IL NECRONOMICON

Il “Necronomicon” o “Al Azif” di Abdul Alhazred è un libro che nei secoli ha generato più di un parapiglia fra gli studiosi di scienze occulte e di astrologia di tutto il mondo: finalmente è giunto a noi in una nuova, lucente edizione patinata (possibilmente scevra dalle maledizioni che hanno contaminato le copie sinora diffuse con lo stesso nome) quello che forse è il manoscritto più chiacchierato e citato (dopo la Bibbia e il Corano, ovviamente) della storia.

COS’E'? SI MANGIA?:
Il Necronomicon è un testo esoterico, scritto in arabo e poi tradotto in vari idiomi, diviso in due parti: la prima parte narra di un pantheon di déi antichissimi, il cui culto risalirebbe all’alba dei tempi (una religione più antica sia di quella cristiana che di quella ebraica, pertanto). Questi déi, guidati dal dio principale, Cthulhu, sarebbero giunti sulla Terra dalla costellazione di Aldebaran e si sarebbero subito imposti sulle prime popolazioni umane e sub-umane con una religione estremamente crudele che comprendeva il sacrificio umano come pratica comune. Successivamente questi déi, denominati “Grandi Antichi” sarebbero stati spodestati da altri déi più potenti, poi scomparsi, chiamati Déi Maggiori (o Primigeni) – provenienti da Betelgeuse (Orione) – e imprigionati sottoterra e sotto la superficie del mare. Il Necronomicon avrebbe il potere di “resuscitare” queste creature, donando a chi lo fa poteri immensi e nel contempo consegnando, però, a Cthulhu e ai suoi seguaci nuovamente le chiavi del Mondo. E la seconda parte del libro racchiuderebbe proprio le parole e gli incantesimi per fare ciò.
“NON E’ MORTO CIO’ CHE IN ETERNO PUO’ ATTENDERE.
ED ATTRAVERSO INFINITI EONI ANCHE LA MORTE PUO’ MORIRE”

UN PO’ DI STORIA.
Il Necronomicon fu scritto dallo stregone yemenita “pazzo” Abdul Alhazred nel 730 d.c. circa quando questo si trovava a Damasco. Il titolo originario era “Al Azif”, dove “Azif” indica il verso degli insetti notturni del deserto, che ricorda l’ululato dei démoni. Poco dopo la sua stesura, Alhazred stava passeggiando per le vie di Damasco quando una folla testimoniò di averlo visto “afferrato” da una forza invisibile e tremenda che lo avrebbe letteralmente fatto a pezzi, urlante.
Il Necronomicon sparì per lungo tempo e per secoli non se ne parlò. Oggi sappiamo, però, che il libro è per certo tempo passato di mano in mano e che ne sono state fatte alcune copie, ora in greco, ora in latino, fino ad arrivare fin quasi ai giorni nostri, quando il Necronomicon fu tradotto in molte delle principali lingue parlate nel mondo oggi.
Nel 1580, Lord John Dee, astrologo di Elisabetta I, recandosi presso la corte di Rodolfo II a Praga, scoprì che dentro le pagine del Liber Logoeth (altro tomo di occultismo) si celavano in realtà dei passi del Necronomicon. Questi frammenti si troverebbero oggi presso il British Museum di Londra.

MA CHE VOR DI’?
Necronomicon è il nome un po’ in latino, un po’ in lingua greca antica che fu dato all’Al Azif nei secoli successivi. Alcuni lo hanno tradotto con “Il libro dei nomi dei Morti”, riferendosi in questo modo ai nomi del pantheon, nonché ai ben 100 nomi che avrebbe il solo dio Cthulhu (99 dei quali conosciuti: solo il principale – dato dall’unione degli altri 99 – mancherebbe). Altre interpretazioni sono quelle di “Guida alla terra dei Morti” e di “Il Libro che descrive la Morte”. Ma entrambe queste proposte sono considerate non valide. Molto probabile risulta invece la decifrazione che ne diede il celebre scrittore Howard Phillips Lovecraft: “Descrizione delle leggi che governano i Morti”.

H.P.LOVECRAFT.
Howard Phillips Lovecraft, nato a Providence (Rhode Island) nel 1890 e morto nel 1937, diede nuova linfa alla discussione su questo testo mitico, letteralmente dimenticato per secoli interi. Lovecraft, scrittore di racconti e romanzi del mistero, scoprì una copia del Necronomicon fra i beni lasciatigli in eredità dal padre, appartenente ad un’antichissima loggia egiziana e cominciò ad inserirne dei frammenti nelle sue opere. Lovecraft nomina per la prima volta il Necronomicon nel racconto “The hound” del 1922. Successivamente Lovecraft diede luogo ad un vero e proprio ciclo di racconti a metà strada fra l’horror alla Edgar Allan Poe e lo Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle, che prese appunto il nome di “Ciclo di Cthulhu”.
Il suo racconto più famoso sull’argomento è “The call of Cthulhu”.

IL PANTHEON.
“Colui che ha 100 nomi” e che giace sepolto nella città sommersa di R’lyeh, in una torre incrostata di conchiglie, Cthulhu il dio supremo dei Grandi Antichi, risorgerà grazie alle invocazioni contenute nel Necronomicon, ma non sarà il primo. Il “Tutto in Uno e Uno in Tutto”, “Colui che è sia il Cancello che le chiavi per aprire il Cancello”, suo fratello Yog-Sothoth lo precederà. A seguire usciranno gli altri déi, dai maggiori ai minori, in un macabro corteo di morte e disperazione: il “Caos primordiale” il cieco idiota Azathoth, che in passato assunse forma bivalve. Il dio-pesce Dagon, Shub-Niggurath il capro nero dei boschi dai 1000 cuccioli infernali. Yuggoth, il messaggero e servitore degli déi Nyarlathothep, Hastur detto “Colui che non si può pronunciare” o “Colui che cammina nel vento” (da molti associato al Wendigo, dio degli indiani d’America), il portatore di epidemie Pazhuzu, i figli di Chtulhu: Yan e Leng. A seguire la “piccola gente” (gli déi minori): Zhar, Ithaqua, Cthaga, Tsatoggua ricoperto di scaglie, Narrathoth dal sonno leggero.

“NON E’ MORTO CIO’ CHE IN ETERNO PUO’ ATTENDERE.
ED ATTRAVERSO INFINITI EONI ANCHE LA MORTE PUO’ MORIRE”
Essi ci tengono da sempre per la gola, ma non li possiamo vedere. Essi, incredibili demoni informi, capaci di donare il più grande dei poteri, così come di conferire la pazzia, sognano eternamente il tempo in cui ci domineranno. Al verificarsi di una particolare congiuntura astrale, cancellato il Grande Segno della Stella Pentacuspide sul cancello della città di Mnar e pronunciato il giusto rito secondo il Necronomicon, Essi, che “non esistono negli gli spazi, ma si muovono fra gli spazi”, si riapproprieranno delle nostre città, che Loro abitavano ancora prima che le costruissimo.

ORIGINI.
Lovecraft ammise a più riprese di aver attinto per la sua prosa rarefatta, per l’ORRORE COSMICO che la permea e per il suo stesso pantheon di déi antichissimi, la cui sola fuggevole visione provoca la pazzia, al Ciclo del Piccolo Popolo dell’ex saggista e giornalista gallese Arthur Machen (1863-1947). Il Piccolo Popolo è un ciclo narrativo che ha come opere fondamentali due romanzi, “Il grande dio Pan” e “Il Popolo bianco”. Machen fu il PRIMO SCRITTORE a porre al centro della propria produzione divinità ancestrali (il dio caprino Pan protettore dei boschi e i suoi adepti) e ad invocarne il ritorno.

IL MITO.
Il Necronomicon sarebbe legato al mito di Atlantide, città che si sarebbe trovata al centro dell’Oceano Atlantico e da cui, una volta sprofondata, sarebbero partite le genti Inca, Maya ed Egizie per prendere dimora sulle due sponde del Grande Fiume (l’oceano). Non a caso sia gli egiziani che i popoli mexica sono praticamente i soli che cominciarono a costruire delle piramidi, che servivano sia per studi astronomici, sia per fare sacrifici rituali (umani e non).
Ma non è tutto, perchè anche la civiltà babilonese sarebbe legata ai Grandi Antichi, Signori di Atlantide. Nel 1990, il Centro Scavi di Torino per il Medio Oriente e l’Asia scoprì in Irak, a Kut al’-Amara, una piramide (ziggurat) rovesciata, contenente numerose mummie di sacerdoti, moltissimi resti di quelli che si suppongono essere sacrifici umani e delle tavolette babilonesi contenenti una versione “blasfema” del testo epico sumero sacro Enuma Elish. Queste tavolette parlavano di antichi riti abbandonati, ma lo scoppio della Guerra del Golfo nel 1991 (sembra fatto apposta) rovinò tutto ed il sito archeologico venne messo sotto sequestro e la spedizione dovette tornare a casa a mani vuote.
Negli anni ’50 il professor Lang dell’Università della Virginia, utilizzando uno dei primi calcolatori elettronici, scoprì che il manoscritto Voynich nascondeva al suo interno un commento al Necronomicon.
Il “libro dei segreti per risvegliare i Morti” sembrerebbe essere legato a precise città mitiche, come R’lyeh, la “città delle colonne” Irem (di cui si parla nel Corano e che sembra sia stata identificata con l’antica Ubar) e – ultima ma non ultima – Mnar, la città sommersa.
Una bufala colossale, aggiunta dagli scrittori e cineasti successivi a Lovecraft si vede per “abbellire” il culto di Cthulhu, è che il Necronomicon fosse rilegato in pelle umana (come le poltrone del Megadirettore generale di Fantozzi!).

ALTRI SEGUACI.
Molti degli scrittori che fra il 1922 ed il 1935 intrattennero con Lovecraft rapporti di lavoro (molto spesso portati avanti attraverso notevoli scambi epistolari) “ospitarono” all’interno dei propri racconti e romanzi del mistero riferimenti più o meno velati al Necronomicon ed al suo immondo Pantheon. Fra questi i più attivi furono: Clark Ashton Smith, Frank Belknapp Long, Henry Kuttner, August Derleth. Dopo la morte di Lovecraft (dovuta a un cancro all’intestino nel 1937), numerosi sono stati gli altri scrittori di fama mondiale che hanno parlato del Necronomicon. Successivamente, negli anni ’70, Sprague de Camp, biografo di Lovecraft, ne riportò in auge l’opera e da quel momento, i “suoi” miti hanno conosciuto una seconda giovinezza, essendo incorporati anche nelle opere di indiscutibili maestri moderni, come Crichton e Stephen King.

ISPIRATI.
Artisti che hanno tratto ispirazione dal Necronomicon e dai racconti di H.P.Lovecraft abbracciano i rami più disparati: si va dal celebre scultore e pittore svizzero H.R.Giger (autore, fra l’altro, delle creature mostruose di Alien) che realizzò addirittura due volumi illustrati aventi come sfondo il Necronomicon, ai padrini dell’Heavy Metal, i Metallica che, con “The Call of Cthulhu” (contenuto in “Ride the Lightning” -1984), tentarono di rendere musicalmente le atmosfere tetre ed opprimenti così ben descritte dal solitario di Providence. A “The Call of Cthulhu” sembra contrapporsi la successiva “Orion” (la costellazione degli déi Primigeni), contenuta in “Master of Puppets” – 1986. Da notare che entrambi i pezzi sono esclusivamente strumentali .
Degni sicuramente di menzione sono poi il regista Sam Raimi, che nella sua trilogia di film originale di “La casa” inserì il Necronomicon praticamente come uno dei personaggi principali e il film “Ghostbusters” (1984) di Ivan Reitman sul risveglio di un dio sumero vendicatore, ma in realtà si tratta di un pantheon di déi dalle caratteristiche simili a quelle dei Grandi Antichi.
Per finire (ma questa lista delle opere ispirate al Necronomicon è sicuramente molto incompleta), hanno preso sicuramente spunto dal mondo primordiale dei Grandi Antichi l’americano John Carmak, creatore del gioco per Pc di enorme successo “Doom” – Id Software – (in cui un popolo di immonde creature viene riportato sulla Terra attraverso un cancello aperto su un universo esterno ed ignoto), e il giapponese Go Nagai, creatore del manga “Devil Man”, che narra di esseri potentissimi che dominavano la Terra prima dell’avvento dell’uomo e, imprigionati per lunghissime ere nei ghiacci antartici, riprendono vita per dominare di nuovo il mondo.

DOVE SI TROVANO OGGI GLI AUTENTICI NECRONOMICON.
-Biblioteca Centrale UCLA (Los Angeles)
-Biblioteca Pio XII, Università St.Luis (Luisiana-USA)
-Biblioteca Vaticana (rinchiusa in una sala sotterranea, guardata a vista)
-Bibliotéque Nationale de Paris (dopo avere consultato questa copia un uomo fu trovato avvelenato nella propria camera d’albergo)
-Widener Library, Cambridge (donato dopo la morte del proprietario, imbarcatosi sul Titanic)
-British Museum, Londra (copia di John Dee)
-Kester Library, Salem (Massachussets-USA)
-Magyar Tudomanyos Akademie Orientalisztikai Korlenenyei, Budapest(Ungheria)
-Zebulon-Phare Collection (New York)
-Chiesa della Saggezza Stellare, Providence (Rhode Island-USA)
-Museo egiziano del Cairo
-Field Museum, Chicago (Illinois-USA)
-S.Marcos University, Lima (Perù)
-Università di Buenos Aires (uno studente che lo consultò morì in circostanze strane nel ’65)
-Miskatonic University, Arkham (Massachussets-USA). Inesistente.
-E per finire, pare che ne fosse conservato un frammento nell’Università di Firenze, ma sparì in seguito all’alluvione del ’65.
…che sia il più famoso PSEUDOBIBLIUM del mondo?

FILM SUL NECRONOMICON O TRATTI DALLE OPERE DI H.P.LOVECRAFT
(l’elenco comprende solo i film più conosciuti ed è pertanto molto incompleto):
- “Giger’s Necronomicon” (documentario del celebre artista svizzero – 1975).
- “La Casa” di Sam Raimi (inizilamente doveva chiamarsi “The Book of Evil” – 1981).
- “La Casa 2″ di Sam Raimi (1987).
- “L’Armata delle Tenebre” di Sam Raimi(1993).
- “Re-Animator” di Stuart Gordon (celebre braccio destro di Brian Yuzna – 1985).
- “From Beyond” di Stuart Gordon (1986).
- “Dagon” di Stuart Gordon (2001).
- “L’Innominabile” e “L’Innominabile 2″ di Jean-Paul Ouelette (1988 e 1993).
- “Necronomicon” di Christophe Gans (1994).
- “The Call of Cthulhu” di Andrew Leman (2005).
- E per concludere in bellezza cito i “nostri” Federico Greco e Roberto Leggio, autori di “Il Mistero di Lovecraft” (esportato con il nome di “Road to Lovercraft” – 2005).

QUESTA E’ DAVVERO LA FINE.
FIDATEVI!

Giuseppe Conti