MARIANNE

CAST

Victoire du Bois

Lucie Boujenah

Tiphaine Daviot

Bellamine Abdelmalek

Mehdi Mestar

Mireille Herbstmeyer

Luna Lou

Patrick d’Assumçao

Alban Lenoir

Ideazione: Samuel Bodin

Durata: una stagione di otto episodi oscillanti dai 36 ai 52 minuti

TRAMA

Emma Larsimon è una famosa scrittrice horror, che ha ideato una serie di romanzi incentrati su una giovane cacciatrice di streghe e la sua mortale nemica, la strega Marianne, concludendo poi la saga con un finale che vuole essere definitivo.

Dal suo passato emerge una sua amica d’infanzia, Caroline, che le racconta che sua madre è talmente soggiogata dai suoi libri da credere di essere lei stessa Marianne e che vuole che lei continui a scrivere. La giovane si suicida sotto i suoi occhi e Emma comincia ad avere strane visioni, per poi partire per il suo paesino natale, sulla costa bretone, dove vivono i suoi genitori, divisi da lei da anni per rancori che verranno spiegati man mano. Là si troverà a dover fronteggiare lo spirito di Marianne, strega uccisa nel Seicento e che aveva già funestato la sua adolescenza e quella dei suoi amici, verso uno scontro finale per annientarla che sarà man mano sempre più difficile.

Per fortuna Emma ritroverà i suoi amici di allora e cercherà di risolvere anche alcune cose del passato, prima che Marianne possa tornare.

NOTE

Netflix, nel suo tentativo di potenziare la creatività anche non anglosassone, ha dato spazio a questa serie francese di genere horror che parte comunque con una buona premessa, sia pure ripresa da Stephen King, quella del rapporto tra realtà e fantasia portato dalla scrittura e sullo scrivere storie fantastiche.

Stephen King è il grande ispiratore della serie, visto che ci sono forti richiami ad opere come Misery e soprattutto IT, nel tema in particolare del gruppo di amici adolescenti che si ritrova anni dopo per affrontare le forze del male ritornate da un passato mai sopito. Lo stesso Stephen King ha elogiato la serie, trovandola molto interessante e innovativa.

Tra i suoi punti di forza c’è indubbiamente il paesino bretone in cui si svolge buona parte della vicenda, dove Emma torna per fare luce su quello che sta succedendo, tra scuole abbandonate, case patrizie inquietanti, vie vuote, fari, alte maree e altro ancora, con atmosfere che rievocano David Lynch e le prime stagioni di The X-Files.

Purtroppo la serie spreca alcune ottime idee iniziali, trascinando la vicenda e tralasciando ad un certo punto l’ottimo alter ego di Marianne, l’anziana madame Daugeron, interpretata dalla bravissima attrice teatrale Mireille Herbstmeyer, veramente spaventosa e inquietante, scegliendo invece alcuni sviluppi decisamente discutibili e poco incisivi e perdendo lo slancio con cui partiva tutto.

Se i personaggi degli amici di Emma risultano essere abbastanza riusciti e simpatici, sono invece macchiettistici i suoi genitori e l’ispettore Ronan, anche padre Xavier non brilla per originalità. La stessa protagonista non è particolarmente incisiva, risulta essere meglio la sua controparte da adolescente che non quella adulta.

Soprattutto, finché Marianne è nel corpo di madame Daugeron è spaventosa e carismatica, quando rivela il suo vero volto di strega condannata a morte legata ad un diavolo diventa ridicola e gli sviluppi successivi sono scontati e già visti.

Marianne è comunque un interessante esempio di fantastico in salsa francese, da latitudini in cui come in Italia si è sempre importato molto da Gran Bretagna e Stati Uniti e dove i tentativi più interessanti in tal senso risalgono agli anni Sessanta, con i vari Belfagor. Forse c’era bisogno di un po’ più di coraggio e meno cliché, tra l’altro i luoghi perfetti per storie di questo tipo in Francia ci sono eccome, basti pensare appunto alla suggestiva Bretagna, terra di leggende e misteri.

Elena Romanello