SANDRO BATTISTI

“Io sono solo un medium, ossia un tramite e quello che scrivo è puro flusso di coscienza. La mia passione per la storia di Roma è forte, così nel mio romanzo ho immaginato le vicende di un grande Impero, somigliante all’Impero romano, esteso però non solo come territorio ma anche nel tempo e con a capo una stirpe di alieni”.

E’ solo uno dei tanti pensieri espressi da Sandro Battisti sul suo romanzo di fantascienza dal titolo “Olonomico” (CiEsse Edizioni – 2012), presentato alla NeXT-Fest – Prima convention romana del connettivismo, che si è svolta dal 26 al 28 ottobre negli ampi spazi del centro culturale “Elsa Morante” di Roma.

La convention – che ha dimostrato tutta la vitalità del movimento connettivista – ha visto un nutrito programma di appuntamenti tra dibattiti, presentazioni di libri, reading e perfomance poetiche, incontri con importanti autori italiani e stranieri di sf (science fiction) tra cui Dario Tonani e Sergio “Alan D.” Altieri, all’ospite d’onore Bruce Sterling scrittore americano, che da anni vive a Torino, “venerato maestro” del Cyberpunk.

E Sandro Battisti non poteva che tenere l’esordio pubblico di quello che ha definito il suo “ primo romanzo ufficiale” nella Capitale dove è nato e vive e, soprattutto, in una convention connettivista.

Infatti, ricordiamo che l’autore, con Giovanni De Matteo e Marco Milani (rispettivamente curatori della prefazione e postfazione di “Olonomico”) è fondatore del Connettivismo, ossia quel movimento letterario trasversale – oramai ben noto a chi si occupa di science fiction italiana – che ha l’ambizione di portare nuova linfa al genere, ma anche di dibattere al di fuori dei suoi confini. Tutto ciò stato pienamente confermato nell’evento romano.

Creatore di testi del fantastico con una particolare capacità di comporre versi, Battisti ha pubblicato in oltre venti anni di attività numerosi racconti tra i quali vale la pena citare “Il gioco” (collana Mille Lire di Stampa Alternativa – 1991); ma ha all’attivo anche il romanzo “PtaxGhu6” (Edizioni Diversa Sintonia – 2010) scritto a quattro mani con Marco Milani.

Conduttore radiofonico della trasmissione “Tersicore” per radionation.it è coeditor – con il noto scrittore di sf Francesco Verso - della collana Avatar della Kipple Officina Libraria. Attualmente dirige NeXT, fanzine di science fiction, vincitrice del premio Italia 2010, molto apprezzata dal popolo del fandom.

Abbiamo intervistato Sandro Battisti a margine della presentazione del suo romanzo, nel corso del primo pomeriggio della NeXT-Fest.

L’EDITOR DEL ROMANZO, LUIGI MILANI, PARLANDO DI “OLONOMICO” HA FATTO PRESENTE CHE SI TRATTA DI UN LIBRO CHE CONQUISTA, ANCHE PER UNA TRAMA CHE SI SNODA SU VARI PIANI TEMPORALI. VUOLE ILLUSTRARCELA?

In maniera rapida: l’imperatore Totka II, aiutato dal suo fidatissimo funzionario Sillax, cerca continuamente territori e spazio-tempo su cui espandere i suoi possedimenti. Gli capita così di imbattersi in due postumani, Lycia e Storm, che sono in piena empatia esoterica con alcuni luoghi dei quali subiscono le fascinazioni. Apparentemente sembra l’Impero connettivo che sta cercando di assimilare nuovi territori in cui i postumani si muovono. In realtà, c’è un terzo attore nella trama che ha altri obiettivi. Nella sostanza quello che racconta il romanzo è la dinamica di queste tre connessioni.

E’ UNA STORIA CHE PORTA CON  SE’ UNA METAFORA?

Se c’è non l’ho voluta! Molte delle cose che scrivo sono sensazioni esoteriche che ho sperimentato nel tempo che si ripresentano determinate volte. Per me, per esempio, il passato di Roma ha una forte valenza e in alcuni periodi mi capita di essere più sensibile a questo passato per cui percorrendo determinati luoghi è come se io fossi  traslato in quel periodo.

PUO’ DEFINIRE “OLONOMICO” UN ROMANZO CONNETTIVISTA?

Considero il Connettivismo un agglomerato di persone che si sentono unite da una ricerca continua sull’evoluzione dell’umanità e sul futuro, ma contrariamente al Futurismo noi  guardiamo anche al passato. Rispondendo alla sua domanda penso di sì. Io non decido a tavolino quello che è il ruolo dei personaggi, quello che dovrò scrivere e come dovrò scriverlo. Per me è puro flusso di coscienza. Comunque, mi viene da presumere che essendo un connettivista dentro, avendo questo approccio istintivo, quello che scrivo probabilmente è connettivista.

CI DIA LA SUA DEFINIZIONE DI CONNETTIVISMO E DI CONNETTIVISTA…

Siamo un movimento talmente anarchico che non possiamo nemmeno definirci anarchici. Ognuno degli aderenti ha la propria inclinazione e attitudine.

LEI PER ESEMPIO, DA CONNETTIVISTA, HA MAGGIORI  PREFERENZE VERSO  LA POESIA, LA MUSICA O LA NARRATIVA?

Per tutte e per nessuna delle tre. Seguo il percorso olistico cui facevo riferimento prima durante la presentazione del libro. Non prendo soltanto un aspetto considerando solo quello. Ritengo che ciò che scriviamo è tutto quello che siamo. Spesso mi lascio andare all’istinto puro.

E RIPORTA UN PO’ TUTTO NELL’AMBITO DEL CONNETTIVISMO….

Esatto!

VUOLE PARLARCI DELLA SUA FORMAZIONE? COME HA INIZIATO A SCRIVERE? SAPPIAMO CHE MOLTA IMPORTANZA PER LEI HA AVUTO LA MUSICA…

Per me la musica è assolutamente importante perché è sempre stata fonte di ispirazione. Ho cominciato ad ascoltarla in modo serio all’età di diciassette anni. Il mio primo impatto fu con i Pink Floyd del periodo acido fino all’album “Middle”, e ricordo di aver fatto dei viaggi mentali, siderali e spaziali, cercando di seguire un po’ le immagini e il fraseggio di questa musica. Chiudevo gli occhi e mi aggiravo nella stanza buia. Sono stati i miei primi viaggi di fantasia sfrenata.

E’ IN QUEL PERIODO CHE HA INIZIATO A SCRIVERE VERSI?

Sì, in quegli anni scrivevo versi, non che adesso scriva chissà cosa, ed erano tentativi di descrizione dello stato indotto da quel tipo di musica. Al tempo pensavo “non scriverò mai nient’altro non ne avrò la capacità”. Poi mi è scattata la molla e mi è venuta la voglia di scrivere un racconto. Era il 1991 avevo appena visto “Hardware” il film per cui la suggestione data da oscurità, esoterismo e Cyberpunk mi ha acceso una lampadina e ho pensato che potesse essere uno spunto interessante. Ricordo che per parecchi anni, fino alla metà degli anni Novanta mi guardavo in giro per vedere se qualcuno scrivesse le stesse cose ma ricordo di non aver trovato mai nessuno che lo facesse.

OGGI ASCOLTA ANCORA MUSICA E QUANTO CONTA PER LA SUA SCRITTURA?

Conta molto. E’ un’attitudine che in qualche modo mi è rimasta. La musica per me deve essere comunque ispiratrice, per cui ho affinato e diversificato nel tempo i miei interessi musicali ho cominciato ad andare sulle cose oscure, quindi Post-Punk. Oggi mi piace ascoltare il vecchio Gothic ma anche indagare e percepire musica elettronica tra cui il Dark Ambient. Insomma ascolto musica molto eterea. Sono viaggi spaziali assoluti e io adoro affondarci.

CI SARA’ LA PROSECUZIONE DI “OLONOMICO” OPPURE INTENDE  DEDICARSI AD ALTRO?

Per adesso non penso di tornare al romanzo perché non ne ho l’ispirazione. Sui racconti, appena possibile, sicuramente sì e penso che continuerò con la saga dell’Impero connettivo.

Filippo Radogna