STAN LEE

E’ stato il papà di quasi tutti i supereroi della Marvel, la casa editrice americana battezzata con il soprannome di Casa delle Idee, e il suo volto sempre sereno gli hanno fatto guadagnare l’appellativo di “sorridente”… signore e signori, parliamo di Stan Lee!
Stanley Lieber, questo il suo vero nome, entrò a far parte dello staff della Timely (uno dei primi nomi della Marvel) nell’estate del 1939 in qualità di copy-writer.
Il mondo nel frattempo si stava preparando alla Seconda Guerra Mondiale, mentre, sul versante fumetto, un anno prima era nato il primo supereroe al mondo (pubblicato dalla casa editrice rivale DC)… naturalmente stiamo parlando di “Superman”! E da allora tutti gli editori di fumetti si gettarono a capofitto nel nuovo filone appena inaugurato. Tra queste, anche la casa editrice di Stan Lee.
Il suo primo testo fu una novella di “Capitan America”, il supereroe americano per eccellenza, anche se non dotato di veri super poteri. Da lì in poi la Timely, che nel frattempo trasforma il proprio nome in Marvel, sforna storie di molti eroi dotati di poteri particolari, quasi tutti impegnati contro i nazisti durante la guerra e contro “il pericolo rosso e quello giallo” nel dopoguerra: oltre al già citato “Capitan America”, ci sono “Sub- Mariner”, la “Torcia Umana” (non quella dei “Fantastici Quattro”, ma un androide fiammeggiante) e molti altri.
Nel 1961 troviamo Stan direttore della Marvel… e le cose iniziano a cambiare.
La cosiddetta Età dell’Oro dei supereroi era finita, il fenomeno era passato di moda per lasciare spazio ad altri generi e l’unico che resisteva era “Superman”, anche se ormai era etichettato come un prodotto “vecchio”.
Da quella situazione di stasi, esplose però un boom senza precedenti che nessuno avrebbe potuto immaginare: iniziò l’Età d’Argento e fu proprio Stan Lee, insieme al disegnatore Jack Kirby, il fautore del rinnovato interesse nei confronti dei supereroi, grazie alla formula “supereroi con superproblemi”.
I due si erano chiesti il motivo per cui perfino Superman fosse potuto sprofondare nell’oblio: la risposta era semplice, perché la gente era stanca di eroi senza macchia e senza paura super invincibili e che non perdevano mai.
Con la nuova formula nacquero per primi i “Fantastici Quattro”, cui fecero seguito “Spiderman” (o l’Uomo Ragno che dir si voglia), “Thor”, “Hulk”, gli “X-Men”, il “Dottor Strange” e una miriade di nuovi eroi che, insieme ai redivivi “Capitan America” e “Sub-Mariner”, invasero il mercato americano.
Gli argomenti di fondo, al di là dei supereroismo e dei super poteri, erano tra i più svariati: “dal razzismo (“Hulk”) all’esoterismo (“Dottor Strange”), dalla mitologia (“Thor”)” ai problemi di tutti i giorni (“Spiderman”), come ha detto e scritto più volte Luciano Secchi, responsabile della prima ondata di fumetti Marvel in Italia negli anni Settanta.
Un’altra delle innovazioni che Stan portò nel mondo dei comics fu il singolare modo di lavorare fra sceneggiatore e disegnatore, che divenne tipico per la Marvel. Lo sceneggiatore in pratica scrive un soggetto che viene illustrato poi dal disegnatore a matita. Quindi il lay-out torna allo sceneggiatore che scrive i testi in base ai disegni. Il tutto passa poi ad un inchiostratore che china le matite, ad un colorista e ad un letterista.
Dal 1977 Stan si è ritirato dal fumetto, se escludiamo la capatina nel mondo del “2099” negli anni Novanta, e si occupa principalmente delle produzioni televisive (telefilm e cartoni animati) e cinematografiche (e in questo periodo ne ha parecchio di lavoro da fare!) dei suoi personaggi.
Spesso appare nei film dei supereroi in ruoli cameo, sempre “sorridente”… e a noi piace ricordarlo proprio così. Grazie Stan!
 
Originariamente pubblicato sul numero 6 de LA ZONA MORTA, aprile 1991
Corretto e ampliato per il sito LA ZONA MORTA, settembre 2007

02/10/2007, Davide Longoni