ALIENS NIGHT

Lo avevamo già annunciato che Andrea Ricca era nuovamente al lavoro e finalmente il suo nuovo film è pronto: si intitola “Aliens Night” ed è un cortometraggio di fantascienza, con effetti speciali in grafica 3D, che racconta la storia di un tentato rapimento alieno ai danni di una ragazza che combatterà duramente per la propria vita.

Ancora una volta Andrea riesce a stupirci e a confezionare un ottimo prodotto giocato come sua abitudine fra ironia, action e serietà: “il corto, ci racconta il regista, è stato girato a budget zero e senza nessuna troupe, con il solo ausilio di una Videocamera HD e di un Pc”.

Regia, soggetto, sceneggiatura, montaggio, modellazione ed animazione 3D, compositing e post-produzione sono stati curati dallo stesso Andrea Ricca.

Le riprese hanno richiesto due settimane di lavorazione mentre gli effetti speciali sono stati creati in circa sei mesi di post-produzione.

“Rispetto ai miei cortometraggi precedenti, ci dice ancora il regista, ho cercato di fare alcuni passi avanti qualitativi: in primo luogo il video è stato girato, montato e pubblicato in qualità FullHD, così da poter garantire una qualità visiva migliore (una buona visualizzazione full screen sul Pc, su Tv full HD e proiezioni in festival), rispetto ai precedenti corti che erano in qualità “standard”.

C’è stata poi una maggiore attenzione, sempre nei limiti del low budget, alla fotografia, sia in fase di riprese che di color correction.

Per quel che riguarda l’animazione 3D, per la prima volta ho utilizzato sui personaggi dei dati di motion capture che hanno reso le animazioni molto più fluide e naturali rispetto ai lavori precedenti in cui l’animazione era fatta a mano.

Infine, continua Andrea, non scordiamo il supporto che può dare un attrice con esperienza, nello specifico Stefania Autuori che ha diverse performance teatrali alle spalle e la cui espressività dà una qualità in più all’impatto emotivo e narrativo del corto”.

In ausilio a Ricca è intervenuto anche Matteo Migliorini, che invece è un grafico specializzato in effetti particellari (particles and dynamics) che di solito consistono in effetti di fuoco, fumo, liquidi, detriti o frantumazioni, e che per il corto ha realizzato il vetro della finestra che va in frantumi e l’esplosione dell’astronave.

“Da appassionato di fantascienza, ci dice in conclusione Andrea, e in particolare del tema degli alieni, ho voluto realizzare un cortometraggio in cui le creature extraterrestri si vedessero bene e a lungo, al contrario di molti film in cui si vedono solo in penombra e di sfuggita”.

E visto che è l’unica vera interprete del corto, per darvi un quadro più completo di questo lavoro che potete gustarvi  insieme a una galleria fotografica in fondo a questo articolo quando avrete finito di leggere , abbiamo deciso di incontrare per voi Stefania Autuori che si è raccontata in esclusiva per la Zona Morta, parlandoci di questa esperienza… e non solo.

COMINCIAMO DAL PRINCIPIO: ANZITUTTO CHI È STEFANIA AUTUORI?

Questa è forse la domanda più difficile alla quale si possa dare una risposta o quantomeno una risposta concisa. Quello che di me si può definire è che sono una salernitana di 28 anni con la vocazione per la recitazione. Sono laureata in beni culturali e ho l’hobby della storia e della storia dell’arte. Lavoro per un’agenzia di Moda (la Altair che si trova sempre a Salerno) e cerco di far confluire tutti i miei interessi e gli impegni verso quella che è l’unica mia ragione di vita, ovvero la recitazione. Potrà sembrare eccessivo, forse stucchevole, ma non trovo definizione migliore di questa. Sono anni, che non mi godo un film al cinema senza studiare, scrutare e prendere nota delle interpretazioni degli attori e non solo… anche dei presenti in sala. E’ una splendida condanna.

NEL CORTO “ALIENS NIGHT” TI SEI TROVATA A RECITARE CON IL NULLA PRATICAMENTE, VISTO CHE GLI ALIENI SONO STATI INSERITI IN POST-PRODUZIONE: COME TI SEI COMPORTATA PER APPARIRE COSI’ CREDIBILE?

E’ stata un’esperienza nuova per me, non mi era mai – ancora – capitato d’avere a che fare con il nulla! Oltre all’assenza totale di coprotagonisti anche la mancanza di un “testo” da recitare non mi ha reso la vita facile; non avevo nulla su cui appoggiarmi, nè una spalla, nè una “frase ad effetto”, mettiamola così. Ho cercato di essere il più naturale possibile. Ho molto rispetto per il lavoro altrui oltre che del mio, e avrei rischiato di rovinare il progetto di Andrea non dando la credibilità giusta alle situazioni vissute dall’unico personaggio “umano” della storia. E’ stato “difficile” ma anche molto divertente. Dopotutto recitare è un gioco: mi sono divertita ad immaginare cose, e a interagire con le mie “visioni”.

QUALI SUGGERIMENTI È RIUSCITO A DARTI ANDREA E IN COSA TI HA ARRICCHITO QUESTA ESPERIENZA?

Le direttive di Andrea sono state molto importanti. Come ho anticipato prima, questa è stata la mia prima esperienza di “green screen” e lui è stato molto paziente e preciso. In tutti i giorni di riprese facevamo sempre prima una decina di minuti di briefing riguardo la scena che lui non mancava di descrivermi sempre nel dettaglio. E’ stato molto divertente lavorare con lui oltre che istruttivo. Devo ringraziarlo moltissimo sia per l’opportunità che mi ha concesso che per il suo tempo. Oltre a essere un “professionista” è anche una splendida persona.

VISTO CHE SI TRATTA DI UN FILM DI FANTASCIENZA, QUAL È IL TUO RAPPORTO CON IL FANTASTICO?

Non avrei MAI creduto di poter vivere un’esperienza con questa tematica in prima persona. Mi piace molto il fantasy pur essendo maggiormente orientata verso un “fantastico classico”, come potrebbe essere “Il Signore degli Anelli”, per quanto riguarda le produzioni cinematografiche, tanto per fare un esempio pratico. Allontanandoci dalla sfera delle produzioni video, il mio rapporto con il fantastico è molto buono… forse troppo. Gioco di ruolo infatti: “D&D” (“Dungeons & Dragons”) e “Cyberpunk 2020” per essere precisi. Per tornare al cinema ho sempre trovato tuttavia la tematica della fantascienza molto interessante, per quanto controversa. Credo infatti che sia molto difficile da trattare come argomento; è molto, troppo facile rischiare di cadere nella pantomima o nel ridicolo… anche quando a farlo sono delle produzioni importanti.

Ero infatti piuttosto scettica inizialmente riguardo la tematica del corto, ma ho avuto modo di ricredermi praticamente subito, specialmente grazie alla direzione brillantemente ironica di Andrea.
PROGETTI FUTURI?

Spero di poter lavorare ancora con Andrea, mi sono trovata benissimo. Per il resto, mi divido tra casting e teatro (e lavoro… i viaggi a Roma costano!). Credo fermamente di poter dire un giorno di essere un’attrice e di riuscire a trasformare quella che per adesso è una vocazione, nel mio lavoro a tempo pieno. Non smetterò mai di provarci.

E naturalmente i nostri “in bocca al lupo” sono tutti per lei e per il nostro Andrea… che gli alieni di questa notte cinematografica siano un’astronave verso il futuro!

Davide Longoni