HYPNOS EDIZIONI: STRANE VISIONI… FINO ALLA MIA MORTE

“STrane Visioni Digital” di Hypnos Edizioni è una nuova collana digitale, curata da Andrea Gibertoni, interamente dedicata ai racconti del Premio Hypnos. Si tratterà in tutto di quattordici uscite annuali, quattordici autori con il meglio del Premio Hypnos, un’occasione unica per poter esplorare i meandri tentacolari del weird italiano.

Iniziamo con il presentarvi alcuni volumi giù usciti partendo da VISIONI SIMULTANEE DI UN ISPETTORE E DI UN ASSASSINO di Lucio Besana in cui, partendo da suggestioni legate ad alcuni clamorosi casi di cronaca nera e a certa letteratura crime, l’autore rivolta il genere come un calzino (spaiato) aggiungendovi le proprie fascinazioni e il suo stile inconfondibile. Dopo il successo di Storie della Serie Cremisi, torna Lucio Besana con un racconto inedito tra paesaggi distopici e atmosfere weird.

Un giovane studente straniero viene ritrovato cadavere nel proprio appartamento, dopo esser stato brutalmente torturato. Il caso viene affidato all’Ispettore, e l’indagine lo conduce nei meandri più nascosti della città, con il compito di scovare l’Assassino. Deve assolutamente arrestarlo, a qualsiasi costo, ne va del suo prestigio, della sua carriera, e qualcuno lo esige.

Il solito thriller…

Ne siete proprio sicuri?

Leggetevi questo estratto: “Alla fine della settimana mi presentai di fronte al Comando, un lungo tavolo circondato da teste e cravatte, e spiegai come avessi battuto ed esaurito tutte le piste, per poi concludere con la dovuta rassegnazione che l’Ordine non prevedeva che catturassi il colpevole. Le teste annuirono. Una mano si alzò e si agitò nell’aria, congedandomi. Quel giorno stesso archiviai il caso come insoluto”.

Lucio Besana, classe 1982, è sceneggiatore e scrittore. Dopo aver vinto il Premio Solinas con il soggetto Voci di Mezzanotte, ha scritto i film The Nest (2019) di Roberto De Feo e A Classic Horror Story di Roberto De Feo e Paolo Strippoli, produzione Netflix, tra i maggiori successi del 2021. Più volte finalista al Premio Hypnos, vince la settima edizione con il racconto “Subotica” e nel giugno 2021 esce il suo primo libro Storie della Serie Cremisi, antologia di racconti che riscuote subito un grande consenso sia di pubblico che di critica. Vive a Strasburgo con la sua compagna.

Passiamo a ECO E NARCISO di Carlo Salvoni, che si appropria di un intramontabile mito classico e lo stravolge per creare una ghost story moderna e stupefacente.

Lei è ossessionata dagli specchi, e passa ore a fissare la propria immagine riflessa su quelle superfici, non ne può fare a meno. Lui, un anonimo impiegato privo di personalità, che si accontenta di tirare avanti alla giornata e che trova un’improvvisa, fortissima ragione di vita nel preciso istante in cui si accorge di lei.

Eccovi un breve estratto: “Sentiva che infilarsi sotto le lenzuola accanto a lei era un gesto che non gli apparteneva, anche se aspettava quel momento da molto. Dopo quelle parole, però, si bloccò, la manica della camicia rimase vuota a penzolare lungo la schiena. Per la prima volta le era sembrata sincera e ora la vedeva come un essere fragile, una vera donna smagrita dalle sue ossessioni e dalla lunga solitudine. Si girò per baciarla, ma lei guardava fuori dalla finestra, anzi, guardava proprio la finestra”.

Carlo Salvoni, nato nel 1980, vive in provincia di Brescia con la moglie e le due figlie ed è insegnante di Lettere presso una Scuola Secondaria di Primo Grado. La scrittura è fra le sue principali passioni. Ha pubblicato i romanzi Il vento dell’estate (Starrylink, 2008) e La via di note al Paradiso (Giraldi, 2010). Per la Gilgamesh Edizioni ha pubblicato il romanzo per ragazzi Cavalletti e cavalli (2013), il poemetto Zooinferno (2015), il romanzo Menamato – Memorie di un cane con tre zampe (2016) e la raccolta di metasaggistica La fonte (2018).

LA FUNZIONE SILVESTRE di Francesco Corigliano raccoglie invece ataviche angosce e antiche superstizioni e le rielabora in una melodia a più voci o a più grida, come forse sarebbe più corretto dire.

Qualcosa di strano si annida tra gli aspri monti della Sila, qualcosa che atterrisce e che fa paura.

Ci sono forze primordiali che non bisognerebbe mai disturbare: appartengono a un’epoca lontanissima, un tempo in cui l’uomo era tutt’uno con la natura e nulla più che un animale come tutti gli altri. Case fatiscenti in luoghi solitari, rituali incomprensibili, cinghiali e altre creature del bosco che improvvisamente assumono comportamenti sconvolgenti, persone scomparse misteriosamente nel corso degli anni…

La canzone del bosco sta per essere intonata, stanotte stessa; sta solo a te decidere se prendervi parte.

Anche in questo caso eccovi un breve estratto: “Ero intento a soffermarmi sull’odore bizzarro che emanava da quel luogo assurdo – un sentore acidulo, non dissimile da quello del bosco ma in qualche modo da esso diverso – quando ebbi l’impressione che dall’interno della casa giungesse un suono. Dato che il tetto non era crollato, all’interno doveva esserci ancora un po’ di spazio, e forse qualche animale aveva deciso di farci la tana. Qualsiasi pensiero fu però cancellato dalla mia mente, quando sentii un altro rumore provenire dall’interno: il tintinnio inequivocabile di un vetro che si rompeva”.

Francesco Corigliano è docente di scuola secondaria di primo grado in Calabria. Nel 2013 si è laureato in Filologia Moderna con una tesi dedicata ai racconti del terrore, e nel 2019 ha conseguito un Dottorato di Ricerca con un lavoro sulla letteratura weird. Ha pubblicato diversi articoli di critica letteraria dedicati al fantastico in raccolte e riviste specializzate, e il saggio La letteratura weird – Narrare l’impensabile (Mimesis, 2020). Nel 2015 con il racconto “Ex machina” si è classificato al primo posto ex-aequo con Giovanni De Feo al Premio Hypnos, concorso in cui negli anni successivi è stato più volte finalista. Nel 2018 è stato vincitore della XIV edizione del Concorso NASF, dedicato ai racconti di fantascienza, e finalista nella XXIV edizione del Trofeo RiLL. Ha pubblicato un’antologia personale, Malasacra (Kipple, 2019) e due racconti lunghi, Sangue del padre (Delos Digital, 2020) e Nostra signora delle scaglie (Delos Digital, 2021). Altri racconti sono apparsi in italiano in collettanee edite da Delos, Historica, Hypnos, Il Buio, Lethal Books e Dimensione Cosmica, e in inglese in raccolte edite da Chthonic Matter e The Great Void Books.

Infine, sempre per Hypnos Edizioni vi segnaliamo l’uscita dell’e-book LA MIA MORTE di  Lisa Tuttle, su traduzione di Elena Furlan e con illustrazione di copertina di Ivo Torello.

“Qualunque teoria sostenessi, la vista di quell’immagine mi faceva ritrarre con un fremito di disgusto, persino paura. Come se fosse qualcosa che non avrei dovuto vedere, qualcosa che non avrebbe dovuto essere rivelato. Era più profondo della ragione; avevo semplicemente la sensazione che ci fosse qualcosa di sbagliato e pericoloso in quel dipinto”.

Un dipinto. Un’isola. Una tragedia dal passato. LA MIA MORTE ripercorre le vicende di Helen Ralston, modella negli anni Venti nei panni di Circe del famoso pittore W.E. Logan, e scrittrice di romanzi di successo, nonché pittrice ella stessa. In questo romanzo breve, finalista al World Fantasy Award, Lisa Tuttle, sulle tracce di Robert Graves, ci fornisce ancora una volta un’indimenticabile storia intrisa di mito e mistero.

Lisa Tuttle (1952), nata e cresciuta in Texas, ma da tempo trasferitasi in Scozia, con all’attivo oltre quindici romanzi e più di un centinaio di racconti, è una delle principali scrittrici weird e horror contemporanee. Il suo primo successo è del 1981 con il romanzo di fantascienza Il pianeta dei venti, scritto in collaborazione con George R.R. Martin. Del 1983 è il romanzo horror Familiar Spirit, mentre nel 1985 viene pubblicata la raccolta di racconti A Nest of Nightmares, inserita nella lista degli Horror 100 Best Books e nel 1990 cura la prima antologia horror tutta al femminile Non solo col rasoio. Tra le sue opere apparse in Italia segnaliamo i romanzi Il codice delle fate (2005) e La maledizione del Ramo d’Argento (2006), oltre all’antologia Il profumo dell’incubo (2020), che raccoglie il meglio della sua produzione weird.

Buona lettura.

A cura della redazione