DILETTA NICASTRO

Ha ideato la serie “Il mondo di Mauro & Lisi” e ci ha fatto girare il mondo facendoci conoscere molti patrimoni dell’Unesco, tra avventure, gialli, azione, misteri e sentimenti… ed è stata capace di diventare la “custode della parola mozzafiato”… tutto questo e molto di più è Diletta Nicastro, che abbiamo avuto il piacere di incontrare per voi.

COMINCIAMO CON UNA DOMANDA DI RITO. CHI È DILETTA NICASTRO?

Amo sognare, scrivere e battermi per un mondo migliore.

Amo viaggiare, cucinare e conoscere il come e il perché delle cose.

Amo leggere, camminare e stupirmi per la bellezza di un fiore.

Amo la mia famiglia, i miei ricordi, il mio futuro.

Ed amo mettere tutto questo dentro ai miei libri.

COME HAI COMINCIATO A SCRIVERE?

Scrivo fin da bambina. Piccoli racconti. Il diario di viaggio. Impressioni. Pensieri. Tante storie che mi hanno accompagnato da quando ero alle elementari. Magari non riuscivo neppure a finirle, ma ancora oggi le ricordo tutte. L’amore per la scrittura nasce dall’amore immenso per la lettura (il primo libro che ho letto per intero da sola è stato “Il giardino segreto” di Frances H. Burnett quando avevo sei anni). Ho sempre amato le storie gialle con un pizzico d’amore e questo non mi ha mai lasciato.

PRIMA DELLA SAGA DE “IL MONDO DI MAURO & LISI”, DI COSA TI OCCUPAVI?

Ero giornalista. O meglio, lo sono ancora, ma non ho più molto tempo per occuparmi di questa professione. Scrivevo in special modo di pallavolo, altra mia grande passione. Ho collaborato con “La Gazzetta dello sport”, “PV Pallavolo – Supervolley” (magazine specializzato sulla pallavolo), Televolley.com. Ho lavorato come addetto stampa con la FIVB e la CEV per eventi in Italia, la Federvolley e il Comitato Regionale Lazio di Pallavolo. Ho giocato, ho arbitrato ed ho scritto di volley. Oltre ad aver sempre molto tifato per la nazionale maschile! La pallavolo ha fatto parte di me per molti anni e non è un caso se ho dedicato un intero racconto a questo sport, “Il sogno di Rebecca”, inserito nella raccolta “Aspettando il Gigante”, e se la protagonista della saga Lisi Cavalieri è un ex giocatrice.

COME E’ NATA LA SERIE CHE TI HA RESO FAMOSA?

L’idea della saga de “Il mondo di Mauro & Lisi” mi è venuta nel dicembre 2003. Mi trovavo in Lussemburgo con il mio fidanzato (ed ora marito) e, mentre giravo per i borghi di questa cittadella bellissima dalla storia millenaria, mi sono imbattuta nella targa Unesco che informava che i quartieri medievali della città erano nel Patrimonio dell’Umanità dal 1994. Quella targa mi colpì moltissimo. Amavo da sempre il Patrimonio Unesco. Mia madre mi aveva regalato anni prima un libro fotografico con le immagini dei siti più spettacolari ed io amavo sfogliarlo. E mentre continuavo il mio tour per la città, questa targa continuava a riaffiorare alla mia mente. Improvvisamente, mentre mangiavo un mandarino sulle sponde del fiume Alzette a due passi dalla Torre Vauban, con un treno che sfrecciava verso la Germania, mi è venuto in mente che sarebbe stato bello raccontare questi siti meravigliosi in maniera diversa dal solito. Non accademica. Non noiosa. Ma attraverso storie mozzafiato, capaci di coinvolgere i lettori dalla prima all’ultima pagina e spingerli magari a visitare questi luoghi bellissimi con la mappa del romanzo in mano. Pochi minuti ed avevo ideato le linee generali della saga: un Ispettore Unesco come protagonista, la sorella minore che lo segue, un ragazzo misterioso che viene dall’Irlanda… La prima storia (ovviamente) si sarebbe svolta in Lussemburgo…

VUOI FARCI UNA PANORAMICA DEGLI AVVENIMENTI PRINCIPALI DELLA SAGA DALL’INIZIO A OGGI?

Wow! Non facile come risposta! Parliamo di 7 incarichi di Mauro Cavalieri, tre raccolte di racconti e una novella natalizia. Ma ci provo.

Mauro Cavalieri è un impavido Ispettore Unesco che viene inviato in missione ogni volta che uno degli oltre 1.000 siti inseriti nel Patrimonio dell’Umanità è in pericolo. Furti, omicidi, attentati terroristici, complotti internazionali. La sua strada si incrocia con nemici di ogni sorta e il suo coraggio lo rende un avversario di cui presto ci si vuole sbarazzare.

Leader indiscusso, Mauro trova al suo fianco moltissimi alleati, prima fra tutti la sorella minore, Lisi, romantica e idealista, che vive una tenera storia d’amore con il misterioso Kieran Moynihan, da cui però dovrà separarsi perché quest’ultimo è stato testimone di un attentato in Irlanda del Nord ed è nel mirino di terroristi islamici.

Durante il suo quinto incarico Mauro incontra l’estone Maarja, ragazza dai mille segreti, testimone di un omicidio. Infinite sono le difficoltà che Mauro e Maarja devono attraversare, ma nel momento in cui tutto sembra superato e sono ad un passo dalle nozze, Maarja viene rapita da un nemico senza nome, che vuole strappare alla giovane verità sconosciute.

Le avventure toccano i siti Unesco di Lussemburgo, il cuore neolitico delle Orcadi in Scozia, il sito fossilifero di Messel in Germania, l’Orto Botanico di Padova, Tallinn in Estonia, Villa del Casale a Piazza Armerina in Sicilia, il Selciato del Gigante in Irlanda del Nord, la Perdonanza Celestiniana de L’Aquila e il centro storico di Roma.

QUAL È STATA LA PARTE PIÙ DIFFICILE NELLA CREAZIONE DEI PERSONAGGI E DELL’AMBIENTAZIONE?

I personaggi nascono dalla penna e affiorano alla mente. Hanno una vita propria e una loro indipendenza. Il difficile a volte sta proprio in questo: la trama prevede che essi facciano qualcosa, ma loro si rifiutano e ne fanno una completamente diversa. Ma non li impastoio e li lascio fare. Anzi, rimango affascinata nel vedere quello che escogitano!

Per quanto riguarda l’ambientazione, la ricerca è una delle prime fasi della stesura di un romanzo. Parto, infatti, in avanscoperta per il sito Unesco che sarà protagonista dell’incarico successivo di M&L e non solo lo studio e mi documento sulla sua storia, ma vado a caccia di set ove far svolgere le scene: una chiesa, una cascata, un parco, un cimitero. Tutti i luoghi descritti sono reali (nei romanzi difatti ci sono molte mappe) e questi luoghi straordinari fanno da scenografia ai capitoli più intensi dei romanzi.

Mi fa molto piacere anche cercare ristorantini tipici o ricette del posto da inserire nelle storie, per rendere tutto ancora più completo.

E’ un lavoro lungo ma estremamente piacevole e gustoso!

E COME NASCE LA TUA COLLABORAZIONE CON L’UNESCO?

L’Unesco ha apprezzato la mia saga fin dall’inizio ed ha scritto, nella persona del dott. Mario Vecchione, la prefazione al primo libro della serie, “Il mistero di Lussemburgo”. Ho fatto poi concorsi letterari e fotografici. Ho partecipato a meeting e seminari. Ma il riconoscimento più bello è stato nel 2012, quando mi hanno invitato al “Salone Mondiale del Turismo Città e Siti Unesco” ad Assisi, come panelist alla sessione “Comunicare il Patrimonio Unesco” per veicolare il modo innovativo e coinvolgente con cui M&L spinge i lettori a conoscere ed amare il Patrimonio dell’Umanità.

E CON LE ALTRE REALTA’ ASSOCIATIVE, COME IL CENTRO DI TRASCRIZIONE BRAILLE DI TERAMO, IL MIBAC, LEGAMBIENTE? ABBIAMO DIMENTICATO QUALCUNO?

Il centro di trascrizione braille di Teramo mi ha conosciuto attraverso una M&Lmaniac (così sono stati battezzati i miei lettori dalla giornalista Alessandra Casella), che lavorava all’organizzazione dell’evento “Autori al buio” ed ha pensato di inserire i miei testi tra i libri da tradurre in braille per l’occasione. Fu un’esperienza bellissima, con una ragazza ipovedente che ha letto per tutta la platea un brano tratto da “Il tesoro di Skara Brae – Il secondo incarico”. Mi ha messo i brividi.

Il MiBac mi ha invitato ad una conferenza sui siti Unesco, dove parlare dei miei romanzi. Cosa che mi ha portato poi ad una proficua collaborazione con il dott. Giorgio Andrian per la strategia di comunicazione relativa all’Orto Botanico di Padova (sito Unesco coinvolto nel giallo storico “I lillà di Padova – Il quarto incarico”).

La collaborazione con Legambiente di Piazza Armerina è attiva da quasi cinque anni ormai! Mi hanno scoperta leggendo un articolo su un giornale e con loro abbiamo organizzato un concorso letterario con i ragazzi, invitati a scrivere racconti ambientati nel sito Unesco della Villa Romana del Casale con i miei personaggi come protagonisti. Io stessa ho scritto un racconto, “Tieni duro, Mauro Cavalieri”, inserito in “Aspettando il Gigante – I prequels”, ambientato a Piazza Armerina e nell’antica residenza romana famosa per i suoi magnifici mosaici.

Ma le collaborazioni nel corso del tempo sono state moltissime e tutte estremamente stimolanti. Vorrei ricordare l’invito al convegno sulla Perdonanza Celestiniana che si è tenuto nel luglio 2014 a L’Aquila, dove, nel Palazzetto dei Nobili, rimasto praticamente intatto dopo il terremoto del 2009, ho letto alcuni brani tratti da “Mauro a L’Aquila tre anni dopo” (racconto inserito in “Verso Roma” e incentrato proprio sulla candidatura della Perdonanza al Patrimonio Immateriale). E’ stato davvero emozionante.

O anche la collaborazione con l’Ufficio di Mantova e Sabbioneta Patrimonio Mondiale, con cui abbiamo dato vita a vari concorsi letterari e fotografici. O al progetto M&L a Roma, con il patrocinio di Roma Capitale.

Se invece si volesse parlare di qualcosa di più ludico, proprio pochi giorni fa siamo stati scelti dal social GoUnesco, riconosciuto ufficialmente dall’Unesco, come organizzatori per l’Italia dell’evento interattivo mondiale #makeheritagefun. Una sorta di flash mob in contemporanea nei siti Unesco sparsi per tutto il mondo, durante il quale si postavano su Facebook, Twitter e Instagram foto divertenti in diretta dai siti Patrimonio dell’Umanità. Noi abbiamo coperto 4 siti dall’Italia: il centro storico di Roma (dove ho partecipato personalmente), Castel del Monte (organizzato dalla M&Lmaniac Maria Di Bari) e l’Orto Botanico di Padova e le Ville Palladiane del Veneto (entrambi organizzati dalla M&L-maniac Diana Maria Bof).

Un divertimento assoluto! E una straordinaria vetrina di come il Patrimonio sia davvero di tutti. L’evento è riuscito così bene che si sta già pensando ad una seconda edizione. E ovviamente noi ci saremo ancora!

QUANTO DI REALE E DOCUMENTATO C’E’ IN QUESTA SAGA E QUANTO INVECE DI INVENTATO?

Tutto quello che riguarda il sito Unesco in sé e per sé (storia, leggende, avvenimenti del passato, etc.) è reale. Lo studio del sito è costante e faccio molto lavoro di approfondimento.

Ovviamente l’avventura che narro è figlia della mia immaginazione. A volte posso prendere spunto da problemi reali che corrono i siti descritti (come è accaduto per il Cuore Neolitico delle Orcadi nel secondo romanzo o nel sito fossilifero di Messel, nel terzo). Ma la trama, i personaggi e l’intreccio sono di fantasia.

Reali sono, viceversa, i sentimenti umani. Sono molto attenta allo studio delle emozioni e delle reazioni, sia dei personaggi principali che secondari, sia di quelli positivi che negativi. Nulla deve essere dissonante. Tutto deve avere una motivazione umana. Paura, coraggio, eroismi, amore. Una descrizione approfondita di comportamenti e atteggiamenti. E questa analisi mi piace molto, anche perché cerco di immedesimarmi in tutti i personaggi.

QUANTO DI AUTOBIOGRAFICO TROVIAMO’ IN “IL MONDO DI MAURO & LISI”?

Molto. Lisi, la protagonista e colei che scrive le avventure in prima persona, è molto simile a me. Nei sentimenti e nelle sue relazioni con gli altri. Mauro, suo fratello, è ispirato a mio fratello e al mio rapporto con lui. Kieran, il ragazzo di cui si innamora, è ispirato a mio marito, ai suoi ideali, alle sue passioni.

E poi le emozioni. Uno scrittore deve scrivere quello di cui sa. E questo vale soprattutto per le emozioni. Le avventure si possono inventare, l’animo umano no.

Per esempio, i rapporti di inimicizia, o per meglio dire di “falsa amicizia”, che escono dalle pagine di questi libri, sono ispirate ad esperienze personali. O, ancora, la grande passione per la cucina da parte di Lisi e le sue amiche, ricalca pomeriggi passati con le mie amiche ad inventare manicaretti speciali.

Per non parlare dei mille e variegati dettagli, che vengono disseminati nel corso della narrazione e che sono dei richiami evidenti a mie esperienze personali (riconoscibili solo per chi mi conosce, però!), o dei piccoli camei regalati a persone a cui voglio bene o a chi è dedicato il libro.

Infine, vorrei citare la scuola in Mali e la missione cattolica che l’ha costruita, dove si svolgono alcuni capitoli de “Il complotto di Roma – Il settimo incarico”. Quella è una mia speciale dedica all’Aula Manfredi, una scuola in Togo costruita grazie a vendite di beneficenza a cui ha partecipato per tre anni anche la mia saga e che, anche grazie alla generosità da parte dei miei M&Lmaniacs, nel 2013 ha finalmente aperto. Ho voluto condividere un grazie collettivo ai lettori creando i personaggi del giovane ex-alunno Aristide e di suor Elisa.

IL SUCCESSO DELLA SERIE E’ DOVUTO IN PARTE A UNA SORTA DI TAM TAM IN RETE: QUAL E’ STATO IL VOSTRO SEGRETO?

Il successo dovuto al passaparola è il più bello, perché sono i lettori che consigliano e sponsorizzano. Diffondono o coinvolgono in eventi disseminati per l’Italia.

Io ho un contatto costante con i M&Lmaniacs, attraverso il sito ufficiale, FaceBook o Twitter. Rispondo alle loro lettere e ascolto le loro richieste.

Ad esempio in molti mi avevano richiesto il ritorno dell’agente speciale Jürgen Lohmann, uno dei protagonisti de “I fossili di Messel”, ed infine li ho accontentati. Jürgen è infatti il protagonista di uno dei racconti inseriti ne “Le antiche pietre di Dalriada” (“La villa sul lago”) e sarà molto attivo nei prossimi due capitoli della trilogia de “Le nebbie di Meteora”.

Parafrasando un motto di un allenatore di calcio che diceva che il calcio senza i tifosi non è nulla, io posso dire che “Il mondo di Mauro & Lisi” senza i lettori non sarebbe nulla. Non mi stancherò mai di ringraziarli per il loro entusiasmo e la loro allegria…

SEI DIVENTATA LA CUSTODE DELLA PAROLA “MOZZAFIATO”: COSA SIGNIFICA E CHE COS’E’ L’HASHTAG #mozzafiatotour?

Nel 2012 la “Società Dante Alighieri” di Firenze ha lanciato un appello accorato contro la tendenza all’impoverimento del vocabolario italiano utilizzato nei giornali, in televisione, nei libri. Ha quindi richiesto di adottare delle parole per veicolarle e farle circolare. Io ho preso in consegna il lemma “Mozzafiato”, che si sposa perfettamente con le mie trame adrenaliniche, e ne sono diventata Custode Nazionale.

Mi sono presa l’impegno di utilizzare questa parola almeno una volta in ogni racconto, e almeno quattro volte in ogni romanzo.

Ho creato inoltre l’hashtag #mozzafiato, che è diventato un segno di distinzione della mia saga e che viene utilizzato anche dai lettori.

Infine nel maggio 2015 è iniziato il #mozzafiatotour, un tour di promozione de “Le antiche pietre di Dalriada”, che festeggia gli otto anni MOZZAFIATO di M&L. Il tour promuove la saga in molti modi diversi: presentazioni, letture di brani, partecipazioni ad eventi quali “Letti di Notte” o #makeheritagefun. E’ un tour molto divertente.

E DOVE TI CONDURRA’ PROSSIMAMENTE IL TOUR?

Il #mozzafiatotour durerà fino alla fine del 2015, come minimo. Il 16 luglio sarò a Roma per un interessante “Aperitivo Letterario” all’Enoteca Letteraria di Via Quattro Fontane. In agosto sarò in Abruzzo. A settembre a Telese Terme (Bn) e darò vita alla seconda edizione di un evento che è stato molto apprezzato: l’interattivo “Moda e Letteratura”, organizzato in collaborazione con la boutique “Storie di Moda” di Roma, in cui si mette in evidenza il legame indissolubile tra la letteratura e la moda. Gli abiti non solo narrano i caratteri diversi dei personaggi (ognuno ha il suo stile), ma raccontano molto anche dell’epoca a cui appartengono. Durante l’incontro si mostrerà la nuova collezione autunno – inverno e si abbineranno gli abiti ai vari personaggi della saga.

RECENTEMENTE HAI PUBBLICATO IL PRIMO VOLUME DELLA TRILOGIA “LE NEBBIE DI METEORA”, INTITOLATO “LE ANTICHE PIETRE DI DALRIADA”: CE NE VUOI PARLARE?

“Le antiche pietre di Dalriada” è una raccolta di sei racconti che anticipano l’ottavo incarico di Mauro Cavalieri. Si tratta di sei flash su sei situazioni completamente distanti tra loro, che sono destinate a convergere tutte verso la soluzione finale del caso.

I sei racconti sono:

1. “Primula Rossa vs Nigel Taylor”; il racconto inizia esattamente lì dove era terminato “Il complotto di Roma – Il settimo incarico” e dà infine spazio ad uno degli agenti segreti inglesi più misteriosi dei libri precedenti: il freddo Primula Rossa. Lo abbiamo lasciato che tornando a casa scopriva che l’amata moglie se ne era andata. Ora Primula metterà in campo tutta la sua esperienza maturata nel lavoro per riconquistarla.

2. “Il giorno dell’Etna”; Mauro Cavalieri si trova in Cambogia per l’inserimento del vulcano siciliano nel Patrimonio naturale e al tempo stesso è alle prese con chi ha rapito la sua futura sposa Maarja Tender. Sullo sfondo due personaggi molto amati della saga, Jacques Gibert e Minami Hakawa, che sta per lasciare l’Unesco per aprire un negozio di dolci giapponesi. Viene introdotto il personaggio di Domitilla De Flaviis, nuova Ispettrice Unesco che si invaghirà di Mauro.

3. “Come un leone”; racconto estivo in cui l’allegria delle feste in riva al mare nella splendida Sorrento fa da sfondo ad una delicata storia d’amore e un incredibile segreto. Protagonisti Sabrina Serafini, la segretaria di Mauro, e il ruvido giornalista Fulvio Crepaldi, autore del blog “Come un leone”.

4. “Le antiche pietre di Dalriada”; storia dall’atmosfera fantasy, mostra la coppia più amata di M&L, Lisi Cavalieri e Kieran Moynihan, durante un romantico viaggio in Scozia sulle tracce di antichi guerrieri.

5. “Non ne rimarrà uno”; viene descritto l’atteso arresto del terrorista Karim Usman Malik da parte dell’agente della CIA Alexander Armstrong, uno dei nuovi protagonisti della saga. Si legge anche un lungo excursus sul passato di Armstrong, la sua amicizia con Jonathan “Fitz” Darcy; la sua storia d’amore con la fotografa Wendy Carr che lo ha lasciato a pochi giorni dal matrimonio; il lavoro di intelligence che ha portato al blitz in un bungalow di Bali.

6. Infine il gotico “La villa sul lago”; già citato, in cui tornano Jürgen Lohmann e Grethe Antar, tra i protagonisti de “I fossili di Messel – Il terzo incarico”. Sono passati tre anni dall’ultima volta che li abbiamo incontrati. Da allora i due si sono lasciati ed ora Grethe è promessa sposa di un ricco armatore tedesco che ha il doppio dei suoi anni.

QUALI, E QUANTE, SARANNO LE PROSSIME MOSSE DI METEORA, SE GIA’ HAI IN MENTE UN PIANO BEN PRECISO?

“Le antiche pietre di Dalriada” sarà seguito da “Le memorie perdute di Kori” e “Il libro segreto di Valdur”. Il primo è già concluso ed è in fase di revisione. Del secondo sto scrivendo il Gran Finale. Non posso fare rivelazioni sulla trama. L’unica cosa che posso anticipare è che il sito Unesco coinvolto è Meteora, in Grecia, luogo bellissimo in cui si trovano remoti monasteri di monaci eremiti. E che finalmente si arriverà alla conclusione dei due filoni legati a Karim Usman Malik (iniziato in “Dio salvi il Gigante”) e a Karina Gligorevic (iniziato ne “I segreti di Tallinn”).

VISTO CHE ULTIMAMENTE E’ CAPITATO DI POTERTI LEGGERE ANCHE IN FORMATO DIGITALE, SECONDO TE QUALE SARA’ IL FUTURO DELL’EDITORIA? VEDREMO PIAN PIANO SCOMPARIRE IL CARTACEO A FAVORE DEGLI E-BOOK O PENSI CHE QUESTE DUE REALTA’ POSSANO CONVIVERE ANCORA PER LUNGO TEMPO?

Personalmente sono convinta che il libro cartaceo non potrà mai essere sostituito. Un libro non è solo una storia scritta. Un libro è fatto di pagine, di odore della carta, di segnalibri, di sfogliare e risfogliare. Un libro può passare di mano di generazione in generazione. Un libro è un oggetto prezioso, in cui ogni orecchietta formatasi nel tempo ha una sua storia. L’e-book è uno strumento freddo e forse funzionale. Ma il libro è qualcosa di molto più speciale e non potrà mai essere soppiantato.

IN QUESTI ANNI DI ATTIVITÀ CI SEMBRA DI INTUIRE ANCHE UNA CERTA PREDILEZIONE PER IL FANTASTICO. CHE SIGNIFICATO HA PER TE QUESTA TEMATICA?

Nei miei libri, veramente, racconto luoghi veri, reali, autentici e descrivo emozioni umane, in cui ci si può rispecchiare. Tra i motti di M&L c’è proprio quello che in questa saga non vi sono creature fatate o incantesimi.

Detto questo, aggiungo che il genere fantasy mi piace molto. Da piccola mi sono innamorata de “La storia infinita” di Michael Ende e della saga del Giglio Nero (che viene anche citata nei miei libri) scritta da Marion Zimmer Bradley, André Norton e Julian May.

HAI SCRITTO SIA RACCONTI CHE ROMANZI: IN QUALE FORMA DI ESPRESSIONE TI TROVI PIU’ A TUO AGIO?

I racconti sono molto più semplici da scrivere. Sono brevi e concentrati su un’unica storia. E’ molto bello poter dare vita con i racconti a personaggi secondari o mettere in luce temi da me amati o tematiche per me importanti attraverso queste storie brevi. Come per esempio la mia pallavolo ne “Il sogno di Rebecca” o l’omaggio a Jane Austen in “Jonathan Darcy torna a casa” e “Il ritorno di Mary Crawford”. O la denuncia che si nasconde dietro “Come un leone”.

Scrivere romanzi è più complesso. La soddisfazione di quando si arriva alla conclusione e si intrecciano tutte le storie iniziate in luoghi lontani nel tempo e nello spazio è incredibile. Rileggere le emozioni dei diversi personaggi che crescono nel corso delle pagine è estremamente gratificante.

Complessivamente preferisco scrivere i romanzi, ma se ho l’occasione in un racconto di approfondire la storia di uno o più personaggi, come per esempio accaduto in “Primula Rossa vs Nigel Taylor”, è altrettanto stimolante.

Per non parlare dei racconti che avrei voglia di scrivere e che non ho mai il tempo di fare. Fra tutti mi dispiace non essere riuscita a mettere per iscritto “L’amore non si addice ad Elettra”, che originariamente avrebbe dovuto far parte de “Le antiche pietre di Dalriada”. Ma non si sa mai.

VENIAMO A UNA DOMANDA PIÙ GENERALE. DOVE TRAI ISPIRAZIONE PER TUTTE LE TUE STORIE?

Ovunque.

Un film, un libro, la vita di tutti giorni. Un viaggio in metropolitana. Un tweet. Un ricordo. Un sogno.

Tutto è di incredibile ispirazione. Anche una serata noiosa può diventare lo spunto per una scena o per la descrizione di un mondo.

Dico spesso che mi piacerebbe fare per i miei libri quello che nei dvd è il commento audio del regista e raccontare tutte le pagine come sono nate e da dove traggono ispirazione!

In un’unica pagina ci possono essere decine di richiami ad eventi che mi hanno ispirato.

QUALI SONO I TUOI SCRITTORI PREFERITI?

Jane Austen, sicuramente con Orgoglio e pregiudizio e Persuasione in prima fila, anche se ho amato tutti i suoi 6 romanzi. E poi Wilkie Collins, giallista ottocentesco inglese che ha creato degli immensi capolavori; i miei preferiti sono La donna in bianco e La pietra di luna. Amo moltissimo anche la canadese Lucy M. Montgomery e la sua saga di Anna dai capelli rossi. Infine non posso non citare la giapponese Chieko Hara, autrice di Luna, che mi ha ispirato oltre ogni dire…

E PER QUANTO RIGUARDA I FILM CHE PIU’ TI PIACCIONO, CHE CI DICI?

Amo il cinema. Ed amo il cinema della Vecchia Hollywood. Il mio attore preferito è James Stewart. Tra i titoli che più amo cito “Mr. Smith va a Washington” (1939), “La vita è meravigliosa” (1946), “I cavalloni” (1959) e “Tutti insieme appassionatamente” (1965). Tra i film moderni, mi sono piaciuti la saga de “Il signore degli anelli” di Peter Jackson (ma non quella de “Lo Hobbit”, troppo poco fedele al romanzo), “Argo” (2012) e “Emma” (1996), tratto dall’omonimo romanzo di Jane Austen.

ULTIMA DOMANDA, POI TI LASCIAMO AL TUO LAVORO. QUALI PROGETTI HAI PER IL FUTURO E QUAL È IL TUO SOGNO (O I SOGNI) CHE HAI LASCIATO NEL CASSETTO?

Progetti per il prossimo futuro: terminare il prima possibile “Il libro segreto di Valdur” per poter procedere alla revisione globale della trilogia.

Sogno nel cassetto: come dice qualcuno, se si deve sognare, tanto vale farlo in grande. Certamente il mio sogno è quello che la mia saga venga trasportata sul grande schermo, magari attraverso una produzione europea. Chissà. Sarebbe bello…

AUGURANDOCI CHE OGNI PROGETTO E OGNI SOGNO DI DILETTA SI CONCRETIZZI, NON CI RESTA CHE ATTENDERE IL PROSSIMO FUTURO PER SAPERE COME ANDRA’ A FINIRE!

Davide Longoni