MASSIMO RAINER

Massimo Rainer è un avvocato penalista, ma a noi piace presentarvelo come scrittore, perché è in questa veste che meglio lo conosciamo: Massimo è un autore che nutre da sempre la passione per l’Estremo e il Lato Oscuro, forse a scopo catartico, e scrive storie noir molto convincenti, tanto da riuscire a spingere Alan D. Altieri ad aprire la collana “Prisma” che cura per Mezzotints Ebook proprio con un suo romanzo. Ma andiamo con odine.

COMINCIAMO CON UNA DOMANDA DI RITO. CHI È MASSIMO RAINER?

Un avvocato penalista milanese quarantaquattrenne, da sempre appassionato di letteratura noir, che da qualche anno non solo ne gode da lettore ma si cimenta anche come autore.

COME HAI COMINCIATO A SCRIVERE?

Probabilmente per necessità catartica. Il mio lavoro mi porta a contatto con il peggio della società civile e incivile. Se non trovi un modo di allentare la pressione, rischi di saltare. E, da lettore compulsivo (un tempo, ora molto meno), ho avuto modo di leggere abbastanza schifezze da trovare il coraggio di provarci. No, non sono modesto. Ma nemmeno falso.

VUOI PARLARCI DELLE TUE PRODUZIONI PRECEDENTI?

Il mio libro d’esordio, nel 2007, fu “Rosso italiano” (Barbera Editore). Si trattava di un hard-boiled con un intreccio parecchio complesso, con ramificazioni varie tanto geografiche quanto di tematiche. Andò piuttosto bene e mi diede la spinta per scrivere ancora. La mia seconda produzione, “Chiamami Buio” (Todaro Editore, 2011) era un pulp, scritto in prima persona, che vedeva protagonista un poliziotto corrotto. Un testo duro, provocatorio e rischioso. Molti non l’hanno capito, forse per colpa mia: mi sono troppo divertito nello scriverlo e ho calcato parecchio la mano. Col senno di poi, tanto sarebbe valso picchiare ancora più duro.

RECENTEMENTE HAI PUBBLICATO L’E-BOOK “LIMITE IGNOTO”, TRA L’ALTRO PRIMA AVVENTURA DELLA COLLANA “PRISMA” DIRETTA DA ALAN D. ALTIERI. CE NE VUOI PARLARE?

È un testo più tipicamente noir, quasi interamente ambientato all’interno di un carcere di massima sicurezza alla vigilia di Natale. Un avvocato va a trovare per la prima volta un nuovo cliente detenuto per un reato terribile. Non si conoscono e non hanno nulla in comune. Tranne qualcosa. O qualcuno.

QUAL È STATA LA PARTE PIÙ DIFFICILE NELLA CREAZIONE DEI PERSONAGGI E DELL’AMBIENTAZIONE?

Non sono stati affatto complicati da descrivere né i personaggi né le ambientazioni. Ho solo trasposto nel libro soggetti, luoghi e situazioni con cui mi trovo ad avere a che fare. Romanzando il tutto, ovviamente, ma nemmeno troppo.

QUANTO DI REALE O DI BIOGRAFICO POSSIAMO TROVARE IN QUESTO ROMANZO E QUANTO APPARTIENE INVECE SOLO ALLA FANTASIA?

Alla fantasia appartengono solo i rapporti personali descritti, i presupposti da cui si è dipanata la trama e i successivi sviluppi. Per il resto, ripeto, c’è moltissimo di vero. Certo, ho dovuto cambiare i nomi dei personaggi.

CHE EFFETTO FA ESSERE I PRIMI DI UNA NUOVA COLLANA, TRA L’ALTRO DIRETTA DA UN “MOSTRO SACRO” COME ALTIERI?

Sono ovviamente onorato e responsabilizzato dalla cosa. Peraltro stiamo parlando non solo di un “mostro sacro” ma pure di uno dei miei autori preferiti, da sempre. Ancora oggi mi pare pazzesco lavorare al suo fianco, dopo aver letto per anni i suoi libri.

COME SI CONCILIA, O QUANTO EVENTUALMENTE TI AIUTA, IL TUO LAVORO DI AVVOCATO PENALISTA CON LA SCRITTURA?

Mi aiuta moltissimo perché mi fornisce continui spunti da raccontare e tematiche da sviluppare. Al tempo stesso, lavorando forsennatamente, mi concede poco tempo per farlo. Non posso nemmeno dire di ottimizzare i tempi, semplicemente scrivo quando posso, dove posso, come posso.

DOPO DUE PUBBLICAZIONI TRADIZIONALI, SEI PASSATO ANCHE TU AL FORMATO DIGITALE IN E-BOOK: COME MAI QUESTA SCELTA E QUALE SARA’ SECONDO TE IL FUTURO DEI LIBRI STAMPATI?

L’orizzonte dell’editoria è questo, per svariate ragioni, tanto vale portarsi avanti sui tempi. E lo sto facendo con i migliori, perché tutta la squadra Mezzotints rappresenta l’eccellenza assoluta. Le majors avrebbero solo da imparare da Alessandro Manzetti e dal suo gruppo di fuoco. Ma sono troppo impegnate a inseguire le vendite per preoccuparsi di dare spazio a passione, competenza e qualità. Senonché si starebbe cercando di produrre Letteratura, cioè una forma d’Arte. Applicare logiche da mercato del pesce non depone a favore della grande editoria o presunta tale. Il futuro dei libri stampati è irrimediabilmente segnato. Presto saranno come i dischi in vinile: roba da collezionisti. Peccato, da feticista convinto e dichiarato. Ma sono pieno di parafilie con cui consolarmi, per mia grande fortuna.

IN QUESTI ANNI DI ATTIVITÀ HAI SEMPRE AVUTO UNA PREDILEZIONE PER LA LETTERATURA DI GENERE. CHE SIGNIFICATO HA PER TE QUESTA TEMATICA?

Non saprei scrivere d’altro e del resto non leggo altro. Direi che è tutto molto naturale, anche se ho sempre una certa allergia per il concetto di “letteratura di genere”. Esistono terreni delimitati da recinzioni, certo, ma all’interno delle stesse amo sentirmi libero di esprimermi come mi pare.

VENIAMO A UNA DOMANDA PIÙ GENERALE. DOVE TRAI ISPIRAZIONE PER TUTTE LE TUE STORIE?

Dalla mia quotidianità professionale. Spesso molto più cruda e sorprendente di quanto si pensi, consultando i mezzi d’informazione.

QUALI SONO I TUOI SCRITTORI PREFERITI?

Alan D. Altieri, Jean-Christophe Grangè, Elisabetta Bucciarelli, Luigi Romolo Carrino e Sara Bilotti. Tutti molto diversi tra di loro, ognuno speciale.

E PER QUANTO RIGUARDA I FILM CHE PIU’ TI PIACCIONO, CHE CI DICI?

Amo la cinematografia USA anni ‘70 e ‘80. Registi come Cimino, Ferrara, Scorsese, Scott. Tra i nuovi, Tarantino su tutti. In Italia, Tornatore e qualcosa di Salvatores e Placido.

ULTIMA DOMANDA, POI TI LASCIAMO AL TUO LAVORO. QUALI PROGETTI HAI PER IL FUTURO E QUAL È IL TUO SOGNO (O I SOGNI) CHE HAI LASCIATO NEL CASSETTO?

È in fase embrionale un nuovo manoscritto e ho parecchi altre idee. Sicuramente più idee che tempo per svilupparle. Sogni nel cassetto? Direi due: scrivere per il cinema ma soprattutto restare quello che sono.

IN BOCCA AL LUPO PER TUTTO ALLORA… RESTEREMO SINTONIZZATI IN ATTESA DELLE PROSSIME NOVITA’.

Davide Longoni