ELENA ROMANELLO… E LA MIA STORIA DEL FANTASY

L’ultima fatica a libro di Elena Romanello, collaboratrice de La Zona Morta e autrice, è un saggio sulla Storia del fantasy, edito da Anguana, una cosa abbastanza nuova nel panorama italiano. Ecco cosa ci racconta in tema.

COME È NATA L’IDEA DI SCRIVERE QUESTO LIBRO?

Ovviamente dalla mia passione per il fantasy, che mi accompagna da decenni, da molto prima di internet, ma anche dalla constatazione che in Italia non c’era qualcosa del genere. Sono usciti alcuni libri, molto belli, sul cinema fantasy, varie monografie su argomenti specifici tipo Il signore degli anelli o Game of thrones, ma nulla che comprendesse il genere in maniera più completa, come è successo in Francia o nei paesi anglosassoni. In parallelo al mio libro è uscito un altro saggio in tema per Odoya, ma organizzato in maniera diversa.

COME È STATO LAVORARE SU QUESTO ARGOMENTO?

Bello, affascinante, divertente ma anche molto faticoso e lungo. Per fortuna mi occupo di fantasy a livello non solo hobbystico da diversi anni, per cui una parte del lavoro era già fatta, ma ho dovuto recuperare e leggere tantissimi libri e fumetti, vedere film e serie tv, ricercare notizie ed eventi. Un lavoraccio, anche se molto stimolante, facendo altro in parallelo ci ho comunque messo quasi tre anni.

PERCHÉ CONSIGLIERESTI A QUALCUNO DI LEGGERE FANTASY?

Per scoprire un genere letterario piacevole, divertente, intrigante, appassionante, che spesso parla in maniera metaforica dell’oggi affondando le radici in archetipi antichi che ci appartengono. Poi, è sempre generico parlare di fantasy, ho scoperto scrivendo che ci sono tantissimi sottogeneri e che ogni autore o autrice racconta una storia alla fine diversa, per cui si può anche non essere fan di tutto e tutti, ma di alcune cose sì.

COSA PENSI DELLA SITUAZIONE DEL GENERE OGGI IN ITALIA?

Diciamo che per fortuna è uscito dai vari ghetti in cui era stato rinchiuso e che è diventato in un certo senso di moda come gli altri generi dell’immaginario, oggi essere fan di fumetti e fantastico è cool, fa tendenza e questo senz’altro è anche un bene. Sento un po’ la mancanza di collane storiche come Urania Fantasy e Fantastica Nord e mi piacerebbe che nelle librerie non mettessero i romanzetti su vampirotti e lupetti mannari vicino ai maestri del fantasy e della fantascienza.

I TUOI PREFERITI ASSOLUTI DEL FANTASY?

Come romanzi fantasy direi Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley e per quello che riguarda i ragazzi La storia infinita di Michael Ende, e non solo perché sono stati i miei primi fantasy. Come film citerei una chicca, La corona di ferro di Alessandro Blasetti, bianco e nero anni Quaranta con archetipi e situazioni ripresi decenni dopo da Jackson e Sam Raimi. Come fumetto dovendo scegliere dico lo splendido Fables ma la competizione è dura. Come film d’animazione lancio due titoli, La bella addormentata nel bosco di Disney per la splendida Malefica-drago e Il castello errante di Howl del grande Miyazaki e come serie tv non posso esulare tra i classici dalla splendida Xena e tra i fenomeni di oggi da Game of thrones.

I TUOI PROSSIMI PROGETTI?

Sto lavorando a varie cose di narrativa, tra cui un fantasy stile Fables. Per quello che riguarda i saggi, c’è sempre quello su The X-Files non appena Chris Carter deciderà cosa fare di noi e della sua serie, ma adesso mi sto concentrando su uno studio su Leiji Matsumoto e gli anime di fantascienza e su uno sugli archetipi delle eroine del fantastico. Anche perché scrivendo questo libro mi sono davvero resa conto che la fantasia non ha confini, come diceva Michael Ende, e che quindi c’è ancora molto da dire.

A cura della redazione