FANTASCIENZA STORY 249

TRA SPAZIO E TEMPO (2002)

Tra i film più importanti del 2002 segnaliamo per cominciare Minority Report (Minority Report) di Steven Spielberg. Nel 2054 esistono i precog, mutanti capaci di vedere i crimini futuri, e la polizia così può intervenire preventivamente e arrestare i potenziali criminali. Il poliziotto John Anderton (Tom Cruise) è accusato dai precog di un omicidio futuro e si ritrova così in fuga… Tratto da un racconto giovanile di Philip K. Dick, Spielberg lo adatta come un noir futuribile, con grande attenzione nel creare un credibile ambiente urbano avveniristico. Non a caso è il primo film della storia con una scenografia interamente digitale e virtuale. La morale è un po’ ambigua – rassegnamoci a non avere più una privacy a favore della sicurezza – ma lo spettacolo è ricco e suggestivo, come d’abitudine per il regista.

Solaris (Solaris) di Steven Soderbergh è la seconda versione cinematografica del celebre romanzo di Stanislaw Lem, dopo quella del russo Andrei Tarkovsky datata 1972. Prodotto da James Cameron, questo film si incentra sulla relazione fra lo psicologo Chris Kelvin (George Clooney) e la riproduzione della moglie defunta Rheya (Natascha McElhone), e lascia sullo sfondo il rapporto con l’oceano vivente del pianeta Solaris, che invece era centrale nella precedente versione. Il tono generale è intimista, con atmosfere lente e pensose, senza però l’inventiva visionaria e poetica del film di Tarkovsky.

Il pianeta del tesoro (Treasure Planet) di John Musker e Ron Clemens è il classico romanzo d’avventura L’isola del tesoro di R. L. Stevenson adattato dalla Walt Disney in chiave spaziale, ambientandolo in un 19° secolo alternativo in cui esistono navi e viaggi spaziali e ciurme con elementi extraterrestri e robotici. Tecnicamente, gli autori usarono classici disegni manuali su sfondi digitali. L’unico personaggio interamente digitale è il robot B.E.N. Prestigioso il cast di doppiatori nell’edizione originale: Emma Thompson, Martin Short e Patrick McGoohan.

Star Trek: la nemesi (Star Trek: Nemesis) di Stuart Baird inizia con il giorno delle nozze fra il capitano Riker (Jonathan Frakes) e la consigliera Troi (Marina Sirtis), che viene funestato da un sanguinoso colpo di stato su Romulus. La ciurma del capitano Picard (Patrick Stewart) deve vedersela stavolta con il pretore Shinzon (Tom Hardy) e il suo viceré (Ron Perlman), ma a complicare le cose c’è il fatto che Shinzon è il clone di Picard… Decimo capitolo della saga cinematografica di Star Trek, viene ricordato tristemente dai fan per essere quello che, con il suo fiasco economico e la sua scarsa qualità, ha causato la fine della serie. Eppure cast, effetti speciali, scenografie sono di alto livello. A non convincere furono il copione e la regia, troppo poco addentro alle dinamiche trekkiane. Da segnalar bla presenza di Tom Hardy, all’epoca giovane attore inglese di belle speranze, oggi celebrato divo hollywoodiano.

The Time Macchine (The Time Macchine) di Simon Wells e Gore Verbinski è il libero adattamento del romanzo di H.G. Wells: ne stempera il pessimismo e aggiunge un lato sentimentale estraneo all’autore, tutte cose tipiche dei film tratti da Wells. Il Viaggiatore del Tempo qui si chiama Alexander (Guy Pearce) e dalla New York di fine ’800 si sposta alla remota epoca degli Eloi e dei Morlock, questi guidati dall’umano e malvagio Uber (Jeremy Irons). Prodotto da Steven Spielberg, è diretto da Simon Wells, discendente di H.G. Wells e regista di film d’animazione, qui al suo primo film dal vivo. A un certo punto delle riprese, per ragioni di salute, Wells dovette lasciare il set e fu sostituito dal coproduttore Gore Verbinski. Splendide le scene dei viaggi nel tempo, con mirabili effetti speciali digitali che mostrano le mutazioni ambientali nel corso dei secoli.

Infine ricordiamo Star Wars episodio II: L’attacco dei cloni (Star Wars Episode II: Attack of the Clones) di George Lucas: la saga di Star Wars continua con questo episodio, il secondo in ordine narrativo, il quinto in ordine di produzione. “La guerra dei cloni distrusse l’Ordine dei Jedi”, dice Leila in Star Wars IV, e gli episodi II e III in pratica spiegano quella frase. La principessa Amidala (Natalie Portman) scampa a un attentato, e Obi-Wan Kenobi (Ewan McGregor) indaga sul fatto, per scoprire che esiste un esercito di cloni pronto a scatenare una guerra, mentre Anakin (Hayden Christensen) è sempre più influenzato dal Lato Oscuro della Forza. Prima di questo film, mai s’erano visto tanti effetti speciali, per giunta digitali, in un solo film. La trama parte con un tema poliziesco che omaggia i film noir degli anni ’40, e tende a sfilacciarsi man mano procede, ma sicuramente lo spettacolo non manca e sazia gli occhi.

Mario Luca Moretti