FANTASCIENZA STORY: APPENDICE 03 – PARTE 04

INEDITI CINEMATOGRAFICI E TELEVISIVI – PARTE 04

Inediti 1956 – 1960

Iniziamo con uno strano film che sta a cavallo tra l’orrore e la fantascienza. Si tratta di She – Creature di Edward L. Cahn, del 1956. È la storia di un ipnotizzatore, il grande Lombardi, che predice le morti. Egli assoggetta una ragazza al suo potere che diventa così la reincarnazione di una creatura preistorica. E’ una sorta di sdoppiamento per cui i due continuano ad esistere separatamente pur essendo mentalmente collegati. L’ipnotizzatore fa quindi compiere i delitti al mostro che emerge dal mare per uccidere tramite la sua vittima.

È del 1956 questo film giapponese diretto da Koji Shima e intitolato Uchujin Tokyo ni Arawaru, un misto tra Ultimatum alla Terra di Robert Wise e Destinazione… Terra di Jack Arnold. Gli alieni, di aspetto mostruoso, possono assumere le nostre sembianze e lo fanno per potersi mettere in contatto con i terrestri per avvisarli dei pericoli dell’uso dell’energia nucleare.

Poiché avevamo accennato a Roger Corman, entriamo ora più nel vivo della sua produzione.

Diciamo subito che la sua importanza è più legata al cinema dell’orrore che a quello di fantascienza. Sue, infatti, sono le trasposizioni, anche se libere, di racconti, novelle, o anche semplici riferimenti al solo titolo, di opere scritte da Edgar Allan Poe.

Film come I vivi e i morti, I Racconti del Terrore, Il Pozzo e il Pendolo, La Tomba di Ligeia, La Maschera dalla Morte Rossa, Sepolto Vivo, a cui dobbiamo aggiungere La Vergine di Cera, realizzato con gli avanzi di un set precedente e con un Boris Karloff ancora sotto contratto per un paio di giorni e, infine, non dimentichiamolo, La Città dei Mostri, in realtà ispirato a H.P. Lovercraft, ma fatto passare come un Poe dalla produzione perché sui manifesti il suo nome “rendeva”, il che vuol dire richiamava pubblico.

La caratteristica principale di Roger Corman era la sua velocità di realizzazione, la rapidità con cui poteva assicurare a un distributore un film finito e, se a questo, aggiungiamo anche il fatto che il prodotto, pur realizzato in tempi così stretti, andava anche bene nella sezione “incassi” per quel pochissimo che era costata, ecco come Corman, almeno fino a che restò solamente un regista, fece la gioia dei produttori.

Gli inizi della sua carriera però furono, almeno per quanto ci riguarda, prettamente fantascientifici anche se dire questo vuol dire limitare la sua attività che spaziò praticamente in tutti i campi della cinematografia, o quasi. Noi, comunque di fantascienza dobbiamo parlare, ragione per cui, dopo che ebbe girato nel 1955 Il Mostro del Pianeta Perduto in parte nel giardino dell’albergo dove stava la troupe, e l’anno successivo Il Vampiro del Pianeta Rosso, ovvero gli unici due Corman cinematografici giunti all’epoca sino a noi, egli girò, nel 1956, Attack of the Crab Monsters che narra la storia di una spedizione scientifica che giunge su un’isola nella quale, mesi prima, erano misteriosamente scomparsi degli studiosi e la causa di tutto ciò è dovuta a degli enormi granchi, i quali, ogni volta che si cibano di una delle loro vittime ne acquisiscono anche l’intelligenza. Essi, in apparenza, sono in grado di resistere a ogni arma, ma c’è sempre una soluzione estrema: in questo caso è l’elettricità il loro punto debole. I due sopravvissuti vengono salvati per via aerea.

Pellicola francese del 1957 è Un Amour de Poche, diretto da Pierre Kast, che richiama molti film dell’orrore di fantascienza americani e inglesi dell’epoca: uno scienziato scopre un liquido che serve per rimpicciolire la gente…

Nel 1957 Nathan Hertz, meglio conosciuto come Nathan Juran gira Attack of the 50 foot woman dove abbiamo una donna colpita da radiazioni emesse da un disco volante e da un gigante alieno. Diventerà lei stessa una gigantessa pericolosa. Nel 1993 ne è stato fatto un remake dal titolo Una donna in crescendo.

Restiamo ancora un momento nel 1957 con un film di Brooke L. Peters, Unearthly, interpretato da John Carradine nel ruolo di uno scienziato che progetta il trapianto di una ghiandola che dona la vita eterna, ma riesce a creare solo una serie di mostri.

Nel 1958 Roger Corman gira War of the Satellites. La misteriosa nebulosa Ganna ingiunge ai terrestri di cessare i lanci di satelliti e crea attorno alla Terra una sorta di cortina impenetrabile. I terrestri rifiutano e uno di loro viene dominato da un’entità aliena che tenta di sabotare un gigantesco e complesso satellite. Segue l’ovvia sconfitta degli alieni

Ancora dello stesso anno è Prehistoric World, conosciuto anche come Teenage Caveman, ambientato ai tempi preistorici. Un ragazzo vive in una tribù la cui legge impedisce di attraversare il fiume oltre il quale, però, si trovano dei terreni molto più fertili, per cui egli decide di tentare di esplorarlo, ma fallisce lo scopo. Due anni dopo una seconda spedizione avrà più fortuna.

Poi abbiamo un demone marino che se ne va in giro strappando teste. Il film, sempre del 1958, s’intitola The Monster from Piedras Blancas di Irvin Berwick con Les (La Guerra dei Mondi) Tremayne.

Siamo nel 1959 con The Wasp Woman: è interpretato da Susan Cabot, già protagonista del precedente War of the Satellites nel ruolo di Janice Sterling, la quale prova su di sé un ritrovato sperimentale che sembra essere un ottimo antirughe, ma poiché il preparato è a base di enzimi di vespa, esso ha il potere di trasformare la vittima in una feroce “donna vespa” voracemente affamata di sangue umano. Verrà, ovviamente, uccisa.

Doveva essere un film serio questo Teenagers from Outer Space (USA, 1959) per la regia di Tom Graeff. I teenagers in questione sono degli extraterrestri che giungono sulla Terra con il solito scopo di invaderla.

Roy Kellogg fu un mestierante di solide basi nella cinematografia americana: operatore, regista di seconda unità, decise a un certo punto di girare dei film di fantascienza, indubbiamente di tono minore, ma almeno decorose. Suoi sono due film del 1959, il primo è The Giant Gila Monster che racconta appunto la storia di un gigantesco Gila, una sorta di grande lucertolone, che si aggira in mezzo agli arbusti e ai boschi di una cittadina mietendo vittime. L’eroe di turno lo sconfiggerà spedendogli contro una macchina carica di dinamite. Il secondo film è The Killer Shrews ed è la storia di uno scienziato che compie esperimenti con dei toporagni, nella realtà simpaticissimi topolini insettivori. Purtroppo grazie al solito siero di nefasta invenzione, i topi diventano grandi e feroci come lupi e, per colmo di sfortuna, anche carnivori. Durante una tempesta i mostri scappano dal laboratorio dello scienziato che si trova su un’isola e attaccano il battello fluviale che mantiene i collegamenti con la terraferma. E’ ovvio che saranno sconfitti, ma non senza il solito monito di non forzare la mano alla natura.

Produzione Corman del 1960 è Attack of the giant Leeches per la regia di Bernard L. Kowalsky: nelle paludi della Florida ci sono delle specie di uomini sanguisughe, ovviamente assetate di sangue. Un uomo geloso cerca di spingere la moglie e l’amante nelle paludi per farli risucchiare dalle mostruose creature.

Passiamo a un altro Corman del 1960: s’intitola: The Last Woman of the Earth. Un famoso gangster con moglie e avvocato stanno godendosi una fastosa vacanza a Portorico. Durante un’immersione di pesca subacquea, il mondo si distrugge per una catastrofe nucleare. I superstiti sono solo loro tre che si sono salvati perché immersi a grande profondità. Tra i due uomini sorgono le lotte per il possesso dell’unica donna…

Ancora del 1960 è The Creature from the Haunted Sea, dove la leggenda di un fantastico mostro viene usata per tenere nascosto un favoloso tesoro, solo che non è una leggenda: il mostro esiste davvero

In questo modo siamo giunti alle soglie della produzione Corman-Poe, il regista tornerà alla fantascienza nel 1962… ma questa è un’altra storia…

Dopo aver spaziato nell’universo cormaniano torniamo indietro nel tempo e precisamente al 1956 per parlare di The Beast with 1.000.000 Eyes di David Krammarsky. La tranquillità di una tipica famiglia californiana subisce un devastante trauma quando un missile cade vicino alla loro casa. Al disastro si aggiungono degli strani avvenimenti che portano gli animali del loro ranch a sviluppare istinti assassini. La famiglia Kelly cerca di reagire alle avversità, ma la situazione precipita quando il loro servo Him rapisce la loro figlia Sandy. Il fidanzato della ragazza insegue il rapitore attraverso il deserto e lì trova il mostro del titolo, una creatura capace di entrare nei corpi degli organismi viventi senza però occuparne la mente. L’uomo uccide il mostro, ma il finale è ambiguo: un coniglio, diventato improvvisamente feroce e vaga per il deserto.

Anche Gamma People è del 1956 ed è dovuto alla regia di John Gilling, il quale ci narra la storia di un viaggio in Europa da parte di un giornalista e del suo fotografo. I due giungono in un piccolo stato dell’Est al potere del quale c’è un dittatore, il quale compie sulla popolazione degli esperimenti con i raggi gamma: questi raggi rincitrulliscono gli individui, ma hanno anche il potere di produrre delle menti geniali. I due combatteranno per la liberazione della tirannide in un’evidente apologia anticomunista.

Riteniamo doveroso citare Bride of the Monster di Edward D. Wood Jr. (1956), film noto anche come Bride of the Atom della Rolling M. Production/Banner Film e interpretato da Bela Lugosi nel ruolo di uno scienziato pazzo che vuole creare una nuova razza usando un raggio atomico. Le cavie degli esperimenti mal riusciti e i curiosi vengono dati in pasto a una specie di piovra gigantesca mossa dalle vittime stesse.

Bert I. Gordon è un regista che è stato molto attivo nella cinematografia fantastica e orrorifica: suoi sono piccoli film come La Vendetta del Ragno Nero e Il Delitto del Faro, una storia di fantasmi realizzata con dignità. Poi ha girato I Giganti Invadono la Terra e il suo inedito seguito di cui parleremo tra poco. Per ora, e siamo così nel 1957, dobbiamo parlare di Beginning of the End, una storia che ricalca molto da vicino Assalto alla Terra, tanto è vero che il regista tornerà ai suoi amati insetti con L’Impero delle Termiti giganti (1977), ma in questo caso parliamo di cavallette diventate gigantesche a causa della radioattività. Finiranno tutte affogate nel lago Michigan, attirate da un suono particolare come capiterà alle api di Swarm Incombe di Irwin Allen (1978), il che dimostra come, in fondo, tutto si ripete. Interprete Peter Graves sostenuto dal veterano Morris Ankrum.

Nello stesso anno, ancora Bert I. Gordon dirige Lon Chaney Jr. e James Craig nel film The Cyclops, ambientato in Messico dove esistono dei giganteschi ciclopi. La loro presenza è dovuta a un eccesso di radiazioni presenti nella zona che rendono qualsiasi essere vivente più grande di almeno dieci volte e provocano dei mutamenti a livello genetico. Una di queste creature, si scopre poi, è la donna di uno dei partecipanti alla spedizione la quale, per prima, si era imbarcata nella stessa avventura in una spedizione precedente.

Restiamo nel 1957 con The Brain from Planet Arous di Nathan Juran o Nathan Hertz che dir si voglia: il regista ci presenta John Agar in un soggetto che, parecchi anni dopo, ispirerà il film L’alieno di Jack Sholder. Il film infatti ci mostra un alieno cattivo, una sorta di cervellone, che entra nel corpo di un essere umano per fargli dominare il mondo. Ma il criminale galattico è inseguito da una sorta di poliziotto alieno, anche lui un cervello fluttuante, il quale, aiutato dalla moglie del posseduto, eliminerà la creatura liberandolo.

Sempre dello stesso anno ecco The Night that World Exploded di Fred F. Sears, dove un minerale sconosciuto e instabile, aumentando progressivamente di volume, minaccia di distruggere il mondo.

Stesso anno anche per The Strange World of Planet X, conosciuto anche come The Cosmic Monster e basato su una serie televisiva. La regia è di Gilbert Gunn, interprete principale è Forrest Tucker che ricopre il ruolo di uno scienziato che trasforma uomini in criminali e insetti in mostri. Sarà un alieno ad aiutarlo nel suo lavoro.

Passiamo ora al 1958 e, come promesso, occupiamoci del seguito de I Giganti invadono la Terra che s’intitola War of the Colossal Beast, sempre per la regia appunto di Bert I. Gordon. Il Colonnello Manning, che nel primo film era interpretato da Glenn Langan e che qui è stato sostituito da Roger Pace, non è morto nella rovinosa caduta dall’alto della diga, ma, sfigurato e più pazzo che mai, continua a distruggere tutto ciò che gli capita a tiro. In un raro momento di lucidità riconosce la sorella (Sally Fraser) e si suicida con l’alta tensione. Come era abitudine a quei tempi l’ultimo minuto del film è a colori.

Terror in the Midnight Sun è una variazione sul tema dello Yeti, il quale, in questo caso sarebbe una creatura di un altro pianeta, così come scopre una spedizione guidata da John Carradine, che si trova davanti a una navicella spaziale. La regia è di Virgil Vogel.

Ed ecco nuovamente Bert. I Gordon con Attack of the Puppet People (1958), storia di un burattinaio in grado di trasformare gli esseri umani in marionette.

E ora passiamo al 1959 con The Cosmic Man di Herbert Greene, ancora con John Carradine. La storia sembra ispirarsi a una seconda venuta del Messia sulla Terra: in questo caso si tratta di un alieno il quale, al posto di portare minacce di distruzione come Klaatu in Ultimatum alla Terra, vuole portare un messaggio d’amore. Il suo aspetto alieno viene dapprima visto con ostilità e diffidenza dai terrestri, ma quando riuscirà a guarire un bambino storpio questa barriera è destinata a cadere.

Commedia dagli amari risvolti è Ein Mann geht durch die wandt di Ladislao Vajda, che ci racconta di un impiegato al ministero delle Finanze, un certo Buchbaum, che vive giornalmente il terrore del mondo che lo circonda. Il suo capo è un mostruoso personaggio senza sentimenti che lo maltratta di continuo, il suo vicino di casa lo porta fino alla pazzia suonando il pianoforte in modo orrendo nelle ore più impossibili, i cittadini che lui visita per conto del suo ministero gli fanno troppa pena, ed egli non riesce mai a riscuotere alcun tributo. Sino a un giorno ove scopre di poter attraversare la materia solida e ciò gli cambierà la vita per sempre.

(4 – continua)

Giovanni Mongini