GIOVANNI MONGINI PRESENTA: CLASSICI SENZA TEMPO 13 – IL MOSTRO CHE SFIDO’ IL MONDO (THE MONSTER THAT CHALLENGED THE WORLD – 1957)

Film poco conosciuto e ormai scomparso anche dalle programmazioni televisive Il Mostro che sfidò il Mondo di Arnold Laven non merita assolutamente la caduta nel dimenticatoio. Il nostro compito, quindi, di ripresentarvelo o di farvelo conoscere è, questa volta, particolarmente gradito.

Una ripresa effettuata da alta quota ci mostra un lago di notevoli dimensioni.

«Questo è il Lago Salton, nella California Meridionale, uno strano fenomeno nel quale la natura ha situato cinquecento chilometri quadrati di acqua salata in un deserto. In questo deserto, vicino alle sponde del lago, il Governo ha costruito una delle più importanti basi di ricerca della Marina. Nel laboratorio sito nell’estremità sud della base vengono effettuati esperimenti atomici di carattere segretissimo mentre, nel campo della base, gli aeroplani decollano in missioni quotidiane per provare i nuovi paracadute che vengono prodotti dal Laboratorio di Ricerche sulla Seta dove il personale della Marina fa continui esperimenti per far fronte alle nuove necessità di una moderna aviazione. Il 17 maggio, nel primo pomeriggio, vi fu una scossa di terremoto nella zona del deserto. La scossa fu abbastanza forte per essere intesa nella base di ricerca, sebbene il suo epicentro fosse quindici chilometri lontano: nelle rocce costituenti il fondo del lago a circa cento metri sotto la sua superficie. Comunque, meno di due ore dopo il terremoto, la base aveva ripreso il suo normale lavoro. Il Tenente Hollyster, del Gruppo Comando Paracadutisti, si stava preparando per l’ultimo lancio della giornata. Hollyster era un veterano che aveva al suo attivo più di  trecento lanci e questo per lui era soltanto un lavoro di routine. Intanto, sul Lago Salton, i marinai Johnson e Sanders, si preparavano a raccogliere il Tenente Hollyster e anche questo, per loro, avrebbe dovuto essere un lavoro di routine…»

La pellicola ci mostra una breve immagine del fondo marino che si divide in due sotto l’effetto delle scosse telluriche, le scene sono tratte dal film Il Continente Scomparso, il quale le ha rubate a sua volta al buon vecchio Sul Sentiero dei Mostri.

I due marinai, a bordo della lancia, osservano con il binocolo la discesa del tenente Hollyster e Fred Johnson (Jody McCrea) avvisa il pilota che può ammarare tranquillamente. Quando i due raggiungono il luogo della discesa scorgono solo il paracadute del tenente per cui Howard Sanders (William Swan) si tuffa per recuperarlo, ma, dopo un paio di immersioni, scompare a sua volta.

Johnson comincia a preoccuparsi e osserva la liscia superficie del lago. Poi, all’improvviso, qualcosa esce da quelle acque davanti all’atterrito marinaio che urla scompostamente per qualcosa di orribile che sta vedendo.

Una lancia, con a bordo il Comandante della Base, il Colonnello John Twillinger (Tim Holt), giunge sul luogo dell’oscuro disastro e trova i resti orrendamente straziati di Hollyster, mentre il marinaio viene trovato morto sulla lancia per un collasso cardiaco; Twillinger mette la mano, inavvertitamente, sopra una strana secrezione biancastra e ne raccoglie immediatamente un campione per portarlo nell’ufficio del Dottor Jess Rogers (Hans Conried) il quale si occupa, con il suo staff, di tenere sotto controllo le acque del lago da qualunque forma d’inquinamento. Lo scienziato esamina la secrezione mentre Twillinger attende nell’anticamera e fa la conoscenza con Gail McKenzie (Audrey Dalton) e sua figlia Sandy (Mimi Gibson), poi Rogers esce dal laboratorio per dirgli che si tratta di una semplice secrezione marina, almeno a un primo esame, ma che intende esaminare il reperto in maniera più approfondita.

Twillinger si reca allora dal medico legale Nate Brown (Byron Kane) il quale gli comunica che al cadavere di Hollyster e Johnson sono stati sottratti tutti i fluidi dal corpo e, in più, la causa della morte di Johnson è un attacco cardiaco ma data la sua giovane età esso poteva avvenire solo per rabbia o… per paura. Le successive vittime sono una ragazza del posto, Jody Simms (Barbara Darrow) e il suo ragazzo, un marinaio di nome Robert (Bob Benevedes). E’ sera e i due vanno a nuotare nel lago. Robert scompare sott’acqua e, poco dopo, la stessa sorte tocca alla ragazza in una scena che resterà molto impressa all’allora tredicenne Steven Spielberg il quale la riprenderà, riadattandola, per l’inizio del suo primo grande successo commerciale: Lo Squalo.

La madre di Jody, la Signora Simms (Elleen Harley), allarmata per il ritardo della sua “bambina” avvisa lo sceriffo del luogo, Josh Peters (Gordon Jones) e il Colonnello Twillinger. I due trovano i vestiti dei ragazzi nella spiaggia vicino al lago e sulle rocce accanto, la solita bava biancastra.

Si rende necessaria un’immersione  nel lago anche perché, casualmente, Rogers ha scoperto che la bava è radioattiva. Gli assistenti di Rogers, Ted Johns (Max Showalter) e George Blake si immergono per esplorare il fondo. La profondità che raggiungono è insolita per la zona, essa dovrebbe essere di venti metri e invece i due penetrano in una spaccatura trovandosi così a quaranta metri. Davanti all’apertura di una grotta notano qualcosa: uno strano involucro di un paio di metri di diametro simile a un pallone di plastica semiafflosciato (e probabilmente in realtà lo è). Si fanno calare una rete con la quale imbragano lo strano oggetto che viene così  issato a bordo della motolancia. Mentre stanno per risalire scorgono il corpo della ragazza e, in quel momento, un mostro attacca Blake (Dennis McCarthy) uccidendolo. Johnson si precipita terrorizzato verso la superficie e, mentre sta raccontando concitatamente quello che è successo, l’orrenda creatura attacca la lancia, ma viene accecato con un grosso uncino e torna a immergersi.

La lancia ritorna a riva e la moglie di Blake, Connie (Marjorie Stapp), avvertita da Gail, è arrivata alla base e, solo in quel momento si rende conto di aver perso il marito. Rogers l’accompagna all’interno del laboratorio mentre John si attarda con Gail.

Lo scienziato ritorna, deve ripartire con John e gli altri per bombardare il fondo marino in modo da uccidere più mostri possibile e gli echi delle esplosioni raggiungono Gail e Connie mentre stanno tornando a casa.

La mattina successiva Rogers è nel laboratorio con John, il suo vice e cioè il luogotenente Robert Clemens (Harlan Warde), lo Sceriffo Josh e un Generale e un Ammiraglio giunti alla base apposta per essere aggiornati sulla situazione e lo scienziato fornisce loro le debite spiegazioni.

Il gigantesco uovo è stato posto in una altrettanto gigantesca vasca fornita di termostato. Rogers mostra il suo contenuto agli astanti.

Rogers: «Ora, Signori, vi farò vedere cosa avviene nell’interno dell’uovo, lo trovammo presso la tana del mostro, noterete che il guscio comincia già a indurirsi e che si sta delineando la testa. Per completare gli studi lo teniamo vivo controllando la temperatura dell’acqua, noterete che il termostato segna esattamente quaranta gradi…»

Ammiraglio: «C’è pericolo che possa schiudersi?»

Rogers: «Oh, no. La temperatura è troppo bassa  per farlo schiudere e finché questo sarà regolato in modo che la temperatura rimanga costante non c’è pericolo.»

Ammiraglio: «Capisco.»

Rogers: «Ora, Signori, noi siamo convinti che questo mostro appartiene alla stessa famiglia dell’antidiluviano “creaka”, un gigantesco animale marino che è il diretto antenato degli odierni molluschi. Mi sono fatto spedire da San Diego alcuni film sui molluschi, date un’occhiata e confrontateli con il mostro che ci ha attaccato… ehm, dottor Johns…»

Johns: «Sì?… Da questa parte, prego…»

L’immancabile documentario esplicativo è pronto sul proiettore.

Rogers: «Sceriffo spenga la luce, per favore.»

Lo sceriffo esegue e il filmato comincia.

Rogers: «Come sapete la famiglia dei molluschi è composta da animali che hanno un corpo molle, di solito protetto da un guscio. Questa è una “Gomaxis Gambiensis”, grande circa un centimetro. Noterete la straordinaria rassomiglianza fra essa e il gigantesco mostro del lago Salton (in verità non si assomigliano molto, ma questo era anche dovuto al fatto che il mostro non ha le antenne come quelle delle lumache: erano troppo difficili da realizzare in maniera verosimile per cui non se ne fece niente, ma la battuta rimase). Per esempio, la Gomaxis ha una natura predatoria, attacca le altre creature viventi e le divora, mangia le loro carni e più è grande e più è grande il suo appetito… Questo è un esemplare di “Gomaxis Finlandia”, essa dilania le sue vittime con la bocca a forbice. Alcune specie succhiano i fluidi delle loro vittime come il mostro con cui noi abbiamo a che fare. Come ho già detto molti di questi animali vivono quasi sempre nell’acqua, ma qualche volta si avventurano anche a terra in cerca di cibo. Così faceva anche il Creaka… Questi molluschi sono nati da poco tempo eppure, osservate, sono grandi come gli adulti. La ragione è che si sono completamente sviluppati dentro il sacco dell’uovo. Dal momento che nascono hanno fame. La secrezione schiumosa si forma nel sistema digestivo: è una specie di arma di difesa ed è chimicamente simile alla secrezione che abbiamo trovato nella barca… Beh, questo per darvi un’idea.»

Il filmato è finito. Le luci si riaccendono.

Ammiraglio: «Molto interessante, ma a che serve? Il mostro è stato ucciso e il Comandante Twill dice che tutte le uova sono state distrutte.»

Rogers: «E’ vero, Signore, ma non siamo sicuri di aver ucciso tutti i mostri.»

Generale: «Così lei crede che esistano altri mostri.»

Rogers: «Ah, ne sono sicuro… Dal numero dei gusci nelle fotografie direi che ci sono almeno dieci di questi mostri. Ciascuno, voi capite, con la possibilità di deporre alcune migliaia di uova nella sua vita (indica una delle foto scattate durante le immersioni). Dunque, qui c’era una grotta, proprio qui, e quando si è fatta saltare forse abbiamo intrappolato il resto dei mostri.»

Ammiraglio: «Bisogna accertarsene.»

Rogers: «Ah, adesso è impossibile perché l’ingresso della grotta è coperto da tonnellate di roccia, comunque se qualcuno fosse scappato verrà alla superficie presto o tardi… non c’è da mangiare nel lago Salton… avrà fame.»

Josh: «Faremo sorvegliare il lago da una pattuglia, Dottore.»

Rogers: «Sì, questo è necessario, ma il vero pericolo non sta nel lago, Signori, ricordiamoci che questi mostri possono camminare anche sulla terra. A poche miglia da qui c’è un sistema di canali che irriga tutta la Vallata Imperiale e si scarica poi nelle acque del golfo; non vorrei allarmarvi troppo, ma se uno dei mostri è scampato e se quindi è entrato nei canali e ha deposto le uova, allora il mondo intero sarà minacciato. Prima divoreranno tutta la vita dei mari e poi verranno sulla terra. Ve lo immaginate un esercito di quei mostri che arriva in una nostra città?»

Generale: «Da dove sono venuti fuori, Dottore?»

Rogers: «Non lo sappiamo, ma posso dirle questo: possiamo fare un’ipotesi. Qualcuno di voi avrà visto quest’articolo su Life (dubitiamo che, a parte Rogers e i suoi collaboratori, qualcuno dei presenti si dedichi alla lettura di riviste di divulgazione scientifica). A poche miglia da qui esisteva il letto di un antico lago disseccato privo di acqua da molti anni, poi un’inondazione lo riempì di mezzo metro d’acqua, pochi giorni dopo il lago brulicava  di milioni di gamberi. Erano nati da uova che stavano lì da secoli. Beh, lo stesso è accaduto qui. Credo che alcune uova di questa specie preistorica siano rimaste qui, sotto il fondo del lago Salton… Supponiamo che un terremoto abbia fatto sì che si aprisse il fondo del lago e l’acqua sia arrivata così fino alle uova. Ora, siccome quest’acqua era leggermente radioattiva e siccome le uova potevano assorbire questa radioattività, esse trovarono un’ambiente perfetto per schiudersi (cosa c’entra la radioattività in questo caso?) e crescere, quindi una scossa più forte allargò lo spacco permettendo a questi mostri di venire alla superficie.»

Il gruppo decide di non divulgare la notizia per non scatenare un’inutile ondata di panico e i militari aiuteranno lo sceriffo del luogo a pattugliare il lago e verrà anche creato un centro operazione alla guida di John per controllare le chiuse da dove le creature potrebbero passare.

Uscendo dalla riunione John trova anche il tempo d’invitare Gail a pranzo, ma la ragazza deve stare con Connie salvo poi cambiare idea e accettare più tardi l’invito.

Fervono le ricerche e i controlli alle chiuse, il vecchio guardiano della chiusa 57 (Ralph Moody) sgrida e fa allontanare dei ragazzini che si stavano bagnando.

Giunge la sera e, udito uno strano rumore, il vecchio si alza per ispezionare la chiusa: sembra non ci sia nulla di strano quando, all’improvviso, uno dei mostri lo assale alle spalle e lo uccide.

La mancanza di risposta ai controlli fa scattare l’allarme e, giunti sul posto, le tracce del mostro sono sufficienti a scatenare l’allarme e a far chiudere tutte le dighe, ma in una esse un mostro resta letteralmente tagliato in due per cui non è più possibile seguirlo fino al nascondiglio suo e degli altri eventuali superstiti.

Grazie a una vecchia carta reperita da Lewis Clark Dobbs (Milton Parsons), un curioso personaggio ma un ottimo archivista, viene finalmente ricostruito il percorso e quindi  il canale dove vivono i mostri.

Poiché nelle ore più calde essi dormono si pensa di immergersi nel canale con delle cariche esplosive e di distruggerli: il che avviene anche se, per un attimo, la vita di Johns è in pericolo e solo l’intervento di Josh riesce a risolvere la situazione.

Purtroppo, però, non è tutto finito perché l’uovo recuperato a suo tempo dai due sommozzatori fa ancora  parte della nostra storia e, anche se era tenuto a bassa temperatura nel laboratorio affinché non si schiudesse, le cose non sono andate come si sperava.

Nel laboratorio ci sono anche dei conigli che vengono usati come cavie e uno di essi (Lollo, per la precisione) è il preferito da Sandy, la figlia di Gail. La piccola criminale, credendo che il suo coniglio avesse freddo, aveva precedentemente alzato la temperatura del termostato per cui l’uovo si è schiuso. Il mostro ha divorato i conigli e ora vuole continuare il suo pasto con figlia e madre le quali, per sfuggirgli, si sono rifugiate in uno stanzino sulla cui porta l’orrenda creatura si sta già sfogando a testate demolendola anche con l’aiuto di due piccole chele poste ai lati della bocca.

All’ultimo momento, come è giusto che sia, arriva il nostro Johns il quale dapprima raffredda i bollenti spiriti del mostro con un estintore, quindi lo lessa con del vapore bollente. L’opera viene quindi definitivamente compiuta da due marinai armati di fucile chiamati da Rogers.

Il Mostro che sfidò il Mondo resta una pellicola assolutamente dignitosa nell’ambito del suo genere. In particolare il mostro è perfettamente credibile. I tecnici hanno realizzato una sorta di verme-lumaca in grandezza naturale e lo hanno mosso non solo con dei fili, ma con un’incredibile quantità di cavi e contatti elettrici. La Sinister Film ne ha curato l’uscita in DVD.

Protagonista del film è un inespressivo Tim Holt, passato alla storia del cinema solo per il suo ruolo accanto a Humphrey Bogart in Il Tesoro della Sierra Madre. Il suo vero nome era più roboante: Charles John Holt II ed era nato il 5 febbraio del 1918 a Beverly Hills (Los Angeles), è morto di tumore a Shawnee, in Oklahoma, il 15 febbraio del 1973.

Di Audrey Dalton non abbiamo notizia né di molti altri film dopo questo e soprattutto che si trattasse di pellicole di fantascienza, sappiamo che è nata a Dublino (Irlanda) il 21 gennaio 1934.

Mentre, per quanto riguarda Hans Conried, il cui vero nome era Frank Foster Conried, fu un caratterista di valore in moltissime pellicole. Era nato a Baltimora il 15 aprile 1917 e un attacco cardiaco lo ha stroncato il 5 gennaio del 1982 a Burbank, in California.

Pur essendosi occupato nel 1974 del serial tv Il Pianeta delle Scimmie, girandone alcuni episodi, ed essere stato tra i produttori di quell’altro serial di successo che fu La Grande Vallata dirigendone poi degli episodi, questo film costituisce per Arnold Laven l’unico suo approccio al cinema di fantascienza ed è un peccato visto il dignitosissimo risultato. Laven è nato a Chicago, nell’Illinois, il 23 febbraio del 1922 e si è avvalso di un soggetto dello scrittore e sceneggiatore David Duncan al quale dobbiamo, tra l’altro, anche le sceneggiature di Rodan (l’adattamento per gli Usa), L’Uomo che Visse nel Futuro e Ricerche Diaboliche.

Giovanni Mongini