YADO

SCHEDA TECNICA
Titolo originale: Red Sonja
Anno: 1985
Regia: Richard Fleischer
Soggetto: tratto dai personaggi di Robert E. Howard
Sceneggiatura: Clive Exton e George Fraser
Direttore della fotografia: Giuseppe Rotunno
Montaggio: Frank J. Urioste
Musica: Ennio Morricone
Effetti Speciali: Colin Arthur e Barry Nolan
Produzione: Raffaella De Laurentiis e Christian Ferry
Origine: USA-Italia
Durata: 1h e 95’
 
CAST
Brigitte Nielsen, Arnold Schwarzenegger, Sandhal Bergman, Paul Smith, Ronald Lacey, Janet Agren, Ernie Reyes jr., Tad Horino 
 
TRAMA
Siamo ancora nell’Era Hyboriana. Sonja di Hyrkania, sopravvissuta alla strage dei genitori, diventa una temibile guerriera dai capelli rossi, legata ad un voto fatto alla dea che le ha conferito tanta forza: non concedersi mai ad alcun uomo che prima non l’abbia sconfitta in duello. Gedren, amazzone-strega, trafuga una Pietra Sacra che può essere toccata solo da una donna, fonte di energia sfrenata, uccidendo la sorella-sacerdotessa di Sonja, Varna. Con l’aiuto di un misterioso cavaliere, Yado, in realtà anche lui sacerdote del culto, tempestivamente pronto ad intervenire in battaglia accanto alla ragazza, Sonja si spinge nel regno di Gedren assieme ad un adolescente sovrano spodestato, il principe Tarn e al suo generale Falkon. Lo scontro finale vede Sonja trionfare su Gedren, distrutta assieme alla Pietra. Yado può così agevolmente sfidare in amichevole duello la guerriera, senza però approfittare della vittoria e lasciandola al suo destino di avventuriera.
 
NOTA

Decisamente un mediocre film questo Yado, liberamente ispirato all’eroina di Howard apparsa nel racconto “L’ombra dell’avvoltoio” (novella incentrata sull’assedio di Vienna da parte dei Turchi nel 1529) ma reinventata dallo sceneggiatore di fumetti Marvel Roy Thomas come comprimaria della saga di Conan. Si tratta tra l’altro dell’ultima pellicola diretta dal veterano Richard Fleischer, con la partecipazione di nomi importanti come il costumista Danilo Donati, il direttore di fotografia Giuseppe Rotunno e il musicista Ennio Morricone, che però fallisce miseramente al botteghino, risultando solo un monotono susseguirsi di scontri al servizio di una storia insulsa, svogliatamente interpretata, il cui dispendio tecnico non appare affatto evidente sullo schermo. Schwarzenegger, nel ruolo di Yado, o Kalidor per il mercato americano, fa da spalla ad una monocorde Brigitte Nielsen, con scarso impegno recitativo ed edulcorata violenza, con una scenografia poveristica in cui prende vita una vicenda irrimediabilmente manierata e scarsamente incisiva. La pellicola segna il declino del neonato genere heroic fantasy cinematografico degli anni Ottanta, evidentemente dal fiato corto e necessitante di iniezioni rivitalizzanti ad opera di altri generi (fantascienza e horror). Anche in questo film, girato interamente in Italia nei bellissimi scenari abruzzesi e a Dinocittà, non è per niente ravvisabile lo spirito e l’influenza howardiana.

20/01/2008, Michele Tetro