FANTASCIENZA STORY 243

CHE LA SAGA ABBIA INIZIO (1999) – PARTE 02

STAR WARS: EPISODIO I – LA MINACCIA FANTASMA (Star Wars: Episode I – The Phantom Menace)

Tanto tempo fa,

in una galassia lontana, lontana…

EPISODIO I

LA MINACCIA FANTASMA

Gravi tumulti hanno travolto la

Galassia a causa della

tassazione sulle rotte mercantili

verso i sistemi stellari periferici.

L’ingorda federazione dei

mercanti, sperando di risolvere

la questione, ha schierato

micidiali astronavi da guerra

per impedire tutte le spedizioni

nel piccolo pianeta di Naboo.

Mentre il Congresso della

Repubblica discute senza sosta

l’allarmante succedersi degli

eventi, il Cancelliere Supremo

ha inviato segretamente nella

Galassia due Cavalieri Jedi, i

Guardiani della pace e della

giustizia, per risolvere il conflitto.

La gigantesca Nave di Controllo della Federazione dei Mercanti è in orbita attorno al pianeta Naboo.Un incrociatore repubblicano si sta avvicinando: è il Radiant VII, un vascello diplomatico privo d’armi e di colore rosso, così dipinto per evidenziarne la missione diplomatica. A bordo ci sono i due Cavalieri Jedi inviati in missione sulla Nave di Controllo per trattare un negoziato con i mercanti. Tramite il Comandante del vascello i due Jedi, il Maestro Qui-Gon Jinn (Liam Neeson) e il suo allievo, Obi-Wan Kenobi (Ewan McGregor), chiedono il permesso di salire a bordo per parlamentare. Il permesso viene accordato e il vascello attracca all’interno della grande nave. I due Jedi scendono e vengono accolti dall’androide protocollare TC-14 (John Fensom) che li invita ad accomodarsi in una grande sala annunciando che i suoi padroni verranno subito. I due si guardano attorno scostando dal viso i cappucci.

Obi-Wan: «Ho un presentimento negativo.»

Qui-Gon: «Io non sento niente.»

Obi-Wan: «Non è per la missione, Maestro, è qualcosa… di remoto… elusivo…»

Qui-Gon: «Non concentrarti sulle tue ansie, Obi-Wan, mantieni la concentrazione solo sul momento presente.»

Obi-Wan: «Ma il Maestro Yoda ha detto di porre attenzione al futuro.»

Qui-Gon: «Ma non a scapito del presente. Poni attenzione alla Forza Vivente, giovane Padawan.»

Obi-Wan: «Sì, Maestro. Come pensi che accoglierà le richieste del Cancelliere questo Vicerè?»

Qui-Gon: «Questi tipi della Federazione sono codardi. Il negoziato sarà breve.»

I padroni del droide sono Nute Gunray, il Vicerè del Sistema Neimoidian, e Rune Haako, Ufficiale della Federazione dei Mercanti.

Gunray: «Cosa, che cosa hai detto?»

Nella versione italiana i due parlano con sottile accento russo, per cui la vera dizione della frase sarebbe: «Cuosa? Che cuosa hai detto?».

TC-14: «Gli Ambasciatori sono Cavalieri Jedi, credo.»

Haako: «Lo sapevo, sono venuti per strapparci un accordo.»

Gunray: «Cerca di distrarli, io contatterò Lord Sidius.»

Haako: «Hai il cervello in corto? Io non vado là dentro con due Jedi, manda il droide.»

Ed è ancora TC-14 che torna dai due Jedi portando loro da bere.

Obi-Wan: «È nella loro natura farci aspettare tanto?»

Qui-Gon: «No. Sento che hanno una paura sproporzionata che ha priorità su questa vertenza commerciale.»

In collegamento audio video con Lord Sidius o Sidious (Ian McDiarmid), Gunray (Silas Carson) ed Haako (Jerome Blake) espongono i fatti.

Sidius: «Che cosa c’è?»

Haako: «Il vostro piano è fallito, Lord Sidius, il blocco è finito. Non ci mettiamo contro i Jedi.»

Sidius: «Vicerè, voglio che questo verme essiccato non mi compaia mai più davanti. Ciò che è successo è sconveniente. Dobbiamo accelerare i nostri piani: cominciate a sbarcare le truppe.»

Gunray: «Milord, tutto ciò è legale?»

Sidius: «Io lo renderò legale.»

Gunray: «E… i due Jedi?»

Sidius: «Il Cancelliere non doveva coinvolgerli. Uccideteli subito!»

Gunray: «Sì… sì, Milord. Come desiderate.»

La navetta dentro l’hangar della Nave di Controllo viene distrutta e i due Jedi vengono assaliti dal gas venefico.

I droidi da battaglia si schierano davanti alla porta stagna della stanza e vedono uscire TC-14 e, subito dopo, i due Jedi più vivi che mai. La battaglia è rapida. Duellando abilmente con la spada laser, Obi-Wan Kenobi e Qui-Gon Jinn, eliminano i droidi e stanno per entrare dentro al Ponte di Comando quando l’intervento dei Droidi Distruttori li costringe ad arretrare. Contrariamente ai droidi da battaglia, i distruttori sono dotati di uno scudo deflettore che respinge i colpi nemici per cui le armi e i colpi respinti dalle spade dei due Jedi sono inutili. Dopo essere fuggiti attraverso un condotto di aerazione i due si trovano nella stiva dove assistono ai preparativi per l’attacco al pianeta Naboo.

Qui-Gon: «Droidi da guerra.»

Obi-Wan: «È un esercito d’invasione.»

Qui-Gon: «È una strana mossa per la Federazione del Commercio. Bisogna avvertire Naboo e contattare il Cancelliere Valorum. Separiamoci. Ci nasconderemo su due navi diverse per riincontrarci sul pianeta.»

Obi-Wan: «Su una cosa avevi ragione, Maestro, il negoziato è stato davvero breve.»

La Regina Amidala (Natalie Portman), sovrana del pianeta Naboo, prende contatto con Gunray ed Haako.

Gunray: «Di nuovo venite davanti a noi, altezza…»

Amidala: «Sarete meno contento quando sentirete ciò che ho da dirvi, Vicerè, il vostro boicottaggio del nostro pianeta è finito.»

Gunray: «Io non ero al corrente di questo fallimento.»

Amidala: «Ho saputo che gli Ambasciatori del Cancelliere sono giunti da voi e che avete avuto l’ordine di raggiungere un accordo.»

Gunray: «Io non so nulla di nessun Ambasciatore! Penso che voi vi sbagliate.»

Amidala: «Attento, Vicerè. La Federazione ha esagerato questa volta.»

Gunray: «Noi non faremo mai nulla senza l’approvazione del Senato. Voi presumete troppo.»

Amidala: «Lo vedremo.»

La Regina chiude il collegamento e i due, preoccupati, decidono che l’invasione deve avvenire con la massima rapidità.

Nel palazzo della Regina (la Reggia di Caserta nella realtà), Amidala è in comunicazione con il Senatore Palpatine, anche lui nativo di Naboo (sempre Ian McDiarmid). Intorno a lei ci sono il Senatore Sio Babble (Oliver Ford Davies), membro del Consiglio di Naboo, e il Capitano Panaka (Hugh Quarshie), capo delle forze di sicurezza reali. La ricezione s’interrompe bruscamente.

Amidala: «Senatore Palpatine, che succede?»

Panaka: «Controlla il generatore della trasmittente.»

Babble: «Il sabotaggio delle comunicazioni può significare solo una cosa: l’invasione.»

Amidala: «La Federazione non oserà arrivare a tanto!»

Panaka: «Il Senato revocherebbe loro la franchigia e così sarebbero finiti.»

Amidala: «Dobbiamo continuare a contare sul negoziato.»

Babble: «Sul negoziato?! Abbiamo perso tutte le comunicazioni! E dove sono gli Ambasciatori del Cancelliere?»

Pamaka: «È una situazione pericolosa, Vostra Altezza. I nostri volontari della sicurezza non potranno opporsi ad un agguerrito esercito della Federazione.»

Amidala: «Non accetterò una linea di condotta che ci conduca alla guerra.»

La nave da sbarco C-9979 serve per il trasporto di migliaia di droidi, veicoli e armi. La nave ha la forma di una H e trasporta, normalmente, 114 MTT e cioè i Mezzi di Trasporto Truppa. Il tempo necessario per lo sbarco e lo spiegamento dei mezzi può arrivare fino a quarantacinque minuti. Nute Gunray e Rune Haako ordinano ai droidi di cercare i due Jedi scomparsi i quali stanno fuggendo nella giungla mentre uno dei possenti mezzi sta dirigendosi verso di loro. Qui-Gon Jinn salva un nativo del pianeta dall’essere investito. L’autoctono, un Gungan, si chiama Jar Jar Binks ed è un bipede con la testa simile a quella di un cavalluccio marino. È stato realizzato interamente al computer e fatto interagire con i personaggi. L’attore Ahmed Best ha dato movimento e voce originale alla creatura che, nella versione italiana, parla usando un miscuglio di frasi spagnoleggianti. Qui-Gon Jinn, pur assordato dal continuo parlare di Jar, salva Obi-Wan Kenobi dall’attacco di alcuni droidi che lo inseguivano a bordo di Stap, piccoli veicoli dotati di armi laser. Jar Jar Binks, pur riluttante, accompagna i due nella città sottomarina di Otoh Gunga. Il pianeta Naboo è abitato principalmente da due razze: i Naboo che vivono in superfice e i Gungan, esseri anfibi e guerrieri che non sono in buona armonia con gli altri abitanti intelligenti del pianeta. Indossati due piccoli respiratori i due sono condotti da Boss Nass (Brian Blessed), il Governatore dei Gungan, che ha un conto in sospeso con Jar Jar Binks per un guaio che questi gli ha provocato. Obi-Wan Kenobi e Qui-Gon Jinn sono ricevuti dal Governatore il quale mette loro a disposizione un “Bongo”, un piccolo sottomarino con il quale potranno raggiungere la Regina Amidala. Il Bongo, secondo le informazioni in nostro possesso, è stato creato in maniera organica ed è quindi un boccone assai gradito per la gigantesca fauna sottomarina. Ne sanno qualcosa i due Jedi al quale si è aggiunto, in veste di navigatore, Jar Jar Binks che scampano per ben due volte dal diventare un gustoso e saporito boccone. Intanto Gunray ed Haako stanno parlando con Lord Sidius, Signore del Sith.

Spieghiamo, una volta per tutte, l’origine di questo personaggio. Il Sith ha origini che si perdono nella notte dei tempi, forse sono Jedi rinnegati che sono passati al Lato Oscuro della Forza e che vogliono non aiutare come i Jedi, ma dominare. Lottando tra loro i Sith si distrussero quasi totalmente e coloro che scamparono furono poi sconfitti dai Jedi e uno solo di loro sopravvisse allo sterminio. Da quel momento e per evitare altre sanguinose battaglie, il Maestro Sith volle avere con sè un solo allievo. I Sith attesero in silenzio per circa un millennio, rafforzando e affinando i loro poteri, nell’attesa del giorno in cui potranno colpire e distruggere definitivamente i Jedi.

Gunway: «L’invasione procede come previsto, Milord.»

Sidius: «Io ho fatto impegnare il Senato nelle procedure. Non avranno altra scelta che accettare che voi controlliate il Sistema.»

Gunway: «La Regina è molto fiduciosa che il Senato si schieri con lei.»

Sidius: «La Regina Amidala è giovane e ingenua. Troverete che controllarla non sarà difficile.»

Gunway: «Sì, Milord.»

Il collegamento termina.

Haako: «Non gli hai detto che i due Jedi sono fuggiti.»

Gunway: «Non occorre riferirgli questo finchè non c’è qualcosa da riferire.»

Finalmente, dopo altre peripezie, i tre arrivano in superficie vicino alla città di Theed, sede del Palazzo Reale. Dalla finestra della sua reggia Amidala osserva con tristezza i mezzi della Federazione dei Mercanti che entrano da dominatori nella città. Gunway ed Haako entrano nel palazzo scortati dai droidi e portano Amidala e il suo seguito al piano inferiore. Scendendo la lunga scala Sio Babble parla con i due invasori.

Babble: «Come spiegherete questa invasione al Senato?»

Gunway: «La Regina e io firmeremo un trattato che legittimerà la nostra occupazione. Sono sicuro che verrà ratificato dal Senato.»

Amidala: «Io non collaborerò.»

Gunway: «Via, via Altezza! Col tempo le sofferenze del vostro popolo v’indurranno a capire le nostre ragioni.»

Gunway ed Haako ordinano ai droidi di accompagnare Amidala e il suo seguito al Campo 4, ma la pattuglia viene intercettata ed eliminata dai due Jedi. Poi tutti si nascondono in un vicolo.

Qui-Gon: «Siamo Ambasciatori del Cancelliere Supremo.»

Babble: «Il vostro negoziato è fallito, Ambasciatore.»

Qui-Gon: «Il nostro negoziato non ha mai avuto luogo. Dobbiamo metterci in contatto con la Repubblica. È urgente.»

Panaka: «Le nostre comunicazioni sono tutte fuori uso.»

Qui-Gon: «Avete un trasporto?»

Panaka: «Nell’hangar Centrale. Di qua.»

La Regina viene convinta da Babble e da Qui-Gon Jinn ad andare a sottoporre il suo caso al Senato. I due Jedi, con l’aiuto di Panaka e di pochi altri, eliminano i droidi di guardia liberando un gruppo di piloti e, continuando a respingere ulteriori attacchi, salgono a bordo e sfrecciano precipitosamente verso l’alta atmosfera.

La nave della Regina, come da spiegazioni da manuale, è un modello “J” con ali a “freccia positiva”. È dotato di un motore “327 Nubian”. È sprovvisto di armi e ha solo degli scudi deflettori. Dei Droidi astromeccanici sono addetti alla riparazione, manutenzione della nave. Hanno anche altre molteplici funzioni come quella di fare da assistenti nel pilotaggio e nella navigazione.

Alla guida della nave che sfreccia ora fuori dall’atmosfera, c’è Ric Oliè (Ralph Brown), un pilota delle forze di sicurezza della Regina. Il blocco delle navi della Federazione dei mercanti attacca la nave di Amidala e ne danneggia il generatore dei deflettori. I droidi astromeccanici escono nello spazio per la riparazione, ma due su tre sono colpiti dai laser delle navi della Federazione. Il terzo bypassa il generatore e ripristina il contatto per poi rientrare, indenne, nella nave.

La nave è comunque danneggiata e non ha l’energia necessaria per raggiungere Coruscant, il pianeta sede del Senato della Galassia, il quale risiede a Galactic City dove c’è anche la sede del Consiglio dei Jedi.

Oliè: «Non c’è abbastanza energia per arrivare a Coruscant. L’iperpropulsore perde.»

Qui-Gon: «Dovremo approdare da qualche parte per riparare la nave.»

Obi-Wan: «Qui, Maestro, a Tatooine. È piccolo, remoto e povero. La Federazione del Commercio non ha alcun controllo lì.»

Panaka: «Come puoi esserne certo?»

Qui-Gon: «È controllato dagli Hutt.»

Panaka: «Non si può portare lì sua Altezza Reale. Gli Hutt sono gangster, se scoprono che Sua Altezza…»

Qui-Gon: «Sarebbe lo stesso se approdassimo su un sistema controllato dalla Federazione con la differenza che gli Hutt non la stanno cercando, il che ci avvantaggia.»

Torniamo ora sulla Nave Controllo sempre in orbita attorno a Naboo.

Haako e Gunway sono a colloquio con Lord Sidius.

Sidius: «E con la Regina Amidala? Ha firmato il contratto?»

Gunway: «Ella è scomparsa, Milord. Una nave Naboo è sfuggita al nostro blocco.»

Sidius: «Nute, voglio la sua firma su quel trattato!»

Gunway: «Milord, è impossibile localizzare la nave. È fuori dalla nostra portata.»

Sidius: «Non per un Sith. (Una seconda e imponente sagoma appare dietro al Signore del Sith). Questo è il mio allievo Darth Maul. Lui troverà la vostra nave smarrita.»

Finito il collegamento i due si guardano preoccupati.

Gunway: «La situazione si complica. Ora ce ne sono due di loro.»

Haako: «Non dovevamo stringere questo patto.»

Sulla nave della Regina Amidala il piccolo ed eroico droide viene portato al suo cospetto.

Panaka: «Un piccolo droide molto ben assemblato, Altezza. Senza alcun dubbio ha salvato la nave e anche le nostre vite.»

Amidala: «Merita un encomio. Qual è il suo numero?»

Panaka: «R2-D2, Altezza.»

Il nome vero di C1-P8  è sempre stato questo. Nella versione italiana della prima trilogia era stato cambiato… e non era il solo. Un altro esempio è Darth Vader cambiato in Darth Fener o Han Solo in Jan o Ian Solo. Riteniamo giusto dover dire che, a questo punto, era meglio lasciarlo uguale alle versioni precedenti. Il nome del droide è opera proprio da George Lucas che, agli inizi degli anni Settanta, stava lavorando con il suo fonico Walter Murch. Questi voleva effettuare dei cambiamenti in una traccia sonora la cui posizione era ben specificata per cui chiese a Lucas di passargli l’R2-D2, la qual cosa voleva dire: «Dammi la bobina (reel) 2, il dialogo (dialogue) due». A Lucas la sigla piacque e se l’annotò per poi usarla in Star Wars.

Amidala: «Grazie, R2-D2. Padmè, ripulisci questo droide a fondo. Merita la nostra gratitudine… Continui, Capitano.»

Qui-Gon: «Altezza, col vostro permesso, siamo diretti su un pianeta remoto chiamato Tatooine. Si trova in un sistema fuori della portata della Federazione.»

Panaka: «Io non concordo col Jedi su questo.»

Qui-Gon: «Dovete aver fiducia in me, Vostra Altezza.»

Padmè Naberrie (Natalie Portman) è una delle dame di compagnia della Regina Amidala (le altre si chiamano Eirtaè – Liz Wilson, Sabè – Keira Knightley, Yanè – Candice Orwell, Rabè – Karol Cristina Da Silva e Sachè – Sofia Coppola) e sta pulendo coscienziosamente R2-D2 quando Jar Jar Binks irrompe nella stiva ciarlando senza sosta.

La nave spaziale giunge in vista di Tatooine, un pianeta che gli appassionati della saga conoscono bene. Tatooine, come dice “la Guida Galattica”, è un pianeta desertico illuminato da due soli. Due stelle binarie i cui nomi sono molto originalmente Tatoo I e Tatoo II. Il pianeta fu sede di vaste ricerche minerarie che però non diedero alcun frutto e molti coloni abbandonarono Tatooine al suo destino. Abitanti di questo mondo deserto sono i Jawas, i quali raccolsero tutti i macchinari lasciati dai coloni ed iniziarono così la loro attività di mercanti. Secondo le leggende il deserto di Tatooine, conosciuto anche come Mare delle Dune, era una volta un vasto oceano e questo sembra dimostrato dai resti fossili e dall’erosione di tipo fluviale dei grandi canyon. Oltre ai Jawas, altri autoctoni del pianeta sono i predoni Tusken, meglio conosciuti come Sabbipodi. Li abbiamo già incontrati nel primo episodio, in realtà il quarto, della saga di Lucas, quando attaccarono il giovane Luke Skywalker che soppravvisse solo grazie all’intervento di un vecchio Jedi di nome Obi-Wan Kenobi. I Sabbipodi sono nomadi e montano degli strani animali pelosi chiamati Bantha, come i Jawas sono coperti da pesanti mantelli per proteggersi dal caldo cocente dei soli di Tatooine.

George Lucas girò le sequenze ambientate su Tatooine in Tunisia ed è tornato nello stesso posto, parecchi anni dopo, per girare altre scene ambientate ancora nello stesso pianeta.

La nave della Regina atterra nelle vicinanze del centro abitato situato sul fondo di un basso canyon chiamato Xelric Draw, nella zona limitrofa al Mare delle Dune. La città si chiama Mos Espa, un agglomerato di tetti a cupola e di muri spessi per isolare gli edifici il più possibile dal calore dei soli. Le strade sono ampie e costellate di taverne, bancarelle e negozi. Gli Hutt, invece, dirigono le bische e i casinò e sono pronti a ripulire ed eliminare i visitatori.

Intanto la nave spaziale è atterrata faticosamente.

Obi-Wan: «L’iperpropulsore è andato, Maestro, ce ne serve uno nuovo.»

Qui-Gon: «Questo complicherà le cose. Stai all’erta, sento un tremito nella Forza.»

Obi-Wan: «Lo sento anch’io, Maestro.»

Qui-Gon: «Bada che nessuno invii trasmissioni.»

Qui-Gon Jinn esce dalla nave in compagnia di Jar Jar Binks e R2-D2, ma Panaka gli corre dietro per dirgli che la Regina desidera che Padmè li accompagni per poter poi essere informata sulla reale situazione del pianeta. Lo Jedi accetta la compagnia con poca voglia ma, in ogni caso, tutti assieme entrano a Mos Espa.

Qui-Gon: «Condensatori di umidità in larga misura, qualche tribù indigena e molta feccia. I rari porti spaziali come questo sono una manna per chi non vuole farsi trovare.»

Padmè: «Come noi.»

Il gruppetto entra nel negozio di un mercante il cui proprietario è un mostriciattolo alato di nome Watto della razza dei Toydarian (Andrew Secombe). L’ingresso dei nostri eroi è accolto con gioia dal mercante il quale si rivolge loro nella sua lingua, debitamente tradotta dalla opportuna didascalia.

Watto: «[Buongiorno a voi. Che cosa volete?]»

Qui-Gon: «Mi servono pezzi di ricambio per un J 327 Nubiano.»

Il mercante risponde nella stessa lingua. (Beh, più o meno…)

Watto: «Oh, sì Nubiano. Noi questo abbiamo… [Ragazzo, vieni subito qui.]»

Qui-Gon: «Il mio droide ha un elenco di ciò che serve.»

Un ragazzino umano arriva dal retro del negozio.

Watto: «[Perché ci hai messo tanto?]»

Anakin: «[Stavo pulendo i ventilatori.]»

Watto: «[Bada al negozio. Io devo fare una vendita.] Allora, tu segui me sul retro, eh? Lì tu trova quello che cerca.»

Padmè, intanto, s’intrattiene a parlare con il piccolo Anakin Skywalker (Jake Lloyd). Lui e sua madre, Shmi (Pernilla August), sono gli schiavi del mercante Watto che li ha vinti a Gardulla de Hutt.

Qui-Gon cerca di ipnotizzare Watto affinchè accetti in pagamento dei crediti repubblicani, ma il metodo con lui non funziona e lo Jedi torna nel negozio con le pive nel sacco. Quindi si mette in comunicazione con Obi-Wan tramite il suo Comlink, uno strumento capace di ricevere e trasmettere dati e analisi.

Qui-Gon: «Sei sicuro che non c’è rimasto altro a bordo?»

Obi-Wan: «Qualche contenitore di provviste. Il guardaroba della Regina, forse, ma niente di utile per uno scambio, non per la cifra di cui parli tu.»

Qui-Gon: «D’accordo. Sono sicuro che si presenterà un’altra soluzione. Ci sentiamo più tardi.»

Jar Jar Binks comincia a provocare guai tra le bancarelle e Anakin è costretto a intervenire per salvarlo dalle grinfie di un mercante.

Sta per avvicinarsi una tempesta di sabbia e Anakin invita i suoi nuovi amici nella sua casa dove sta costruendo un droide da protocollo per aiutare la madre nei lavori domestici. Anche se non ancora completo gli spettatori potranno riconoscere in lui il futuro C-3PO (Anthony Daniels). L’incontro tra i due droidi è storico e R2-D2 (Kenny Baker) non si lascia scappare l’occasione per dire, anzi per fischiare a C-3PO, che senza rivestimento gli sembra nudo. Sulla nave della Regina il Senatore Sio Babble cerca di mettersi in contatto con la sua sovrana lanciando un messaggio disperato sulle condizioni di schiavitù a cui sono stati sottoposti i Naboodiani. Obi-Wan ordina di non rispondere al messaggio per non rivelare la loro posizione e lo riferisce a Qui-Gon, usando il Comlink.

Qui-Gon: «Si direbbe un’esca per trovare una traccia e localizzarci.»

Obi-Wan: «E se però fosse vero? Se la gente stesse morendo?»

Qui-Gon: «In ogni caso ci resta poco tempo.»

Coruscant, Capitale della Repubblica. Lord Sidius sta parlando con il suo allievo, Darth Maul (Ray Park).

Darth Maul: «Tatooine è scarsamente popolato. Se la traccia è esatta li troverò rapidamente, Maestro.»

Sidius: «Prima devi affrontare i Jedi così non avrai difficoltà a condurre la Regina a Naboo a firmare il trattato.»

Darth Maul: «Finalmente potremo rivelarci ai Jedi, finalmente potremo vendicarci.»

Sidius: «Sei stato ben addestrato, mio giovane allievo, non potranno competere con te.»

La tempesta di sabbia infuria su Tatooine e Anakin si offre come pilota per la “Corsa degli Sgusci” che si terrà il giorno successivo.

Sempre grazie alla nostra “Guida Galattica” siamo in grado di dirvi in che cosa consiste questa “Corsa degli Sgusci” o “Podrace”. Queste corse, pericolosissime, sono proibite in quasi tutti gli angoli della Galassia. A Mos Espa non solo sono consentite, ma il circuito di Mos Espa è uno dei più tortuosi e pericolosi. A Jag Crag Gorge i concorrenti devono attraversare una gola tortuosa piena di anse e poi superare degli altipiani con i motori a combustibile che sfrecciano sul terreno roccioso. Attraversando Metta Drop devono gettare i propri veicoli in picchiata per poi riprendere quota per non sfracellarsi sulle rocce del fondo. Non è finita: esiste anche l’imprevisto costituito dai predoni Tusken che sparano dalle rocce circostanti. Al vincitore spetta una fortuna. Il Podracer o Sguscio è un piccolo monoposto collegato a due motori ad alta potenza che possono portare il mezzo fino a ottocento chilometri all’ora. Occorrono riflessi incredibili per poter guidare questi piccoli mezzi e per questo nessuno dei piloti è umano. Nessuno, tranne uno… Anakin Skywalker.

Malgrado la madre sia molto preoccupata per lui, si rende conto che è l’unica possibilità per poter acquistare i pezzi di ricambio. Il giovane Anakin ha costruito uno Sguscio, lo Jedi accetta l’offerta e ne va a parlare con Watto che è il proprietario del piccolo.

Watto: «…allora tu ci mette Sguscio e tassa iscrizione e io ci mette ragazzo e noi divide vincita fifty-fifty io dice, eh?»

Qui-Gon: «Per essere fifty-fifty suggerisco che anticipi tu la tassa d’iscrizione. Se vinciamo ti tieni l’intera vincita meno il costo dei ricambi che ci servono e se perdiamo ti tieni la mia nave. In ogni caso tu vinci.»

Il mercante accetta. Lo Jedi lo riferisce all’allievo sulla nave.

Obi-Wan: «E se questo piano fallisse, Maestro? Saremmo costretti a stare qui per molto tempo.»

Qui-Gon: «Beh, chiedere aiuto è troppo pericoloso e una nave senza propulsore non va da nessuna parte. Inoltre… c’è qualcosa in quel ragazzo… (Si rivolge a Shmi) Lei deve essere fiera di suo figlio. Aiuta gli altri senza pensare alla ricompensa.»

Shmi: «Lui non sa cosa sia l’avidità e ha anche…»

Qui-Gon: «Ha dei poteri particolari.»

Shmi: «Sì…»

Qui-Gon: «Vede le cose prima che succedano. È per questo che possiede riflessi così rapidi, è una prerogativa dei Jedi.»

Shmi: «Meriterebbe una vita migliore di quella di uno schiavo.»

Qui-Gon: «Se fosse nato nella Repubblica lo avremmo identificato prima. La Forza è singolarmente possente in lui, è più che evidente. Chi era il padre?»

Shmi: «Non c’è stato un padre. Io l’ho portato in grembo, l’ho fatto nascere, l’ho cresciuto. Non so spiegare cos’è successo… Lei può aiutarlo?»

Qui-Gon: «Non lo so. Io non sono venuto qui a liberare schiavi.»

Il giovane Anakin collauda i motori dello Sguscio tra l’incredulità dei suoi amici e il pericolo costituito da Jar Jar Binks che infila il braccio in uno dei motori e ne resta incastrato. L’intervento di Padmè salva la situazione.

È sera e lo Jedi è con Anakin davanti alla sua casa. Il giovane Skywalker osserva le stelle mentre Qui-Gon gli medica un piccolo taglio.

Qui-Gon: «Sta fermo, Anie. Ti pulisco questo taglio.»

Anakin: «Quante stelle! Ognuna di loro ha un sistema di pianeti?»

Qui-Gon: «Quasi tutte.»

Anakin: «C’è qualcuno che è stato su tutte?»

Qui-Gon: «Uhm… io non credo.»

Anakin: «Io voglio essere il primo a vederle tutte.»

La madre lo chiama per la notte e lo Jedi si rimette in contatto con la navetta.

Qui-Gon: «Obi-Wan?»

Obi-Wan: «Sì, Maestro?»

Qui-Gon: «Mi serve l’analisi del sangue che ti sto mandando.»

Obi-Wan: «Sì, un momento.»

Qui-Gon: «Mi serve il conteggio dei Midi-Chlorian.»

Obi-Wan: «Il livello va oltre la scala! Supera i ventimila. Neppure il Maestro Yoda ha una quantità tale di Midi-Chlorian.»

Qui-Gon: «Nessun Jedi lo ha.»

Obi-Wan: «Cosa significa?»

Qui-Gon: «Non ne sono certo.»

La madre di Anakin ha ascoltato la conversazione, guarda lo Jedi e si allontana all’interno della casa.

È l’alba su Tatooine. L’Infiltratore Sith è la nave spaziale di Darth Maul. Un veicolo spaziale armato di tutto punto. Possiede sei cannoni laser e a bordo porta dei droidi spia e la Spider Bike personale di Maul. La nave è dotata di un dispositivo di dissimulazione che le permette di atterrare non vista. Ed è proprio quello che ha fatto ora mentre la nave scende nell’alba appena sorta del pianeta. Darth Maul osserva con un potente binocolo i dintorni e mette in funzione i Droidi Sonda Sith, dotati di sensori a lungo raggio e che possono spostarsi lungo la superficie di un pianeta in modo veloce e furtivo per rintracciare e segnalare qualunque forma di vita. Le sonde si  allontanano per compiere la loro missione. Intanto Watto è convinto che Anakin non riuscirà a vincere la corsa, il favorito è Sebulba, vincitore di passate edizioni, per cui non ha alcun problema a scommettere sulla liberazione del piccolo Skywalker.

Arriva il momento della partenza e il tronfio Sebulba minaccia Anakin e armeggia misteriosamente attorno al motore del futuro Jedi.

Mentre i Droidi Sonda Sith si aggirano furtivi tra gli abitanti, Qui-Gon pone il piccolo al posto di guida.

Qui-Gon: «Ricordatelo. Concentrati sul momento. Percepisci e non pensare. Usa il tuo istinto.»

Anakin: «Lo farò.»

Qui-Gon: «E che la Forza sia con te.»

Jabba dè Hutt si affaccia sul palco per dare il via alla corsa. Gli Sgusci scattano velocemente e abbandonano il grande stadio da dove sono partiti. Anakin ha dei problemi di partenza poi, finalmente, riesce ad accendere i motori e sfreccia via lungo il percorso. I mezzi si urtano, si frantumano contro le rocce e, all’ultimo giro, restano in gara solo Sebulba e Anakin. Il giovane Skywalker, dopo aver rischiato di finire fuori percorso per colpa del suo avversario, non solo lo supera e vince la gara ma, addirittura, ne danneggia il veicolo.

Watto è sull’orlo del suicidio: rovinato per aver dovuto pagare le scommesse, dapprima cerca di non onorare il suo debito con Qui-Gon, poi cede e, mentre i pezzi di ricambio vengono portati a bordo del Vascello, lo Jedi torna indietro per il giovane Anakin.

I due vendono lo Sguscio e il piccolo torna a casa con parecchi soldi, ma le buone notizie non sono finite.

Qui-Gon: «…Ed è stato liberato.»

Anakin: «Cosa?»

Qui-Gon: «Non sei più uno schiavo.»

Anakin: «Sentito cosa ha detto?»

Shmi: «Ora puoi realizzare i tuoi sogni, Anie. Sei libero… Lo porterete con voi? Diventerà uno Jedi?»

Qui-Gon: «Sì. Il nostro incontro non è stato casuale. Nulla accade per caso.»

Anakin: «Vuoi dire che adesso io posso venire con te sulla tua astronave?»

Qui-Gon: «Anakin, il tirocinio per diventare Jedi non è una cosa facile e anche se ci riesci è una vita di rinunce.»

Anakin: «Ma io voglio venire. È quello che ho sempre sognato di fare! Posso andare, mamma?»

Shmi: «Anakin, questo cammino è stato posto di fronte a te, la scelta è soltanto tua.»

Anakin: «Io voglio andare.»

Qui-Gon: «Allora prendi le tue cose, abbiamo poco tempo.»

Anakin: «E la mia mamma? È libera anche lei?»

Qui-Gon: «Io ho cercato di liberarla, ma Watto non ha voluto.»

Anakin: «Vieni anche tu con noi, vero mamma?»

Shmi: «Figlio, il mio posto è qui, il mio futuro è qui. È giunto il momento che tu segua la tua strada.»

Anakin: «Io non voglio che le cose cambino.»

Shmi: «Ma tu non puoi impedire che cambino. Così come non puoi impedire ai soli di tramontare… Ti voglio bene… e ora corri… (Rivolta a Qui-Gon) Grazie…»

Qui-Gon: «Avrò cura di lui, le do la mia parola. Lei se la caverà?»

Shmi: «Sì…»

Anakin saluta C-3PO e si dichiara dispiaciuto per non essere riuscito a finirlo e gli promette che sua madre non lo venderà. Il povero droide è quantomeno perplesso…

Anakin si avvia con lo Jedi, ma subito torna indietro ad abbracciare la madre ancora una volta.

Anakin: «Non posso andare mamma, non posso lasciarti.»

Shmi: «Anie…»

Anakin: «Ti rivedrò ancora?»

Shmi: «Che cosa ti dice il tuo cuore?»

Anakin: «Io spero di sì… sì… credo…»

Shmi: «Allora ci rivedremo ancora…»

Anakin: «Io tornerò qui a liberarti, mamma, te lo prometto.»

Shmi: «Ora sii coraggioso e non voltarti indietro… Non ti voltare.»

Le sonde mandate in esplorazione da Darth Maul riferiscono la posizione della Nave e il guerriero sale sul suo Speeder dirigendosi velocemente verso la zona dell’atterraggio. Qui-Gon e Anakin hanno raggiunto a loro volta il Vascello della Regina ma, contemporaneamente, vi giunge anche Darth Maul e, mentre un duello feroce si accende tra lui e lo Jedi, Anakin sale a bordo. Obi-Wan Kenobi fa accendere i motori e passa lentamente con il portello aperto vicino ai due. Con un balzo Qui-Gon Jinn sale a bordo lasciando a terra, furioso, Darth Maul.

L’allievo Jedi e il giovane Skywalker si avvicinano al Maestro che è sdraiato sfinito sul pavimento dell’astronave.

Anakin: «Stai bene?»

Qui-Gon: «Credo di sì.»

Obi-Wan: «Chi era quello?»

Qui-Gon: «Non ne sono certo, ma era ben addestrato nelle arti dei Jedi. La mia ipotesi è che cerchi la Regina.»

Anakin: «E noi che possiamo fare, ora?»

Qui-Gon: «Avere tanta pazienza. Anakin Skywalker ti presento Obi-Wan Kenobi.»

Anakin: «Ciao. Sei un Jedi anche tu? Piacere di conoscerti.»

Su Naboo la situazione sta precipitando e Nute Gunray non manca di evidenziarlo al Governatore Sio Babble.

Gunray: «La vostra Regina è scomparsa, il vostro popolo muore di fame e voi, Governatore, morirete prima del vostro popolo, io temo.»

Babble: «Questa invasione non vi porterà nulla. Qui siamo in democrazia. È il popolo che ha deciso…»

Gunray (con tono infastidito e rivolto ai droidi di scorta): «Portatelo via…»

I droidi riferiscono a Nute Gunray che stanno localizzando i villaggi subacquei dei Gungan. È solo questione di tempo per l’invasione.

Sulla Nave della Regina Padmè stringe una tenera amicizia con il piccolo Anakin il quale le regala un piccolo oggetto da lui intagliato. La nave arriva a Coruscant la cui posizione sulle carte astrografiche della Galassia è indicata a coordinate zero-zero-zero.

Il Centro da cui si diparte tutto il resto, un mondo che è un’unica città ricca di storia e di cultura. Abitata da miliardi di creature senzienti che vivono in strutture a vari livelli. I più ricchi abitano i livelli più alti. Le immagini del pianeta, opera ispirata ai disegni di Ralph McQuarrie prima e Doug Chiang dopo, sono state ottenute tramite il computer e sono volutamente un insieme di stili. Le scene con gli attori, invece, sono state girate nei Leavesden Studios, in Inghilterra.

Oliè: «Coruscant. Tutto il pianeta è un’immensa città… Lo Shuttle del Cancelliere Valorum… e guardate laggiù: il Senatore Palpatine ci sta aspettando.»

Il Vascello della Regina scende sulla piattaforma aerea e la Sovrana viene accolta amabilmente.

Palpatine: «È un grande dono vedervi viva, Vostra Maestà. L’interruzione delle comunicazioni ci ha creato sgomento. Sono ansioso di sentire da voi come stanno le cose. Posso presentarvi il Cancelliere Supremo Valorum?»

Valorum: «Benvenuta, Vostra Altezza. È un onore conoscervi di persona.»

Amidala: «Grazie, Cancelliere Supremo.»

Valorum: «Debbo informarvi che siamo tutti angustiati dalla situazione attuale. Ho convocato una sessione speciale del Senato per ascoltarvi.»

Amidala: «Vi sono grata per l’interessamento, Cancelliere.»

Palpatine: «C’è una certa questione procedurale… ma sono certo che riusciremo a superarla.»

Mentre Palpatine si allontana con la Regina e la scorta, Qui-Gon Jinn parla velocemente al Cancelliere Supremo Valorum (Terence Stamp).

Qui-Gon: «Devo parlare subito col Consiglio dei Jedi, la situazione è diventata molto più complicata.»

La “questione procedurale” viene sottoposta alla Regina Amidala da un quanto mai viscido Palpatine. Noi sappiamo che, in epoche future, egli diventerà il malvagio Imperatore della Galassia e così sappiamo anche da dove derivavano i suoi poteri, essendo lui in realtà Darth Sidius, l’oscuro Signore del Sith.

Palpatine: «Vorrei che i tempi fossero più propizi. Non c’è più civiltà. C’è solo la politica. La Repubblica non è più quella di una volta. e il Senato è pieno di delegati avidi e litigiosi. Nessuno è interessato al bene comune. Devo essere sincero, Vostra Maestà, ci sono poche probabilità che il Senato reagisca all’invasione.»

Amidala: «Il Cancelliere Valorum pensa che ve ne siano, invece.»

Palpatine: «Se mi è consentito, Vostra Maestà, il Cancelliere Valorum ha pochissimo potere, è infamato da speciose accuse di corruzione. Sono i burocrati a comandare, ora…»

Amidala: «Quali opzioni ci restano?»

Palpatine: «La scelta più opportuna sarebbe quella di spingere per l’elezione di un Cancelliere Supremo più forte, qualcuno che possa controllare i burocrati e garantire la giustizia. Voi potreste chiedere un voto di sfiducia per il Cancelliere Valorum.»

Amidala: «È stato il nostro sostenitore più forte.»

Palpatine: «La nostra unica altra strada è quella di presentare un esposto alla Corte.»

Amidala: «La Corte impiega ancora più tempo del Senato per decidere. Il nostro popolo sta morendo, Senatore. Dobbiamo fare subito qualcosa per fermare la Federazione.»

Palpatine: «Per essere realistici, Vostra Maestà, io credo che dovremmo accettare il Controllo Federale, per il momento.»

Amidala: «Questo io non lo posso fare!»

Qui-Gon Jinn e Obi-Wan Kenobi sono andati al Tempio dei Jedi, una grande piramide che si erge e domina Galactic City. I membri del Consiglio dei Jedi sono dodici, Qui-Gon ha sempre preferito operare all’esterno piuttosto che avere un seggio nel Consiglio. Si diventa Maestri Jedi dopo aver addestrato almeno un apprendista, chiamato Padawan. Sempre secondo la nostra “Guida Galattica” i Jedi hanno il ruolo di mantenere la pace nella Galassia da ben venticinquemila anni. Entro sei mesi dalla nascita coloro che sono destinati a diventare Jedi devono essere scelti e avviati all’addestramento, questo perché dopo, diventando più grandi, sanno cosa vuol dire paura e rabbia e quindi correrebbero il rischio di passare al Lato Oscuro della Forza e cioè il Male puro. Anche se si tratta di cosa arcinota forse è bene spiegare brevemente cosa sia la “Forza”. Si tratta di un Campo di Forza generato da tutti gli esseri viventi che circonda e penetra ogni cosa e tiene unita tutta la Galassia. I Jedi hanno imparato ad essere in sintonia con la Forza e sono in grado di manipolarne l’energia. Questi Cavalieri della Galassia hanno un codice d’onore. Essi sono demandati a essere i Guardiani della Pace della Galassia e usano i loro poteri per difendere e proteggere, mai per offendere. Rispettano qualsiasi tipo di vita in ogni sua forma. Non dominano il prossimo, ma sono al suo servizio e attraverso la meditazione, la conoscenza e l’addestramento, sono sempre tesi a migliorarsi. Il regista e creatore della serie, George Lucas, si è ispirato per il termine Jedi alla parola giapponese “Jidai Geki” che è, in realtà, un dramma ambientato nel Giappone all’epoca dei Samurai.

Torniamo ora al Consiglio dei Jedi. Esso è presieduto da Mace Windu (Samuel L. Jackson), il suo membro più anziano e illustre è Yoda (nella versione originale è doppiato ancora una volta da Frank Oz, ma nella versione italiana non è stata mantenuta la stessa voce dei precedenti episodi). Poi abbiamo Ki-Adi-Mundi (Silas Carson il quale, toltosi i panni e la maschera di Nute Gunray, interpreta anche questo ruolo). La sempre sullodata guida galattica ci suggerisce anche gli altri nomi dei consiglieri, ma poichè se ne stanno sempre praticamente immobili senza dire una battuta, la cosa non è importante.

Qui-Gon Jinn sta concludendo il suo rapporto dicendo che, secondo lui, il guerriero che gli ha dato battaglia è un Lord Sith.

Ki-Adi: «Impossibile. I Sith sono estinti ormai da un millennio.»

Mace Windu: «Aah, io non credo che i Sith siano tornati a nostra insaputa.»

Yoda: «Ah, arduo da vedere il Lato Oscuro è.»

Mace Windu: «Useremo tutti i nostri mezzi per svelare questo mistero. Scopriremo l’identità del tuo assalitore. La Forza sia con te.»

Obi-Wan Kenobi si avvia verso l’uscita, ma Qui-Gon Jinn resta fermo al centro della sala.

Yoda: «Maestro Qui-Gon altro da dire tu hai?»

Qui-Gon: «Col tuo permesso, mio Maestro, ho incontrato una vergenza nella Forza.»

Yoda: «Una vergenza tu dici?»

Mace Windu: «Localizzata in una persona?»

Qui-Gon: «Un bambino. Ha le cellule con la più alta concentrazione di Midi-Chlorians che abbia mai visto in una forma di vita. È possibile che sia stato concepito dai Midi-Chlorians.»

Mace Windu: «Ti riferisci alla profezia di colui che porterà equilibrio nella Forza… Tu pensi che sia questo bambino?»

Qui-Gon: «Io non presumo tanto.»

Yoda: «Però lo fai. Rivelata la tua opinione.»

Qui-Gon: «Chiedo che il bambino venga esaminato.»

Yoda: «Oh, addestrato da Jedi tu chiedi che lui sia, eh?»

Qui-Gon: «Io l’ho trovato per volere della Forza. Non ho dubbi su questo.»

Mace Windu: «Portalo davanti a noi, allora.»

I due Jedi escono. Anakin viene convocato dal Consiglio e, prima di andarvi, vorrebbe salutare Padmè, ma non la trova negli alloggi della Regina ed è Amidala a dirgli che sarà lei stessa a portargli i suoi saluti. Poco più tardi nel Senato Galattico la Regina perora la sua causa davanti al Consiglio.

Amidala: «Onorevoli rappresentanti della Repubblica. Mi presento a voi in una circostanza drammatica. Il Sistema di Naboo è stato invaso dai droidi armati di Neimoidian…»

Il Senatore Lott Dod di Neimoidian (ancora Silas Carson) si oppone alle dichiarazioni della Regina Amidala.

Lott Dod: «Mi oppongo. Non vi sono prove. Tutto ciò è incredibile. Proponiamo che una commissione si rechi a Naboo per accertare la verità.»

Mentre il Cancelliere Supremo sta per avvallare la posizione e il discorso della Regina, esso viene commentato da altri individui. Il Senatore Palpatine, accanto alla Regina, le spiega cosa sta accadendo.

Palpatine: «Entrano i burocrati, i veri Signori della Repubblica… e alle dipendenze della Federazione del Commercio, potrei aggiungere. E qui il potere del Cancelliere Valorum si dissolve per sempre.»

Valorum: «L’obiezione è accolta. Volete rinviare la mozione fino a che una commissione non vagli la fondatezza delle vostre accuse?»

Amidala: «Io non rinvio nulla. Sono qui perché si deliberi subito l’aggressione alla nostra sovranità. Non sono stata eletta per vedere il mio popolo soffrire e morire mentre la vostra commissione dibatte su questa invasione. Se quest’organo esecutivo non è in grado di agire si dia subito un nuovo leader. Io propongo un voto di sfiducia per la leadership del cancelliere Valorum.»

In mezzo al bailamme che si crea nell’assemblea, Palpatine non perde occasione per avvalorare la sua tesi.

Palpatine: «Ora eleggeranno il nuovo Cancelliere, un Cancelliere forte, uno che metterà fine alla nostra tragedia.»

Dalle vetrate del Tempio dei Jedi, Obi-Wan e Qui-Gon osservano l’immensa megalopoli che si stende sotto di loro e i nugoli di navette che solcano il cielo.

Obi-Wan: «Il bambino non passerà l’esame del Consiglio, Maestro, è troppo grande.»

Qui-Gon: «Anakin diventerà un Jedi, parola.»

Obi-Wan: «Non sfidare il Consiglio un’altra volta, Maestro.»

Qui-Gon: «Io farò ciò che devo, Obi-Wan.»

Obi-Wan: «Se tu seguissi il codice faresti parte del Consiglio. Non ti asseconderanno questa volta.»

Qui-Gon: «Tu hai ancora molto da imparare, mio giovane allievo.»

Nel palazzo il Consiglio dei Jedi sta finendo di esaminare Anakin.

Yoda: «Uhm… Come ti senti?»

Anakin: «Ho freddo, Signore.»

Yoda: «Paura hai tu?»

Anakin: «No, Signore.»

Yoda: «Noi possiamo vedere in te.»

Mace Windu: «Poni attenzione a ciò che senti.»

Ki-Adi: «I tuoi pensieri indugiano su tua madre.»

Anakin: «Sento la sua mancanza.»

Yoda: «Uhm… paura di perderla tu hai, eh?»

Anakin: «Che cosa c’entra questo con tutto il resto?»

Yoda: «Con tutto c’entra. La paura è la via per il Lato Oscuro. La paura conduce all’ira, l’ira all’odio, l’odio conduce alla sofferenza… Ah, io sento in te molta paura.»

Amidala parla con Jar Jar Binks. La sovrana è evidentemente preoccupata per il suo pianeta, per la sua razza e anche per quella di Jar. In quel momento entra il Capitano Panaka in compagnia del Senatore Palpatine.

Panaka: «Vostra Altezza… Vostra Altezza, il Senatore Palpatine è candidato alla successione di Valorum come Cancelliere Supremo.»

Palpatine: «È una sorpresa, questo è certo, ma molto ben accetta… Ehm… Vostra Maestà, se verrò eletto io prometto di mettere fine alla corruzione.»

Il Senatore non ha praticamente rivali e lo sa perfettamente.

Palpatine: «Io confido che la nostra situazione ci porterà molti voti di simpatia. Diventerò Cancelliere.»

Amidala: «Temo che prima che lei riesca a controllare i burocrati, Senatore, non sarà rimasto più nulla di noi e della nostra civiltà.»

Palpatine: «Capisco la vostra preoccupazione, Maestà. Purtroppo la Federazione ha il possesso del nostro pianeta.»

Amidala: «Senatore, questo è il suo settore. Io ora debbo tornare al mio. Ho deciso di tornare a Naboo.»

Palpatine: «Tornare? Ma, Maestà ragionate: vi costringeranno a firmare il trattato.»

Amidala: «Non firmerò alcun trattato, Senatore. La mia sorte sarà la stessa di quella del nostro popolo. Capitano!»

Panaka: «Vostra Maestà?»

Amidala: «Preparate la mia nave!»

Palpatine: «Vi prego, Maestà. Restate qui dove siete al sicuro.»

Amidala: «Mi è chiaro, ormai che la nostra Repubblica non funziona più. Pregherò affinchè lei possa riportare saggezza e compassione nel Senato.»

Di nuovo i due Jedi e Anakin sono davanti al Consiglio.

Qui-Gon: «Verrà addestrato qui?»

Mace Windu: «No, non verrà addestrato qui.»

Qui-Gon: «No?»

Mace Windu: «È troppo grande.»

Qui-Gon: «È il prescelto. Dovete capirlo questo.»

Yoda: «Nebuloso è il futuro di questo ragazzo.»

Qui-Gon: «Lo addestrerò io, allora. Prendo Anakin come mio allievo Padawan.»

Yoda: «Un allievo tu hai già Qui-Gon. Impossibile prenderne un secondo.»

Mace Windu: «Il Codice lo proibisce.»

Qui-Gon: «Obi-Wan è pronto.»

Obi-Wan: «Sono pronto ad affrontare i test.»

Yoda: “Al nostro giudizio ci atterremo su chi è pronto.”

Qui-Gon: «Egli è testardo e ha molto da imparare sulla Forza Vivente, ma è assai maturo. Gli ho insegnato tutto ciò che potevo.»

Yoda: «Il destino del giovane Skywalker più tardi deciso sarà.»

Mace Windu: «Ora dobbiamo occuparci d’altro. Il Senato sta eleggendo un nuovo Cancelliere Supremo e la Regina Amidala sta tornando a casa, il che metterà sotto pressione la Federazione e potrebbe fare estendere il conflitto.»

Ki-Adi: “«E stanare l’aggressore della Regina.»

Mace Windu: «Segui la Regina a Naboo e scopri l’identità di questo guerriero nero. Questo è l’indizio che ci occorre per svelare il mistero dei Sith.»

Yoda: «Che la Forza sia con te.»

La Nave della Regina è pronta sulla piattaforma di partenza. I due Jedi, con Anakin, si stanno avvicinando per salirvi a bordo.

Obi-Wan: «Non è mancanza di rispetto, Maestro, è la verità.»

Qui-Gon: «Dal tuo punto di vista.»

Obi-Wan: «Il ragazzo è pericoloso, lo sentono tutti, perché tu no?»

Qui-Gon: «Il suo destino è incerto, non è pericoloso. Sarà il Consiglio a decidere il suo futuro, a te basti sapere questo. Ora sali a bordo.»

Anakin: «Qui-Gon, Signore. Io non voglio essere un problema.»

Qui-Gon: «Non lo sarai, Anie. Io, ora, non posso addestrarti perciò voglio che mi osservi con molta attenzione. Tieni sempre a mente: dalla tua concentrazione viene la tua realtà. Stai vicino a me e starai al sicuro.»

Anakin: «Maestro, Signore. Ho sentito Yoda parlare di Midi-Chlorians e allora mi sono chiesto. Cosa fanno i Midi-Chlorians?»

Qui-Gon: «I Midi-Chlorians sono una microscopica forma di vita che si trova in tutte le cellule viventi.»

Anakin: «Vivono dentro di me?»

Qui-Gon: «Dentro le tue cellule, sì. E noi siamo simbionti di esse.»

Anakin: «Simbionti?»

Qui-Gon: «Organismi che vivono sempre insieme con reciproco beneficio. Senza i Midi-Chlorians non esisterebbe la vita e noi non saremmo consapevoli della Forza. In ogni istante essi ci parlano, comunicandoci il volere della Forza. Quando imparerai a placare la mente, sentirai che ti parlano.»

Anakin: «Io non riesco a capire.»

Qui-Gon: «Col tempo e con l’addestramento ci riuscirai… ci riuscirai.»

Lo Jedi si avvicina ad Amidala.

Qui-Gon: «Vostra Maestà… È un piacere continuare a servirvi e a proteggervi.»

Amidala: «Vi ringrazio del vostro aiuto. Il Senatore Palpatine teme che la Federazione voglia distruggerci.»

Qui-Gon: «Vi assicuro che non glielo permetteremo.»

Il veloce mezzo sfreccia in ipervelocità nello spazio.

Pianeta Naboo, Palazzo della Regina.

Gunray: «Abbiamo conquistato le ultime sacche di forme di vita primitiva, abbiamo ora il controllo totale del pianeta.»

Sidius: «Ottimo. Io farò in modo che al Senato tutto rimanga così com’è. Manderò il mio allievo Darth Maul a unirsi a voi.»

Gunray: «Sì, Milord… Sì…»

Appena l’immagine olografica è scomparsa il Vicerè si volta preoccupato verso Rune Haako.

Gunray: «Qui da noi?»

Durante il volo verso Naboo, Anakin Skywalker si fa spiegare da Ric Oliè il funzionamento della nave e mostra di capirne subito le peculiarità. Intanto i due Jedi, Jar Jar Binks e il capitano Panaka sono a colloquio con la Regina.

Panaka: «Appena sbarchiamo la Federazione vi arresterà e vi costringerà a firmare il trattato.»

Qui-Gon: «Lo penso anch’io. Non capisco cosa vogliate ottenere con questo.»

Amidala: «Voglio riprendermi ciò che è nostro.»

Panaka: «Noi siamo troppo pochi, Altezza, e non abbiamo un vero esercito.»

Qui-Gon: «Io posso soltanto proteggervi, non posso fare una guerra per voi.»

Amidala: «Jar Jar Binks!»

Jar Jar: «Me voi dice, Altezza?»

Amidala: «Sì, mi serve il tuo aiuto.»

Con il timore di essere stati intercettati, il mezzo della Regina scende nel profondo della foresta di Naboo, vicino alla città dei Gungan.

I due Cavalieri Jedi stanno aspettando con gli altri, tra gli alberi, l’epilogo della loro prima mossa.

Obi-Wan: «Jar Jar è in viaggio per la città dei Gungan, Maestro.»

Qui-Gon: «Bene.»

Obi-Wan: «Credi che l’idea della Regina funzionerà?»

Qui-Gon: «Non sarà facile convincere i Gungan e noi non possiamo usare i nostri poteri.»

Obi-Wan: «Io… chiedo scusa per come mi sono comportato. Non spetta a me dissentire con te sul ragazzo e ti sono grato di aver detto che sono pronto per i test.»

Qui-Gon: «Sei stato un bravo allievo Obi-Wan… E hai anche molta più saggezza di me. Tu diventerai un grande Cavaliere Jedi.»

Jar Jar Binks torna dall’essere andato nella città sottomarina dei Gungan. Il luogo è deserto, ma lui conosce il posto segreto dove potrebbero essersi rifugiati. Tutti quanti, quindi, si dirigono verso il nascondiglio e trovano Boss Nass ad attenderli. La Regina Amidala comincia a spiegare le ragioni della sua visita.

Amidala: «Ti abbiamo cercato perché vogliamo formare un’alleanza…»

Ma ecco che Padmè s’intromette nel dialogo.

Padmè: «Vostro Onore…»

Boss Nass: «Chi è esta?»

Padmè: «Sono io la Regina Amidala. Lei è la mia sostituta, la mia protezione, la mia fedele guardia del corpo. Chiedo scusa per l’inganno, ma era necessario alla mia protezione. Sebbene non sempre siamo concordi, Vostro Onore, le nostre due grandi società hanno sempre convissuto in pace. La Federazione del Commercio ha distrutto tutto ciò che con fatica abbiamo costruito. Se non agiamo subito sarà tutto perduto per sempre. Io ti chiedo di aiutarci… no! Ti supplico di aiutarci…»

Padmè s’inginocchia davanti al Capo dei Gungan e con lei tutto il suo seguito e poi tutti quanti.

Padmè: «Siamo i tuoi umili servitori. La nostra fede è nelle tue mani.»

Di fronte a tanta umiltà Boss Nass accetta l’alleanza.

Nel Palazzo della regina Gunway ed Haako sono a rapporto con Lord Sidius.

Haako: «Abbiamo mandato delle pattuglie.»

Gunway: «È già stata localizzata la loro nave nella palude. Non ci vorrà molto, Milord.»

Sidius: «Questa è una mossa inconsueta per la Regina. È troppo aggressiva. Lord Maul, poni attenzione, lascia che facciano loro la prima mossa.»

Maul: «Sì, mio Maestro.»

Con l’aiuto di Jar Jar Binks e di Panaka, vengono convocati tutti coloro che sono rimasti liberi dalla schiavitù della Federazione con i loro mezzi d’attacco. Per la collaborazione prestata Boss Nass promuove Jar Jar Generale, alla notizia il Gungan si sente mancare. Intanto il Capitano Panaka fa il suo rapporto alla Regina.

Padmè: «Qual è la situazione?»

Panaka: «Molti sono rinchiusi nei campi. Qualche centinaio di poliziotti e guardie hanno formato un movimento di resistenza clandestina. Ho portato qui tutti i capi che ho potuto portare. L’esercito della Federazione è molto più grande del previsto e molto più forte. Altezza, questa è una battaglia che noi non possiamo vincere.»

Padmè: «La battaglia è una diversione. I Gungan devono attirare la Droide Armata fuori dalla città. R-2! »

Il piccolo robot proietta un’immagine olografica del palazzo.

Padmè: «Noi entreremo in città per il passaggio segreto sul lato della cascata, una volta raggiunto l’ingresso principale il Capitano Panaka creerà una diversione, così noi potremo entrare nel palazzo e catturare il Vicerè. Senza il Vicerè saranno perduti e confusi. Che ne dice Maestro Jedi?»

Qui-Gon: «Il Vicerè sarà ben scortato.»

Panaka: «Il difficile è entrare nella Sala del Trono. Una volta entrati non ci saranno problemi.»

Qui-Gon: «C’è la possibilità, con questa diversione, che molti Gungan vengano uccisi.»

Boss Nass: «Nu aquì por far nostra parte.»

Padmè: «Noi abbiamo un piano per immobilizzare la Droide Armata. Manderemo tutti i piloti che abbiamo a distruggere la Nave Controllo dei droidi che orbita attorno al pianeta.»

Qui-Gon: «È un eccellente piano. Tuttavia c’è un grande rischio. le armi dei vostri caccia potrebbero non penetrare il loro deflettore.»

Obi-Wan: «E c’è un rischio ancora più grande. Se il Vicerè riesce a fuggire, Vostra Altezza, tornerà con un’altra Droide Armata.»

Padmè: «È per questo che dobbiamo riuscire a catturare il Vicerè. Tutto dipende da questo.»

Torniamo ora a Palazzo.

Sidius: «È molto più sciocca di quanto credessi.»

Gunray: «Manderemo tutte le nostre truppe contro l’esercito che si sta ammassando presso la palude. Pare che sia un posto da primitivi.»

Sidius: «Su questo noi trarremo vantaggio.»

Gunray: «Ho quindi la vostra approvazione per procedere?»

Sidius: «Sterminateli subito. Tutti quanti.»

L’esercito di Gungan si sta radunando nella pianura di Naboo mentre, davanti a loro, si sta schierando il possente esercito della Droide Armata. I Gungan attivano lo schermo deflettore e i colpi dei nemici s’infrangono contro il campo di forza. I due Jedi con la Regina, il Capitano Panaka e dei piloti, stanno per approfittare di una manovra evasiva per entrare a Palazzo. Qui-Gon istruisce il piccolo Anakin.

Qui-Gon: «Quando saremo entrati trova un posto dove nasconderti e resta lì.»

Anakin: «Sì.»

Qui-Gon: «Restaci.»

Il manipolo entra nell’hangar provocando un grosso volume di fuoco che abbatte i droidi di guardia. I piloti ne approfittano per salire sui Caccia Reali N-1 e partire immediatamente verso la Nave di Controllo nemica.

Ora vediamo di spiegare cosa sono questi mezzi aerei di Naboo. L’N-1 è un caccia monoposto ed è stato sviluppato dalla Theed Palace Space Vessel Engineering Corps e il suo compito principale è quello di fare da scorta al Vascello della Regina. L’armamento è costituito da due cannoni blaster e dieci siluri protonici. Per la manovra l’N-1 utilizza un’unità astromeccanica galattica standard (tanto per intenderci un R2-D2) che viene introdotta nella navetta attraverso un portello centrale e possiede un iperguida per la navigazione nello spazio.

La pattuglia “Bravo” si lancia nello spazio al comando di Ric Oliè. La battaglia ha inizio. Anakin si è rifugiato dentro la carlinga di un N-1 mentre la battaglia infuriava e R2-D2 è nella sua postazione dietro al piccolo. Nella pianura di Naboo i droidi cessano il fuoco vista l’inutilità dei loro colpi e avanzano in massa con la fanteria penetrando facilmente lo scudo. I Gungan si armano con scudi d’energia e cercano di rintuzzare il poderoso attacco. Nell’hangar il gruppo apre uno dei portelloni per penetrare all’interno del palazzo, ma davanti a loro si para la sagoma di Darth Maul.

Qui-Gon: «Pensiamo noi a lui.»

Padmè: «Facciamo un’altra strada.»

I tre cominciano a duellare ferocemente mentre la Regina e i suoi uomini incontrano delle difficoltà a trovare un’altra uscita perché essa è protetta da droidi distruttori che con i loro campi di forza respingono i colpi delle armi degli assalitori. Anakin mette in funzione l’N-1 e distrugge i droidi, ma il programma automatico è innestato ed il mezzo decolla verso lo spazio. Intanto, grazie all’aiuto del giovane Skywalker, Amidala e gli altri sono penetrati nel palazzo. Mentre il duello continua anche la battaglia tra i droidi e i Gungan continua senza esclusione di colpi. Grazie a dei rampini d’abbordaggio la Regina e il suo gruppo passa dall’esterno del palazzo al piano superiore. Il duello vede Lord Maul scaraventare Obi-Wan a un livello inferiore, lo scontro ha portato i contendenti nella sala del generatore presso i fasci di contenimento laser la cui apertura e chiusura a tempi calibrati separa, per un momento, lo Jedi dal suo malvagio avversario, tutto questo mentre Obi-Wan Kenobi sta faticosamente tentando di raggiungerli. Quando il fascio s’interrompe Qui-Gon si getta su Maul mentre l’altro Jedi resta bloccato a sua volta dal fascio e lì vede con orrore il malvagio colpire a morte lo Jedi e poi attendere che il raggio si spenga per colpire anche lui.

Malgrado le prodezze involontarie di Jar Jar le quali, almeno nelle intenzioni del regista, dovrebbero essere comiche, l’esercito dei droidi ha avuto partita vinta. Anche la pattuglia di Amidala viene fermata e condotta davanti a Gunray ed Haako.

Gunray: «La vostra piccola insurrezione è finita, Altezza. È ora che firmiate il trattato mettendo fine a un inutile dibattito in Senato.»

Da dietro una delle porte della sala ecco apparire Amidala, nel suo abito regale e assieme ad altri uomini. La Regina spara contro Gunrway mancandolo.

Gunrway: «Prendetela, questa non è la Regina!»

Ma la donna che noi avevamo conosciuto come Padmè è veramente la Regina Amidala mentre quella apparsa dietro la porta era la vera Padmè vestita da Amidala. La giovane prende da un nascondiglio segreto dietro una balustra delle armi e le getta ai suoi.

Padmè: «Bloccate le porte!»

Panaka esegue l’ordine dopo che tutti i droidi sono stati abbattuti.

La Regina si avvicina a Gunray.

Amidala (Padmè): «Ora, Vicerè, discuteremo un nuovo trattato.»

Nello spazio l’attacco degli N-1 non è sufficiente per abbattere lo scudo riflettore, ma ci pensa il piccolo Anakin il quale, entrato nell’hangar della Nave di Controllo, la colpisce dall’interno causando una reazione a catena che la fa esplodere. Tutto questo insieme di sequenze sembrano in definitiva una ripetizione da Guerre Stellari (l’attacco alla Morte Nera e il duello tra Obi-Wan Kenobi e Darth Fener tanto per citarne alcune). I droidi si fermano come giocattoli scarichi. Obi-Wan è stato scaraventato in un pozzo da Lord Maul e si è disperatamente aggrappato a una sporgenza per non precipitare.

Usando il potere Jedi egli si lancia in alto e afferra al volo la spada di Qui-Gon che ha chiamato a sè mediante la “Forza”. Un colpo preciso taglia in due Darth Maul che precipita nel vuoto. Obi-wan si avvicina al Maestro morente.

Qui-Gon: «È troppo tardi per…»

Obi-Wan: «No!»

Qui-Gon: «Obi-Wan… prometti… promettimi che addestrerai il bambino…»

Obi-Wan: «Si, Maestro.»

Qui-Gon: «È lui il prescelto… Lui… lui porterà equilibrio… addestralo…»

Il Maestro Jedi muore.

La battaglia è vinta. Una nave del Senato atterra su Naboo.

Amidala: «Ed ora, Vicerè, dovrete tornare di fronte al Senato e dare una spiegazione.»

Panaka: «E dovrete dire addio alla vostra franchigia commerciale.»

Il Cancelliere Supremo Palpatine scende dalla nave e si trova davanti lo Jedi sopravvissuto e il piccolo Anakin.

Palpatine: «Vi siamo debitori per il tuo coraggio, Obi-Wan Kenobi e di te, giovane Skywalker, osserveremo la carriera con grande interesse.»

Amidala: «Mi congratulo per la vostra elezione, Cancelliere.»

Palpatine: «La vostra audacia ha salvato il nostro popolo, Maestà. È con voi che bisogna congratularsi. Insieme noi porteremo pace e prosperità nella Repubblica.»

Sala del Tempio dei Jedi.

Yoda: «La qualifica di Cavaliere Jedi il Consiglio ti conferisce. Ma d’accordo col prendere questo ragazzo come tuo allievo Padawan… io non so…»

Obi-Wan: «Qui-Gon credeva in lui.»

Yoda: «Il Prescelto il ragazzo forse è. Ciononostante un grave pericolo nel suo addestramento io sento…»

Obi-Wan: «Maestro Yoda, ho dato a Qui-Gon la mia parola. Io addestrerò Anakin…»

Yoda: «Ah… ah…»

Obi-Wan: «…senza l’approvazione del Consiglio, se occorre.»

Yoda: «L’insolenza di Qui-Gon in te io sento. Di ciò bisogno tu non hai. Con te d’accordo è il Consiglio… e tu Apprendista, Skywalker…»

La pellicola si chiude con il trionfo e la festa su Naboo…

(2 – continua)

Giovanni Mongini