresenta una delle chiavi di volta di tutta la mia saga sui dannati.</p>
<p>MA NON TI HA IMPRESSIONATO QUESTA TUA INCURSIONE NEL CAPOLAVORO DELLA LETTERATURA ITALIANA?</p>
<p>Non è la prima volta che me lo chiedono. Do sempre la stessa risposta: “L’ora dei dannati” è la mia fanfiction di Dante. Chi scrive fanfiction non si spaventa e non si impressiona: lo fa perché si diverte!</p>
<p>LA TRILOGIA E’ STATA ADOTTATA NELLE SCUOLE, CI SEI ANDATO A PRESENTARLA? SE SI’, COME L’HANNO PRESA GLI STUDENTI? CHE REAZIONI HANNO AVUTO?</p>
<p>Entusiasti, sempre. È una cosa che io per primo fatico a credere. Mi fanno milioni di domande e vogliono sapere tutto sui personaggi e l’ambientazione, persino i retroscena che non ho scritto. Potrebbero essere la parte più potente del mio fandom. Una scuola superiore di Pavia come progetto creativo ha persino prodotto un librogame basato sul primo volume della trilogia, e me lo ha regalato. Quel giorno non so come ho fatto a non piangere.</p>
<p>IL TUO ULTIMO LAVORO, PUBBLICATO QUEST’ANNO, E’ INTITOLATO “ORFEO &#8211; SOGNO E MORTE”, UN TESTO POETICO E AL CONTEMPO FEROCE, DI ARTI OCCULTE E FORTI PASSIONI. HAI DICHIARATO CHE E’ IL LIBRO CHE PIU’ SI AVVICINA A TE ED E’ UNA SVOLTA NELLA TUA SCRITTURA, PERCHE’?</p>
<p>In buona parte perché avevo in cuore di scriverlo da oltre vent’anni. Con la sua profondità, i suoi simboli e le sue contraddizioni, il mito di Orfeo mi ossessiona da quando ero adolescente: avevo già provato all’epoca a usarlo per produrre qualcosa, ma non avevo ancora l’esperienza necessaria. Lo avevo archiviato (ma mai dimenticato), e solo l’inatteso successo de “L’ora dei dannati” mi ha permesso di riaprire quel cassetto quando la mia agente mi ha chiesto se avevo qualche nuovo progetto che potesse provare a replicare il “colpo” dei libri precedenti. È una storia che parla di uomini e dèi, di magia e di ribellione, di amore e di morte, nella quale cerco di dare alcune mie risposte a tutte le domande che temi immensi come questi ci pongono ogni giorni.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?attachment_id=72004" rel="attachment wp-att-72004"><img class="alignright size-medium wp-image-72004" title="Luca 4" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/Luca-42-257x300.jpg" alt="" width="257" height="300" /></a>CHE RAPPORTO HAI CON LA SCRITTURA? COM’E’ SCANDITA UNA TUA GIORNATA DI LAVORO?</p>
<p>Un rapporto tempestoso, da dramma romantico vittoriano. Io e la scrittura ci siamo lasciati e ripresi mille volte, ci siamo amati e odiati, ci siamo presi a botte, ci siamo perdonati solo per litigare di nuovo e perdonarci ancora. Forse solo negli ultimissimi anni abbiamo raggiunto una sorta di convivenza pacifica, da vecchia coppia di pensionati. Ma chi mi osservasse scrivere dall’esterno non lo direbbe (al di là del fatto che guardare uno scrittore al lavoro è la cosa più noiosa del mondo), perché il mio ritmo produttivo è piuttosto rilassato. Scrivo soprattutto al pomeriggio, e riesco a farlo per ore di seguito solo se mi interrompo spesso. Rileggo e correggo in continuazione, quindi in una giornata produco mediamente poco: sei-ottomila battute, raramente di più. Nelle pause faccio di tutto: preparo il tè, leggo la posta, infastidisco i gatti, cammino avanti e indietro parlando da solo ad alta voce (per fortuna ho uno studio dove non disturbo nessuno). La mia compagna, Sara Benatti, scrittrice anche lei ma immensamente più metodica e concentrata di me, dice che il solo guardarmi “lavorare” le dà sui nervi.</p>
<p>SEI ANCHE TRADUTTORE. QUALI TRA I ROMANZI TRASPOSTI TI HANNO APPASSIONATO PIU’ DEGLI ALTRI?</p>
<p>Al presente la scrittura praticamente mi dà da vivere, quindi mi dedico di più a quella e traduco meno che in passato: in media non più di un libro all’anno, di solito d’estate, per “staccare” un po’ tra un mio romanzo e il successivo. Negli anni ho tradotto un po’ di tutto, da romanzi di vari generi alla saggistica ai libri per bambini. Se dovessi indicare i volumi che mi sono rimasti più nel cuore, direi sicuramente due fantasy molto atipici: “Più nero della notte” di Ian Tregillis (Asengard) e “<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=43102">La ricerca onirica di Vellitt Boe</a>” di Kij Johnson (Edizioni Hypnos).</p>
<p>TIENI ANCHE CORSI DI SCRITTURA. QUALI SONO LE LINEE GUIDA CHE DAI AI TUOI ALLIEVI CHE INTENDONO CIMENTARSI CON QUESTO GENERE LETTERARIO?</p>
<p>Una sola: fatelo perché vi piace, e per nessun’altra ragione al mondo. Qualunque altra finirà quasi certamente per deludervi. Se parliamo di fantasy o in generale di letteratura dell’immaginario (quindi anche fantascienza, horror e così via), pubblicare oggi in Italia è relativamente facile. Pubblicare a un certo livello è parecchio più difficile. Vendere un numero decente di copie, quale che sia il vostro editore, è difficilissimo. Vivere di scrittura è semi-impossibile (io ci sono arrivato dopo vent’anni e so di aver avuto una fortuna sfacciata). Se lo fate perché amate farlo, invece, non potete sbagliare. Poi magari arriverà anche tutto il resto, e ve lo auguro di vero cuore, perché ci renderebbe tutti più ricchi: il mondo ha bisogno di storie!</p>
<p>UN BELL’INCORAGGIAMENTO DA CHI CHE SE NE INTENDE DAVVERO! GRAZIE LUCA E ALLA PROSSIMA.</p>
<h3>Filippo Radogna</h3>
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