CARD CAPTOR SAKURA

Non contente di aver riletto il filone delle maghette in chiave fantasy in Magic Knight Rayearth, le Clamp decidono di sfruttare la nuova popolarità di cui gode il genere negli anni Novanta grazie a “Sailormoon” con Card Captor Sakura, al quale si dedicheranno dal 1996 al 2000, e che diventerà anche tre serie animate e due film di successo.

Lontano da certe complessità di storie delle autrici forse più blasonate e meno popolari, come Rg Veda e X: 1999, Card Captor Sakura riprende lo schema della ragazzina con poteri magici, costruendo però una storia originale, con suggestioni legati al potere delle carte molto simili a quelle occidentali legate ai tarocchi.

Sakura, ragazzina di dieci anni (invecchiata di quattro anni, e chissà come mai, nella versione nostrana) trova nella biblioteca del padre un libro misterioso, The Clow, che una volta aperto porta alla dispersione di tutte le carte magiche in esso contenuto. Con l’aiuto di Kero-chan, un animale fantastico molto simile ai teneri famigli delle majokko anni Ottanta, Sakura dovrà ritrovare e reimprigionare tutte le carte. In seguito Sakura dovrà dimostrare di essere degna di diventare la padrona di tutte le carte, dovrà affrontare il mago Clow e la carta Il Nulla, che può distruggere il mondo come lo conosciamo inghiottendo tutto.

Con una trama a tratti ripetitiva e rassicurante, soprattutto negli episodi, ma in ogni caso avvincente, Card Captor Sakura risulta essere un manga ed anime molto amato sia da un pubblico più adulto, che ben conosce ed apprezza le Clamp e il loro stile di disegno fiabesco e affascinante, sia ovviamente le ragazzine, anche se non avrà mai il successo, in Giappone e fuori, di una Sailormoon, molto più supportata anche dal merchandising, presente anche qui, visto che la bambola di Sakura e il peluche di Kero-chan sono stati reperibili anche nei negozi non otaku occidentali, al di fuori del circuito delle fiere.

La vicenda, fiabesca e magica, riprende il tema della ricerca e del miglioramento di sé, comune sia alla cultura orientale che a quella orientale, attraverso una serie di prove via via più difficili, come quelle codificate appunto nelle fiabe. Ma sarebbe sbagliato liquidare Card Captor Sakura come solo un anime di magia. Il tema di fondo è infatti l’amicizia, qui particolarmente forte perché coinvolge tutti i personaggi, da Sakura alla sua migliore amica Tomoyo, da Shaoran, suo rivale nella ricerca delle carte a Touya, suo fratello maggiore. Ma ci sono anche due tematiche non così scontate e abbastanza scabrose ancora oggi in un Paese come il Giappone.

Shaoran, anche lui impiegato a raccogliere le carte di Clow, arriva dalla Cina, paese per cui c’è ancora oggi un latente razzismo in Giappone (che durante la guerra si macchiò di gravi crimini di guerra in quella stessa nazione), e la sua presenza viene vista come assolutamente normale nella storia, tanto da diventare uno dei protagonisti assoluti. Tomoyo, la migliore amica di Sakura, provetta sarta, ha verso la sua amica un’evidente attrazione ma la cosa non viene censurata né condannata, così come non vengono nascoste le chiare tendenze omosessuali di Touya e Yukito, altro personaggio chiave che si scoprirà essere non umano anche se si presenta sotto le vesti di uno studente liceale. In Giappone l’omosessualità è stata sdoganata nei manga, ma resta ancora un tabù nella società, soprattutto se viene rappresentata non come un’eccezione tragica ma come una regola normale di vita, così come avviene nel mondo magico ma anche molto reale di Sakura.

Sakura è tornato come personaggio in nuove vesti in Tsubasa Reservoir Chronicles sempre delle Clamp, dove in un nuovo contesto vive avventure completamente diverse e non di seguito a quelle della serie originale, secondo una prassi che comincia a diffondersi presso i mangaka e che risulta essere molto amata dalle Clamp stesse.

Non sarà stato un successo assoluto come altre serie, ma è stato un bel modo di rileggere le storie di maghette, condendole con un po’ di tarocchi e di magia, tra Oriente e Occidente, e con un disegno decisamente non scontato e dozzinale. Da scoprire o riscoprire, magari grazie alla traduzione del manga della Planet ancora reperibile, mentre risulta un po’ latitante l’anime.

Elena Romanello