FANTASCIENZA STORY: APPENDICE 06 – PARTE 06

ZONA RECUPERO – PARTE 06

Inediti – parte 01

Jīseibā (titolo Stati Uniti: G-Saviour o anche Gundam Saviour) diretto da Graeme Campbell è una co-produzione tra Giappone, USA e Canada ed è tratto dal romanzo omonimo di Yoshie Kawahara: nell’anno 0218 UC la Federazione Terrestre collassa dopo il fallimento dell’estremo tentativo di riprendere il controllo delle colonie spaziali ribelli. Si instaura così un nuovo ordine, in cui le colonie si proclamano insediamenti (settlements) originari indipendenti, dividendosi in due schieramenti contrapposti per il controllo delle scarse risorse alimentari. Da un lato troviamo il CONSENT (Congress of Settlement Nations), che comprende i Side 2, 3, 5, 6, 7 e la Terra, e che eredita gran parte dell’architettura istituzionale della vecchia Federazione, e dall’altro la Settlement Freedom League, formata dai Side 1 e 4 e dalla Luna. Al centro della contesa c’è l’insediamento neutrale di Side 8, Gaia, in possesso di una rivoluzionaria tecnologia agricola in grado di risolvere i gravi problemi di sostentamento alimentare della Terra e del Congresso. Nell’anno 0223 il conflitto, quindi, esplode con l’attacco del CONSENT per la conquista di Gaia, ma in gioco entra anche una misteriosa società segreta, gli Illuminati, il cui scopo è quello di preservare il delicato equilibrio del nuovo ordine.

Un dubbio amletico ci viene posto dal film Pleasurecraft di Franklin A. Vallette. Infatti tre membri dell’equipaggio dell’astronave Star Cruiser Prometeo cadono nella lussuria con le tre donne che stanno trasportano come merce da un lontano pianeta per essere offerte come spose. Onoreranno il loro impegno e le consegneranno o seguiranno i loro cuori?

6:3 – Avagy Játszd Újra Tutti è un film ungherese con diversi titoli: 6:3 o anche 6:3 – Tuttis Traum, mentre il suo titolo negli Stati Uniti era 6:3 – Pay It Again Tutti. La regia è di Péter ed è stato premiato per la regia e per l’interpretazione di Károly Eperjes all’Hungarian Film Week del 1999. Lo “svuota-soffitte” Rezsõ Boksan (Károly Eperjes), soprannominato “Tutti”, è chiamato da una casalinga che vuole disfarsi delle cianfrusaglie accumulate nel tempo dal nonno recentemente scomparso. Rovistando tra la roba da gettare via, il giovane ha la gradita sorpresa di scoprire che il defunto era, come lui stesso è, un grande appassionato del gioco del calcio, al punto d’aver collezionato con cura certosina ritagli di giornali, fotografie d’epoca, vari gadget riguardanti le squadre preferite e, soprattutto, una preziosa maglia che rievoca la storica partita Inghilterra-Ungheria del 1953, vinta clamorosamente dalla nazionale di Gustav Sebes per 6 reti a 3. Affascinato dai cimeli che ha sotto gli occhi, Rezsõ non si accorge che il tempo, per ignote ragioni, ha preso improvvisamente a scorrere all’incontrario e quando si guarda intorno capisce di star vivendo proprio in quel fatidico giorno che, per una curiosa coincidenza, corrisponde a quello della sua nascita, proprio quello in cui si svolse l’entusiasmante match. Tra poche ore l’arbitro fischierà l’inizio dell’attesissima partita e tra poche ore lui stesso verrà al mondo: Rezsõ ha l’irripetibile occasione di lasciarsi trascinare dall’emozione del gioco e di cercare la propria madre che non ha mai conosciuto, ma la certezza della vittoria sbandierata ai quattro venti gli procura non poche noie, specialmente da parte della sospettosa polizia segreta…

2001 Yonggary, che ha come titolo negli Stati Uniti Reptilian, è un film della Corea del Sud imperniato sul Godzilla coreano che avevamo già visto in Yongari, il più grande mostro del 1967. Tutta comincia quando, durante uno scavo archeologico, l’ambizioso dottor Campbell scopre il fossile di un gigantesco animale preistorico sepolto all’interno di un labirinto di gallerie istoriate da indecifrabili geroglifici. Il professor Hughes, un tempo méntore di Campbell e adesso suo rivale, crede di intuire una relazione tra il sensazionale ritrovamento e le oscure leggende che parlano del feroce mostro Yonggari e dell’apparizione di una razza aliena sulla Terra avvenuta in epoche remotissime. Egli consiglia di sospendere gli scavi prima che sull’umanità si abbatta una tragica sventura, ma l’avvertimento rimane inascoltato e quando un’astronave aliena oscura il sistema internazionale di comunicazioni satellitari e sprigiona misteriosi raggi di energia per resuscitare il mostro, è ormai troppo tardi per intervenire. Gli extraterrestri guidano Yonggari alla distruzione delle più grandi metropoli del pianeta (…Seul in testa) per preparare il campo all’imminente invasione. Combattere il mostro sembra impossibile: gli alieni possono facilmente teletrasportarlo da un capo all’altro del mondo anticipando e sviando i più sofisticati sistemi difensivi. L’unica speranza di salvezza è, forse, riposta nella corretta interpretazione dello sconosciuto linguaggio dei geroglifici.

Adorenarin doraibu (titolo Usa: Adrenaline Drive) è un film giapponese di Shinobu Yaguchi dove un’infermiera si trasforma in eroina per dare la caccia a dei gangster.

Wandarfuru Raifu, (titolo U.S.A. After life), condotto da Hirokazu Kore-eda, è una delicata favola sulla vita dopo la morte in cui un gruppo di persone decedute è chiamato, ogni lunedì, a scegliere il momento della loro vita che vorranno conservare per l’eternità e che poi verrà inciso su una pellicola.

Eccoci ora a un film della Troma: si chiama Alien Blood ed è diretto da Jon Sorensen. Eccone la trama: Helene e sua figlia Monique tentano di mettersi in salvo da una banda di uomini mascherati e armati fino ai denti che intendono catturarle e ucciderle. La donna, che in grembo ha un’altra creatura, è, in realtà, una extraterrestre precipitata sulla Terra, non si sa bene quanto tempo prima. Con la razza umana ella condivide le sembianze e l’istinto materno e quando vede minacciati i figli non esita a reagire contro i suoi persecutori con ferocia superiore alla loro. Ma la fuga è disperata e l’ultimo rifugio nel quale cercare scampo è una misteriosa casa abitata da un gruppo di vampiri…

Parliamo sempre di alieni con Aliens in the wild wild west di George Erschbamer, un film nato in collaborazione tra il Canada e la Romania. Tutto comincia quando papà e mamma Johnson portano in gita Tom e Sarah, i loro due turbolenti figlioli, pensando che una vacanza all’aria aperta possa calmare il loro carattere ribelle e rinsaldare gli affetti famigliari. Ma durante una sosta in una città fantasma del vecchio West, accade l’incredibile: i due fratelli, curiosando tra le case del villaggio abbandonato, rinvengono uno strano congegno e, giocandoci, sono catapultati nel XIX secolo, all’epoca in cui la città era popolata dai cowboys. Ma le sorprese non sono finite: testimoni della discesa di un disco volante, Tom e Sarah condividono l’avventura di un piccolo, bizzarro alieno che va in cerca della madre catturata dagli uomini del circo Barnum. Con l’aiuto di un altro ragazzo, i viaggiatori del tempo liberano la prigioniera e, grazie al suo intervento (ella sa manovrare correttamente il congegno teletrasportatore) tornano nel presente. L’esperienza – ovviamente – ha insegnato ai due fratelli il rispetto reciproco e verso i genitori.

Atomic Space Bug di Jonathan M. Parisen è stato presentato nel luglio 1999 alla Anthology Film Archives di New York, il film è l’opera amatoriale di un appassionato del cinema che guarda con affetto e ironia alla fantascienza di serie B degli anni ’50. Già l’incipit è significativo: una creatura extraterrestre, simile a uno spaventoso insetto mutante, terrorizza la popolazione di Fair Oaks, un paese vicino a New York. Il mostro è precipitato sulla Terra trasportato da una meteora, come era già avvenuto 40 anni prima, in California: in quella occasione, un altro alieno, bersagliato dall’artiglieria, si era dissolto in una deflagrazione atomica moltiplicando all’ennesima potenza la strage di cui era stato responsabile. Stavolta, ad affrontare la “cosa” ci sono uno sceriffo e due giovani campeggiatori, Angela e Steven. Lo sceriffo, assalito dal mostro spara per sbaglio ad Angela; e Steven, nel tentativo di salvare la pelle, si nasconde in una centrale elettrica. La scelta del rifugio non lascia presagire niente di buono. L’insetto gigante, infatti, prenderà d’assalto lo stabilimento scatenando un black out nella regione e una girandola di esplosioni.

Blood, diretto da Charly Cantor, è un film inglese che ci racconta questa interessante storia: il Professor Dayson creò il progetto Elixir, una nuova frontiera per la ricerca medica. Il tutto era avvenuto vent’anni prima quando Dayson aveva anche creato in laboratorio Lix, un essere artificiale scomparso dopo che il progetto era stato abbandonato. Ora Dayson ha incontrato nuovamente la sua creatura e, malgrado le perplessità della moglie, l’ha presa in casa dopo averla salvata da una banda di bulli drogati. Lix non è una creatura normale, nelle sue vene scorre un liquido che è la più potente droga di tutti i tempi e, ogni volta che la creatura perde del liquido, diventa assetata di sangue umano. Dayson ha inavvertitamente toccato con le labbra quel liquido e perde immediatamente ogni senso della realtà diventando un assassino per poter nutrire la sua portatrice di estasi.

Blood Dolls di Charles Band è, come il titolo suggerisce, un film che tratta di bambole assassine che farebbero di tutto per il loro padrone, un eccentrico genio del computer annoiato e circondato da donne.

Con Braindrainer, diretto da Michael Leggie, torniamo a parlare di alieni: giunta sulla Terra dentro a una meteora, una forma aliena vuole conquistare il pianeta succhiando la mente degli esseri umani e riducendoli a involucri vuoti. Ma c’è anche chi vuole usare il tremendo potere di quell’essere per il proprio tornaconto.

Cloning di Piti Chaturapat è un insolito film tailandese. In effetti, purtroppo, la Tailandia è il luogo ideale per trovare organi umani illegalmente da sperimentare per la clonazione umana. Uno scienziato americano si installa in un laboratorio ospedaliero tailandese per proseguire i suoi esperimenti illeciti e qui trova un “potenziale” donatore di organi: Niwat, un giovane ingegnere ricoverato con gravi ferite. Lo scienziato manipola il DNA del giovane, il quale una volta uscito dall’ospedale, si troverà a dover lottare contro il suo clone che vuole impossessarsi della sua vita, casa e famiglia.

Al filone post catastrofico si aggiunge un altro film: Cold Harvest di Isaac Florentine. Una meteora ha sfiorato la Terra, ma ha provocato l’oscuramento del Sole con una spessa nube di polvere negli strati alti dell’atmosfera, di conseguenza il terreno è diventato sterile e i pochi sopravvissuti sono affetti da un virus mortale. Oliver Chaney guida un manipolo di uomini alla ricerca di un territorio dove ricreare una nuova civiltà, però sono barbaramente uccisi dalla banda di Little Ray, il quale scopre con stupore che quegli uomini non erano contagiati dal virus e cerca di catturare l’unica donna superstite, la moglie di Chaney, che sta per partorire.  Il bambino che sta per nascere incute in Ray una sorta di nuovo vigore pensando che potrà cambiare il futuro, ma inaspettatamente è giunta la fine per lui, infatti il gemello di Oliver Chaney, Roland, è un bounty killer e vendica i suoi familiari.

Durango Kids, per la regia di Ashton Rooth, ci porta dentro una miniera abbandonata nella quale c’è un pozzo che proprio pozzo non è. Si tratta di un passaggio attraverso il tempo: chi lo attraversa si ritrova nel vecchio Far West. Quattro ragazzi cadono dentro al pozzo e si trovano così a dar la caccia a un tesoro che devono trovare vincendo la concorrenza, non solo di fuorilegge e avventurieri di ogni specie, ma devono vedersela pure con il loro preside che li sta aspettando al varco per prendersi il tesoro ritrovato.

La Cecoslovacchia in collaborazione con la Francia ci presenta Dvojrole (titolo Francia: Double Role) di Jaromil Jires. Qui, a causa di un incidente di macchina, un’anziana insegnante investe una giovane e lei stessa riporta gravi ferite. Durante il ricovero non resta altro al medico dell’ospedale che di togliere dal corpo distrutto dell’anziana signora il cervello e trapiantarlo in quello della giovane che non dà più segni di vita, mentre il corpo è ancora recuperabile. Quando questo curioso ibrido uscirà dall’ospedale troverà un mondo che vedrà con occhi diversi con avvenimenti positivi e negativi visti dall’ottica di una donna matura nel corpo di una giovane.

L’extra terrestre di Didier Bourdon è un film francese che inizia presentandoci Agathe, che sta per partire alla volta di Auvergne, ma poiché ha accettato di badare a Clément, figlio del suo ex marito, decide di portarlo con sé. I due partono in macchina e durante il viaggio la donna dà un passaggio a un giovane. L’autostoppista si comporta presto in maniera alquanto strana: è nervoso e parla molte lingue e, nei confronti della donna, si comporta in maniera quasi succube. Dimostra 30 anni ma in realtà ne ha più di 80. Zerph, così dice di chiamarsi il giovanotto, è in realtà un alieno e viene da un mondo dove vige un governo dittatoriale tutto composto da donne. In più è inseguito da due androidi: Yeb e Xab… Sia la donna che il bambino cercano di aiutarlo…

Eyes of the werewolf, per la regia di Jeff Leroy e Tim Sullivan, parla di un chirurgo senza scrupoli del quale si prega di notare il nome: Atwill, che acquista parti del corpo sul mercato nero da utilizzare nei trapianti o se le procura per conto proprio. Uno dei suoi pazienti è un uomo orribilmente sfigurato in un incidente di laboratorio, e lo scienziato gli trapianta involontariamente gli occhi di un lupo mannaro, la qual cosa dona (si fa per dire) la licantropia all’operato. Dopo aver commesso una serie di omicidi, l’uomo chiede aiuto tra quelli a lui più vicini: un’infermiera che si è innamorata di lui, una scrittrice interessata al soprannaturale e un nano misterioso.

Gamera 3: Iris Kakusei (titolo Inghilterra e Canada: Gamera 3: Revenge of Iris, titolo USA: Gamera 3: The Awakening) è diretto da Shusuke Kaneko: Gamera distrugge involontariamente un edificio uccidendo i genitori di una ragazzina la quale, crescendo, conserverà l’odio per la grande tartaruga e arriverà a organizzare un’armata contro di lei.

Il titolo internazionale di questo film coreano è invece The Spy, ma quello originale è Gancheob Li Cheol-Jin ed è diretto da Jin Jang: la storia tratta di un agente speciale che riceve l’incarico dal governo nordcoreano di rubare un maiale che è stato modificato geneticamente in modo che cresca e si sviluppi in un tempo assai breve. In questo modo potrà aiutare a sfamare la popolazione. L’animale si trova a Seul, dentro a un laboratorio. La conclusione dell’incarico ricevuto dalla spia non verrà molto gradito dal governo della Corea del Nord in quanto il nostro agente si lascerà sedurre non solo da una bella fanciulla, ma soprattutto dal tenore di vita del paese.

Gojira Ni-Sen Mireniamu o anche Gojira 2000 (titolo Canada: G2K: Godzilla 2000, titolo Inghilterra: G2K: Millenium o anche: Godzilla Millenium, titolo USA: Godzilla 2000), per la regia  di Takao Okawara, ci porta all’alba del Terzo Millennio, dopo quasi cinquant’anni dalla sua prima apparizione (1954), con un Godzilla con un look rinnovato più terrificante e realistico e l’alito atomico passato dal blu al rosso, che torna a devastare il Giappone. Intanto sul fondo dell’oceano viene ritrovata una roccia aliena vecchia quanto i dinosauri, che, portata in superficie, si rivelerà una specie di UFO della razza extraterrestre dei Millenian, che attaccherà Godzilla. Nonostante lo svantaggio iniziale, Godzilla sconfigge i nemici. Le ceneri degli alieni però si fondono con le cellule del mostro atomico mutando in una gigantesca creatura di nome Orga, che ingaggerà battaglia con Godzilla. Il Re dei Mostri verrà mortalmente colpito e poi Orga tenterà di ingoiarlo come un serpente ma Godzilla con una potente ondata nucleare, fa esplodere il nemico e potrà finalmente ruggire su Tokyo in fiamme…

Interceptors o Interceptor Force di Phillip J. Roth parla di un allarme satellitare che individua un oggetto che si sta velocemente avvicinando alla Terra. Il punto d’impatto è sulla costa nord del Pacifico. Sotto l’apparenza di una squadra di decontaminazione interviene la Interceptor Force, una squadra di soldati addestrati appositamente per la lotta contro le forze aliene. Arrivati sulla scena, si trovano a confrontarsi con un alieno rettiliano che è in grado di prendere un aspetto umano… Gli intercettori hanno meno di 24 ore per fermare questa creatura che si dimostra da subito ostile prima che le bombe vengano sganciate. Tre anni dopo il regista realizzerà il sequel intitolandolo Interceptor Force 2.

Invasion di John Paisz è un film che ricorda da vicino un episodio di Ai confini della realtà, ma deve considerarsi anche un omaggio alle pellicole d’invasione del passato. Questo è il suo monito: attenti alla buona cucina! Gli alieni infatti giungono sulla Terra per assaggiare i terrestri e controllare così se possono essere considerati un manicaretto prelibato e consigliati nella cucina spaziale…

The kid with x-ray eyes, diretto da Sherman Scott, ci introduce a un giovane ragazzo il cui sogno è quello di diventare un agente segreto. Egli si trova invece coinvolto e ricercato da vere spie quando trova degli occhiali in grado di penetrare la materia e vedere dall’altra parte… Anche se catturato, riesce lo stesso a consegnare i suoi inseguitori alla polizia.

Parkland (titolo USA: Killer Deal) di Clay Borris è un film canadese: lontana dalle miserie umane, inaccessibile a chiunque, ecco la città di Parkland, futuristica e abitata solo dai ricchi. La loro vita passa felice mentre, fuori dalle grandi mura, sono accampati i poveracci che vivono di stenti e di rifiuti. Ma poveri e ricchi hanno in comune una cosa: la vecchiaia con annessa la morte, ma anche qui esiste una sostanziale differenza in quanto questi ultimi, grazie ai trapianti possono, in pratica, vivere per sempre… e dove prendere gli organi necessari alla sopravvivenza? Fuori dalle mura c’è la consapevolezza ottenuta attraverso comunicati radio e televisivi, di essere carne di ricambio. Chi si offrirà per il trapianto, infatti, oltre che avere del danaro, potrà vivere per trenta giorni nel lusso della città, prima che si proceda all’intervento. In questo apparente e cinico paradiso vive un poliziotto con la sua famiglia, non è ricco ma costituisce un’eccezione perché è persona di fiducia. Il guaio è che un bel giorno gli scappa tra le mani un donatore e, per colmo di sfortuna, questo succede quando uno dei maggiori personaggi della città è nella lista di coloro che hanno bisogno di un trapianto. Che si fa? Beh, è facile… il nostro poliziotto sarà il sostituto…

The Killer Eye di David DeCoteau può rientrare tranquillamente nei film sui Mad Doctor, infatti, nel tentativo di dimostrare la sua teoria che l’occhio umano è un passaggio che si apre su un’altra dimensione, un oculista brillante pratica il suo ultimo esperimento su un senzatetto. Come tutti i precedenti tentativi, sembra un terribile spreco di risorse umane… Ma l’occhio esplode, poi comincia a crescere. Una nuova forma di vita è nata. Un essere apparentemente invincibile, fatto di pura energia di luce e affamato di conoscenza guidata da un appetito per le giovani donne…

(6 – continua)

Giovanni Mongini e Mario Luca Moretti