FANTASCIENZA STORY 141

SUPERMAN TAI DARTH VADER (1980) – PARTE 02

SUPERMAN II (Superman II)

Potremmo dire che questo è il capitolo dei seguiti o sequel se preferite, se non fosse per il fatto che, almeno in questo caso, era già stato ampiamente previsto un seguito del primo Superman tanto è vero che esso si riallaccia alla storia precedente e rende protagonisti tre personaggi che nella prima pellicola fanno solo una fugace apparizione iniziale e cioè i tre criminali condannati, anche da Jor-El, nella Zona Fantasma.

Il film di Richard Lester si apre, infatti, nei suoi titoli di testa, con un veloce riassunto del primo episodio. Tutte le scene nelle quali era presente Jor-E,l e cioè Marlon Brando, sono state tagliate e in parte rigirate perché l’attore pretese una cifra stratosferica per apparire nuovamente nel sequel e una altrettanto da capogiro solo per usare la sua immagine tratta dal film precedente. Per il resto gli attori sono gli stessi, anche se usati per poche sequenze come nel caso dell’Otis di Ned Beatty o dello stesso Gene Hackman, certamente sempre uno spassosissimo Lex Luthor ma qui in una parte secondaria.

Il film si apre con un drammatico salvataggio effettuato da Superman (Christopher Reeve) nella città di Parigi. Dei terroristi si sono rifugiati sulla torre Eiffel e minacciano la città con una bomba all’idrogeno e l’uomo d’acciaio, dopo aver fermato i criminali, scaraventa nello spazio l’ordigno che esplode ma l’onda d’urto libera Zodd, Ursa e Non (Terence Stamp, Sarah Douglas e Jack O’Halloran) dalla Zona Fantasma e i tre si trovano proprio vicino alla nostra Luna sulla quale, da quarantacinque giorni, tre astronauti stanno conducendo esperimenti e rilievi. Con l’arrivo dei tre supercriminali gli astronauti della missione Artemide pongono fine non solo alle loro ricerche ma anche alla loro vita e il LEM, quel “ragno” che portò le missioni Apollo sulla Luna, viene distrutto mentre l’unico superstite tentava di decollare e di comunicare alla base di Houston l’accaduto.

Ursa: “È strano. Ho strappato come se fosse carta quella lamiera… e hai visto lui cos’ha fatto? È sbalorditivo, ci sta succedendo qualcosa…

Zodd: “Sì, a tutti noi. Più ci avviciniamo a quella atmosfera con un unico sole, un sole giallo, e più aumenta la nostra densità molecolare dandoci poteri illimitati.

Ursa: “Provengono da laggiù, un posto chiamato Houston.

Zodd: “E noi andremo là a governarlo, finalmente avremo un nostro regno!

Nel frattempo Lex Luthor riesce a evadere dalla prigione e a raggiungere la Fortezza della Solitudine di Superman e lì apprende molti dei segreti dell’uomo d’acciaio grazie ai cristalli parlanti.

Mandati dal Daily Planet per fare un servizio, Clark Kent e Lois Lane (Margot Kidder) si trovano alle Niagara Falls e la giornalista resta insospettita dall’improvviso arrivo di Superman il quale salva un bambino che stava per cadere nelle cascate. Un banale incidente rende sicura la ragazza del suo sospetto e Clark confessa il suo segreto a Lois e la porta con sé nella sua Fortezza. Superman ha preso una grave decisione: egli ama Lois e per lei è disposto a tutto e ne parla con l’ologramma di sua madre (Susannah York – come abbiamo detto quello di suo padre costava troppo) che è programmato per rispondere a quasi ogni domanda.

Lara: “Tuo padre ed io abbiamo cercato di prevenire ogni tua domanda, Kal-El e speravamo di non dover rispondere a questa.

Superman: “Ma io devo sapere perché. Lei è tutto quello che voglio dalla vita!

Lara: “E lei, la donna che hai scelto, prova le stesse cose per te?

Superman: “Sì!

Lara: “Allora, se è questo che vuoi, se hai deciso di vivere la tua vita con una mortale, devi vivere anche tu come un mortale e trasformarti in uno di loro (Non si capisce bene il perché di questa decisione ma è il fulcro di questo film). Quella camera di cristallo ha imprigionato i raggi del sole rosso di Krypton. Dopo che ti sarai esposto a quei raggi tutti i superpoteri che hai sulla Terra scompariranno per sempre. Rifletti, figlio mio, se lo farai non potrai tornare indietro. Diventerai un uomo normale, soffrirai come un uomo normale, potrai essere ferito come un uomo normale… Oh, figlio mio, sei deciso?

Superman: “Madre, io l’amo.

Superman rinuncia ai suoi poteri proprio mentre Zodd, Ursa e Non arrivano sulla Terra e cominciano a provocare disastri. Neppure l’esercito riesce a fermarli e i tre si dirigono a Washington, alla Casa Bianca. Dopo aver demolito mezzo edificio, Zodd e gli altri penetrano nell’ufficio del presidente e gli impongono di inginocchiarsi davanti a loro.

Zodd: “Bene, alzati davanti a Zodd ed ora… inginocchiati davanti a Zodd… Tu non sei il Presidente, un vero capo non accetterebbe mai di inginocchiarsi con tanta sollecitudine!

Il vero Presidente (Herbert Marshall) si apre la strada fra i presenti.

Presidente: “Sono io l’uomo che vuole proteggere, io sono il Presidente e mi inginocchierò davanti a te se ciò salverà delle vite!

Zodd: “Ne salverà… A cominciare dalla tua.

Presidente: “Quello che farò adesso è solo per la salvezza degli abitanti della Terra, ma c’è un uomo su questo pianeta che non si inginocchierà mai davanti a te.

Zodd: “Chi è questo imbecille, e dov’è?

Presidente: “Vorrei saperlo anch’io!

Clark e Lois stanno tornando in macchina verso Metropolis ma sono ancora molto lontani, fermandosi in un bar e dopo un litigio con un bullo che fa capire a Clark molto chiaramente cosa significhi il dolore, i due ascoltano alla televisione un messaggio del Presidente.

Presidente: “Sono il vostro Presidente. Per il bene del mio paese e d’accordo con tutti gli altri governanti del mondo con cui oggi mi sono consultato, ho deciso di rinunciare alla mia carica e di cedere il comando dell’intero pianeta al Generale Zodd…

Clark: “Zodd!?

Presidente: “Solo l’ubbidienza più assoluta a tutti i suoi ordini potrà risparmiare la vita di milioni di innocenti… (Urlando) Superman, cosa aspetti, Superman, dove sei?

Clark è disperato.

Clark: “Devo riavere i miei poteri …

Lois: “Non puoi più averli, non puoi tornare indietro!

Clark: “Io devo riaverli! Non capisci? Devo trovare il modo, a tutti i costi!

Lois: “Clark, non devi sentirti colpevole. Tu non potevi sapere tutto quello che sarebbe accaduto!

Clark: “Lo sapevo, li avevo sentiti, ma ho voluto ignorare quello che sentivo.

E così Superman si dirige nuovamente verso la Fortezza della Solitudine mentre i tre criminali, con l’aiuto di Luthor, spadroneggiano per la città. Fortunatamente per lui il Cristallo Verde ha conservato i suoi poteri e così anche l’uomo d’acciaio, tornato tale, riesce a far fronte al pericolo. La battaglia dapprima si svolge nella città di Metropolis per poi trasferirsi alla Fortezza della Solitudine dove egli, con un trucco e l’involontario aiuto di Lex Luthor, riesce a far perdere ai tre i superpoteri. Zodd, Ursa e Non precipitano nei baratri ghiacciati della Fortezza. Superman riporta Luthor in prigione e, con un “superbacio”, riesce a far dimenticare a Lois la sua identità. Il nostro eroe è pronto per nuove avventure…

Ancora voli carambolici per il potente Superman, questa volta con attrezzature più sofisticate: il Flying Rig costruito da Persic permetteva infatti di filmare Reeve in volo a 360 gradi, riuscendo a riprenderlo in qualsiasi posizione. Lo Zoptic fu perfezionato, aggiungendo 21 zoom diversi sulla camera, comandata dal computer. Grazie a Persic fu possibile poi far volare tre attori contemporaneamente: utilizzando le pole arms (supporti in acciaio ai quali gli attori erano legati) infatti si poteva ottenere una scena di volo unica con più attori, diversamente si sarebbe dovuta utilizzare la tecnica delle sovrapposizioni multiple, con grande perdita di tempo! Il movimento avrebbe però avuto un aspetto rigido, quindi gli attori furono mossi otticamente in fase di post produzione, ritoccando i loro gesti con il computer; molte delle scene che si vedono nel film, sono in realtà scene di Superman I, girate ma non montate, e questo ha permesso una maggiore libertà di scelta delle inquadrature: dove non arriva una camera, può arrivare una scena già girata…

A meno di saper volare, è praticamente impossibile filmare un attore che ruota in volo su sé stesso senza utilizzare dei cavi: Persic ci è riuscito con un piccolo trucco; ha filmato Reeve in varie posizioni, poi lo ha filmato sul dorso (in posizione di volo) e ha ruotato la camera di 180 gradi, ancora ha ripreso Reeve in linea retta mentre la camera era completamente rovesciata. L’impatto visivo è sorprendente e, anche per la scena della torre Eiffel, è stato abbastanza semplice, ma d’effetto: si è filmata la torre in varie sequenze, poi attraverso la tecnica del matte paint si sono riprodotti i suoi contorni sullo sfondo e si è sovrapposto Superman in varie posizioni.

Tutto il resto è storia…

(2 – continua)

Giovanni Mongini