FANTASCIENZA STORY 05

I “SEGUITI” DI KING KONG

Una pellicola di successo, intendendo con questo il puro e semplice incasso, spinge sempre il produttore a girarne dei “seguiti” che, nella stragrande maggioranza dei casi, risultano di gran lunga inferiori all’originale.

Di conseguenza anche King Kong fu imitato, ripreso e, diciamolo pure, vilipeso, non solo dallo stesso produttore e regista, ma anche da altri anonimi artigiani convinti di poter realizzare il medesimo successo e quindi il medesimo guadagno, spendendo magari il meno possibile.

Per fortuna, nel cinema non sempre ci si abbandona soltanto alle idee degli altri, ma ci si sforza, anche, di crearne delle proprie: è il caso di alcune fra le pellicole che citeremo più avanti.

Per dovere di cronaca ricordiamo, nel 1932, un film di E. B. Schoedsack e Irving Pichel, La pericolosa partita (The Most Dangerous Game), film di recupero per la scenografia di Kong, ma edito prima di quest’ultimo, fu definito come “i più veloci  68 minuti della storia del cinema“. E’ uscito in DVD ad opera della Eritage con il titolo Caccia Fatale.

Il dottor X (Doctor X) per la regia di Michael Curtiz, un technicolor a due toni, è interpretato ancora da Fay Wray, è la vicenda di un misterioso assassino che semina vittime a New York: in realtà è un dottore mutilato che ha inventato una “carne sintetica” con la quale crea un arto artificiale e si maschera orribilmente assumendo una forma paurosa.

Sempre nel 1932 ricordiamo L’isola delle anime perdute (The Island of Lost Souls) per la regia di Erle C. Kenton, tratto dall’omonimo romanzo di Herbert George Wells che,  ancora una volta, definì il film pessimo.

Altra versione tratta dal romanzo di Stevenson questo Il Dottor Jekyll (Doctor Jekyll e Mr.Hyde) diretto da Rouben Mamoulian con Frederic March: a tutt’oggi la migliore trasposizione del romanzo di Stevenson, ma nello stesso anno, a firma di Alessandro Blasetti, uscì una versione non accreditata del romanzo di Robert Stevenson. S’intitolava Il Caso Haller dove Haller non era altro che una sorta di Jekyll con tanto di trasformazioni e di lotta tra il bene ed il male, Il film si chiudeva, però, con la vittoria del bene.

Infine il dolce e suggestivo Ancora sei ore di vita (Six Hours to Live) di William Dieterle: mentre cerca di preservare il mondo dalla guerra un diplomatico viene ucciso, ma uno scienziato riesce a riportarlo in vita anche se per solo sei ore. Egli riesce a raggiungere la pace e a trovare un suo successore.

Un insolito Boris Karloff buono ci attende nel film di Lloyd Corrigan La chiave misteriosa (Night Key). Qui è nel ruolo di uno scienziato che inventa un fantascientifico sistema d’allarme basato su un raggio di sua invenzione e che solo lui può bloccare. Dovrà combattere contro dei criminali che lo ricattano affinché riveli il suo segreto.

Nel 1933 uscì nelle sale La distruzione del mondo (Deluge) di Felix E. Feist, dove si può vedere New York distrutta da un maremoto, le cui scene di distruzione devono considerarsi, per l’epoca, assolutamente eccezionali a cui fa seguito, purtroppo, una seconda parte noiosa e scontata. Esiste in DVD per opera della Mosaico Media

Una piattaforma-aeroporto nel mezzo dell’Atlantico viene presentata, per la prima volta, nel film F.P. 1 non risponde (F.P. 1 Antwortet Nicht) di Karl Hartl.

Sempre nel 1933 Frank Lloyd gira La strana realtà di Peter Standish (Berkeley Square) dove un uomo viene trasportato indietro nel passato, nel 700, all’epoca di Giorgio III, si innamora di una ragazza che è l’unica che si rende conto da dove egli provenga. Tutti gli altri lo prendono per pazzo e lo fanno internare, ma lei lo aiuta a tornare al suo tempo…

Nel 1934 appare Oro (Gold), sempre per la regia di Karl Hartl, dove una macchina gigantesca trasforma il piombo nel metallo prezioso del titolo. Il finale di questo film verrà incorporato nel futuro Il Mostro magnetico, di cui parleremo più avanti.

All’inizio del 1934 E.B. Schoedsack gira il seguito di King Kong intitolandolo, ovviamente, Il figlio di King Kong (Son of Kong), ove si immagina che il regista Denham torni sull’isola per cercarvi un tesoro (era infatti andato in rovina per pagare i danni provocati dal gigantesco scimmione) e incontri appunto il figlio in questione. Questi è un piccolo (si fa per dire) e simpatico scimmiotto che giunge a salvare la vita a Denham quando un improvviso maremoto sommerge l’isola; l’animale solleva il regista sopra le acque fino a che una scialuppa di salvataggio non lo recupera.

Un filmetto a tratti interessante solo per gli effetti speciali di Willis O’Brien, non certo curati, però, come quelli del suo predecessore. In DVD è stato edito in edicola dalla Classica Film.

Karl Freund, uno dei più grandi fotografi che la storia del cinema abbia mai avuto, girò nel 1935 Amore folle (Mad Love) che segnò il debutto americano di Peter Lorre e ne fece una star. Un genio della chirurgia s’innamora della moglie di Stephen Orlac (Colin Clive), un pianista che perde le mani per un incidente ferroviario. Lo scienziato attacca ai suoi polsi le mani di un assassino lanciatore di coltelli, ghigliottinato qualche tempo prima, ma le mani di Orlac cominciano ad avere una volontà propria e cercano di uccidere.

Freund fece di questo film l’antitesi del suo primo prodotto, La Mummia, basandosi sul macabro e sottolineando esageratamente i toni diabolici (uscita in DVD: Mosaico Film). Esistono poi due altre remake dello stesso soggetto tratto dal romanzo di Maurice Renard e si chiamano Le mani dell’altro (Le mains d’Orlac – The Hands of Orlac) del 1960 per la regia di Edmond T. Greville e che si basa sull’interpretazione di Mel Ferrer e Christopher Lee (uscita in DVD: Sinister Film) e una seconda di due anni dopo a firma di Newton Arnold intitolata Le Mani dell’assassino (Hands of a Stranger), entrambe, però, non all’altezza del predecessore. In DVD dalla Golden Video.

Sempre nello stesso anno, per la regia di Harry Revier, esce sugli schermi il film La città perduta (The Lost City), dove si narra la storia di un medico malvagio che, nascosto in una zona inesplorata dell’Africa, bombarda il pianeta di scariche elettriche e solo una spedizione, dopo molte traversie, riuscirà a sconfiggere il diabolico scienziato. Il lungometraggio è uscito in DVD dalla Sinister Film.

Claude Rains interpreta il suggestivo L’’uomo che vide il futuro (The Clairvoyant) per la regia di Maurice Elvey, in cui un finto lettore del pensiero, Maximus (Claude Rains), scopre all’improvviso di essere capace realmente di predire il futuro; ciò che crede un grande dono si rivela essere una tremenda condanna…

Nel 1936 il regista Lambert Hillyer mette insieme due “mostri” del cinema, Boris Karloff e Bela Lugosi, nel film che anticipa la fantascienza degli anni Cinquanta, Il raggio invisibile (The Invisible Ray). Uno scienziato viene colpito dalle radiazioni di una meteora, caduta secoli prima nell’Africa equatoriale, trasformandolo in un mostro assassino finché, in un momento di lucidità, l’uomo si uccide. Il film è mediocre, ma ottima risulta l’interpretazione di Boris Karloff.

Sempre del 1936 è La bambola del diavolo (The Devil Doll) interpretato da Lyonel Barrymore nel ruolo di un fuggitivo dall’Isola del Diavolo che scopre il metodo di rimpicciolire la gente e renderla sua schiava. La regia è di Tod Browning. In DVD dalla “Cineteca”.

Nel 1936 il regista Michael Curtiz gira L’Ombra che Cammina (The Walking Dead), interpretato da Boris Karloff nel ruolo di un musicista che viene accusato di un omicidio e quindi condannato alla sedia elettrica. Subito dopo, però, ci si accorge della sua innocenza e uno scienziato riesce a riportarlo in vita. L’uomo riesce a trovare i veri colpevoli e a fermarli sacrificando definitivamente la sua vita.

Nel 1938 vogliamo ricordare L’incredibile realtà (Life Returns) di Eugen Franke, dove assistiamo agli sforzi di uno scienziato per riportare in vita i morti. Gli studi lo portano alla rovina e solo quando riuscirà a resuscitare il cane del figlio che, nel frattempo gli era stato portato via, verrà creduto e considerato sano di mente e quindi riassunto all’università da dove era stato espulso.

Sempre nel 1938 il regista Edward Sedwick ci presenta una storia che sta in bilico tra il fantastico e la fantascienza : si tratta di Eroe per Forza (The Gladiator) che è la vicenda di un giovane studente dotato di un carattere timido e introverso che fa da cavia per uno scienziato bevendo una pozione che lo trasforma in una specie di Ercole. Pur essendo terminati gli effetti del preparato riesce comunque a vincere un incontro di lotta e con il premio vinto potrà finalmente sposare la sua ragazza e adottare un orfano.

Giovanni Mongini