FANTASCIENZA STORY 245

CHE LA SAGA ABBIA INIZIO (1999) – PARTE 04

Nel cinema di fantascienza abbiamo assistito spesso alle cosiddette Invasioni subdole o nascoste, dove gli invasori partivano alla conquista del nostro povero, inquinato e martoriato pianeta, senza mostrarsi apertamente o con i loro mezzi o con il loro aspetto. Un esempio contrario in questo senso è stato portato sullo schermo, in tempi diversi, da due film, tra gli altri, e cioè La Guerra dei Mondi e Independence Day, film estremamente costosi e spettacolari e, se si eccettua una furba produzione al risparmio come La Terra contro i Dischi Volanti, questo non era un genere molto gradito ai distributori appunto per il costo che ne comportavano gli effetti speciali, peraltro realizzati in maniera artigianale e senza l’uso del computer che, oggi, permette un enorme abbattimento dei costi.

Un’altra ragione è che questi film erano comunque considerati, bene che andasse, di serie B e cioè da fare la prima coda della pellicola principale. Quando il gestore cinematografico voleva dalla casa di distribuzione un grosso film, oltre che pagarlo un minimo garantito e una notevole percentuale sugli incassi, doveva sorbirsi una coda di venti o trenta film minori e doveva proiettarli o pagarli lo stesso.

Questo fenomeno è stato quasi totalmente abbattuto dal mercato televisivo che oggi spadroneggia sul cinema, tanto è vero che il contratto più interessante per i produttori, non è più quello del circuito cinematografico ma quello televisivo e poi in home video mentre quello nei cinema, tranne per le grosse produzioni, passa in secondo piano.

La capillarità di distribuzione e di penetrazione del piccolo schermo è enormemente superiore al circuito cinematografico per cui nascono film solo e appositamente per loro, grazie anche al fatto che la TV è una macchina che macina e stritola programmi su programmi.

Il cinema è un’industria commerciale, ragion per cui dietro di essa ci sono dei conti, dei bilanci, un dare e un avere. S’investe per guadagnare e tutto ciò gira generalmente nelle mani di un uomo o di un gruppo di uomini dal pericoloso nome di produttore.

Ora, la situazione che andiamo a spiegare, vale per qualunque tipo di mercato cinematografico sia esso americano come inglese, francese come italiano, ma nel nostro paese, è aggravata da alcuni particolari di non secondaria importanza. Quindi parliamo prima di tutto del produttore tipo. Costui è generalmente un bipede assolutamente a digiuno di cinema, generalmente pieno di soldi o, quantomeno, in grado di procurarne. Come agisce il nostro uomo? Dopo aver letto o dopo essersi fatto raccontare dallo sceneggiatore la storia che egli sarebbe interessato a produrre per sommi capi, fa preparare un disegno con un’immagine rutilante ed esplicativa su come dovrebbe essere il film (e su come non sarà mai, aggiungiamo noi), ci fa scrivere il nome di alcuni attori di un certo richiamo, o di un regista o, se proprio non ha di meglio, di un soggettista o sceneggiatore. Con in mano questo disegno egli si reca negli uffici delle case cinematografiche o ai festival del cinema e cerca di “prevendere” il prodotto. In altre parole si fa dare contratto e soldi su un film di cui conosce a malapena la storia e non sa ancora chi saranno gli attori e il regista. Il colpo gli riesce. Con il contrattino in mano il suo staff comincia a contattare gli attori cercando di pagarli il meno possibile e, se quelli che cerca, non accettano, poco male, ne trova altri, magari presi pure dalla strada. Affida il film a un regista mestierante, e se si trattava di persone come Mario Bava, Antonio Margheriti o Riccardo Freda, per esempio, era anche fortunato. Formata la troupe, trovati gli attori, iniziato a girare, il nostro produttore comincia a essere invaso da delirium tremens: il film deve essere finito in fretta, più rapidamente termina e più presto lo consegna, più risparmia quindi più incassa per sé. E poi non dimentichiamoci che la troupe va pagata ogni settimana, questo costituisce un micidiale salasso per i suoi progetti di guadagno. Quindi, se si tratta di un film fantastico o di una pellicola quantomeno bisognosa di effetti speciali, il primo taglio è a scapito di quelli. Le scene vengono tagliate, ribaltate, abolite del tutto. Ora che, bene o male, il film è finito, deve essere montato e doppiato. Il lavoro di montaggio, come hanno sempre dichiarato registi come Alfred Hitchcock e Steven Spielberg, è una delle operazioni più importanti per poter salvare o distruggere un film. Se una sequenza viene abolita, spostata o mutilata può provocare conseguenze irreparabili o rendere la storia più scorrevole e più intrigante. Nel caso limite del nostro produttore (e quasi tutti i film di fantascienza, orrore e fantasy hanno purtroppo avuto produttori di questo tipo) egli ha girato al risparmio, c’è poco materiale sul quale “muoversi” per cui il prodotto finito è quello che è. Il film viene mostrato ai produttori e ai distributori, altra mefitica categoria del nostro cinema in particolare ma di tutta la cinematografia terrestre in generale. Se passa l’esame viene acquistato e quindi distribuito, non sempre in maniera consona, non sempre con un adeguato lancio pubblicitario. Anzi il più delle volte questo manca quasi totalmente e, da questo punto in poi, la validità del film, per produttori e distributori, è dovuta sola al rapporto spesa – incasso. Una carne da macello sulla quale tutti cercano di guadagnarci il più possibile. Questa è in sintesi, la storia, di una di quelle pellicole definite di serie B che infestavano il mercato italiano e straniero tra gli anni Cinquanta e la metà degli anni Settanta, prima che la “crisi del cinema” ramazzasse e distruggesse in un sol boccone buoni e cattivi produttori, validi e non validi registi.

Prima di andare avanti e prima che qualche eventuale esperto o critico cominci ad avanzare dei distinguo, dobbiamo ancora una volta ribadire che questa situazione non era totale e non lo è ancora ma è a tutti oggi, il concetto base del cinema di ogni paese. In fondo, diciamocelo chiaramente, chi vuole investire qualcosa in qualunque tipo di impresa, senza volerci guadagnare? Sia che si tratti di pellicole o di scarpe, di libri o di prosciutti, il concetto di guadagno è fin troppo umano per essere negato. Chi non segue questo principio, e ne esistono, sono dei pazzi, dei suicidi o dei filantropi o quantomeno degli ingenui, ma questi “alieni” stanno diminuendo sempre di più. Ancora oggi la cinematografia italiana segue dei canoni completamente diversi da quella statunitense che è a noi più nota di quella nostrana perché abituata a investire di più, ad avere attori che possono definirsi tali, ditte all’avanguardia negli effetti speciali, una predisposizione quanto mai aperta ai lanci pubblicitari martellanti e, non ultima, la possibilità di essere sovvenzionata da enti privati i quali possono scaricare l’investimento compiuto nel cinema dalle tasse.

Stabilito quindi che si deve risparmiare sui costi torniamo alle nostre Invasioni subdole, là dove un invisibile alieno s’impossessa totalmente o parzialmente, definitivamente o meno del corpo di un terrestre e ne fa quello che vuole. Abbiamo avuto intelligenti esempi come I Vampiri dello Spazio, Assedio alla Terra, Il Villaggio dei Dannati, L’Invasione degli Ultracorpi, per citare solo alcuni titoli, per cui a volte il risparmio andava a stringere un dignitosissimo patto d’alleanza con una storia intelligente, intrigante, ricca d’atmosfera.

Con l’avvento degli effetti speciali a tutto campo questo genere sembrava essere stato quasi totalmente abbandonato, ma eccolo invece ritornare, sorretto là dove è solo strettamente necessario, da trucchi spettacolari.

L’anno è il 1999 e il film potrebbe anche essere considerato un clone fantascientifico del ben più famoso film di Roman Polanski Rosemary’s Baby al quale i nostri demenziali distributori non è parso vero aggiungere il sottotitolo Nastro Rosso a New York, o un remake de L’Astronave Atomica del Dottor Quatermass o Il Primo Uomo nello Spazio.

Il regista è Rand Ravich, il titolo, sia in originale sia in italiano, è…

THE ASTRONAUT’S WIFE (The Astronaut’s Wife)

Tampa, Florida.

A pochi chilometri dalla base missilistica di Cape Canaveral

I coniugi Armacost, Spencer (Johnny Depp) e Jillian (Charlize Theron), sono nel loro letto e guardano distrattamente un vecchio film in televisione.

Spencer è un astronauta e Janine è un’insegnante.

Jillian: “Questo è il momento peggiore, tu sei ancora qui ma stai per partire, non lo sopporto.

Spencer: “Ti telefonerò.

Jillian: “Non prendermi in giro. Mi manchi da morire quando vai lassù.

Spencer: “Mi manchi anche tu, amore, però la volta scorsa Streck mi ha detto che se continuavo a fare il Romeo addolorato mi sbatteva a calci in culo fuori dall’astronave.

Jillian:”E tu dì a Streck che il tuo culo appartiene a me e che non deve azzardarsi a toccarlo.

Spencer: “Va bene.

Jillian: “I miei alunni vogliono conoscerti. Vieni a scuola quando torni?

Spencer: “Penso si possa fare se sei… gentile con me…

Jillian: “Quanto gentile?

Spencer: “Ora te lo spiego.

Jillian: “Ah, sì?

Spencer: “Sì.

La spiegazione continua sotto le lenzuola e a televisione spenta…

Jillian ascolta il lancio per radio e sente i vetri della scuola vibrare leggermente mentre il missile si alza nello spazio.

Tempo dopo, mentre sta tenendo una lezione di geografia ai suoi giovani allievi, la donna viene chiamata al telefono.

Jillian: “Pronto?

NASA: “Signora Armacost?

Jillian: “Sì, sono Jillian Armacost.

NASA: “Qui è il Settore Comunicazioni NASA, c’è suo marito in linea… parli pure, Comandante.

Spencer: “Jillian?

Jillian: “Spencer?!

Spencer: “Te l’avevo detto che ti avrei chiamato, è pazzesco eh?”

Jillian: “Sì, incredibile.”

Spencer: “Ehi, Jill…

Jillian: “Sì?

Spencer: “Che cos’hai addosso?

Jillian: “Spencer! …?

Spencer: “Dai, tanto non ci sente nessuno…

NASA: “Non esattamente, Comandante, considerando anche Houston e Pasadena, ci sono trecento persone in ascolto.

Spencer: “(ride) È una bella giornata, vero?

Jillian: “Bellissima.

Spencer: “Stai guardando fuori?

Jillian: “Sì.

NASA: “Quindici secondi, Comandante.

Spencer: “Sono sopra di te, alza gli occhi.

NASA: “Dieci secondi.

Spencer: “Voglio che tu mi faccia un bel sorriso.

Jillian: “Sto sorridendo, amore.

Jillian è ora casa con la sorella, Nan (Clea DuVall). Mentre sta preparando il pranzo il suo sguardo cade sul televisore e ciò che vede la fa sobbalzare e tagliare un dito mentre sta affettando un cetriolo. Uno speciale servizio sugli astronauti è appena passato in onda, contemporaneamente suonano alla porta. Jillian chiede alla sorella di cercare un’altra stazione mentre va ad aprire.

Reese: “Signora Armacost, sono Sherman Reese della NASA, sono qui per… suo marito.

Jillian: “Che cosa è successo?

Reese: “Ecco… vorremmo che venisse con noi… c’è una macchina che aspetta…

Dall’interno la sorella la chiama.

Reese: “La prego, Signora Armacost, la moglie del Capitano Streck è già alla base e il direttore vorrebbe…

La sorella la chiama ancora, lei va a vedere, Reese (Joe Morton) la segue all’interno, un’annunciatrice (Samantha Carpel) sta dicendo che non sono state diramate informazioni sullo stato di salute di Streck e Armacost e degli altri membri dell’equipaggio della navicella Victory.

Jillian si volta, preoccupata, verso Reese.

Jillian: “Mio marito è morto?

Reese: “Purtroppo non siamo in grado di dire niente sulle condizioni…

Jillian: “Mi dica se mio marito è morto.

Reese: “Mi dispiace, io non lo so, Signora.

Jillian: “Allora mi porti da qualcuno che lo sa.

La donna viene portata all’interno della base dove c’è già, in ansiosa attesa, Natalie Streck (Donna Murphy), moglie dell’astronauta Alex Streck (Nick Cassavetes) in orbita assieme a Spencer.

Entra il Direttore della NASA (Gary Grubbs).

Direttore: “Signora Streck, Signora Armacost, prima di tutto i vostri mariti sono vivi.

Natalie: “Grazie al cielo…

Direttore: “Sono in salvo nella navicella, li riporteremo a terra immediatamente.

Jillian: “Cosa è successo, si può sapere?

Direttore: “Erano entrambi usciti dalla capsula per eseguire delle riparazioni sul satellite, c’è stata un’esplosione e… abbiamo perso ogni contatto per circa due minuti.

Jillian: “Avete perso il contatto?

Natalie: “Cosa?

Jillian: “Come sarebbe, avete perso il contatto?

Direttore: “Dopo l’esplosione sono scomparsi dietro lo Shuttle, abbiamo dovuto ruotare la navicella di centottanta gradi per recuperarli…

Natalie: “Li avete lasciati da soli.

Direttore: “…Ma ora sono dentro la capsula e vi assicuro che li riporteremo a terra prima possibile. Il Signor Reese resterà insieme a voi fino a quando l’operazione sarà completata.

Natalie: “Sono rimasti lassù da soli, Jillian…

La donna piange e abbraccia Jillian.

Jillian: “Va tutto bene, sono vivi.

Reese: “Potrete assistere all’atterraggio come se foste sullo Shuttle… Volete il collegamento? Mi… mi collego.

Il grande schermo davanti alle due donne mostra l’immagine dalla cabina di pilotaggio della Victory e le sequenze finali di atterraggio della navicella.

Ora Jillian sta parlando con il medico (Charles Lanier) che ha in cura Spencer e osserva il marito assopito in un letto dietro a una grande vetrata.

Medico: “Sta respirando da solo, le funzioni vitali sono buone e non si sono evidenziati danni cerebrali, dobbiamo solo aspettare che suo marito riprenda conoscenza.

Jillian: “E’ sicuro che starà bene?

Medico: “Assolutamente.

Jillian: “(sospira di sollievo) E come sta Alex?

Medico: “Il Capitano Streck è più anziano di suo marito, purtroppo il suo cuore ha subito uno shock tremendo.

Jillian vede la donna allontanarsi con un altro medico.

Spencer apre gli occhi e vede Jillian seduta vicino a lui.

Spencer: “Jill… Jill…

Jill: “Ehi…

Spencer: “Ciao…

Jill: “Ehi…

Spencer: “Ehi, tu…

Jill: “Ehi, tu…

La donna lo bacio teneramente.

Jillian: “Quanto mi sei mancato amore… Come ti senti?

Spencer: “Sto bene…

Jillian: “Davvero?

Spencer: “Sì, sto bene… devo fare pipì…

Jillian: “(ridendo) Ah, sì…?

Spencer: “Tanta…

Jillian: “Questa non la posso fare per te…

Spencer: “Dov’è Alex, sta bene?

Natalia è davanti alla grande finestra interna che dà nella camera di Alex, l’uomo è steso sul lettino e sta delirando.

Alex: “Spencer… Spencer… ma che cos’è? Tu l’hai sentito?…

Natalie: “Alex!

Alex: “Oh, mio Dio, ma che cos’è?

Natalie: “Alex, guardami!

L’uomo entra in crisi, il cuore comincia a cedere, l’allarme richiama subito una équipe medica che riesce a rianimare Alex dopo che il cuore si era fermato.

L’astronauta apre gli occhi e guarda dietro la moglie sorridendo. Natalie si gira, dietro di lei ci sono Jillian e Spencer.

E’ passato qualche giorno e Jillian sta portando fuori dalla clinica Spencer su una sedia a rotelle.

Jillian: “E tu che gli hai detto?

Spencer: “Beh, ho detto a quel pezzo di merda, a quel lurido bastardo rotto in culo, gli ho detto che non saremmo diventati degli eroi se lui non avesse deciso di ridurre il budget obbligandoci a mandare in orbita quel rottame di nave…

Jillian: “Davvero?

Spencer: “Sì.

Jillian: “E poi che è successo?

Spencer: “Ha strillato che nessuno si era mai azzardato a parlargli in quel modo, al che gli ho detto che io me ne strasbattevo le palle e che se si rifaceva vivo, se solo ci provava, sarei andato a casa sua, gli avrei tirato giù i pantaloni e lo avrei picchiato sul sedere con una stampella di fronte a moglie e figli.

Jillian: “Questa sì che è classe!

Spencer: “Sì, sono stato sottile.

Jillian: “Dimmi la verità. Cosa hai detto al Presidente?

Spencer: “Va bene… Grazie della telefonata…

Jillian: “Aha.

Spencer: “…E poi gli ho chiesto cosa indossava… e lui ha incominciato ad ansimare… ha fatto uno strano verso e ha riagganciato, cosa vorrà dire?

Jillian: “Mah, che forse non sei il suo tipo…

Spencer: “Peccato…

E’ passato altro tempo e l’equipaggio della Victory, compresi Armacost e Streck, stanno per presenziare a una cerimonia e le due moglie li osservano da lontano.

Natalie: “Te ne ha mai parlato? Spencer ti ha mai detto cosa è successo quando erano lassù? Che cosa ha provato in quel momento?

Jillian: “Ora è tutto finito, sono tornati.

Natalie: “Non ne parla mai, vero Jillian? Nemmeno Alex, evita l’argomento, neanche una parola.

Jillian: “Ma… mi sembra comprensibile…

Natalie: “In quei due minuti hanno rischiato di morire, ti rendi conto?

Jillian: “Ma non è successo.

Natalie: “Ci sono andati vicino. Vivi un’esperienza del genere e poi torni a casa e fai finta che non sia successo niente anche con tua moglie? E’ molto strano.

Jillian: “Natalie, ormai è finita.

Natalie: “Sì, lo so che anche per te è molto difficile, questa… questa apparente indifferenza mi terrorizza.

La cerimonia è finita e Spencer sta firmando degli autografi. Jillian, accanto a lui, sta mangiando un gelato.

Spencer: “Ehi…

Jillian: “Uhm?!

Spencer: “Indovina un po’.

Jillian: “Cosa?

Spencer: “Ho rassegnato le dimissioni.

Jillian: “Per quello che è successo?

Spencer: “No… no… basta con lo spazio. Ho un’offerta da… una società aerospaziale, un comodo lavoro d’ufficio, soldi a palate… uno stipendio davvero vergognoso…

Spencer: “E come farai a vivere dentro un ufficio? Tu hai le ali, Spencer…

Spencer: “No, quelle non mi servono più, sono stato promosso eroe nazionale ormai, l’ha detto il Presidente degli Stati Uniti, l’hai sentito anche tu.

Jillian: “Sì.

Spencer: “Comunque pare che faccia molto bene agli affari avere il nome di un eroe sulla carta intestata… Il fatto è che… Jill… il loro quartier generale è a New York…

Jillian: “Mi prendi in giro.

Spencer: “No.

Jillian: “New York?

Spencer: “Aha.

Jillian: “Tu odi New York.

Spencer: “Sì, è vero.

Jillian: “Troppo caotica, l’hai sempre detto.

Spencer: “Lo so.

Jillian: “La nostra vita è qui, Spencer, il mio lavoro, i nostri amici, tutto il resto.

Spencer: “Eh, già… Beh, che ne dici, lo facciamo? Vieni a vivere con me a New York, eh?

Jillian: “Tu ci sei sempre stato. Non posso tirarmi indietro, andiamo a New York.

Spencer: “Ti amo.

Sherman Reese li sta osservando in distanza. I due cominciano a fare i preparativi per la partenza e Jillian saluta i suoi scolari, compreso il piccolo e curiosissimo Calvin (Jacob Stein).

Alla base viene organizzata una festa in onore di Spencer. Si svolge sotto un grande tendono dove tutti stanno ballando e divertendosi.

Jillian nota, seduti a un tavolo, Alex e Natalie che discutono animatamente poi lui la bacia violentemente e lei lo spinge via. L’uomo si alza barcollando mentre Jillian si è alzata a sua volta e sta andando verso di loro.

Alex si abbatte a terra rantolando e distruggendo un tavolo, le due donne gli sono vicino. Sherman spegne la musica e si ode solo il pianto di Natalie in un silenzio innaturale mentre Spencer guarda la scena attonito.

Il giorno dopo il Direttore ha convocato una conferenza stampa.

Direttore: “Ho un breve annuncio da fare poi passeremo alle domande. Il Capitano Alex Streck è morto ieri sera alle otto e cinquanta. La causa del decesso è da attribuirsi ad un ictus che secondo i medici è stato determinato da un’embolia cerebrale. Alex era un pilastro della nostra comunità per le sue doti umane e professionali. Sentiremo la sua mancanza. Più tardi si terrà una cerimonia privata.

Un giornalista (Conrad Bachmann) chiede la parola.

Reporter: “La salute del Comandante Armacost corre qualche pericolo?

Direttore: “Lascerò rispondere il Dottor Conlin

La dottoressa (Rondi Reed) prende la parola.

Conlin: “Il Comandante Armacost è stato sottoposto ad accurate visite ed esami. La mia opinione è che la sua salute non corra più pericoli di quella di una persona qualunque.

Finita la conferenza Jillian e Spencer vanno a casa di Natalie, li riceve Nan.

Jillian entra in camera dove c’è la donna seduta su una poltrona e che sta guardando fuori dalla finestra con lo sguardo perso nel vuoto. La ragazza le si avvicina e si siede vicino a lei.

Natalie: “Gli parlavano tutte le notti, in continuazione… io non riuscivo a capirli…

Jillian: “Chi parlava con Alex, Natalie?

Natalie: “Parlavano da lì. (Indica con lo sguardo la radio). Da lì dentro, Jillian…

La donna sembra assopirsi. Jillian le si avvicina e la copre con una coperta poi si gira e si allontana ma sente ancora la sua voce.

Natalie: “Lui è nascosto dentro di me.

Jillian si gira e vede che Natalie ha ancora gli occhi chiusi. Esce dalla camera ed entra nel salotto. Prende un bicchiere e vede, tra i pochi partecipanti, Spencer che sta discutendo con Sherman.

Spencer: “Io apprezzo molto il suo interessamento, Signor Reese, ma dopo avermi ispezionato e punzecchiato all’infinito, i suoi superiori mi hanno dichiarato in perfetta salute.

Reese: “Si, lo so, lo so Comandante ma, vede, probabilmente è una sciocchezza e non vorrà…

Spencer: “Il suo capo sa di questa sua iniziativa?

Reese: “No…

Una scarica fa abbassare le luci di casa. Un urlo proviene dal bagno della casa, il bicchiere sfugge dalle mani di Jillian e s’infrange sul pavimento. La ragazza corre verso il bagno, sulla porta c’è una ragazza che urla (Lyndsey Danielle Bonomolo).

Natalie è semisommersa dall’acqua dello scarico della doccia, in mano ha la radio la cui spina è inserita nella corrente e l’apparecchio è nell’acqua generando scariche mortali che fanno sussultare il corpo della donna ormai privo di vita.

Spencer abbraccia la terrorizzata Jillian…

New York, ricevimento per l’ingresso di Spencer alla McLaren. Dopo aver scambiato un paio di chiacchiere futili con una donna, Jillian incontra la padrona di casa, Shelly McLaren (Blair Brown), che si rivolge a lei gentilmente.

La donna è però costretta ad allontanarsi per un problema in cucina e la serata si snocciola lentamente in maniera sempre più noiosa, almeno per Jillian.

Spencer si avvicina porgendole un bicchiere di champagne. Poi l’accarezza lentamente ma in un modo comunque strano, quasi la stesse auscultando e ne captasse i battiti del cuore.

Jillian: “Dimmi cosa è successo, lassù… Dimmelo.

Spencer: “Andiamo a fare un giro.

Si allontanano. Spencer si toglie la giacca, la ragazza si appoggia al muro di marmo della grande sala e lui lentamente comincia ad accarezzarla e baciarla, parlandole sommessamente.

Spencer: “Lo vuoi sapere davvero?

Jillian: “Sì.

Spencer: “Te lo dirò.

Jillian: “Sì.

Spencer: “Ti dirò di quei due minuti…

Jillian: “Non ne hai mai voluto parlare…

Si baciano appassionatamente, mentre la mano di Spencer segue le sinuosità del suo corpo.

Spencer: “Due minuti… oscurità… buio… niente luce, poi un’esplosione… si è bloccato tutto… ancora oscurità… (La mano di Spencer si appoggia, in modo apparentemente casuale, sul polso della ragazza, ancora per ascoltarne i battiti). Niente radio, c’era un grande nero e il silenzio, nessun suono ma qualcosa di assordante… Faceva freddo, tanto freddo Jill, e io sapevo cos’era quel gelo… era la morte… Per un momento mi ha preso tra le braccia e poi… ho sentito il calore del tuo corpo, Jill, il calore del tuo corpo, delle mani, della bocca, della lingua, il calore della tua fica, il calore che è dentro al tuo corpo, il tuo calore… Ho sentito il tuo nome… l’ho respirato e mi ha riportato a casa…

L’amplesso continua nella loro casa. Spencer non si comporta con la solita dolcezza, è mosso da una furia quasi bestiale. Al termine, o forse è un’illusione, le pare di sentire uno strano suono…

Si sveglia indolenzita nel letto vuoto, esce dalla stanza e, dal ballatoio, vede il marito accanto alla radio, come ad ascoltare le scariche che escono dall’apparecchio.

Spencer: “Che stai facendo?

Spencer muove le manopole della radio. Ora da essa esce della musica.

Spencer: “Non riuscivo a dormire e sono sceso a… a sentire un po’ di musica.

Sale le scale verso di lei.

Spencer: “Scusami, sono stato un po’ violento, forse perché avevo bevuto troppo… Andiamo a letto.

Si sdraiano sul letto e Jillian tiene gli occhi aperti ancora a lungo.

Il mattino successivo la ragazza cerca di capire quello che Spencer stava ascoltando per radio, poi va a scuola nella sua nuova classe.

E’ sera e Jillian sta parlando al telefono con Nan. C’è qualcosa che non va, anche se lei non riesce ad afferrare bene cosa stia accadendo e se stia accadendo qualcosa. Spencer rientra in casa come tutti i giorni, tutto sembra andare come sempre.

Nel bagno della scuola Jillian, tramite un test, scopre di essere incinta e le sue preoccupazioni non sembrano diminuire per questo.

Cena a casa dei McLaren.

Jackson McLaren (Tom Noonan) sta lodando il lavoro di Spencer.

Jackson: “Pensate mai: se avessi avuto un F-15 durante la Seconda Guerra Mondiale o un B-17 durante la Prima?

Shelly: “No, mai tesoro.

Jackson: “Capite quanti stronzi avremmo potuto massacrare con una tecnologia così avanzata?

Shelly: “Perché, quanti stronzi ci sono in giro, Jackson?

Jackson: “Una varietà infinita. Ma le guerre oggi si combattono elettronicamente e Spencer ci ha aiutato a progettare un caccia in grado di individuare, identificare e distruggere qualunque congegno elettronico.

Spencer: “In dotazione ha due motori McLaren che producono una spinta pari a più di dodici tonnellate e un’apertura alare di venticinque metri…

Jackson: “In estensione totale…

Spencer: “Sì, in estensione totale… la velocità massima è di quasi tremila all’ora, può volare a diciottomila metri con un equipaggio di due uomini.

Jackson: “Oggi il campo di battaglia assomiglia a una tempesta, una tempesta virtuale e tecnologica, con aeroplani e carri armati e computer e tanti missili che sibilano in sottofondo e, in mezzo alla tempesta, vola il nostro caccia ma non sgancia bombe, non lancia missili, manda solo un segnale che è come la voce di Dio. E’ un segnale che blocca ogni congegno.

Shelly: “Perdonami, Jackson, ma non ricordo più da quale nemico dovrebbe difenderci questo aggeggio.

Jackson: “Cioè chi è il nemico, adesso?

Shelly: “Aha.

Jackson: “Sei tu, tesoro.

Mentre Shelly sorride alla battuta Jillian interviene.

Jillian: “E questo segnale che emette che… che suono ha?

Jackson: “Gli esseri umani non lo percepiscono, non possiamo sentirlo.

Il cameriere viene ad avvisare i coniugi McLaren che la loro figlia li sta attendendo per il bacio della buonanotte. I due si allontanano. Jillian si alza da tavola e Spencer le si avvicina.

Spencer: “Perché sei così distante?

Jillian: “Sono qui.

Spencer: “Che cos’hai, che c’è?

Jillian: “Tutto questo mi è incomprensibile, io non capisco quello che dite, è come se usaste un codice.

Spencer: “Tesoro, sono affari, tutto qui.

Jillian: “Ma perché hai costruito questo aereo? Il modo in cui ne parli, non sembri nemmeno tu.

Spencer: “Jillian, questo è il mio lavoro… è il mio lavoro.

Jillian: “Una volta dicevi che avresti volato per sempre, dicevi che avrebbero dovuto seppellirti in cielo.

Spencer: “Beh, c’è mancato poco.

Jillian: “Che cosa cerchi quando mi osservi in quel modo?

Spencer: “E tu cosa mi nascondi, eh?”

Jillian: “Niente… Niente”

Spencer la guarda, il suo sguardo si abbassa poi la fissa ancora negli occhi.

Spencer: “No…

Jillian: “Sì… sì… sì…

La bacia.

L’ecografia rivela addirittura che si tratta di due bambini, due gemelli. La Dottoressa (Samantha Eggar), si siede alla scrivania mentre, nell’atrio, Spencer sta probabilmente pagando la visita.

Dottoressa: “Questo è il numero di un gruppo di supporto per le future mamme che aspettano dei gemelli.

Jillian: “C’è una cosa che non le ho ancora detto che riguarda me… so che avrei dovuto ma qualche anno fa, dopo la morte dei miei genitori, ho… ho attraversato un momento difficile…

Dottoressa: “Quanto difficile?

Jillian: “Vedevo le persone che conoscevo… le vedevo morte e a volte vedevo anche… anche me stessa morta…”

Dottoressa: “Ne ha parlato con un medico?”

Jillian annuisce.

Dottoressa: “E’ stata ricoverata?

Jillian: “Sì.

Dottoressa: “Suo marito lo sa?

Jillian: “Ne sono uscita solo grazie a lui.

Dottoressa: “E adesso lei ha paura che, a causa di questa gravidanza, ricominci tutto.

Jillian: “Sì.

Dottoressa: “Si appoggi a suo marito, state insieme il più possibile, Jillian, da questo momento in poi le sensazioni che proverà dipenderanno da quello che sta accadendo dentro di lei e dal suo corpo che cerca di adattarsi… sia felice…

Jillian: “Va bene…

Dottoressa: “E se ha bisogno di me mi chiami pure a qualunque ora, giorno e notte.

Jillian: “Grazie…

Le due donne si abbracciano.

Gli incubi continuano a perseguitare Jillian. La donna rivive la scena del suicidio di Natalie ma vede se stessa morta al posto dell’amica. Si sveglia di soprassalto, Spencer la sta guardando.

Per cercare di farla rilassare la porta con sé in bagno e la immerge nella vasca calda, passandole dolcemente una spugna lungo tutto il corpo e rassicurandola dolcemente sulla salute e sul futuro dei bambini che saranno belli come la madre e piloti come il padre.

Nei giorni successivi Jillian cerca di frequentare il gruppo che le ha consigliato la dottoressa ma si sente un pesce fuor d’acqua.

Giunta a casa accende la radio ma da essa esce della musica che la induce a ballare. Sempre muovendosi seguendo il ritmo apre il frigorifero per poi richiuderlo e trovarsi di fronte Spencer.

Jillian sussulta per lo spavento ma poi un sorriso le schiude la bocca mentre l’uomo avanza verso di lei con chiarissime intenzioni.

Un giorno Jillian è a un negozio di giocattoli e sta osservando dei pupazzi di peluche quando si sente chiamare e si trova davanti a Sherman Reese.

L’uomo veste in maniera trasandata e appare estremamente nervoso, parla velocemente e gesticola.

Con la mano le sfiora la pancia.

Reese: “Di quanti mesi è?

Jillian: “Sono all’inizio.

Reese: “I… io devo parlarle…

Jillian: “Sa, Spencer lavora per la McLaren adesso, se vuole vederlo…

Reese: “No, no, no… Io devo parlare con lei Signora Armacost… di… di quei due minuti… E’ importante Signora Armacost.

Jillian: “E cosa vorrebbe dirmi?

Reese appoggia la sua capace borsa su un tavolo, la apre nervosamente e prende fuori delle cartelle su alcune di esse c’è scritto il nome di Spencer.

Reese: “Lei… lei ha notato dei cambiamenti in suo marito dopo quella famosa missione? Ho esaminato a fondo questi documenti e ho notato numerose… numerose incongruenze… qui, per esempio, vede? Questa è la firma di suo marito prima che salisse sullo Shuttle e.… e questo è il modulo che ha firmato quando è tornato. Come vede sono simili ma… ma… ma non sono uguali, non è la stessa firma.

Jillian: “Signor Reese, la NASA l’ha mandata a New York in veste ufficiale?

Reese: “E… e… e qui ci sono i risultati degli esami a cui l’abbiamo sottoposto quando è tornato.

Jillian: “Signor Reese! Lei è in veste ufficiale, sì o no?

Reese: “Qui è tutto a posto, appare tutto perfettamente normale ma, nello stesso tempo, è diverso da prima… I… I valori del sangue, la temperatura, l’elettrocardiogramma, l’elettroencefalogramma, è tutto simile ma non uguale come era prima, qui tutto…

Jillian: “Signor Reese, alla NASA sanno che lei è qui?

Reese: “No… Loro non vogliono ascoltarmi, mi hanno… hanno risolto il mio contratto, sono fuori…

Jillian: “Ora devo andare…

Reese: “No, aspetti!

Jillian: “Se ha qualcos’altro da comunicarci chiami mio marito alla McLaren.

Jillian si avvia ma lui le va dietro.

Reese: “Io… io gli ho fatto vedere le prove, loro mi hanno licenziato, mi hanno obbligato ad andare da uno psichiatra…

Jillian: “Mi lasci in pace!

Di nuovo Jillian si avvia verso l’uscita e, ancora una volta, Reese le va dietro.

Reese: “Ho visto il rapporto sull’autopsia del Capitano Streck, il suo organismo è crollato di colpo, non è riuscito a reggere allo sforzo, ho visto anche il rapporto sull’autopsia di sua moglie…

Jillian si ferma, si gira e guarda in faccia Reese.

Jillian: “Quello è stato un suicidio, Natalie si è uccisa, io ero lì, l’ho vista!

Reese: “Sì, sì, si è uccisa ma secondo il rapporto, quando l’ha fatto, era incinta di tre settimane.

Jillian: “Che cosa ha detto?

Reese: “Deve essere successo dopo che il Capitano ha lasciato l’ospedale, Natalie era incinta, Signora Armacost… Cosa è successo in quei due minuti quando sono rimasti soli lassù, cosa? Le tute che indossavano durante la missione avevano due registratori interni. Ascolti le loro voci: lassù è successo qualcosa che li ha spaventati a morte, ma cosa?

Jillian: “No, è stato un incidente. C’è stata un’esplosione, quel satellite…

Reese: “Nooo! Gli astronauti sono preparati a qualunque incidente, li allenano per centinaia d’ore, se qualcosa va storto loro l’affrontano, niente panico, niente improvvisazioni. Il programma va sempre rispettato. E’ successo qualcosa lassù, una cosa alla quale loro non erano preparati. Come è possibile che due astronauti tanto esperti si siano spaventati? Potrebbe giurarmi che quell’uomo è suo marito? Potrebbe farlo?

Le mette in mano un registratore portatile.

Jillian: “Mi lasci andare, Reese.

Interviene una guardia per la sicurezza (Elston Ridgle).

Guardia: “Ha bisogno d’aiuto?

Jillian: “Sì, credo di sì.

Jillian si allontana con il registratore in mano.

Reese: “Lei lo sapeva già, lo sapeva già, vero?

Guardia: “Andiamo.

Reese: “Stanza 304 Mesbitt Appartment, Signora Armacost, la prego, mi chiami!

Jillian esce quasi di corsa mettendo il registratore nella borsetta, Reese la guarda allontanarsi. Una volta giunta a casa la donna ascolta il contenuto del nastro e una delle voci, quella di Streck, che urla:

Alex: “OH, MIO DIO, MA CHE COS’E’ QUELL’AFFARE?

E di nuovo quel suono strano, inconsueto. Piangendo prende un martello e distrugge il registratore (non era più economico distruggere solo la cassetta?), quindi sente suonare la porta: è Nan.

Nan: “Salve, sto cercando una donna molto incinta.

Jillian: “Nan…

Nan: “Jill, che ti succede?

La fa entrare e le confida il suo incontro con Reese.

Jillian: “…Ha detto che lei probabilmente è rimasta incinta, subito dopo che Alex è tornato.

Nan: “E ti ha detto qualcos’altro?

Jillian: “Oh, Dio…

Nan: “Ah, tesoro, non devi preoccuparti di quello squilibrato, perché non dici a Spencer di provare…

Jillian: “Oh, no… No, Nan… Spencer non deve venirlo a sapere.

Nan: “Jill, hai detto che sembrava pazzo…

Jillian: “Ti prego, devi promettermi che non lo dirai mai a Spencer, per favore, promettilo.

Nan: “Ma non ti fa bene tenere per te una cosa del genere!

Jillian: “Hai ragione. Facciamo così: se mi darà ancora fastidio lo dirò a Spencer, va bene, eh?

Nan: “D’accordo.

Alla sera vanno tutti e tre fuori a cena ma Jillian non si sente bene e quindi tornano a casa. La ragazza si mette a letto ma, alle dodici e un quarto, le voci di Nan e di Spencer la svegliano.

Quando Jillian scende trova solo Spencer.

Spencer: “Stai meglio?

Jillian: “Sì, dov’è Nan?

Spencer: “E’ uscita.

Jillian: “Ma è quasi l’una.

Spencer: “E’ giovane, Jill, vuole divertirsi. Ti ricordi quando ci divertivamo, eh?

Jillian: “No.

Spencer: “No?! Non te lo ricordi più? (Sospira) E va bene… Cosa c’è che non va?

Jillian: “Tu non pensi mai ad Alex, vero?

Spencer alza gli occhi al cielo sbuffando.

Jillian: “…E non pensi mai a Natalie… Io invece ci penso sempre, lassù tu avresti potuto morire.

Spencer: “Perché ci torni sempre sopra, perché non provi a dimenticare? Ma è possibile che non riesci mai ad essere felice, nemmeno per un minuto?

Gli accarezza delicatamente il viso.

Jillian: “Io vado a dormire.

Il giorno successivo Jillian telefona a Reese.

Jillian: “Signor Reese?

Reese: “Sì.

Jillian: “Sono Jillian Armacost. L’autopsia di Natalie Streck… che diceva riguardo al bambino? Signor Reese?

Reese: “Non per telefono, Signora Armacost.

Jillian: “No, lei non capisce, deve dirmelo ora. Devo sapere del bambino di Natalie, che diceva il rapporto?

Reese: “Dei bambini…

Jillian: “Cosa?

Reese: “Natalie Streck aspettava due gemelli, Signora Armacost.

Jillian: “Oh, mio Dio… No, non è possibile!

Reese: “E’ successo anche a lei, vero? Signora Armacost, anche lei aspetta dei gemelli?

Jillian: “I bambini di Natalie, la prego, me lo dica… Che cosa dicevano di loro le autopsie?

Reese: “C’è qualche cosa che… che vorrei mostrarle, qualcosa che lei deve vedere…

Jillian: “Lei conosce la storia della principessa innamorata del principe che morì in battaglia?

Reese: “Signora Armacost, ho con me una cosa che lei deve vedere, ha capito?

Jillian: “Il re nemico, dopo essersi impadronito del castello, cercò la bella damigella, la trovò e la prese con la forza. Poco dopo la principessa capì che era incinta, ma di chi? Il padre poteva essere il suo nemico, quell’uomo che aveva ucciso suo marito e che poi l’aveva stuprata e, in questo caso, lei si sarebbe buttata dalla torre ma il padre poteva essere il suo principe e il figlio la testimonianza del loro amore, una parte di lui che palpitava nel suo grembo e che avrebbe vissuto per sempre… allora in questo caso… Ma lei come poteva saperlo? Avrebbe dovuto aspettare, avrebbe dovuto aspettare che il bambino nascesse per poterlo guardare negli occhi…

Reese: “Incontriamoci subito in un luogo pubblico, esca da quella casa. Vediamoci ora.

Jillian è uscita dalla metropolitana e sta salendo la scalinata incontro a Reese che la sta osservando salire. Ad un tratto il mezzo sorriso dell’uomo si trasforma in uno sguardo preoccupato e allarmato. Fa cenno velocemente alla donna di restare dove si trova e appoggia la valigia sulla balaustra mentre una voce ben nota risuona nelle orecchie di Jillian.

Spencer: “Allora non mi sbagliavo, me ne stavo lì sul marciapiede e ad un certo punto mi sono detto: ma quello è Sherman Reese, che piacere…

Reese: “Comandante Armacost…

Spencer: “Come va? È qui in veste ufficiale?

Reese: “No, non lavoro più per la NASA.

Spencer: “Lo sa? L’avevo sentito dire… Pensavo fosse solo una delle tante voci di corridoio… senta. se le serve una raccomandazione non esiti a chiamarmi, sarò lieto di aiutarla…

Reese: “Oh, grazie, grazie, è molto gentile…

Spencer: “Già… che strano incontrarsi così. Non ci crederà ma stavo pensando proprio a lei, pensavo a quegli esami ai quali voleva sottopormi dopo la morte di Alex… Senta, se per caso ha un po’ di tempo libero potremmo andare a prenderci un caffè.

Reese: “Beh, veramente io dovrei…

Spencer: “Oh, no, avanti Sherman, si goda la vita, tanto di tempo ne ha da vendere… andiamo!

I due si allontanano e Jillian allunga la mano verso la borsa ma la precede Spencer che, tornato sui suoi passi, la prende in mano.

Spencer: “Stava dimenticando la valigia, gliela porto io.

Quando Jillian si affaccia sul marciapiede i due sono scomparsi in mezzo alla gente. Tornata a casa Jillian affronta la sorella accusandola di aver detto tutto a Spencer in quanto solo lei sapeva dell’incontro con Reese. Dopo averle detto che non intende essere complice delle sue manie, Nan esce.

Jillian tenta inutilmente di telefonare a Reese, ma il portiere le dice che non risponde al telefono.

Nella cassetta delle lettere la donna trova una lettera, un indirizzo e una chiave di un deposito pubblico, la firma sulla lettera è Sherman Reese.

La donna si reca nella stanza segnata dalla chiave con il numero 1049, apre la porta di lamiera ed entra trovando riviste, ritagli di giornali e foto che mostrano, attimo per attimo, la vita e la carriera di Spencer Armacost.

Una videocassetta attrae la sua attenzione, ad essa è incollato un foglio che reca la scritta: per Jillian. La donna prende la cassetta e si allontana velocemente anche perché, all’improvviso e stranamente, è mancata la luce nel complesso.

Giunta a casa mette la cassetta nel videoregistratore e gli appare il volto di Reese.

Reese: “Sembra uno scherzo eh? Ma se sta guardando questa cassetta noi non ci siamo mai incontrati… se sta guardando questa cassetta, Signora, io probabilmente sono già morto. Questo è il mio piano B, è così che lo chiamano alla NASA, abbiate sempre un piano di riserva… io… io… non sono pazzo… vorrei esserlo, ho sperato tanto di esserlo ma purtroppo non lo sono… lei mi crede matto eh? Ne avrebbe tutti i diritti… avere sempre un piano B pronto… Lei ora sentirà due voci registrate: una è di suo marito, l’altra è del Capitano Streck. Questo diagramma è la voce di suo marito e quest’altro è il Capitano Streck… due voci ma tre diagrammi… c’è qualcos’altro qui, qualcosa che l’orecchio umano non è in grado di percepire, io sono riuscito a sonorizzarlo, dovevo sapere e… questo è il suono che ho ottenuto…

Dal registratore esce un suono che la ragazza ha imparato a conoscere.

Reese: “La NASA sostiene che si tratta solo di una scarica statica provocata dall’esplosione e le tute hanno fatto da casse di risonanza, ma non è vero: ho controllato… quella non era elettricità statica, non veniva dalle tute, né dal satellite, né dallo Shuttle e nemmeno… nemmeno dalla Terra. Due minuti, solo due minuti ma sono bastati… Se lei volesse arrivare qui da… da… da… da un pianeta molto, molto lontano, forse non sceglierebbe di viaggiare su un’astronave, forse userebbe un mezzo di trasmissione che si sposta alla velocità della luce, come il pensiero… (veramente il pensiero è un pochetto più veloce della luce…) Basta aspettare che due di noi arrivino lassù, due di noi accanto a un bersaglio a cui mirare, come un satellite… Due prede al di sopra di ogni sospetto, due eroici astronauti… devi solo aspettare e poi cancellare ogni loro pensiero e incidere il tuo messaggio. Quell’uomo non è più suo marito, non lo è più… (Prende in mano i piani di costruzione dell’aereo) Il computer che comanderà questo aereo non è stato ancora progettato ma dovrà essere installato qui, nella cabina, esattamente dove i due piloti dovrebbero operare. Due computer che lavorano in tandem che… che si alimentano a vicenda, due gemelli, due computer gemelli… gemelli, Signora Armacost. Cosa crede di avere dentro di sé? Cosa pensa che lui le abbia innestato?

Jillian sente la voce di Spencer nella sua mente.

Spencer: “<Saranno due piloti…>”

Jillian: “Come il loro padre…

Una mano le sfiora il viso facendola sobbalzare. E’ Spencer, rientrato a casa prima del previsto perché vuole sapere la causa del litigio suo e di Nan. La sorella non è ancora rientrata. Spencer le ha portato uno dei film preferiti di Jillian e va per metterlo nel videoregistratore.

Spencer: “Oh, stavi guardando qualcosa?

Jillian: “Sì… era solo… era solo un documentario sul parto.

Spencer: “Oh… beh, forse dovremmo guardarlo insieme…

Jillian: “No… Preferisco il film.

Spencer: “Sicura?

Jillian: “Sì.

Spencer introduce il film nel videoregistratore.

Jillian: “Perché vuoi costruirlo, quell’aereo?

Spencer: “Come, scusa?

Jillian: “Perché vuoi costruire quell’aereo?

Spencer: “Ho firmato un contratto, Jill, ma il mio contributo non è rilevante come dice Jackson, sai, quelli hanno degli ingegneri che sono dei geni… Vieni qui, vicino a me… cara… So cosa pensi… (La cassetta di Reese è vicina alla sua mano) Non preoccuparti, vedrai che andrà tutto a meraviglia.

Il film prosegue e i due si sono addormentati.

Gli occhi di Spencer si muovono velocemente sotto le palpebre. Nel film non è spiegato chiaramente ma pare che le immagini che appaiono in sogno a Spencer entrino anche nelle visioni di Jillian. I due astronauti stanno sistemando il satellite quando qualcosa si avvicina a loro. Lo sguardo di Spencer, sotto la visiera del casco, è terrorizzato, il “qualcosa” entra in lui attraverso i suoi occhi.

Jillian si sveglia e vede che la cassetta è scomparsa.

Spencer: “Uhm… mi sono appisolato…

Jillian: “Hai sognato?

Spencer: “Uh?! No, ho solo dormito.

Jillian: “Non stavi sognando?

Spencer: “No, Jill, non stavo sognando, e tu?

Jillian ha preso una decisione e la comunica a Shelly McLaren la quale le procura delle pastiglie per poter abortire, basta prenderne due e mettersi a letto. Tornata a casa Jillian si prepara ma non ne ha il coraggio. Mentre sta facendosi forza per prenderle, avvertito del pericolo dai due gemelli, arriva Spencer che la ferma mollandole una titanica sberla. La donna si rialza e tenta di fuggire ma lui le sbarra la strada, cade lungo le scale. Quando riapre gli occhi vede dei medici chini attorno a lei, una sala operatoria, poi di nuovo il buio.

Jillian si risveglia in una stanza d’ospedale in penombra e da questa sbuca all’improvviso il volto di Spencer, vicinissimo a lei.

Spencer: “Ssst! Non parlare, non devi stancarti, stai bene. È tutto a posto… Ce li hai ancora dentro, Jill… Non te li hanno portati via e non diremo niente di quello che volevi fare, di quello che stavi per fare con quelle pillole, non una parola, non è mai successo…

Jillian: “Spencer…

Spencer: “Non voglio che tu dica una sola parola, mi hai sentito? Tu lo sai che ti amo da impazzire, non sopporterei che accadesse qualcosa a te o ai bambini. Ora cerca di riposarti, devi dormire… Ci sono io con te e ti sarò accanto per sempre, per sempre… ora dormi, da brava…

Il tempo passa e Nan va a trovare Jillian. La ragazza cerca di spiegarle quello che è successo e riesce a dirle:

Jillian: “Spencer si… si nasconde dentro di me… Spencer… è nascosto dentro di me…

Poi cade addormentata.

Il tempo passa e la salute di Jillian migliora. Spencer è andato a trovarla portandole una rosa.

Spencer: “Dimmi una cosa, Jill, se i dottori sapessero cosa volevi fare… sai, tutti quei… brutti pensieri che hai avuto, che pensi che farebbero?

Jillian: “Mi rinchiuderebbero…

Spencer: “Eh?

Jillian: “(a voce più alta) Mi rinchiuderebbero.

Spencer: “Rinchiuderti… t’incatenerebbero Jill… sì, ti risbatterebbero in ospedale, è questo che vuoi?

Jillian: “No.…

Spencer: “No. Io lo so che tu non vuoi questo, e noi non glielo permetteremo.

Jillian: “No.…

Spencer: “No. Perché saremo forti.

Jillian: “Noi due saremo forti… Insieme.

Spencer: “E lo faremo per la nostra famiglia, vero?

Jillian: “Sì…

Spencer: “Sì. Ora siamo uniti. Tu mi senti dentro dove tutto è sicuro, vero?

Lei annuisce.

Lui le accarezza la pancia.

Spencer: “Vedi? Io vivo qui… io sono loro.

A casa Armacost, Spencer sta guardando nella borsa di Reese quando lo sorprende Nan. La donna le chiede spiegazioni, lui l’afferra immobilizzandola. Si avvicina con la bocca al suo orecchio ed emette uno strano sfrigolante suono. La donna cerca di divincolarsi graffiando la mano di Spencer ma del sangue le esce dalle orecchie e la sorella di Jillian si abbatte a terra, morta.

Forse tramite i due gemelli Jillian ha assistito alla scena, si sveglia di soprassalto, si veste ed esce mentre lui sta entrando. Prende un taxi e si fa portare a casa ma, durante il tragitto, si accorge che un altro taxi li sta seguendo. Allora, dopo aver inveito contro il tassista (Lathal Fahnbulleh) che non vuole passare col rosso, Jillian scende e si avvia a piedi verso il metrò nel quale rivive tutti gli avvenimenti degli ultimi mesi. Esce all’aperto mentre sta sorgendo l’alba. Si volta e vede che Spencer la sta seguendo. Entra nel condominio e chiude l’ascensore dietro di lei mentre lui si sta avvicinando, poi Spencer prende l’altro ascensore.

Jillian entra in casa e chiude la porta dietro di sé. Quando Spencer riesce a entrare, sfondando la porta, la trova seduta su uno sgabello di legno, in mezzo a una stanza dove l’acqua sta scendendo a flotti dal rubinetto del mobile bar. In mano ha due fili: uno è una prolunga che va a una presa e l’altro è il cavo della radio la quale è sotto l’acqua del rubinetto. Basterebbe collegare tra loro i due cavi e tutta l’acqua si elettrificherebbe.

Spencer: “Hai fatto un bel cazzo di casino, Jill…

Jillian: “Non avvicinarti, Spencer.

Spencer: “Perché mi fai questo?

Jillian: “Hai sentito? Ho detto di non avvicinarti.

Spencer vede l’acqua avanzare e si sposta.

Jillian: “Chi sei tu?

Spencer: “Vuoi saperlo? Sono l’unico al mondo al quale freghi qualcosa di te. Quello che ti ha dato un motivo per vivere, sono la somma di ogni maledetto momento che è stato importante per te!

Jillian: “No, non è vero. Io non ti conosco nemmeno

Spencer: “Ah, no? Bene. Ti racconterò una cosa (arretra ancora). Ti ricordi quando stavo per partire per la missione e tu mi hai supplicato di non andare? Ricordi quanta paura avevi? E ti ho detto che ti avrei riportato un pezzetto di cielo e tu hai pianto, te lo ricordi? BEH, PER LA MISERIA, L’HO FATTO! Che pensi che ci sia lì dentro? Io ti ho dato il cielo!

Jillian: “No, non è vero, tu non sei Spencer.

L’astronauta continua ad arretrare.

Spencer: “Tutto questo non è necessario, ti prego, vieni qui. Allontanati dall’acqua… per favore tesoro, ascoltami…

L’uomo le porge la mano e Jillian vede le impronte delle unghie di Nan e capisce quindi che il suo non è stato un sogno.

Jillian: “Oh, mio Dio!

Spencer: “Vieni, ti prego.

Una lacrima silenziosa scende sul volto di Jillian.

Jillian: “Nan! …Tu hai ucciso mia sorella… hai ucciso mio marito…

Spencer si toglie il cappotto e arretra ancora.

Spencer: “Sì, l’ho fatto… e poi mi sono scopato sua moglie. Io vivo lì.

Jillian: “No.…

Lo sgabello sul quale Jillian si trova comincia a spostarsi lentamente verso Spencer. È la forza mentale dell’uomo, o meglio, della creatura dentro al corpo di Spencer, che sta facendo in modo che lo sgabello, spostandosi, tenda il cavo della prolunga nella presa, staccandola.

Spencer: “Vivrò lì dentro, per sempre.

Jillian: “No, non è così, no…

Una valanga d’acqua precipita dal bagno al piano superiore allagando tutta la stanza.

Spencer: “Vivo lì dentro!

Jillian: “No, non è vero!

Spencer: “Oh, sì… JILLIAN!

Troppo tardi.

Una volta che le due spine sono collegate un insieme di scariche pervade la stanza. L’uomo sbarra gli occhi e s’inginocchia. Dal suo corpo sembra uscire una strana sostanza trasparente che ricopre la sua sagoma che sta sussultando a braccia aperte. Poi il guscio di quello che una volta era Spencer Armacost cade a terra ma l’essere si lancia contro Jillian penetrando al suo interno, un attimo di balugino agli occhi e poi è tutto finito.

E’ un nuovo essere quello che scende dallo sgabello…

Anni dopo i due gemelli (Cole e Dylan Sprouse) sono pronti per il loro primo giorno di scuola. Jillian si è risposata e il suo uomo è un pilota (Edward Kerr).

La donna ha preparato la merenda per i suoi figli e li vede salire sul pullman della scuola.

Jillian: “Cosa pensi che faranno da grandi?

Pilota: “Da grandi? Dagli un po’ di tempo tesoro, è il loro primo giorno di scuola.

Jillian: “Io credo… che saranno due piloti come il loro papà.

Pilota: “Patrigno…

Jillian: “No, sei tu il loro padre, ora…

Lo sguardo di Jillian racchiude la creatura che è dentro di lei. Mentre i due gemelli s’infilano le cuffie dalle quali esce uno strano suono che per loro è come una musica e leggono un libro scientifico, dalla base vicina volano e atterrano moderni aerei a reazione.

Ma qual è il piano dell’alieno, che vuole fare con un aereo guidato dai due gemelli? Qual è lo scopo di questa visita da parte di una creatura dal comportamento così perfettamente umano da suscitare l’invida nemmeno malcelata di tutti i suoi colleghi i quali, in anni precedenti, avevano tentato la stessa perversa operazione?

Il film non lo spiega quindi lo spettatore esce dalla sala non comprendendo il perché si debba impedire a due gemelli alieni di guidare un aereo? Voglia di volare? Desiderio di imparare gli usi e i costumi terrestri che peraltro hanno dimostrato di conoscere molto bene? O forse, come sempre, le nostre donne sono così ricercate che, dopo i Misteriani, i King Kong e i vari modelli di uomini pesci, pure questi radioalieni non possono fare a meno di loro? Niente di tutto questo, il libro di Robert Tine ci spiega che il suono emesso dall’aereo avrebbe creato una specie di ponte attraverso il quale sarebbero arrivati altri alieni e che avrebbero preso i corpi dei terrestri. Non è molto ma è qualcosa che spiega il film, peraltro non molto valutato dalla critica che trovò l’interpretazione dei protagonisti, e specialmente quella di Depp, assolutamente monocorde.

Charlize Theron è nata il 7 agosto 1975 a Benoni, nel Sud Africa. Ha esordito nel 1996 in Children of The Corn III, ma non è nemmeno citata nei titoli di coda; poi, nel 1998 è Jill Young in Il grande Joe.

Sherman Reese, e cioè Joe Morton, è nato a New York il 18 ottobre 1947. E’ stato l’ottimo protagonista di Fratello di un altro Pianeta del 1984, è il Dottor Ronald McNair nel film TV Challenger ed è lo scienziato Miles Dyson in Terminator 2: Il Giorno del Giudizio del 1991.

Johnny Depp è nato il 9 giugno del 1963 a Owensboro, nel Kentucky. Il suo nome per intero è John Christopher Depp. Nel 1984 interpreta il ruolo di Glen Lantz in Nightmare – Dal Profondo della Notte, nel 1990 è lo stupendo interprete di Edward Mani di Forbice, un anno dopo ha un ruolo in uno degli episodi TV ispirati alla serie Nightmare ma, nel 1994, interpreta perfettamente Ed Wood accanto al premio Oscar Martin Landau. E non dimentichiamoci della serie di film dedicati ai Pirati dei Caraibi.

L’apparizione di Samantha Eggar nel ruolo della ginecologa non deve farci dimenticare un’attrice molto brava e versatile. È nata il 5 marzo del 1939 a Londra ed è nel cinema fin dal 1962. Ha il ruolo di Emma Fairfax in Il Meraviglioso Dottor Dolittle del 1967, nel 1972 è Myra in L’Etrusco Uccide Ancora, nel 1973 ha il ruolo di Joanna Blake in Name of Evil (Face of Evil – The Grove – There Is a Name for Evil), poi è una splendida Nola Carvet in Brood, la Covata Malefica del 1979, Lili Palmer in The Phantom (1996). Usa la sua voce per doppiare Hera nelle serie TV Hercules dove in seguito compare di persona. Ha interpretato l’episodio Family dove è la moglie del fratello di Picard, Marie in Star Trek – The Next Generation.

(4 – continua)

Giovanni Mongini