MARION ZIMMER BRADLEY

Marion Zimmer Bradley nasce nel 1930 ad Albany ed inizia a scrivere romanzi di fantascienza nel 1953, anche se le sue opere possono più definirsi di science-fantasy, per il fatto che preferiva introdurre nei suoi racconti elementi parapsicologici piuttosto che dilungarsi in lunghe e noiose spiegazioni scientifiche.
Negli anni Settanta sei romanzi della Bradley vengono pubblicati da una casa editrice degli States, la Ace Books. La maggior parte di queste opere erano ristampe di titoli apparsi su varie riviste negli anni passati. Lo scenario di questi romanzi era comune: il pianeta Darkover.
Iniziò così un lunghissimo ciclo che portò avanti fino alla morte, avvenuta nel 1999: affermatasi alla critica con “L’erede di Hastur”, la saga di Darkover rese famosa la Bradley in tutto il mondo.
Il romanzo di questo ciclo che ebbe maggior successo fu “La spada di Aldones”, in cui vediamo una vecchissima arma parapsicologica cadere in mano a chi vorrebbe distruggere l‘antico Darkover feudale: la matrice “Sharra”.
Il ciclo di Darkover è iniziato più di quarant’anni fa con alcuni brevi romanzi ed è poi proseguito nel corso del tempo, costituendo un mondo unico e originale, in cui fantasy e fantascienza si mescolano senza creare squilibri.
I romanzi e i racconti che compongono la saga possono essere letti indipendentemente l’uno dall’altro, ma complessivamente descrivono una serie di vicende che abbracciano vari millenni della storia del pianeta.
Nel primo gruppo vediamo il naufragio di una nave terrestre sul pianeta Darkover, la scoperta delle “matrici” che consentono di sviluppare i poteri psi, la costituzione della caratteristica cultura del pianeta, basata su una sorta di feudalesimo e su un rigidissimo codice d’onore.
Un secondo gruppo di racconti parla della riscoperta di Darkover da parte dei terrestri e dell’incontro tra le due civiltà: i terrestri, del futuro naturalmente, che basano il proprio modo di vivere sulle macchine, mentre i darkoveriani sul controllo delle forze mentali.
Infine nell’ultima parte del ciclo, viene presentata la civiltà di un lontanissimo futuro, in cui gli elementi delle due culture si sono fuse tra loro.
Il mondo di Darkover, gelido e remoto presenta moltissime caratteristiche, riscontrabili via via che la saga si snoda: la struttura feudale dei Comyn; le libere amazzoni che cercano una vera essenza di femminilità non abusata dagli uomini; la cultura di stampo maschilista tipica degli abitanti delle Terre Secche; gli autoctoni arborei; gli esseri delle foreste dotati di eccezionali poteri psi ed avvolti dal più completo mistero; la scienza delle pietre matrici; le gigantesche montagne dove vivono i micidiali uccelli Banshee; le città feudali con gli aristocratici che perseguono il loro rigido codice d’onore; i terrestri, sempre in lotta per difendere lo spazioporto, che potrebbero portare una civiltà tecnologica evoluta sul pianeta, se non fossero osteggiati.
Oltre al ciclo di Darkover, la Bradley è stata anche autrice di un’altra saga fantasy, denominata ciclo di Avalon e dedicata al mito di re Artù, visto però dalla parte di Morgana, così come fece con un altro suo splendido romanzo “La torcia”, in cui Marion si cimentò nel racconto dell’Iliade dal punto di vista di Cassandra. Due donne forti e dotate di poteri, catapultate in un mondo magico dominato dagli uomini.
 
BIBLIOGRAFIA COMPLETA DI DARKOVER
- Attacco a Darkover
- Darkover e l’impero
- Gli Eredi di Hammerfell
- I cento regni di Darkover
- Il Ribelle di Thendara
- Il Sapiente di Darkover
- Il Signore di Storn
- I Regni di Darkover
- I signori di Darkover
- La Catena Spezzata
- La città della Magia
- La Donna del Falco
- L’alba di Darkover
- La Matrice Ombra
- La Riscoperta di Darkover
- La Sfida degli Alton
- La Signora delle Tempeste
- La spada di Aldones
- La Spada Incantata
- La Torre Proibita
- Le Foreste di Darkover
- L’Erede di Hastur
- L’Esiliato di Darkover
- L’Esilio di Sharra
- Naufragio sul Pianeta Darkover
- Ritorno a Darkover
 
Originariamente pubblicato sul numero 3 de LA ZONA MORTA, luglio 1990
Corretto e ampliato per il sito LA ZONA MORTA, febbraio 2007

26/02/2007, Marco Boglioni