PLANET OF THE APES – L’ALBA DEL PIANETA DELLE SCIMMIE

SCHEDA TECNICA

Titolo originale: Rise of the Planet of the Apes

Anno: 2011

Regia: Rupert Wyatt

Soggetto: dal romanzo di Pierre Boulle

Sceneggiatura: Amanda Silver, Rick Jaffa e Jamie Moss

Direttore della fotografia: Andrew Lesnie

Montaggio: Conrad Buff IV e Mark Goldblatt

Musica: Patrick Doyle

Effetti speciali: Weta Digital e Joe Letteri

 

Produzione: Amanda Silver, Rick Jaffa, Peter Chernin e Dylan Clark

Origine: Usa

Durata: 1h e 50’

CAST

Andy Serkis, James Franco, Freida Pinto, John Lithgow, Brian Cox, Tom Felton, David Oyelowo, Tyler Labine, David Hewlett, Jamie Harris, Karin Konoval, Terry Notary, Richard Ridings, Chris Gordon, Devyn Dalton, Jay Caputo

TRAMA

Giungla del Congo. Tre scimpanzé vengono catturati dai bracconieri e trasferiti a San Francisco. Will Rodman, uno scienziato che lavora alla Gen-Sys, compagnia galenica, sta sperimentando un medicinale genico per curare la malattia di Alzheimer: testa pertanto su dodici scimpanzé il primo campione dell’ALZ-112, virus umano in grado di potenziare i ricettori neuronali di scimmia; una di queste scimmie prese in Congo, chiamata Occhi Luminosi, mostra lo sviluppo di un’intelligenza superiore alla media, ma risponde con aggressività ai tentativi dei medici di sottoporla a nuovi esperimenti: un giorno infatti Occhi Luminosi scappa dalla sua cella e interrompe bruscamente un’importante seduta del consiglio d’amministrazione, venendo uccisa dalle guardie su ordine tempestivo di Steven Jacobs, capo dell’azienda farmaceutica.

Steven Jacobs dichiara il progetto dell’ALZ-112 fallito e ordina al capo settore Robert Franklin la soppressione di tutti gli esemplari di scimpanzé presenti in laboratorio; Will e Franklin trovano con sorpresa uno scimpanzé neonato nella cella appartenuta a Occhi Luminosi e comprendono così che l’aggressività dimostrata da quest’ultima era semplice istinto materno. Al rifiuto da parte di Franklin di sopprimere anche il cucciolo di scimpanzé, Will decide di risparmiarlo e accoglierlo in casa propria. Nel frattempo somministra al padre Charles, affetto da Alzheimer, l’ALZ-112, nella speranza di guarirlo definitivamente.

Il tempo passa e lo scimpanzé neonato, soprannominato Cesare, cresce e dimostra delle straordinarie capacità cognitive, imparando in fretta il linguaggio dei segni e raddoppiando il proprio quoziente intellettivo anno dopo anno. Contemporaneamente lo stato di salute di Charles, nonostante i miglioramenti iniziali, si aggrava in modo repentino (per via del suo sistema immunitario che ha iniziato a respingere l’ALZ-112) causando un incidente con Hunsiker, prepotente vicino di casa. L’adulto Cesare, che in quell’occasione aveva cercato di proteggerlo ma aveva ferito il vicino, viene trasferito per sicurezza nel Centro per primati di San Bruno, dove subisce, insieme agli altri primati tenuti prigionieri, i maltrattamenti di Dodge Landon, il figlio minore del proprietario del Centro, e di Rodney, fratello maggiore di Dodge, che lo torturano con l’elettricità.

Nonostante i maltrattamenti subiti, Cesare fa amicizia con Maurice, un orango appartenuto a una compagnia circense che conosce il linguaggio dei segni. Una notte Cesare esce dalla sua cella usando un coltellino che aveva sfilato a Rodney e libera Buck, un enorme gorilla rinchiuso in una gabbia d’isolamento, che gli si allea riconoscente e lo aiuta a sottomettere Rocket, lo scontroso maschio alfa delle scimmie rinchiuse; Cesare assume così il comando e inizia a pianificare la fuga dal Centro.

Intanto, Will crea un farmaco ancora più potente, l’ALZ-113, e, ottenuto il consenso di Jacobs alle nuove sperimentazioni, somministra il virus a Koba, un bonobo sfregiato che in pochissimo tempo sviluppa un’intelligenza pari a quella umana. Durante la somministrazione, Robert Franklin inala involontariamente l’ALZ-113 e col passare dei giorni comincia a sentirsi sempre più male, starnutendo sangue e morendo poco dopo aver tossito involontariamente addosso a Hunsiker, che ha incontrato mentre stava cercando Will (dimostrando quindi che l’ALZ-113 fa aumentare l’intelligenza alle scimmie, ma è mortale per gli esseri umani). Quella sera, Cesare esce dal Centro e si intrufola nella casa di Will, dove ruba alcuni campioni di ALZ-113 che fa inalare alle altre scimmie rendendole intelligenti quanto lui.

Will, resosi conto della pericolosità del virus, tenta di far ragionare Jacobs, ma questi lo ignora perché accecato dalla volontà di arricchirsi con la nuova scoperta. Will, furioso per l’egoismo di Jacobs, si dimette dalla Gen-Sys e, in seguito alla morte del padre, si reca al Centro per primati determinato a riprendersi Cesare; lo scimpanzé però si rifiuta di seguirlo, ora che prova rancore verso il genere umano. Alle prime luci del giorno, dopo aver preterintenzionalmente ucciso Dodge folgorandolo, Cesare evade insieme agli altri primati e attraversa San Francisco, liberando tutti i loro simili della Gen-Sys e dello zoo e seminando panico e distruzione per le vie della città. Le forze dell’ordine, informate da Jacobs, decidono di creare un posto di blocco sul Golden Gate Bridge, ma la forza e la furbizia delle scimmie hanno la meglio: gli animali usano un autobus come scudo.

Jacobs, al comando di un elicottero, mitraglia e uccide molte scimmie, e tenta di uccidere Cesare, ma Buck sacrifica la sua vita per difenderlo saltando sull’elicottero, morendo, e facendo di conseguenza finire lo stesso il mezzo sul margine del ponte. Jacobs implora Cesare di aiutarlo; quest’ultimo però gli volta le spalle, permettendo a Koba di far precipitare nel fiume l’elicottero e con esso anche Jacobs, che muore. L’esercito di scimmie riesce così ad attraversare il ponte e ad arrivare nell’immensa foresta di sequoie del parco naturale della Contea di Marin, dove si trasferiscono. Will raggiunge Cesare e gli chiede per l’ennesima volta di far ritorno a casa; Cesare guarda il suo branco, poi si avvicina a Will e serenamente gli sussurra: «Cesare è a casa», per poi allontanarsi con le altre scimmie, dimostrando di aver imparato anche a parlare.

NOTE

L’alba del pianeta delle scimmie”, diretto da Rupert Wyatt, si distacca dalla trama classica della serie, narrando le origini che portarono alla nascita del cosiddetto pianeta delle scimmie, che poi è in realtà la nostra Terra in un lontano futuro.

Si tratta del settimo film della serie iniziata del 1968 e tratta dal romanzo di fantascienza del 1963 omonimo di Pierre Boulle oltre a essere il primo film della serie reboot, considerando la pellicola “Planet of the Apes” di Tim Burton solo un episodio di collegamento fra il primo gruppo di storie e quelle più recenti. “L’alba del pianeta delle scimmie” è stato nominato ai Premi Oscar per i migliori effetti speciali, mentre la performance di Andy Serkis (la trilogia de “Il Signore degli Anelli”, “Blessed – Il seme del male”, “King Kong”, “Inkheart”, “Le avventure di TinTin”, “Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato”, “Avengers: Age of Ultron”, “Star Wars: Il risveglio della forza”, “Star Wars: Gli ultimi Jedi”, i sequel del reboot de “Il pianeta delle scimmie” e “Black Panther”) nel ruolo della scimmia Cesare è stata ampiamente acclamata, guadagnandogli numerose nomination da associazioni che di solito non riconoscono la motion capture come recitazione tradizionale.

La pellicola vede tra i protagonisti anche: James Franco (la trilogia di “Spider-man” di Sam Raimi, “Il prescelto”, “The Green Hornet”, “Il grande e potente Oz”, “Alien: Covenant”, “X-Files”, “22.11.63”), Freida Pinto (“Immortals”), John Lithgow (“Ai confini della realtà”, “Buckaroo Banzai”, “2010 – L’anno del contatto”, “Bigfoot e i suoi amici”, “Shrek”, “Interstellar”, “The day after – Il giorno dopo”), Brian Cox (“The Ring”, “X-Men 2”, “Red Eye”, “Zodiac”, “The Water Horse – La leggenda degli abissi”, “La vendetta di Halloween”, “X-Men – Giorni di un futuro passato”, “Pixels”, “Racconti del brivido”, “Un’avventura nello spazio e nel tempo”, “Penny Dreadful”), Tom Felton (“I Rubacchiotti”, tutta la saga di Harry Potter, “The Flash”), David Oyelowo (“Interstellar”), Tyler Labine (“Generazione X”, “X-Files”, “Sabrina, vita da strega”, “Dark Angel”, “Ai confini della realtà”, “Invasion”, “Reaper – In missione per il diavolo”), David Hewlett (“Chi c’è in fondo a quella scala…”, “Scanners 2”, “Cube”, “Cypher”, “Stargate SG-1”, “Boa vs Python”, “Stargate Atlantis”, “Stargate universe”, “Splice”), Jamie Harris (“Il battaglione perduto”, “Lemony Snicket”, “American Horror Story”, “The Green Hornet”, “Agents of S.H.I.E.L.D.”), Karin Konoval (“Oltre i limiti”, “Scooby-Doo 2”, “Alone in the dark”, “Black Christmas”, “2012”, “Continuum”) e Richard Ridings (“Chi ha incastrato Roger Rabbit?”, “I fratelli Grimm e l’incantevole strega” e il serial “Highlander”).

Ora vediamo alcune curiosità: James Franco venne contattato per la parte di Rodman dopo il rifiuto di Tobey Maguire (la trilogia di “Spider-man” di Sam Raimi, “Pleasantville”, “Gli acchiappamostri”).

I riferimenti alla saga originale sono molteplici, segno che in qualche modo anche questo reboot della serie vuole tenere conto del passato. Per cominciare Cesare è il nome del protagonista di “1999 – Conquista della Terra” e di “Anno 2670 – Ultimo atto”, gli ultimi due episodi della pentalogia originale.

I nomi degli altri primati che Cesare incontra nel centro come l’orango Maurice, la scimpanzé Cornelia e il gorilla Buck, omaggiano in maniera diversa il film originale: il nome di Maurice deriva infatti dall’attore Maurice Evans che interpretò il professor Zaius, mentre Cornelia deriva dallo scimpanzé archeologo Cornelius e Buck omaggia l’attore Buck Kartalian, il quale interpretò Julius, un gorilla apparso nel film originale.

Il nome del protagonista, Will Rodman, richiama il co-sceneggiatore de “Il pianeta delle scimmie” Rod Serling, il cui primo nome è appunto Rodman, mentre Steven Jacobs richiama quello del produttore del film originale, Arthur P. Jacobs; infine il nome e cognome del personaggio di Dodge Landon omaggiano i nomi dei due compagni astronauti di Taylor, Dodge e Landon.

La madre di Cesare viene chiamata nella versione originale “Bright Eyes” (“Occhi luminosi”) a causa della particolare luminosità dei suoi occhi, esattamente come Taylor ne “Il pianeta delle scimmie”; vi è però una differenza nella traduzione poiché, mentre nel film originale viene tradotto come “Occhi vivi”, ne “L’alba del pianeta delle scimmie” è stato tradotto in “Occhi luminosi”.

Infine in una scena Rodney guarda alla TV “Il tormento e l’estasi”, e sui televisori nella zona delle gabbie viene mostrato “I dieci comandamenti”, entrambe pellicole con Charlton Heston, protagonista indiscusso del primo film.

Fra le scene che furono poi segnalate, segnaliamo quella in cui Steven, intrappolato nei resti dell’elicottero, chiede aiuto a Cesare: in origine doveva essere lo stesso Cesare a spingere giù l’elicottero dal Golden Gate Bridge, ma poi la sequenza è stata sostituita con Cesare che se ne va mentre Koba spinge giù l’elicottero.

Infine, una scena probabilmente destinata ai post-crediti (forse tagliata per non rivelare troppo sul sequel), vedeva Koba trovare nel bosco un fucile a pompa, caricarlo e sparare alla telecamera.

Davide Longoni