ANDREA RICCA

Autore del recente corto fanta-horror visibile su “Youtube” intitolato “The Guardian”, Andrea Ricca è un giovane regista che comunque vanta alle proprie spalle un passato di tutto rispetto, sia come disegnatore di fumetti sia come regista, ruolo nel quale ultimamente si sta affermando. Conosciamolo meglio.
COMINCIAMO CON UNA DOMANDA DI RITO. CHI È ANDREA RICCA?
Professionalmente ho cominciato realizzando fumetti didattici o per campagne sociali, in ambito locale, su commissione del Comune o delle scuole della cittadina di Mercato San Severino, in provincia di Salerno, dove vivo e lavoro. Nel frattempo mi sono laureato in Sociologia.
In seguito ho approfondito il campo della grafica 3D e in questa veste ho collaborato, per diversi anni, con il “Giffoni Film Festival” alla realizzazione di sigle e corsi di 3D.
Nel 2008 ho curato la regia di un programma televisivo di genere varietà-comico dal titolo “Tutto fa Brodway” in onda sull’emittente 4Rete di Salerno.
Attualmente collaboro con l’agenzia pubblicitaria ILOKO di Salerno per la realizzazione di DVD didattici interattivi e spot pubblicitari.
VUOI PARLARCI DELLE TUE PRODUZIONI PRECEDENTI?
Ho iniziato a realizzare cortometraggi nel 1998, con il corto: “La valigia”, in concorso a vari festival e prodotto da Vincenzo Armenante della ARKANE FILM di Cava de’ Tirreni (SA).
In seguito ho realizzato altri sette cortometraggi compreso “The Guardian” , “La vita non ha prezzo” del 2009 e il rullo di finti spot satirici :“Pubblicità SProgresso”. Alcuni di questi visibili su You Tube, come "The Guardian" e "Pubblicità SProgresso".
RECENTEMENTE È USCITO IL TUO NUOVO LAVORO “THE GUARDIAN”, UN CORTO DI TUTTO RISPETTO CHE MESCOLA HORROR, FANTASY E UN PIZZICO DI IRONIA. CE NE VUOI PARLARE?
L’idea di “The Guardian” è nata per mettere insieme la mia passione per i cortometraggi, i film di avventura e la mia esperienza nell’animazione tridimensionale.
Si tratta di un corto a budget zero, realizzato con una videocamera, un’assistente, Antonella D’Andria, anche sceneggiatrice di alcuni miei corti precedenti, e la preziosa collaborazione dell’attore Michele Di Mauro che grazie alla sua esperienza e al suo “physique du rôle”ha dato una maggiore credibilità al tutto.
COME MAI HAI SCELTO DI DARE VISIBILITÀ AL TUO LAVORO ATTRAVERSO “YOUTUBE”?
Ho pubblicato “The Guardian” su “Youtube”, ma lo sto anche sottoponendo in misura limitata a qualche Festival, perché il web ti consente di avere un maggiore e più immediato feedback da parte del pubblico. Inoltre, essendo un film di genere, non sono molti in Italia i festival che sono interessati a questo tipo di storie.
Ma la scelta non era pianificata. Se avessi pensato alla bassa risoluzione dei video sul web avrei dedicato maggiore attenzione alle animazioni rispetto, ad esempio, alle texture.
Infine, grazie a “Youtube” è possibile raggiungere un’audience internazionale, soprattutto quella americana , dove sia il pubblico che gli specialisti amano i film di “effetti speciali”.
IN QUESTI ANNI DI ATTIVITÀ HAI SEMPRE AVUTO UNA PREDILEZIONE PER IL GENERE HORROR E PER IL MISTERO IN GENERALE. CHE SIGNIFICATO HANNO PER TE QUESTE TEMATICHE?
Le tematiche fantastiche consentono di andare oltre la vita quotidiana, superando i limiti della cruda realtà, ma ci portano anche ad affrontare le pulsioni dell’inconscio e questa sperimentazione di noi stessi nel mondo della fantasia può esserci utile nella vita quotidiana.
Questo, tra l’altro, potrebbe essere ampliato dal singolo al genere umano in generale. Penso alla narrativa di fantascienza che stimola gli uomini a proiettarsi nel futuro della loro evoluzione.
VENIAMO A UNA DOMANDA PIÙ GENERALE. DOVE TRAI ISPIRAZIONE PER TUTTE LE TUE STORIE?
Come tutti quelli che amano esprimersi attraverso il mezzo artistico traggo ispirazione dalle riflessioni sulla realtà e le propongo sperando che siano interessanti per gli spettatori. Mentre per i corti di genere, nell’ultimo secolo la letteratura ha abdicato al cinema il compito di costruire l’immaginario collettivo e Hollywood ne ha realizzato l’espressione più potente. Per questo mi piacerebbe riprodurre il misto di adrenalina e stupore che può dare un grande film di avventura o fantasy.
QUALI SONO I MODELLI LETTERARI O CINEMATOGRAFICI CUI TI ISPIRI?
In ordine sparso mi vengono in mente i nomi di Conan Doyle per la letteratura e per il cinema gli irraggiungibili Spielberg, Zemeckis, Lucas, De Palma, Ridley Scott, Oliver Stone e tanti altri che hanno la capacità di mescolare classico e innovazione creando ex novo dei “topos” dell’immaginario.
ULTIMA DOMANDA, POI TI LASCIAMO AL TUO LAVORO. QUALI PROGETTI HAI PER IL FUTURO E QUAL È IL TUO SOGNO (O I SOGNI) CHE HAI LASCIATO NEL CASSETTO?
Il sogno, come per tanti altri, è quello di dirigere film per lavoro oltre che per passione.
I prossimi progetti riguardano due idee per film di genere con elementi fantastici, dal tono sempre un po’ironico. Uno riguarda la folle corsa notturna di un ufo. L’altro una storia incentrata su quella che è la tradizione dei “mostriciattoli” del genere “Gremlins”, “Critters”, ecc.
A questo proposito sondo il terreno alla ricerca di collaboratori.
Infine ho nel cassetto la sceneggiatura di un horror dal titolo: “Non urlare” basato sul classico attacco di un assassino ai danni di un gruppo di ragazzi assediati in una casa. Sempre con molta ironia, meno sangue e più suspense.
Sul versante sociale invece prevedo un lavoro sul tema degli anziani dove però collaborerò solo in veste di regista per le riprese e montaggio.
Grazie e a presto!
GRAZIE A TE E… IN BOCCA AL LUPO!
01/03/2009, Davide Longoni