ALBERTO DE STEFANO

Autore de “L’ultimo eroe del Klaidmark” e amante di quel filone che rientra sotto il nome di Heroic Fantasy, Alberto De Stefano si era già fatto notare qualche anno fa con alcuni racconti pubblicati su “Short Stories”, rivelandosi un promettente scrittore tra le nuove leve del genere fantasy italiano. Ma la sua storia inizia molto tempo prima: ascoltiamola!

COMINCIAMO CON UNA DOMANDA DI RITO. CHI È ALBERTO DE STEFANO?

Che dire, Alberto è un libraio innanzi tutto, lavoro a Varese in una libreria fantastica dove il mio mestiere è proprio quello di consigliare i clienti, questo sicuramente mi dà stimoli enormi tutti i giorni. Il confronto con i colleghi è sempre stimolante per quanto riguarda le letture da fare e non fare. Quindi provengo da un ambiente incredibile! Sono un cantante lirico/metal ossia studio da Baritono ma canto in un gruppo epic/metal, gli Edentrail, in quel di Varese. In realtà sono una persona semplice con tanti sogni da realizzare e che non si dà mai per vinto, questo grazie a una donna fantastica che sta al mio fianco e mi sprona ogni giorno.

VUOI PARLARCI DELLE TUE PRODUZIONI PRECEDENTI?

In realtà c’è una sola produzione precedente, il racconto “Nolatar e Ilentar”, anch’esso ambientato nel Klaidmark, e pubblicato dalle Edizioni Scudo nella loro rivista di maggio 2008. La storia è avvincente e viene accennata all’interno de “L’ultimo eroe del Klaidmark”. Nolatar, per la cronaca, è il “primo eroe del Klaidmark”, che dovrà mettersi alla ricerca dell’amata rapita e verrà aiutato da uno dei Draghi più potenti mai esistiti… non svelo di più però.

RECENTEMENTE È USCITO IL TUO PRIMO ROMANZO INTITOLATO “L’ULTIMO EROE DEL KLAIDMARK”. VUOI PARLARCENE?

Che dire? E’ un’opera alla quale tengo molto, iniziata all’età di 16 anni e finita solo (dopo molti intoppi) nel 2003. Il romanzo è prettamente un Heroic Fantasy: parla di Rindall, un guerriero che dovrà aiutare i propri amici a sopravvivere alla minaccia della guerra con gli Elfi Oscuri (nessun legame con D&D, leggere per credere). Inoltre egli ama una donna che non lo ricambia: infatti sta insieme al suo miglior amico Parish, un mago. Bene che aggiungere? Immaginate ora di dover fare un viaggio pericoloso, insieme al vostro ex-migliore amico che vi ha rubato la donna… questa è la visione di Rindall, il nostro eroe. La strada sarà lunga e difficile e le scelte ancor di più… questo è solo un piccolo assaggio. Pensate però di leggere una metafora di vita, dove il messaggio è quello di trasformare la paura (utilissima nella vita) in coraggio.

COME È NATA L’IDEA DI FONDO DEL ROMANZO?

L’idea è nata dopo la lettura di un paio di fantasy. Mi sono semplicemente chiesto: “Perché non ci posso provare pure io?”. Poi in realtà sentivo il bisogno di buttare su carta una mia situazione particolare e quale migliore metafora di un fantasy?

QUAL È STATA LA PARTE PIÙ DIFFICILE NELLA CREAZIONE DEI PERSONAGGI?

Per mia fortuna non è stato complesso anzi… i personaggi del mio libro esistono tutti nella vita reale o meglio, sono delle metafore di personaggi che hanno toccato la mia vita. Crearli non è stato difficile, ma un entusiasmante gioco nel vedere come prendevano vita propria. E’ stato più difficile gestirli, ossia fargli fare ciò che avevo schematicamente predisposto. Ho scoperto con gioia che non è possibile, spesso i personaggi che crei ti spingono a cambiare tutti i tuoi progetti… è proprio per questo che adoro scrivere, è un continuo mettersi in gioco.

E’ VERO CHE LO HAI SCRITTO QUANDO AVEVI SEDICI ANNI? RACCONTACI DA ALLORA COSA È SUCCESSO FINO ALLA PUBBLICAZIONE.

Sì è verissimo. Dirvi cosa è successo sarebbe come scrivere un altro libro… diciamo che se la domanda fosse “Perché lo pubblichi solo 10 anni dopo averlo scritto?”, la risposta sarebbe perché avevo paura d’aver scritto una stupidaggine, di averla scritta male ecc. Per fortuna tre persone sono intervenute a farmi cambiare idea. La prima è Fabiana Redivo (autrice della saga di “Derbeer dei mille anni”) che mi ha spronato a pubblicare. Il secondo il professor. Vincenzo Di Maro che ha corretto la seconda bozza. E la terza è Sara… Passiamo al motivo per cui non ho pubblicato prima: purtroppo il panorama editoriale è molto complesso e quando una casa editrice ti risponde che non pubblica autori italiani ti girano e parecchio, non farò il nome ma mi hanno davvero deluso. Poi è successa una cosa nella mia vita che mi ha segnato profondamente e avevo deciso di non scrivere più… meno male che è arrivata Sara a farmi capire che ho molto da dare attraverso la mia penna.

HAI SEMPRE AVUTO UNA PREDILEZIONE PER IL FANTASTICO OPPURE È UN CASO SPORADICO? E CHE SIGNIFICATO HA PER TE QUESTA TEMATICA?

Amo il Fantasy da sempre. Reputo la letteratura fantastica la base di tutti i generi letterari moderni, basti pensare ai primi poemi scritti che ci sono giunti: “La saga di Gilgamesh”, “Beowulf”, “Nibelunghi” ecc. Ho studiato per conto mio tanti poemi danesi (auguri a chi li trova in italiano) e mi sono fatto una cultura personale su tutta la mitologia Norrena, tanto da permettermi d’inserire un Entar (per Tolkien un Ent) nel mio libro. I pastori di alberi o alberi fatati esistono nella mitologia nordica da secoli infatti. Il fantasy riesce a dare dei valori aggiunti che altri non toccano. Soprattutto questo genere letterario parla di valori in maniera sottile e profonda. Non sopporto l’adulto che mi parla di Dante con fare saccente e poi disprezza Tolkien perché ha scritto “quella robaccia fantasy”, io solitamente li zittisco dicendo “beh non è poi tanto robaccia se è stato eletto autore del secolo e “Il Signore degli Anelli” libro del secolo”. E poi ricordo con molta umiltà che la Divina Commedia è UN VIAGGIO FANTASTICO attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso…

VENIAMO A UNA DOMANDA PIÙ GENERALE. DOVE TRAI ISPIRAZIONE PER LE TUE STORIE?

Dagli avvenimenti di tutti i giorni, da ciò che succede nella mia vita e dalle tematiche che desidero trattare. Spesso sento il bisogno di mettere in parola ciò che vivo, attraverso una storia fantasy. Una grande metafora insomma.

QUALI SONO I TUOI SCRITTORI PREFERITI?

Potrei stare qui le ore ma vediamo, ne citerò alcuni: Michael Morcoock (che ho avuto il privilegio d’incontrare a Lucca nel 2009), George R.R. Martin, Tolkien, Fabiana Redivo (guardate che è la più grande scrittrice fantasy dopo la Bradley) e Angus Wells (la saga di Tezin-Dar).

E PER QUANTO RIGUARDA I FILM, CHE CI DICI?

Mmm, oggi di film fantasy belli non ce n’é… purtroppo! Mi ricordo “Willow” che per i tempi era fatto davvero bene, “Il Signore degli anelli” ha reso il massimo che poteva rendere sul grande schermo (cosa si poteva chiedere più di così a un regista? Cara grazia che lo ha fatto). Spero portino a termine il progetto sul film di “Elric di Melnibonè” e incrociate le dita per il mio libro… Se volevate sapere quali sono i miei film preferiti vi dico subito tre titoli: “Braveheart” (storicamente andrebbe completamente rivisto ma il film in sé è stupendo), “Scent of a woman” (con Al Pacino) e “La leggenda del pianista sull’oceano”.

ULTIMA DOMANDA, POI TI LASCIAMO AL TUO LAVORO. QUALI PROGETTI HAI PER IL FUTURO E QUAL È IL TUO SOGNO (O I SOGNI) CHE HAI LASCIATO NEL CASSETTO?

Per fortuna i sogni stanno venendo fuori dal cassetto e non ho intenzione di lasciarceli anzi… ho già finito di scrivere un secondo libro e ne ho almeno altri cinque in cantiere (scrivere è una passione per me) tra cui una vera e propria antologia sul Klaidmark (forse il progetto più impegnativo a livello di scrittura). Vorrei visitare Irlanda e Scozia ma, più di tutto, una casa mia.

Un saluto a tutti!

UN SALUTO ANCHE A TE E IN BOCCA AL LUPO PER TUTTO!

Davide Longoni