ELENA ROMANELLO

Giornalista e saggista, articolista della Zona Morta da anni, Elena Romanello è da poco diventata anche scrittrice con il romanzo “Le eredi di Bastet”: è giunto il momento di conoscerla meglio.

COMINCIAMO CON UNA DOMANDA DI RITO. CHI È ELENA ROMANELLO?

Tante cose… una torinese coetanea di Gillian Anderson che ha deciso di riprendere in mano le sue passioni legate alla letteratura e alla cultura visto che le altre strade che ha affrontato non l’hanno soddisfatta, ma anche un’animalista, una gattofila, una otaku, una cinefila, un topo di biblioteca…

VUOI PARLARCI DELLE TUE PRODUZIONI PRECEDENTI?

Curo da quasi un decennio il sito “Il mondo di Elena” e ho fatto uscire con la Iacobelli tre libri sugli anime giapponesi, rispettivamente su “Candy Candy”, “Capitan Harlock” e “Sailormoon”. Poi collaboro da anni a svariati giornali on line e cartacei.

RECENTEMENTE È USCITO IL TUO ULTIMO ROMANZO INTITOLATO “LE EREDI DI BASTET”. VUOI PARLARCENE?

È la storia di tre giovani donne, in tre diverse città, Londra, Parigi e Torino, accomunate dall’amore per i gatti, che scoprono man mano di essere le prescelte della dea Bastet, mentre intorno a loro si scatenano lotte di potere magico e intrighi.

COME È NATA L’IDEA DI FONDO?

Amo molto i gatti e l’antico Egitto, le streghe e il mistero, e volevo mettere tutto questo insieme in un contesto però contemporaneo. Ho scoperto strada facendo che stavo scrivendo un urban fantasy.

QUAL È STATA LA PARTE PIÙ DIFFICILE NELLA CREAZIONE DEI PERSONAGGI?

Più che altro è stata lunga la gestazione. Ho iniziato a scriverlo nel 2004, sull’onda di due fatti personali gravi, la morte del mio gatto e la delusione che avevo avuto da una mia presunta amica, ma poi l’avevo mollato. L’ho ripreso qualche anno dopo, e ho avuto difficoltà a riprendere i fili della vicenda in maniera coerente. E adesso tutti si aspettano un seguito che prima o poi scriverò.

IN QUESTI ANNI DI ATTIVITÀ HAI SEMPRE AVUTO UNA PREDILEZIONE PER IL FANTASTICO. CHE SIGNIFICATO HA PER TE QUESTA TEMATICA?

Penso che il fantastico sia un ottimo modo per parlare della vita e delle sue problematiche in maniera metaforica e interessante, intrattenendo e facendo riflettere. Personalmente amo molto il fantasy e il gothic, un po’ meno fantascienza e horror.

VENIAMO A UNA DOMANDA PIÙ GENERALE. DOVE TRAI ISPIRAZIONE PER TUTTE LE TUE STORIE?

Dalle cose che mi piacciono e mi interessano, da film, telefilm, cinema, romanzi, fumetti. Dipende dal momento.

QUALI SONO I TUOI SCRITTORI PREFERITI?

Marion Zimmer Bradley, JK Rowling, ma anche Jane Austen, Charlotte Bronte, Jules Verne, Emilio Salgari, Carlos Ruiz Rafon, Michael Ende, Terry Brooks…

E PER QUANTO RIGUARDA I FILM, CHE CI DICI?

Adoro i film fantasy, storici e thriller, spazio dalla saga di “Harry Potter” ai film cinesi di wuxpian, da Nanni Moretti ai due “Elizabeth” con Cate Blanchett, da James Ivory a “Il mago di Oz”. Mi piacciono molto anche diverse serie di telefilm, sono stata una patita di “X-Files” e “Buffy” in particolare, e dei cartoni animati giapponesi anni Settanta e Ottanta.

ULTIMA DOMANDA, POI TI LASCIAMO AL TUO LAVORO. QUALI PROGETTI HAI PER IL FUTURO E QUAL È IL TUO SOGNO (O I SOGNI) CHE HAI LASCIATO NEL CASSETTO?

Sto lavorando a una storia di vampire (non un Twilight al femminile), a una storia incentrata sulla reggia di Venaria e la dea Diana, e a una storia non di genere fantasy. E sto pensando a un saggio sulle librerie torinesi. Per ora ho smesso di viaggiare, mentre ho deciso di tentare l’iscrizione al dottorato del Dams, cosa che non ho fatto anni fa.

IN BOCCA AL… GATTO, ALLORA!

Davide Longoni