THOR

SCHEDA TECNICA

Titolo originale: Thor

Anno: 2011

Regia: Kenneth Branagh

Soggetto: J. Michael Straczynski e Mark Protosevich (dai fumetti Marvel Comics)

Sceneggiatura: Ashley Miller, Zack Stentz e Don Payne

Direttore della fotografia: Haris Zambarloukos

Montaggio: Paul Rubell

Musica: Patrick Doyle

Effetti speciali: Legacy Effects, Digital Domain e BUF

Produzione: Kevin Feige

Origine: USA

Durata: 1h e 55’

CAST

Chris Hemsworth, Tom Hiddleston, Natalie Portman, Anthony Hopkins, Stellan Skarsgård, Rene Russo, Kat Dennings, Clark Gregg, Colm Feore, Ray Stevenson, Idris Elba, Jaimie Alexander, Tadanobu Asano, Joshua Dallas, Jeremy Renner, Samuel L. Jackson, Maximiliano Hernández, Joshua Cox, Luke Massy, Joseph Gatt, Dale Godboldo, Adriana Barraza, Patrick O’Brien Demsey, Joel McCrary, Isaac Kappy, Matt Battaglia, Jamie McShane, Buddy Sosthand,  Dakota Goyo,  Ted Allpress

TRAMA

Nel 965 d.C. il potente re di Asgard, Odino, intervenne con i suoi guerrieri contro i Giganti di Ghiaccio, intenti a conquistare i Nove Mondi partendo da Midgard, cioè il pianeta Terra, abitato dagli umani. Dopo aver vinto la guerra tra gli Asgardiani e il mondo di Jotunheim, pianeta abitato dai Giganti di Ghiaccio, Odino costrinse alla resa e a una tregua il loro re, Laufey, privandolo sia dello “Scrigno degli Antichi Inverni”, un dispositivo di energia negativa altamente congelante, fonte del suo immenso potere, sia di suo figlio, il neonato Loki che poi Odino adottò come figlio proprio, nella speranza di riuscire un giorno a porre fine all’ostilità tra le due razze, attraverso di lui.

Un millennio dopo, alcuni Giganti di Ghiaccio riescono a introdursi ad Asgard superando incredibilmente la vigilanza di Heimdall, integerrimo e potentissimo guardiano del Bifrost, detto il ponte, ovvero una tecnologia di teletrasporto che da Asgard porta agli altri otto mondi; quindi tentano di recuperare lo Scrigno degli Antichi Inverni, ma vengono eliminati dal Distruttore, un robot posto a guardia di quello e di altri potenti dispositivi; la loro azione però fa interrompere la cerimonia d’incoronazione a re di Asgard di Thor, figlio di Odino che sulla Terra nel passato era stato venerato come dio del tuono, guerriero armato da un potentissimo dispositivo a carica energetica elettrica, quasi indistruttibile, strumento volante teleguidato, detto il martello Mjolnir; perciò Thor, dall’animo irruente e desideroso di vendetta, si reca a Jotunheim contro la volontà del padre, coinvolgendo suo fratello Loki, Lady Sif e i tre guerrieri, Volstagg, Fandral e Hogun. Loki e lo stesso Laufey sono propensi a evitare lo scontro, Thor sembra farsi convincere, ma dopo una provocazione da parte del re nemico, ingaggia una lotta contro i Giganti di Ghiaccio, mettendo a repentaglio la vita dei suoi amici. Solo l’intervento diretto di Odino impedisce che lo scontro degeneri in tragedia, ma ormai la tregua tra i due popoli è stata compromessa e Laufey dichiara guerra ad Asgard.

Irritato dal comportamento immaturo e irresponsabile del figlio, Odino decide di punire Thor, e di bandirlo Dal pianeta di Asgard, abbandonadolo su Midgard senza i dispositivi che gli conferiscono la potenza per cui è noto; Thor si ritrova così in Nuovo Messico dove viene soccorso dagli astrofisici Jane Foster, Erik Selvig e dalla stagista Darcy Lewis, che stavano studiando strani fenomeni nel deserto. Nel frattempo il martello di Thor, il dispositivo denominato Mjolnir forgiato con un elemento sconosciuto sulla Terra, una materia proveniente dal nucleo di una stella a neutroni iperdensa, viene rinvenuto in Nuovo Messico, ma in quanto programmato da Odino unicamente per Thor, non è sollevabile da alcuno; lo S.H.I.E.L.D. fa quindi costruire un centro di ricerca tutto attorno ad esso.

Venuto a sapere della presenza del martello, Thor s’introduce nella base mobile, dove ingaggia una lotta con gli agenti dello S.H.I.E.L.D. Mentre l’agente Clint Barton lo tiene sotto tiro, prova ad estrarre il martello dal cratere dove è conficcato, ma senza successo, poiché non ritenuto ancora degno da suo padre; viene così preso e bloccato. Intanto ad Asgard, Odino sorprende Loki con lo Scrigno di Laufey. Loki gli chiede il perché possa toccarlo senza danno e Odino gli rivela la sua vera origine e il fatto che l’abbia adottato per stabilire una tregua con i Giganti. I due hanno quindi una discussione, nella quale Loki gli rinfaccia di non essere mai stato amato quanto Thor e di essere sempre stato trattato diversamente. Odino, addolorato per tutto ciò che è successo con i suoi figli ed esausto per i lunghi secoli di regno, cade nel “Sonno di Odino”, una sorta di letargo rigenerante, in cui riesce a vedere tutto ciò che accade intorno a lui ma non gli è possibile intervenire. Inoltre, essendo stato rimandato per troppo tempo, tale letargo è ora così profondo che il sovrano rischia di non risvegliarsi più.

Loki, astuto maestro dell’inganno, ormai conscio di essere figlio di Laufey, e quindi di essere stato poi adottato, ne approfitta per assumere il potere di reggente di Asgard; subito dopo si giustifica ai sostenitori di Thor di non poter sollevare il fratello dall’esilio, impostogli da loro padre, per rispetto alla sua saggezza. Quindi, sceso sulla Terra, Loki mente a Thor, spiegando che Odino è morto, che lui è il nuovo re di Asgard e che la loro madre Frigga non vuole che lui torni ad Asgard; caduto nella disperazione, Thor viene sottratto dall’interrogatorio dell’agente Phil Coulson dello S.H.I.E.L.D. da Erik Selvig, che gli fa credere di essere il dottor Donald Blake, l’ex fidanzato di Jane Foster. Nel frattempo Sif e i tre guerrieri decidono di recarsi a Midgard per recuperare Thor e riportarlo ad Asgard, trasgredendo agli ordini di Loki; venuto a conoscenza del loro tradimento e di quello di Heimdall, che ha consentito loro di andare su Midgard, Loki prima congela quest’ultimo con l’energia dello Scrigno, poi manda il robot Distruttore sulla Terra, riprogrammato per uccidere Thor, che nel frattempo grazie alle vicende vissute sulla Terra sembra diventato più maturo e gentile.

Dopo che il Distruttore ha sconfitto i tre guerrieri e Sif, causando caos, morte e distruzione, Thor decide di sacrificarsi per evitare di coinvolgere altri innocenti; ma ciò è esattamente quello che Odino, con la sua preveggenza, si era aspettato: un atto di estremo altruismo da parte di Thor, al posto della sua solita arroganza ed irruenza; per questo motivo il martello Mjolnir può finalmente tornare, in volo, da Thor, donandogli nuova forza e linfa vitale; questo lo rende inoltre in grado di abbattere finalmente il Distruttore. Thor quindi ottiene da Heimdall, che nel frattempo è riuscito a liberarsi dalla morsa congelante, di ritornare ad Asgard. Prima di partire però promette a Jane che un giorno tornerà da lei e che l’ama, e assicura a Coulson che lui ci sarà sempre per portare aiuto a Midgard.

Loki intanto ha stretto un patto con Laufey, il re dei Giganti di Ghiaccio: può avere il permesso di recarsi ad Asgard e quindi di uccidere Odino durante il suo sonno magico; in realtà anche questa è una trappola ordita proprio da Loki, perché egli, sentendosi ancora una volta inadeguato e non accettato, salva il padre uccidendo Laufey davanti a Frigga, facendosi così passare per un eroe agli occhi della madre. Fatto ritorno ad Asgard, e conscio del piano del fratellastro, Thor ingaggia una lotta con Loki, il quale minaccia Jane Foster e poi inizia a distruggere l’intero Jotunheim, utilizzando il potere di Bifrost.

Pur d’impedire la distruzione del mondo dei Giganti di Ghiaccio e quindi la loro completa estinzione, Thor col martello Mjolnir decide di distruggere l’accesso al teletrasporto, detto l’arcobaleno del Bifrost, pur sapendo che così non potrà più fare ritorno da Jane, su Midgard, la Terra; durante la distruzione del ponte, i due fratelli lottano di nuovo, finché cadono nel vuoto, ma vengono salvati da Odino. Loki tenta di nuovo di spiegare le sue ragioni al padre, il quale, però, non giustifica il piano del figliastro; sentendosi tradito e di nuovo incompreso, Loki si lascia perciò cadere nel vuoto cosmico, apparentemente suicidandosi.

Ad Asgard infine torna la pace, ma Thor pensa con tristezza a Jane e a suo fratello Loki, ormai scomparso; Jane tuttavia, sta ricominciando a fare delle ricerche per trovare un modo per incontrarsi di nuovo con il suo amato Thor. E Heimdall afferma che non necessariamente la Terra è diventata per sempre inaccessibile agli asgardiani, la possibilità di nuovi contatti ci sarà sempre.

Alla fine, Erik Selvig viene contattato da Nick Fury, direttore dello S.H.I.E.L.D., il quale gli mostra il Tesseract, una fonte di energia che può donare poteri illimitati. Il dottor Selvig, che in realtà risulta essere sotto l’influsso di Loki, che quindi ha simulato il suo suicidio, accetta di studiare l’oggetto.

NOTE

“Thor” di Kenneth Branagh (“Frankenstein di Mary Shelley”, “Cenerentola”) si basa sull’omonimo personaggio della Marvel Comics a sua volta ispirato al dio del tuono della mitologia germanica ed è il quarto film del Marvel Cinematic Universe, dopo “Iron man”, “L’incredibile Hulk” e “Iron man 2”. Tra i protagonisti troviamo Chris Hemsworth (gli altri film dedicati a Thor e agli Avengers, “Biancaneve e il cacciatore”, “Il cacciatore e la regina di ghiaccio”, “Star Trek – Il futuro ha inizio”, “Star Trek – Into darkness”, “Red dawn – Alba rossa”, “Quella casa nel bosco”), Tom Hiddleston (“Crimson Peak”, “Thor: The Dark World”), Natalie Portman (la prima trilogia di Star Wars, “V per Vendetta”, gli altri film dedicati a Thor, “Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie”, “Mars Attacks!”), Anthony Hopkins (troppi film per ricordarne anche solo qualcuno), Rene Russo (“Virus letale”, “Freejack – In fuga nel futuro”), Stellan Skarsgard (“Avengers”, “Cenerentola”, “Pirati dei Caraibi 2 e 3”, “Dominion”, “Beowulf & Grendel”, “L’esorcista – La genesi”), Clark Gregg (i primi due “Iron Man”, “Avengers”, “Ore 11:14 – Destino fatale”, “A.I. Intelligenza artificiale” e i serial “Le avventure dl giovane Indiana Jones” e “Agents of Shield”), Idris Elba (“Prometheus”, “Pacific Rim”, i film dedicati a Thor, “Avengers: Age of Ultron”, “Star Trek Beyond”, “Ghost Rider: Spirito di vendetta”, “Il mai nato”, “28 settimane dopo”, “I segni del male”), Jaimie Alexander (gli altri film di Thor e le serie tv “Agents of Shield” e “Kyle XY”) e Colm Feore (“The chronicles of Riddick”, “The amazing Spiderman 2”, “L’esorcismo di Emily Rose”, “City of angels” e i telefilm “Venerdì 13”, “Gotham”, “Oltre i limiti”, “La guerra dei mondi”, “La tempesta del secolo”, “Revolution” e “Battlestar Galactica”) che nel film interpreta Laufey: il re dei Giganti di Ghiaccio, nonché vero padre di Loki. Per interpretare il personaggio, l’attore si è sottoposto a cinque ore di make-up. Infine Ray Stevenson (la trilogia di “Divergent”, “Codice: Genesi”, “G.I. Joe – La vendetta”, “Aiuto vampiro”, “Punisher”) veste i panni di Volstagg, un membro dei Tre guerrieri, eterno amico di Thor. Per interpretare il personaggio, l’attore ha dovuto indossare una tuta ingrassante.

La scena dopo i titoli di coda, quando il dottor Selvig accetta di studiare il Tesseract, è stata diretta da Joss Whedon (“Serenity”, i due film degli Avengers, “Quella casa nel bosco” e i serial “Buffy”, “Angel”, “Firefly”, “Dollhouse” e “Agents of Shield”).

Nel film sono anche presenti dei cameo: ritroviamo Stan Lee, co-creatore del personaggio e dell’universo Marvel, che stavolta interpreta il guidatore del camioncino che tenta di estrarre Mjolnir dal cratere usando delle catene; J. Michael Straczynski, famoso sceneggiatore del fumetto e autore della storia del film, interpreta il camionista che per primo trova e tenta di estrarre Mjolnir dal cratere; anche Walt Simonson, storico autore del fumetto, fa una brevissima apparizione accanto a Lady Sif in una delle sequenze finali; Adriana Barraza (“Drag me to hell”) invece interpreta il piccolo ruolo di Isabel Alvarez, padrona della locanda in cui Thor, Jane, Erik e Darcy si recano a bere e mangiare; infine Maximiliano Hernández (“Agents of Shield”, “The Walkind Dead”) ha il piccolo ruolo dell’agente dello S.H.I.E.L.D. Jasper Sitwell.

La colonna sonora del film è composta da Patrick Doyle (“L’altro delitto”, “Cose preziose”, “Frankenstein di Mary Shelley”, “Harry Potter e il calice di fuoco”, “Eragon”, “L’alba del pianeta delle scimmie”, “Cenerentola”) e nella soundtrack è compresa anche la canzone “Walk” dei Foo Fighters.

Come in “Iron Man”, “Iron Man 2” e “L’incredibile Hulk”, anche in “Thor” sono presenti numerosi riferimenti ad altri film Marvel e in generale all’Universo Marvel cartaceo. Vediamone alcuni.

Nella sala dei trofei di Odino sono visibili diversi oggetti che il regista ha detto essere volutamente somiglianti ad artefatti presenti nei fumetti: l’Occhio di Warlock, il Guanto dell’Infinito di Thanos, la Fiamma Eterna, la Sfera di Agamotto, la Tavola della Vita e una spada Eterna.

Il dottor Donald Blake (nei fumetti l’alter ego umano di Thor) nel film è un ex di Jane Foster, di cui Thor assume l’identità.

In una scena vengono citati un pioniere dello studio delle radiazioni gamma (chiaramente Bruce Banner) e lo scienziato Hank Pym, che poi diverrà Ant-Man (ma nome e cognome di quest’ultimo sono stati tagliati nella versione cinematografica).

All’arrivo del Distruttore sulla Terra uno degli agenti dello S.H.I.E.L.D. presente sul posto domanda al suo capo Phil Coulson se fosse opera di Tony Stark, l’agente Coulson risponde stizzito: “Non lo so, non mi dice mai niente”.

Un cartellone pubblicitario riporta la frase “Journey into mistery”: questo è il nome della prima testata a fumetti dove è apparso Thor.

Clint Barton alias Occhio di Falco ha un brevissimo ruolo come agente dello S.H.I.E.L.D.

Nick Fury (Samuel L. Jackson) e il Cubo cosmico appaiono in una scena dopo i titoli di coda.

In una scena si nota un documento scritto da Jane Foster per la Culver University, già vista ne “L’Incredibile Hulk”.

Infine segnaliamo che per promuovere la pellicola i Marvel Studios hanno distribuito un film d’animazione intitolato “Thor: Tales of Asgard”,

Davide Longoni