FANTASCIENZA STORY 63

L’OMBRA DEL FUNGO ATOMICO (1961) – PARTE 02

…e altri ancora

Prima di Three Stooges in Orbit, inedito in Italia, Edward Bernds (1905 – 2000) aveva firmato anche il loro precedente successo del 1961, giunto in Italia con il titolo Tre Oriundi contro Ercole (Three Stoges meet Hercules), nel quale i fantacomici con tendenze criminali venivano spediti nella Grecia antica grazie a una macchina del tempo e così nascevano epiche e comiche battaglie fra loro, Ercole, Achille e Ulisse.

Una deliziosa commedia fantascientifica ci viene presentata dalla Walt Disney Prod., si tratta di Un Professore tra le Nuvole (The Absent minded Professor), interpretato da Fred McMurray (1908 – 1991), nella parte di uno scienziato geniale ma distratto, il quale inventa una sostanza gommosa che ha il potere di vincere la forza di gravità. Grazie a questa strabiliante scoperta, da lui chiamata “Volma”, la sua vetusta macchina se ne va a spasso per il cielo, la locale squadra di pallacanestro vince un’esilarante partita contro avversari altrimenti ben più dotati e la prestigiosa invenzione viene venduta al governo americano in cambio di… promesse di guadagni. La regia è di Robert Stevenson (1905 – 1986), specializzato da quel momento a girare film per la Walt Disney (1962 I figli del Capitano Grant, 1963 Professore a tuttogas, 1964 The misadventures of Merlin Jones, 1964 Mary Poppins, 1965 The Monkey’s Uncle,  1965 F.B.I. Operazione Gatto, 1968 Un maggiolino tutto matto, 1971 Pomi d’ottone e manici di scopa, 1974 Herbie il maggiolino sempre più matto, 1974 L’isola sul tetto del mondo, 1976 Quello strano cane… di papà).

Il soggetto del film è stato tratto dal racconto A Situation of Gravity di Samuel W. Taylor. Fu candidato a ben tre premi Oscar: fra cui migliore scenografia e migliore fotografia ed è stato è stato uno dei pochi film in bianco e nero prodotto dalla Walt Disney Pictures dopo il 1941. In occasione della sua distribuzione in videocassetta nel 1986 ne è stata fatta una (orribile) versione colorizzata.

Il Prof. Alyea (1903 – 1996), professore di chimica all’Università di Princeton, si era guadagnato il soprannome di “Dr. Boom” da osservatori russi per i suoi esperimenti alle manifestazioni del Padiglione dell’International Science e dell’Esposizione Universale di Bruxelles del mondo nel 1950 ed era l’uomo più adatto quale riferimento al personaggio dello scienziato per cui la Walt Disney aveva invitato lo studioso in California per dare una dimostrazione a favore dell’attore Fred MacMurray, che ha potuto in seguito imitare i manierismi di Alyea per il film. MacMurray avrebbe poi affermato di non aver mai capito chimica fino al suo incontro con Alyea.

Con Atlantide, Continente Perduto (Atlantis, the lost world) George Pal torna alla regia e torna anche sullo schermo il mitico regno di Atlantide, gli intrighi di corte, la rivolta degli schiavi sottoposti a perversi esperimenti e il cataclisma finale che sommerge la progredita civiltà. Dal punto di vista fantascientifico facciamo anche la conoscenza di una specie di raggio della morte in grado di trasformare in scheletro la vittima colpita. Le scene finali dell’olocausto sono molto belle e sono state usate più volte per spiegare nei documentari la fine del mitico regno.

Segnalazione per il fantastico italiano Il Giudizio Universale di Vittorio De Sica. Una voce stentorea annuncia che è arrivata la fine del mondo, questo fa abbandonare gli italiani ai loro più intimi desideri, ma, alla fine, la voce ritorna dicendo di essersi sbagliata.

Konga (Konga) è stato editato in Italia una prima volta in bianco e nero e, successivamente, a colori. La storia riguarda un simpatico scimpanzé che, a forza di iniezioni, diventa sempre più gigantesco e feroce. Dovrà essere abbattuto a colpi di cannone e scariche di mitra vicino all’ormai mitico Big Ben, ma non prima di aver stritolato nella sua mano lo scienziato (Michael Cough, 1916 – 2011) colpevole di averlo portato a quelle dimensioni e averlo  poi utilizzato per compiere delle vendette personali. Morendo, la creatura tornerà alle sue normali dimensioni. Si tratta, ovviamente, di un’ennesima versione del mitico King Kong, ma ben più scarso del suo predecessore. Gli stessi effetti speciali sono inferiori a un film di trent’anni prima. La svogliata regia è di John Lemont (1914 – 2004).

Il primo uomo sulla Luna (Man on the Moon), altro film in chiave di commedia, ma di nazionalità inglese come il precedente, narra la storia di un giovanotto che viene lanciato verso la Luna a bordo di un razzo. In realtà la nave spaziale atterra a pochi chilometri dalla base di lancio con tutte le conseguenze comiche del caso. La regia è di Basil Dearden (1911 – 1971).

Il Padrone del Mondo (Master of the World) si rifà al romanzo di Jules Verne Robur il Conquistatore. Nei primi anni del ventesimo secolo un gigantesco battello alato sorvola il globo lanciando bombe sulle fortificazioni, sugli eserciti in guerra allo scopo di far cessare i conflitti. Alla sua guida è Robur (un Vincent Price in splendida forma). Egli prende a bordo un commerciante d’armi, sua figlia, il fidanzato e un giornalista, in realtà un agente segreto di nome Alan, ma poiché costui è anche l’attore Charles Bronson (1921 – 2003), anche se alle prime armi, la sorte di Robur e del suo progetto è segnata. Il film è diretto da William Witney (1915 – 2002).

Il Pianeta Fantasma (The Phantom Planet) è un bianco e nero di William Marshall (1917 – 1994): uno strano asteroide appare all’improvviso sulle rotte spaziali delle astronavi e le attira verso di sè distruggendole. Un astronauta, Chapman (Dean Fredericks, 1924 – 1999), parte con la sua nave spaziale per risolvere il mistero, atterra sul misterioso asteroide e viene ridotto a dimensioni lillipuziane. Così scopre che l’asteroide è in realtà comandato da una razza tecnologicamente avanzata che sta combattendo contro degli invasori crudeli e malvagi detti solariti. Uno di questi mostri (Richard Kiel, 1939 – 2014, ben lontano dai fasti del suo personaggio di Squalo e costretto per molto tempo a travestirsi da cavernicolo Eegah del 1962, da alieno Agente Spaziale K-1 del 1965 o da mostro dall’aspetto di un deficiente come nel film che stiamo trattando), tenuto prigioniero, evade, rapisce una ragazza (Dolores Faith, 1941 – 1990), poi come un cretino se la porta in giro per essere infine facilmente sopraffatto dal nostro eroe. Chapman è costretto a tornare nel suo pianeta riprendendo la statura normale e lasciando sull’asteroide la ragazza che ama. Gli effetti speciali sono mediocri, il solarite, che nelle intenzioni doveva essere mostruoso, risulta invece ridicolo.

Passiamo ad Assedio alla Terra (The Unearthly Stranger), pellicola inglese assolutamente pregevole anche se girata con pochi mezzi e che ci narra, con un’accorta dose di suspance, di un invasione di esseri d’altri mondi i quali assumono le sembianze di donne terrestri. Uno scienziato, scoperta la minaccia, cerca di sventare il piano d’invasione, aiutato anche dalla sua compagna aliena che si è innamorata di lui, ma è tutto inutile… La regia è di John Krish.

Viaggio al settimo pianeta (Journey to the Seventh Planet) tira in ballo, per la prima volta e ci risulta l’unica, il povero, dimenticato pianeta Urano e si tratta, inoltre, di una delle poche pellicole svedesi giunte fino a noi, anche se nel cast, per ovvie ragioni di distribuzione, è stato inserito un attore americano: l’onnipresente John Agar (1921 – 2002). E’ la storia di una spedizione in esplorazione sul pianeta Urano dove vive un gigantesco cervello che vuole impossessarsi delle menti degli astronauti e poi dei loro corpi per trasferirsi da dominatore, sulla Terra. Sarà naturalmente sconfitto e il mondo si salverà ancora una volta. La regia, produzione e soggetto sono di Sidney Pink (1916 – 2002), molto attivo nel campo della fantascienza.  Nel 1959 produrrà Marte distruggerà la Terra da un suo soggetto, sarà il regista, produttore e autore del soggetto di Reptilicus il Mostro distruggitore del 1961

Il Giorno dopo la Fine del Mondo (Panic in year Zero), per la regia di Ray Milland (1907 – 1986) che ne è anche l’interprete, narra le vicissitudini di una famiglia per trovare un posto sicuro in un mondo dove è scoppiata la guerra atomica. Dopo molte avventure e non certo piacevoli per la figlia degli scampati, riusciranno nel loro intento e potranno ricostruire un nuovo futuro. Il film è tratto dal romanzo Lot di Ward Moore.

Una graziosa spaziale viene mandata sulla Terra nel film Un Tipo lunatico (Moon Pilot), ancora della Walt Disney Prod. La sua missione è quella di avvertire il pilota (Tom Tryon, 1926 – 1991) che la formula che verrà usata per lanciare il missile nello spazio è sbagliata. Corretto il tutto il giovane ufficiale e la spaziale (Dany Saval) partono insieme nello spazio. La regia è di James Neilson (1909 – 1979).

Ed ecco lo spettacolare Viaggio in Fondo al Mare (Voyage to the Bottom of the Sea) di Irwin Allen (1916 – 1991). Per cause misteriose le fasce di Van Allen s’incendiano e rischiano di uccidere con il loro calore ogni forma di vita sulla Terra. L’Ammiraglio Nelson (Walter Pidgeon, 1897 – 1984), a bordo di un supersommergibile di sua creazione, compie un rischioso viaggio intorno al globo per lanciare un missile nucleare dentro la fascia radioattiva a una determinata ora di un ben preciso giorno e a una latitudine che deve essere esatta. La crociera di salvataggio, ostacolata dalle altre nazioni che trovano pazzesco il piano di Nelson, dall’ammutinamento dell’equipaggio, dai sabotaggi di una psichiatra paranoica (Joan Fontaine, 1917 – 2013), da un vicecomandante fin troppo ligio al regolamento (Robert Sterling, 1917 – 2006) e da un predicatore menagramo e pazzoide (Michael Ansara, 1922 – 2013), giunge finalmente al termine e pur tra mille traversie, il missile viene lanciato: la Terra è salva.

Molto spettacolare, come abbiamo detto, dal punto di vista degli effetti speciali e avventuroso quanto basta. Altri interpreti Frankie Avalon e Peter Lorre (1904 – 1964). Dalla sceneggiatura del film è stato tratto un romanzo ad opera di Theodore Sturgeon.

Su Irwin Allen è necessario aggiungere che, tra l’altro, è stato produttore di parecchie e famose serie televisive quali Avventure in fondo al Mare, Lost in Space, Kronos e La Terra dei Giganti. Come film ricordiamo: 1956 Il mondo è meraviglioso (documentario), 1960: Mondo perduto, 1961: Viaggio in fondo al mare, 1971: La città degli acquanauti e 1978: Swarm incombe.

Stazione Spaziale K–9 (Nebo Sovyot) di Mikhail Karzhukov & Aleksandr Kozyr è una curiosità che riveste un estremo interesse in quanto, non solo non si tratta di un lungometraggio ma di un corto (40 minuti circa), ma anche rappresentò, all’epoca, uno dei rarissimi film di fantascienza sovietici giunti fino a noi. La trama risente della guerra fredda ed è chiaramente propagandistica, una sorta di Maccartismo alla rovescia…Si tratta delle vicende di una spedizione sovietica in rotta verso il pianeta Marte. Il volo è partito dalla stazione spaziale da cui il titolo ed è contrastata dai “cattivi e biechi americani” i quali, anche loro a bordo di una nave spaziale, a un certo punto stanno per precipitare sul Sole. I buoni sovietici li salvano e li prendono a bordo, ma il carburante consumato è stato eccessivo e non permette loro di raggiungere il Pianeta Rosso, per cui devono accontentarsi di vederlo sorgere e tramontare da uno dei suoi satelliti, Deimos per la precisione. Quindi l’astronave ritorna sulla Terra dove sarà accolta da grandiosi festeggiamenti. La pellicola, almeno in Italia, era abbinata al documentario Gagarin URSS, la storia del primo volo orbitale umano, un tipico esempio di documentario sovietico dell’epoca che mostrava senza far veder nulla. Per quanto riguarda gli effetti speciali il cortometraggio sovietico era veramente pregevole. Poi è successo un pasticcio: Roger Corman, il distributore per gli USA, ne acquistò i diritti e lo intitolò Battle Beyond the Sun cambiando i dialoghi e aggiungendovi due ridicoli mostri… ed è questa l’edizione in DVD uscita in Italia sottotitolata e tornando al titolo originale della prima, diversa, edizione italiana intitolata appunto Stazione Spaziale K-9.

Il film tedesco L’Abbraccio del Ragno (Ein Torer hing in Netz) di Fritz Bottger (1902 – 1981) ci racconta l’odissea di un naufragio su un’isola deserta compiuto da un impresario e da otto ballerine. Purtroppo si tratta di una magnifica occasione perduta in quanto l’uomo viene assalito da un ragno di gigantesche proporzioni che lo ferisce e lo infetta trasformandolo lentamente in un mostro assetato di sangue. Le superstiti si potranno dichiarare tali solo quando la creatura perirà inghiottita dalle sabbie mobili.

Produzione italo-francese invece per un film mediocre intitolato I Pianeti contro di Noi di Romano Ferrara che sfrutta il solito tema dell’alieno, in questo caso anche un androide, che giunge sulla Terra allo scopo di fare da guida per la conquista del pianeta. Dopo aver disintegrato alcune vittime viene a sua volta distrutto.

Altra pellicola italiana, ma ben più interessante, è quella girata da Antonio Margheriti (1930 – 2002) e intitolata Il Pianeta degli Uomini Spenti. Un mondo alieno penetra nel sistema solare e scaglia orde di dischi volanti contro la Terra. Grazie a un geniale scienziato terrestre si verrà poi a sapere che il tutto fa parte di un piano, già programmato, per la conquista della Terra da parte di un popolo alieno che non esiste più, ma le cui macchine seguono passivamente la programmazione che era stata loro inserita. Se gli effetti speciali non sono tra i migliori e se la recitazione, esclusa quella stupenda di Claude Rains (1889 – 1967) nel ruolo dello scienziato, deve ritenersi mediocre, il film meritava un’attenzione maggiore di quella che gli è stata attribuita perché, bisogna dirlo, il soggetto è estremamente accattivante.

Un misto tra mitologico, horror e fantascienza lo troviamo in un film di Mario Bava (1914 – 1980) intitolato Ercole al Centro della Terra, dove il nostro eroe se la deve vedere, fra tanti pericoli, anche con una specie di zombi e tutto questo per trovare una pietra misteriosa la quale, lei sola, potrà restituire la memoria a Dejanira, figlia del sovrano dell’Ecalia, naturale erede al trono usurpato da Lico (Christopher Lee, 1922 – 2015). Il biondo eroe (George Ardisson, 1931 – 2014) se la deve vedere pure con un vampiro che s’incarna nel corpo dell’usurpatore (cioè Chris Lee… e d’altra parte chi poteva essere il più adatto a essere vampirizzato?). Tutto, ovviamente, finisce bene.

Di nuovo Atlantide e di nuovo Ercole in Ercole alla Conquista di Atlantide di Vittorio Cottafavi (1914 – 1988) dove il nostro mitico eroe (Reg Park, 1928 – 2007) sconfigge il malvagio regno dell’altrettanto malvagia regina Antinea (Fay Spain, 1933 – 1983). Tra gli interpreti anche l’ottimo Ivo Garrani (1924 – 2015), coadiuvato da Enrico Maria Salerno (1926 – 1994) e Gian Maria Volontè (1933 – 1994).

Bellezze sulla spiaggia di Romolo Girolami (1961) è una commediola estiva. L’addentellato fantascientifico ci è offerto da una macchina inventata dal primario di una clinica che permette di seguire i suoi pazienti nello spazio e nel tempo. Egli ha concesso loro tre giorni di libertà per dimostrare la sua tesi: le donne sono la rovina dell’uomo.

Antinea, l’amante della città sepolta o L’Atlantide (Antinea) di Edgar G. Ulmer (1904 – 1972), Giuseppe Masini e Frank Borzage (1894 – 1962) ripropone il mito di Atlantide: due ingegneri stanno perlustrando il Sahara a bordo di un elicottero guidato da un loro collega, ma una tempesta di sabbia li costringe all’atterraggio in una zona off limits perché designata a un esperimento nucleare.  I tre salvano la vita di uno sceicco che li conduce nel regno sotterraneo di Atlantide dove comanda la bellissima ma malvagia Antinea. Uno dei tre, cercando di fuggire, viene trasformato in una statua d’oro, un altro viene mandato schiavo a lavorare nelle miniere per essere poi ucciso dal suo collega che si è perdutamente innamorato di Antinea. Una schiava riesce a liberarlo dal malefico influsso della regina e lo fa fuggire mentre un’esplosione atomica distrugge Atlantide.

Ritorna infine il diabolico scienziato pazzo nel film di Harald Reinl (1908 – 1986) in Gli Artigli Invisibile del Dr. Mabuse (Die Unsichtbaren Krallen des Dr.Mabuse), dove lo scienziato pazzo  riesce a creare una formula per rendere invisibili, ma il solito agente segreto sventerà i suoi piani di conquista.

CONSIGLI PER GLI ACQUISTI:

Atlantide, Continente Perduto                  Sinister Film

Ercole al Centro della Terra                     Sinister Film

Il Giorno dopo la Fine del Mondo             Sinister Film

Il Giudizio Universale                              Film Mauro

Hallucination                                           Sinister Film

Il Pianeta degli Uomini Spenti                 01 Distribuzione

Stazione Spaziale K-9                              Enjoy

Viaggio al Settimo Pianeta                       Pulp Video

Viaggio in Fondo al Mare                         Fox Video

(2 – fine)

Giovanni Mongini