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	<title>La zona morta</title>
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		<title>NARRATIVA FANTASTICA TARGATA FANUCCI</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 22:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La biblioteca del fantastico]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi segnaliamo con piacere che Leggereditore e le Edizioni Fanucci tornano in libreria con una serie di romanzi di genere fantastico che non possono assolutamente mancare tra gli scaffali della vostra biblioteca personale del fantastico. Facciamo una rapida carrellata di quanto è da poco disponibile in vendita. Cominciamo con il gradito ritorno sugli scaffali di “Guaritore Galattico” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/CopGuaritoreGalat_Low.jpg"><img class="alignleft  wp-image-13930" title="CopGuaritoreGalat_Low" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/CopGuaritoreGalat_Low-380x600.jpg" alt="" width="274" height="432" /></a>Vi segnaliamo con piacere che Leggereditore e le Edizioni <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=13230"><span style="color: #0000ff;">Fanucci</span></a></span> tornano in libreria con una serie di romanzi di genere fantastico che non possono assolutamente mancare tra gli scaffali della vostra biblioteca personale del fantastico. Facciamo una rapida carrellata di quanto è da poco disponibile in vendita.</p>
<p>Cominciamo con il gradito ritorno sugli scaffali di “Guaritore Galattico” (208 pagine; 17 euro) di <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=921"><span style="color: #0000ff;">Philip K. Dick</span></a></span>, con introduzione di Carlo Pagetti e nuova traduzione a cura di Giuseppe Manuel Brescia.</p>
<p>“Guaritore galattico” è un viaggio unico verso mondi alternativi della fantasia dickiana: scritto tra il 1967 e il 1968 e pubblicato negli Stati Uniti nel 1969, l’autore avrà modo di soffermarsi in più occasioni sul romanzo individuando in esso un momento di difficoltà e di crisi nella sua ricerca del Salvatore (“the salvific entity”), che poi costituirà il centro de “La Trilogia di Valis”. Giustamente riconducibile a opere dello stesso periodo come “Ubik”, “Guaritore galattico” mescola motivi e forme della cultura sf più convenzionale, spesso apertamente parodiati. Parodia dunque ma anche il continuo lavoro su una sua idea del divino, e poi ancora, al di là dell’elemento speculativo e religioso, l’utilizzo costante di un metodo intertestuale, fatto di rimandi e di echi letterari (riferimenti espliciti a Yeats e a Brecht e alla leggenda di Faust), che non riguardano solo la fantascienza, e che rivelano un gusto evidente nell’attenzione al linguaggio e alle sue manipolazioni. Nella sua “Exegesis” (febbraio 1982, pochi mesi prima della morte), Dick annota: «<em>Guaritore galattico</em> mostra la possibilità molto concreta di sconfinare nella follia. Gli archetipi sono fuori controllo – vale a dire, l’inconscio è ostile e si solleva per sommergere. Il libro è disperato e spaventato, e si disintegra, come in un sogno, sempre più escluso dalla realtà. Fuga, disorganizzazione: la via si è quasi esaurita.» Quasi. Insomma, l’autore americano ribadisce che quel momento costituisce anche l’inizio del suo risveglio creativo. Infatti, il romanzo comprende anche una riflessione sull’identità dell’artista e, in modo più specifico, sullo scrittore di fantascienza. Man mano che procedeva nella sua attività di scrittore, per Dick diveniva sempre più incalzante l’interrogativo dello scrittore sul ruolo che una narrativa così marginale come quella fantascientifica avrebbe potuto ritagliarsi nella cacofonia di voci che riempivano l’orizzonte culturale americano, tanto più se, accanto alla dimensione estetica, si manifestava l’urgenza di definire anche un rapporto con il divino.  Nel caso di Dick, bisognerebbe pensare allo scrittore di fantascienza, che, fornito di poche pretese, cerca di “aggiustare” le visioni futuristiche e fantastiche dei suoi lettori, senza però dare a esse una coerenza che non possono avere.</p>
<p>Ma veniamo ora alla trama. Siamo nel 2046, in un’America totalitaria nella quale lo Stato controlla le azioni, le parole e perfino i pensieri dei suoi cittadini, così come avviene ormai in tutto il mondo. Joe Fernwright è un guaritore di vasi, in grado di far tornare come nuovi i manufatti di ceramica che restaura. In un mondo dove tutto è fatto di plastica, però, Joe si ritrova disoccupato e depresso. Con un matrimonio fallito alle spalle, e senza prospettive, il suo unico divertimento è quello di dedicarsi, con alcuni amici sparsi in tutto il mondo, a quel che Joe chiama semplicemente il Gioco. Il Gioco consiste nel decifrare incomprensibili traduzioni automatiche di titoli di libri e film, e risalire al titolo originale. Un giorno, però, Joe viene contattato da Glimmung, un’entità dotata di poteri quasi divini, e insieme ad altre persone altrettanto depresse e alienate, e a una schiera di creature provenienti da tutta la galassia, si imbarca in una grande Impresa: raggiungere un lontano pianeta per far riemergere un’antica cattedrale sommersa sul fondo dell’oceano.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/fanucci-CopPoisonPrincess.jpg"><img class="size-medium wp-image-13836 alignright" title="fanucci CopPoisonPrincess" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/fanucci-CopPoisonPrincess-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Passiamo ora a POISON PRINCESS (464 pagine; 10 euro) di Kresley Cole, definito così da “Booklist”: “La prosa è scoppiettante e piena di energia, state per leggere un romanzo che potrebbe essere il prossimo <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=10536"><span style="color: #0000ff;">Twilight</span></a></span>”.</p>
<p>2 Arcani. 22 Teenager prescelti. Lasciate che le carte cadano dove possono. Le terrificanti allucinazioni della sedicenne Evie Greene avevano predetto l’Apocalisse e la fine del mondo le ha portato in dono tutta una serie di nuovi poteri. Ora che la Terra è distrutta e restano pochi sopravvissuti, Evie non sa di chi fidarsi e decide di fare squadra con il pericoloso e sexy Jack Deveaux, in una corsa per trovare delle risposte. Evie e Jack scoprono che si sta avverando un’antica profezia e che Evie non è l’unica dotata di poteri speciali. Un gruppo di ragazzi è stato scelto per mettere in scena la battaglia finale tra il Bene e il Male. Ma non è sempre chiaro chi stia da quale parte. Evie potrebbe essere destinata a salvare il mondo oppure a distruggerlo&#8230;</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/fanucci-CopCasaIncontri.jpg"><img class="size-medium wp-image-13837 alignleft" title="fanucci CopCasaIncontri" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/fanucci-CopCasaIncontri-208x300.jpg" alt="" width="208" height="300" /></a>Proseguiamo con LA CASA DEI GRANDI INCONTRI (368 pagine; 10 euro) di Nora Roberts, così commentata da “Fresh Fiction”: “Nessuno sa descrivere bene le relazioni come Nora Roberts, con le sottigliezze e le eccentricità degli scambi emotivi nell’amicizia e nell’amore”.</p>
<p>Owen è la mente pragmatica del clan Montgomery e gestisce l’attività di famiglia con pugno di ferro. Grazie alle sue capacità di organizzazione, il Boonsboro Hotel sarà inaugurato come previsto, senza ritardi o sorprese. L’unica cosa che Owen non ha previsto è Avery MacTavish&#8230; Owen e Avery sono cresciuti insieme e fin da bambini hanno sempre avuto un debole l’uno per l’altra. Owen è stato il suo primo ragazzo e lei non l’ha mai dimenticato. La popolare pizzeria di Avery è proprio dall’altra parte della strada, di fronte all’albergo, e grazie alla forzata vicinanza e alla spinta di un misterioso fantasma, l’attrazione tra loro si riaccende più forte di prima, spingendoli a riannodare il vecchio legame. Ma il duro lavoro di Owen è appena iniziato: non dovrà soltanto occuparsi della riapertura del Boonsboro Hotel, perché il compito più difficile sarà convincere con pazienza Avery ad abbassare la guardia e farle comprendere che il suo primo fidanzato sarà anche l’ultimo&#8230;</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/fanucci-CopCavaliereLetale.jpg"><img class="size-medium wp-image-13838 alignright" title="fanucci CopCavaliereLetale" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/fanucci-CopCavaliereLetale-194x300.jpg" alt="" width="194" height="300" /></a>Chiudiamo segnalandovi il ritorno di <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=11715"><span style="color: #0000ff;">Larissa Ione</span></a></span> con IL CAVALIERE LETALE (384 pagine; 9,90 euro). Il “Romantic Times BookClub Magazine” ha scritto: “Larissa Ione ha la sorprendente capacità di creare eroi assolutamente sexy e irresistibili&#8230; Amore, peccato, redenzione e pericolo pervadono ogni pagina”.</p>
<p>Dopo quasi nove mesi di paralisi forzata, Thanatos, il Cavaliere dell’Apocalisse destinato a diventare Morte alla rottura del suo Sigillo, riesce a liberarsi. Il suo primo pensiero è scovare Regan Matthews, la guerriera Aegis che l’ha sedotto e ha causato in lui una reazione così incontrollata da far decidere ai suoi fratelli Limos e Ares di immobilizzarlo. Mosso da ira e desiderio di vendetta, Thanatos rapisce Regan, e con sua grande sorpresa scopre che è incinta&#8230; di suo figlio. La guerriera ha deciso di portare in grembo il bambino di uno dei Cavalieri dell’Apocalisse. L’Aegis è convinto che sia l’unico modo per evitare l’Apocalisse che si sta per compiere dopo la rottura del Sigillo di Reseph, quarto Cavaliere diventato Pestilenza. Costretti dagli eventi, Thanatos e Regan devono così a vivere a stretto contatto per cercare di scongiurare l’irreparabile. E scopriranno che la posta in gioco non è solo la salvezza del mondo, ma anche una vita che non avrebbero mai sognato di poter avere.</p>
<p>Buona lettura.</p>
<h3>A cura della redazione</h3>
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		<title>ALDA TEODORANI&#8230; E LE RADICI DEL MALE</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 22:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; sicuramente una delle scrittrici più brave e in gamba del nostro paese: riesce a passare dal giallo all&#8217;horror al mainstream al noir (e solo lei sa cos&#8217;altro!) con una disinvoltura senza pari. E&#8217; una donna piena di risorse e di energia che non smette mai di mettersi in discussione. E&#8217; una delle più grandi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/teodorani-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14109" title="teodorani 1" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/teodorani-1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>E&#8217; sicuramente una delle scrittrici più brave e in gamba del nostro paese: riesce a passare dal giallo all&#8217;horror al mainstream al noir (e solo lei sa cos&#8217;altro!) con una disinvoltura senza pari. E&#8217; una donna piena di risorse e di energia che non smette mai di mettersi in discussione. E&#8217; una delle più grandi sperimentatrici della parola “media” che conosciamo&#8230; tutto questo e molto di più è <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=10007"><span style="color: #0000ff;">Alda Teodorani</span></a></span>, che è tornata ancora a trovarci e a raccontarsi, perché dall&#8217;ultima volta che è stata nostra ospite, ne è passata di acqua sotto i ponti.</p>
<p>CIAO ALDA, E’ DA UN PO’ CHE NON CI SENTIAMO E NEL FRATTEMPO ABBIAMO VISTO CHE TI SEI DATA DAVVERO DA FARE. COMINCIAMO CON L’ULTIMA NATA, SE COSI’ SI PUO’ DIRE, OVVERO L’EDIZIONE IN E-BOOK DELL’ANTOLOGIA “<span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=13431"><span style="color: #0000ff;">LE RADICI DEL MALE</span></a></span>”: CE NE VUOI PARLARE?</p>
<p>“Le radici del male” è un mio titolo storico: si tratta dei primi racconti lunghi che ho scritto, o io preferisco definirli romanzi brevi, tra cui “Giù, nel delirio”, pubblicato nel &#8217;91 da Granata Press. Stimolata dalla richiesta di Alessandro Manzetti, direttore di Mezzotints, che ha messo in commercio l’e-book, ho rivisto il testo con l’aiuto di David Riva: non sono intervenuta su molte cose, ma è stato un lavoro attento e approfondito e la trama non è stata cambiata. Peraltro è la prima volta che sul mio testo lavora un editor, per me essendo una professionista dell’editing non è necessario, ma aiuta a sconfiggere la mia pigrizia. Il libro ancor oggi è molto violento, ai limiti del sostenibile, e non ha perso lo smalto nonostante l’età (questo detto dai lettori che hanno commentato la raccolta).</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/teodorani-2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-14110" title="teodorani 2" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/teodorani-2-300x248.jpg" alt="" width="300" height="248" /></a>LA COPERTINA DEL LIBRO E’ STATA REALIZZATA DA ALAN M. CLARK, UN ARTISTA AMERICANO CHE LA SA LUNGA IN FATTO DI ILLUSTRAZIONE. COSA PUOI DIRCI IN MERITO?</p>
<p>Mezzzotints lavora molto attentamente sull’artwork, fa parte della sua forza. Trovo che la copertina sia molto americana, nel senso buono del termine. Noi abbiamo un’altra idea e altri colori per definire il male ma sicuramente è un lavoro che colpisce e soprattutto originale e inedito!</p>
<p>CI VUOI RACCONTARE ANCHE DEL BOOKTRAILER REALIZZATO PER L’INIZIATIVA?</p>
<p>Il booktrailer è stato realizzato con grande professionalità: non amo questo tipo di comunicazione, ma questo l’ho adorato! Lo trovate <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.mezzotints.it/radici.html" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">qui</span></a></span> insieme ad altre notizie sul libro.</p>
<p>SE CONSIDERIAMO ANCHE L’USCITA DELL’AUDIOLIBRO “<span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=12919"><span style="color: #0000ff;">UN ALTRO GIORNO</span></a></span>” PER LA COLLANA “FANTASTICA” DI LA CASE BOOKS, CI VIENE DA PENSARE CHE ULTIMAMENTE HAI ABBANDONATO LA CARTA STAMPATA PER SPERIMENTARE LE NUOVE FRONTIERE DELLA NARRATIVA. COSA NE PENSI IN MERITO?</p>
<p>Questo non è l’unico racconto in mp3, come sai ho sempre sperimentato. In giro per la rete ci sono varie cose anche realizzate in tempi non sospetti, quando nessuno ci credeva, compresi i pdf gratis nel 2001 sul mio sito. L’idea degli audioracconti è nata molti anni fa con un’autoproduzione, un cd dal titolo “Coltelli” uscito in 100 copie e venduto tipo a 5000 lire compresa spedizione, nel 2001: si è ripagato le spese. Sulla mia pagina Facebook lo ritrovate nel link di Band Profile. C’è stato “<span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.15desideri.com" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">15 desideri</span></a></span>”, sempre con la mia voce e con il brano dei Blood 77.<br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/mTsi0Wfh38w?feature=player_detailpage" frameborder="0" width="476" height="365"></iframe><br />
Poi ci sono molte produzioni <span style="color: #0000ff;"><a href="https://www.facebook.com/aldateodorani.Catrecords" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Catrecords</span></a></span>,  come gli audiolibri realizzati da Antonio D’Antuono, Officina Rumorosa e I rumori sovversivi, in vendita per <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.kipple.it/index.php?route=product%2Fcategory&amp;path=107_118" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Kipple</span></a></span>.</p>
<p>COME VEDI IL FUTURO DELLA NARRATIVA: CREDI CI SIA ANCORA UNO SPAZIO PER IL CARTACEO OPPURE PASSEREMO AL DIGITALE E CI SCORDEREMO DEL PROFUMO DI UN LIBRO FRESCO DI STAMPA?</p>
<p>Guarda, non ho mai annusato un libro&#8230; ;) Comunque credo nel digitale ma anche nella carta, magari riciclata. Credo pure che le risorse finiranno tra pochi anni, quindi sarà meglio cominciare a imparare i libri preferiti a memoria&#8230;</p>
<p>RECENTEMENTE SEI DIVENTATA ANCHE DIRETTRICE DELLA COLLANA “SPECCHI” DELLA GIOVANE CASA EDITRICE MEZZOTINTS: VUOI PARLARCI DI QUESTO INCARICO E DI COME HAI INTENZIONE DI MUOVERTI?</p>
<p>Saranno scelte difficili poiché sarà soprattutto mainstream, cose postmoderne e soprattutto insolite scritte da donne: una grande sfida per me che amo il genere.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/teodorani-3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14111" title="teodorani 3" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/teodorani-3-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>PARLIAMO DELLE ALTRE TUE ATTIVITA’ COLLATERALI. COLLABORI ANCHE CON LA SCUOLA INTERNAZIONALE DI COMICS DI ROMA CON UN <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=11737"><span style="color: #0000ff;">CORS</span></a><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=11737"><span style="color: #0000ff;">O DI SCRITTURA</span></a></span>: IN COSA CONSISTE IL TUO LAVORO IN QUESTO AMBITO?</p>
<p>Tengo questo corso da tanti anni, si tratta di aiutare i giovani a trovare la loro voce e di sapere comunicare con le tecniche giuste. Il tutto in una struttura con cui collaboro dal 2008 in modo continuativo, che mi ha dato tanto e il cui direttore è un po’ il mio mecenate, che mi ha sempre aiutata nei momenti difficili, sia economici che morali, come l’ospedalizzazione post-infarto del 2001 o la scomparsa di mia madre.</p>
<p>VUOI PARLARCI DEL GRUPPO 13?</p>
<p>Avevo appena cominciato a scrivere quando ho conosciuto Carlo Lucarelli e Loriano Macchiavelli, oltre ad altri giallisti di area emiliano romagnola e insieme abbiamo pensato che sarebbe stato bello costituire un gruppo che si proponesse per iniziative editoriali e antologie. Era un momento di stacco, di lì a poco mi sarei trasferita a Roma, costretta da alcune circostanze a scomparire senza lasciare indirizzo. Ma è stata una esperienza stupenda, ho conosciuto tanta bella gente che lavora nella scrittura, un po’ anche di brutte persone e poi soprattutto Luigi Bernardi, mio primo vero editore.</p>
<p>COME ULTIMA DOMANDA CI RISERVIAMO DI CHIEDERTI ANCORA QUALI PROGETTI HAI PER IL PROSSIMO FUTURO&#8230;</p>
<p>Sono tanti, forse troppi. Il più immediato è un libro che sto finendo in questi giorni, dopo ci sarà una bella fase di revisione, in cui finalmente tornano il sangue, il sesso e i vampiri proprio come devono essere, più cattivi che mai!</p>
<p>LI ASPETTEREMO&#8230; RESTANDO NASCOSTI NEL BUIO OVVIAMENTE!</p>
<h3>Davide Longoni</h3>
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		<title>I FIGLI DELL’ODIO</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 22:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Hanno un bel dire, i dottori. Si riempiono la bocca di parole importanti. Nevrosi. Schizofrenia. Disturbi della psiche. Ti fanno stendere su un lettino e passano ore a raccontarti che ciò che vedi non è reale. Visioni e fantasie create dal cervello stressato. Balle. Tutte balle. Ho cercato di convincerli. Voci, rumori, immagini. Fatti concreti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="left">Hanno un bel dire, i dottori. Si riempiono la bocca di parole importanti. Nevrosi. Schizofrenia. Disturbi della psiche.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Ti fanno stendere su un lettino e passano ore a raccontarti che ciò che vedi non è reale. Visioni e fantasie create dal cervello stressato.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Balle. Tutte balle. Ho cercato di convincerli. Voci, rumori, immagini. Fatti concreti, insomma. Nulla. Rifiutano di credermi.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Lo so io, quello che accade di notte nel mio appartamento, mentre i dottori se ne stanno a ronfare beati. E so anche perché.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">La rabbia. Il rancore. L’odio.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Non sono semplici stati d’animo. Il cervello emette onde. Crea campi magnetici e li diffonde come cellule tumorali. Si appiccicano alle pareti, macchiano i mobili, si infilano nelle pieghe dei tessuti, sotto la pelle dei divani, dietro i battiscopa. Io lo sento. Ne avverto la presenza appena apro la porta di casa. Come la puzza di arrosto in una stanza chiusa.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Stanno lì nascosti, scarafaggi senza corpo, pompando energia negli oggetti sino a infondergli vita e pensieri propri.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Le vedo, le espressioni stupefatte. Storcete la bocca, alzate gli occhi al cielo e poi giù un bel sospiro di compassione. Guarda cosa ci tocca leggere, le fantasie di un pazzo.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Pazzo? No, è tutto vero.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Agosto. Notte fonda, finestre chiuse, aria irrespirabile. Lei ha freddo! La stanza da letto bolle di afa e rancore. L’ennesima questione con mia moglie. Urla, schizzi di saliva e a dormire il più distanti possibile, lo stomaco contratto e l’adrenalina che scorre a fiumi.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Mi alzo di scatto, con i crampi alle gambe e il fiato corto. Attacco d’ansia, bocca impastata. Respiro male, i polmoni sembrano spugne secche.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Non è possibile andare avanti così. Stesse liti, stessi discorsi, nessuno che ascolta. Come parlare al muro. O ai mobili.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Già, i mobili.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Davanti agli occhi ho il comò. E’ una grande bocca, con i cassetti trasformati in labbra gonfie e tumide. Una lingua viscida le lecca, poi si allunga sfiorandomi la guancia con un gesto affettuoso. Sorride, ha capito tutto.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Esco dalla camera. In fondo al corridoio c’è un rettangolo di luce verde, pulsa lento al ritmo di un cuore malato. La porta. Sul vetro dell’infisso compare il viso di un bambino. Ferito e coperto di piaghe. Gli occhi si spalancano e la bocca si deforma in un pianto muto.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Cerca vendetta.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Entro in sala. Sono tutti svegli, mi fissano preoccupati. Faccio un saluto stanco. Il sonno ormai è andato, tanto vale scambiare due parole.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">— Cosa dovrei fare? — chiedo ansioso</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Rispondono subito. Un concerto di sibili e squittii di topi spaventati.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Annuisco soddisfatto. — Lo pensate anche voi? Sono contento.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Mi avvicino alla cucina. La poltrona si trascina al centro della sala, lasciando una bava verde sul parquet. Sembra una enorme lumaca. Vibra, quasi fa le fusa. Non è mai stata di molte parole, ma è d’accordo anche lei. Il divano sogghigna. Due file di denti neri e aguzzi, come la bocca di uno squalo, si agitano sulla spalliera in pelle bianca.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Accendo la luce. Le pentole sono tutte sul tavolo, impilate l’una sull’altra. Furbe! Per risparmiare spazio non hanno formato la parola “Uccidila” ma un bel “Kill”, più pratico e essenziale.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Siamo tutti della stessa idea. La decisione è presa, devo darmi da fare. Sono tentato dal martello. Grande, col manico in legno e il corpo di ferro un po’ arrugginito. Sarebbe una bella soddisfazione, fisica e intensa, ma non voglio spaccarle la testa. Mi serve intera. Ripiego sul coltello, quello per l’arrosto. Più pratico.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Mi avvio verso la camera.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Il tappeto mi fissa con occhi spaventati. Le lunga ciglia nere, simili a antenne di un insetto, spuntano dai ghirigori bianchi e blu e sbattono frenetiche.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Non deve preoccuparsi. Non sporcherò. Siamo d’accordo con il letto. Gli ho promesso tutto il sangue. Se lo merita. Quanto ha sopportato!</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Ora corro, felice, lungo il corridoio. Il pavimento si gonfia in lunghe onde, spronandomi. Inizio a colpire mia moglie. Urlo di piacere mentre affondo il coltello una, dieci, cento volte. Il sangue schizza, mi copre il viso, mi impasta i capelli. Il letto sente il profumo, si anima, è un mare in tempesta. Al centro si apre una gola nera, rotonda, piena di rostri gialli. Beve veloce, con gusto. Le lenzuola si separano in strisce sottili, frustano l’aria come tentacoli di una piovra affamata. Succhiano, puliscono.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Momenti fantastici.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Mi fermo. Respiro a fondo, lasciando scendere la pressione. Ascolto gli ultimi gorgoglii. Suono dolce e ipnotico.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Bene. E’ fatta. Passiamo alla ricompensa. Sono un generoso, non trascuro gli amici. Inizio a tagliare piccoli tocchi di carne. Cercherò di contentare tutti. Li sento là fuori. Strisciano, ululano, invocano. Hanno fame.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Metto da parte la testa. Per quella ho un programma speciale. Il lavandino e la doccia sibilano di piacere al solo pensiero, ma dovranno accontentarsi di piccoli bocconi. Il vaso, invece, guaisce e mugola. Dilatato, occupa l’intero bagno, sembra un fiore bianco dagli enormi petali carnosi. Freme nell’attesa, deglutisce a vuoto con un singhiozzo strozzato.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Taglio i capelli, cadono per terra misti a pezzi di pelle. Il pavimento li assorbe, scompaiono come biscotti nella cioccolata calda. Afferro la testa, liscia come un pallone di basket. Due passi, mi fermo sulla porta del bagno e la lancio nella voragine biancastra. A dispetto della mole il vaso scatta come una molla, si richiude di colpo con un sussulto, sputando saliva rossa sino al soffitto.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Ho terminato. Non avevo scelta. Lo sanno anche loro, i miei unici amici. I miei figli. L’appartamento è buio e silenzioso. Tutto per me.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Una scarica elettrica, un fascio di luce blu. La televisione si accende, mi illumina, come il cono di un riflettore a teatro. E’ un omaggio. Chiudo gli occhi, faccio un inchino, saluto il mio pubblico. Un libro freme, si agita, batte la copertina come un paio di ali e, con un tremore primordiale, si alza in volo. Rimane sospeso in aria con un ronzio, colibrì di cartone colorato. Un altro cenno di gratitudine. Sono commosso.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">All’improvviso il libro scatta. Mi colpisce in faccia.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Spalanco gli occhi, mi tocco la guancia. Prima di poter aprir bocca altri volumi si alzano in volo. La stanza è piena, sfrecciano su e giù, sbattono sul soffitto, urtano le pareti, perdono pagine come piume. Poi si fermano, unica coscienza, e si lanciano all’attacco.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Sul viso, tra i capelli, sulla schiena. Furiosi, graffiano e strappano pezzi di pelle con gli spigoli cartonati. Un colpo violento sul viso, sangue e liquido colano dagli occhi. Non vedo più nulla. Alzo le mani per proteggermi.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Cado all’indietro, mi rialzo. Urlo. Mi spingono verso il divano. La bocca sbadiglia affamata, in attesa.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">L’ultimo libro mi colpisce alla nuca. Rotolo in avanti, sento il puzzo della pelle conciata, scivolo con la saliva giù per la gola. I denti mi afferrano, mi tagliano, mi spezzano ossa e muscoli.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Perché? Io sono il loro padre. Gli ho dato la vita.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">L’ultimo pensiero è di rammarico. Non avevo capito.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Non erano miei amici. Non odiavano solo lei.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Ci odiavano tutti e due.</p>
<h3 style="text-align: justify;" align="left">Roberto Guarnieri</h3>
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		<title>SMALL MOVIE FESTIVAL 2013 &#8211; REMINDER 01</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 22:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fantanews]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo l’esaltante successo della prima edizione, torna lo “SmallMovie Festival”: sabato 5 ottobre, il Comune di Calcinaia (PI) sarà nuovamente il teatro di questa manifestazione, un festival di cortometraggi organizzato in collaborazione con l’associazione culturale “SmallMovie”. Film in pillole arriveranno da tutta Italia e saranno accuratamente selezionati prima della gran serata finale che si svolgerà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/smallmovielogointernookcopia.jpg"><img class="alignleft" title="smallmovielogointernookcopia" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/smallmovielogointernookcopia-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a>Dopo l’esaltante successo della prima edizione, torna lo “SmallMovie Festival”: sabato 5 ottobre, il Comune di Calcinaia (PI) sarà nuovamente il teatro di questa manifestazione, un festival di cortometraggi organizzato in collaborazione con l’associazione culturale “SmallMovie”.</p>
<div>
<p>Film in pillole arriveranno da tutta Italia e saranno accuratamente selezionati prima della gran serata finale che si svolgerà presso la Sala Orsini a Calcinaia: la scadenza per l’invio dei vostri lavori è stata fissata per il 15 agosto.</p>
<p>Due le categorie previste per i registi desiderosi di prendere parte al festival: “Italian Short”, sezione aperta a cortometraggi in lingua italiana di qualsiasi genere a tema libero, della durata massima di 20 minuti, titoli di testa e di coda inclusi; e “Italian Horror”, sezione aperta a cortometraggi in lingua italiana di genere horror/thriller, della durata massima di 20 minuti, titoli di testa e di coda inclusi.</p>
<p>Nella serata finale i migliori 5 corti di ogni categoria saranno visionati sia dal pubblico che da una giuria di esperti che comprende giornalisti e addetti del settore che decreteranno il “corto” vincitore di ogni sezione.</p>
<p>Sono previsti premi in targhe e denaro.</p>
<p>Per saperne di più, potete scaricare il regolamento, la scheda d’iscrizione e la liberatoria al <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.comune.calcinaia.pi.it/pagine.php?pagina=134" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">sito del Comune di Calcinaia</span></a></span> e dare un’occhiata alla <span style="color: #0000ff;"><a href="https://www.facebook.com/smallmoviefestival" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">pagina Facebook </span></a></span>dedicata allo “SmallMovie Festival”.</p>
<p>In bocca al lupo a tutti.</p>
<h3>A cura della redazione</h3>
</div>
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		<title>BACCELLI, CAROTE E INSALATA DI TRIFIDI</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 22:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>

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		<description><![CDATA[“Solo quando dobbiamo lottare per difendere la nostra umanità ci accorgiamo quanto valga, quanto ci sia cara.” (“Invasione degli Ultracorpi” di Don Siegel) “Siamo venuti qui da un mondo in agonia, trasportati nell&#8217;universo di pianeta in pianeta con la spinta dei venti solari. Ci adattiamo e sopravviviamo. Lo scopo della vita è sopravvivere&#8230;” (“Terrore dallo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/invasione-degli-ultracorpi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13817" title="invasione degli ultracorpi" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/invasione-degli-ultracorpi.jpg" alt="" width="191" height="264" /></a>“Solo quando dobbiamo lottare per difendere la nostra umanità<br />
ci accorgiamo quanto valga, quanto ci sia cara.”<br />
(“Invasione degli Ultracorpi” di Don Siegel)</p>
<p>“Siamo venuti qui da un mondo in agonia,<br />
trasportati nell&#8217;universo di pianeta in pianeta con la spinta dei venti solari.<br />
Ci adattiamo e sopravviviamo. Lo scopo della vita è sopravvivere&#8230;”<br />
(“Terrore dallo spazio profondo” di Philip Kaufman)</p>
<p>“Dove vuoi andare? Dove vuoi scappare? Dove vuoi nasconderti?<br />
In nessun posto. Di quelli come te non ne è rimasto nessuno&#8230;”<br />
(“Ultracorpi &#8211; L&#8217;invasione continua” di Abel Ferrara)</p>
<p>Il romanzo di Jack Finney “<span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=4173"><span style="color: #0000ff;">Gli Invasati</span></a></em></span><em>”</em> ha avuto l&#8217;onore di ben tre trasposizioni cinematografiche (quattro, se consideriamo il recente “INVASION” di Oliver Hirschbiegel, ndr), prima fra tutte quella di Don Siegel nel 1956. Siegel ha al suo attivo una filmografia di tutto rispetto ma ha girato nell&#8217;ambito della science-fiction solo questo “INVASIONE DEGLI ULTRACORPI” (“<em>Invasion of the body snatchers</em>”<em> </em>- 1956), pellicola che però è subito entrata nell&#8217;olimpo dei grandi classici. Dopo questo, per quanto riguarda il genere, Siegel ha diretto solo due episodi della serie “<em>Ai confini della realtà</em>” di Rod Serling.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/invasion.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-13820" title="invasion" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/invasion.jpg" alt="" width="252" height="360" /></a>E&#8217; nato il 26 ottobre del 1912, è morto nel 1991 ed è stato il regista preferito di Clint Eastwood. Fu scelto dal produttore Walter Wanger per girare il film di cui aveva acquistato i diritti. Egli dovette lottare duramente con i dirigenti della Allied Artists che consideravano la pellicola uno dei soliti film di mostri. Wanger aveva invece molta fiducia nel soggetto e lasciò che Siegel affidasse la sceneggiatura della storia a Daniel Mainwaring, abituale collaboratore del regista, il quale fu però aiutato a sua volta dall&#8217;aiuto regista Sam Peckinpah, futuro autore di pellicole come “<em>Il cane di paglia”</em>, “<em>Il Mucchio Selvaggio”</em> e “<em>Pat Garrett e Billy Kid</em>”.</p>
<p>Il suo tirocinio con Siegel portò Peckinpah a interpretare un piccolo ruolo da gasista nel film. La pellicola costò pochissimo in effetti speciali: appena quindicimila dollari per realizzare i baccelli nella serra per cui Wanger poté dirottare le spese assumendo attori che dessero garanzie. La lunga battaglia con i dirigenti della Allied Artist non ebbe mai fine: il film finito destò molte perplessità con il protagonista Miles Bennell che urla nella strada “<em>Adesso toccherà a te</em>!”. E&#8217; un finale amaro, quasi inconcepibile per l&#8217;epoca per cui la produzione ordinò a Siegel di cambiarlo, oltre che tagliare delle scene dove il regista cercava di stemperare la vicenda con un poco di umorismo. Siegel accettò di girare le sequenze iniziali e finali lui stesso in modo che il film mantenesse comunque una logica continuità per cui venne scritturato l&#8217;attore With Bissell il quale, per questa ragione, non è citato nei titoli, nel ruolo del direttore di un manicomio che ascolta incredulo il racconto di Miles Benell (Kevin McCarthy) e alla fine gli crede mobilitando le forze di polizia e “l&#8217;effe bi i”, come dice il dialogo italiano.</p>
<p>Il titolo della pellicola era originariamente “<em>The Body Snatchers”</em> e cioè lo stesso titolo del romanzo ma Siegel voleva proporre un verso di Shakespeare “<em>Sleep No More</em>” (“<em>Non dormirai più</em>”) con l&#8217;ovvio riferimento al fatto che chi cede al sonno è perduto. Wanger accettò il titolo ma non così i produttori che lo sostituirono con un anonimo “<em>They Came from Another World”</em> (“<em>Venivano da un altro pianeta</em>”).</p>
<p>La battaglia infuriò e Wanger cercò di fare in modo che venisse almeno lasciato il titolo del romanzo ma nemmeno questo gli riuscì perché dopo le prime uscite al film venne subito aggiunta la parte “<em>Invasion of”</em> che aggiunto al “<em>The Body Snatchers”</em> consolidò una volta per tutte il titolo definitivo della pellicola.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/TERRORE-DALLO-SPAZIO-PROFONDO.jpg"><img class="size-full wp-image-13818 alignleft" title="TERRORE DALLO SPAZIO PROFONDO" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/TERRORE-DALLO-SPAZIO-PROFONDO.jpg" alt="" width="190" height="265" /></a>Passano così oltre trent&#8217;anni prima che il regista Philip Kaufman, nato il 23 ottobre del 1936 a Chicago, nell&#8217;Illinois, potesse mettere in cantiere quello che lui stesso, più che un “<em>remake</em>” considera un omaggio a un film splendido, tanto è vero che, in due piccoli camei, appaiono sia Kevin McCarthy che Sam Peckinpah, il primo praticamente nel ruolo di Miles Benell che ancora se ne va in giro cercando di avvertire l&#8217;umanità e il secondo nel breve ruolo di un taxista il quale prende a bordo i due protagonisti che cercano di scappare dalla città infetta. Meno incalzante e meno angosciante del primo, “TERRORE DALLO SPAZIO PROFONDO”, anonima traduzione del solito “<em>Invasion of the Body  Snatchers”</em>, si avvale ovviamente di un maggior uso di effetti speciali e della interpretazione di <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=10161"><span style="color: #0000ff;">Donald Sutherland </span></a></span>e di <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=1265"><span style="color: #0000ff;">Leonard “Spock” Nimoy</span></a></span>, diretti da Philip Kaufman. Qui il finale è amaro, triste, senza speranza per l&#8217;umanità con uno dei protagonisti, Veronica Cartwright, che si aggira per la città contaminata fingendo di essere una copia e così viene riconosciuta <a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/ultracorpi.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-13819" title="ultracorpi" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/ultracorpi.jpg" alt="" width="186" height="270" /></a>dall&#8217;ormai assimilato Shuterland che le sibila dietro, un suono estensivo che viene ripetuto con “ULTRACORPI &#8211; L&#8217;INVASIONE CONTINUA” (“<em>Body Snatchers</em>”) di <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=13808"><span style="color: #0000ff;">Abel Ferrara</span></a></span>. Il film non ha nulla a che vedere con gli altri due e si svolge in una base militare nella quale aumentano in poco tempo tutti i posseduti da strani semi replicanti la cui provenienza è ignota. I due superstiti fuggono a bordo di un elicottero e nelle conclusive e frettolosamente riassunte sequenze finali, sembra che abbiamo sventato la minaccia, forse&#8230; perché non è detto che sia finita. Anche qui l&#8217;uso degli effetti speciali travalica l&#8217;angoscia della storia e le scene sono molto più di gusto “gore” che fantascientifico ma, comunque sia, in tutte e tre le pellicole, gli alieni prendono il posto degli uomini dissacrandone l&#8217;umanità.</p>
<p>Provengono in tutti e tre i casi dal mondo vegetale: baccelli, spore che duplicano gli esseri umani prendendone nel sonno le conoscenze, uccidendo l&#8217;originale. <em>Sleep no More</em>, ci avvisa Don Siegel ed è curioso osservare come la maggior serie dell&#8217;orrore moderno, genere notoriamente cugino della fantascienza, si occupi dello stesso problema del dormire, della impossibilità di prendere sonno o di cadere in un mondo pieno di incubi dove ci aspetta un&#8217;altra creatura proveniente dall&#8217;onirico, quel <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=13002"><span style="color: #0000ff;">Freddy Krueger</span></a></span> grazie al quale, davvero, “<em>Non dormirai più.</em>”.</p>
<p>“Nessun dolore o piacere quali noi li conosciamo, nessuna emozione,<br />
niente cuore. Superiori a noi, superiori sotto ogni aspetto&#8230;”<br />
(“La Cosa da un Altro Mondo” di Christian Nyby e Howard Hawks)</p>
<p>“No, noi non aspettiamo. Qui tra noi c&#8217;è qualcuno<br />
che non è quello che sembra&#8230;”<br />
(“La Cosa” di John Carpenter)</p>
<p>Ancora una volta ci troviamo di fronte a un alieno di aspetto umanoide e a un essere capace di prendere qualunque forma. L&#8217;uomo è fonte di cibo per il primo e di assimilazione per il secondo che si comporta come una specie di virus in grado di distruggere ogni parvenza umana dall&#8217;originale.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/la-cosa-da-un-altro-mondo.jpg"><img class="alignleft  wp-image-13821" title="la cosa da un altro mondo" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/la-cosa-da-un-altro-mondo.jpg" alt="" width="280" height="403" /></a>Per quanto riguarda “LA COSA DA UN ALTRO MONDO” (“<em>The Thing</em> <em>from Another World</em>”<em> </em>- 1951) fu il protagonista Kenneth Tobey a svelare una volta per tutte il mistero che circondava la regia del film. Perché mistero? Perché ci si chiedeva come era possibile che un regista che aveva dimostrato una mano così sicura, un senso del ritmo così elevato, che era riuscito, insomma, a dirigere una storia di fantascienza così fuori dall&#8217;usuale, fosse poi finito nell&#8217;anonimato senza più replicare la bravura che aveva dimostrato nella sua opera. La risposta di Tobey fu che il film era stato girato in realtà tutto da <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=13000"><span style="color: #0000ff;">Howard Hawks</span></a></span>, di cui Christian Nyby era l&#8217;abituale operatore. Tobey è stato chiarissimo: “<em>Nyby restava a guardare mentre Hawks organizzava le riprese. Aveva tutto da imparare da lui</em>”.</p>
<p>Ad Howard Hawks non interessava firmare la regia, all&#8217;epoca dirigere un film di fantascienza era dequalificante e, in fondo stiamo parlando di uno dei maggiori registi di Hollywood (“<em>Il Sergente York</em>”<em>, </em>“<em>Il Grande Cielo</em>”<em>, “Il Grande Sonno</em>”, per dire qualche titolo.) Il controllo del film da parte di Hawk fu costante e continuo, ne ha supervisionato la sceneggiatura, il montaggio ed era quasi sempre presente sul set come una oscura presenza. Purtroppo non esistono foto per comprovarlo. Il film è liberamente tratto da un racconto John William Campbell, intitolato “<em>Who Goes There?”</em> e fu pubblicato nell&#8217;agosto del 1938 con lo pseudonimo di Don. A Stuart sulla rivista “<em>Astounding Science Fiction”</em> di cui lo stesso Campbell era direttore.</p>
<p>Non era possibile, per ovvie ragioni di budget, fare in modo che la “Cosa” mutasse continuamente forma, sarebbe stato costoso e faticoso, per cui si passò subito a considerare un essere di provenienza vegetale e di forma umanoide costante. Il risultato fu una specie di <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=3584"><span style="color: #0000ff;">Frankenstein</span></a></span> dal cranio calvo e con delle spine nelle nocche delle dita. A interpretarlo fu chiamato James Arness che, con i suoi due metri d&#8217;altezza, poteva dare la prestanza fisica necessaria. Di Arness, fratello di Peter Graves, ricordiamo anche la sua parte da agente dell&#8217;F.B.I. in “<em>Assalto alla Terra</em>” e ancora una volta nel ruolo di un alieno in “<em>Gli Invasori Spaziali</em>”.</p>
<p>Kenneth Tobey o Ken Tobey doveva essere il protagonista de “LA GUERRA DEI MONDI” al posto di Gene Barry ma anche se non fu possibile ottenerlo per questo film, durante la sua carriera, incontrò spesso il genere fantascientifico: “IL MOSTRO DEI MARI”, “IL RISVEGLIO DEL DINOSAURO”, “L&#8217;ULULATO”, “STRANGE INVADERS”, “<span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=241"><span style="color: #0000ff;">GREMLINS</span></a></span>” e “SALTO NEL BUIO”, sono solo alcuni dei suoi film per cui lo si può tranquillamente considerare un veterano del genere. La pellicola ebbe un successo commerciale notevolissimo e la sua trama fu tenuta segreta fino all&#8217;ultimo e le illazioni dei giornalisti non riuscirono nemmeno ad avvicinarsi alla vera storia del film. Stranamente la sua vibrante colonna sonora, opera di Dimitri Tiomkin, non risulta essere mai stata editata su disco. All&#8217;epoca le fotografie di James Arness vestito da “Cosa” furono tenute segrete così come anche le riprese dove appariva la “Carota di Genio” o “Carotoide” che venivano girate con troupe ridotta. La storia del film è nota: un disco volante precipita tra i ghiacci polari. Mentre la nave spaziale viene accidentalmente distrutta, uno degli occupanti viene trovato congelato. Una volta portato dentro la base scientifica dagli uomini che hanno organizzato la spedizione, questi si libera dal ghiaccio e comincia a compiere stragi. Un arco voltaico, alla fine, distruggerà l&#8217;essere vegetale. Abbiamo fatto questo brevissimo riassunto per spiegare come, nel finale, la piccola creatura che si sta lentamente consumando sotto l&#8217;elettricità sia un nano con indosso il costume di Arness. Gli esterni sono stati girati sulle innevate montagne del Montana.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/LA-COSA.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-13822" title="LA COSA" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/LA-COSA.jpg" alt="" width="160" height="228" /></a>Ben diverso è il caso del “remake” di <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=947"><span style="color: #0000ff;">John Carpenter</span></a></span>. “<span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=946"><span style="color: #0000ff;">LA COSA</span></a></span>” (“<em>The Thing</em>”<em> &#8211; </em>1982) – di cui nel 2011 è stato girato un prequel diretto da Matthijs van Heijningen Jr., con protagonisti Mary Elizabeth Winstead e Joel Edgerton, ndr -.</p>
<p>Essa infatti possiede le proprietà camaleontiche che John W. Campbell le aveva attribuito. Sono altri tempi (siamo nel 1982), i film di fantascienza hanno travolto il mercato e le tecniche si sono sveltite e affinate per cui è ora possibile fare della “Cosa” un multiforma che insedia una base americana. Come è diventato d&#8217;obbligo, mentre nel primo film l&#8217;essere viene distrutto con grande gioia dei molti superstiti, nel secondo non solo ci sono due scampati che non hanno molte speranze di sopravvivenza tra il ghiacci polari, ma non siamo nemmeno sicuri che uno di loro non sia la “Cosa” che ne ha preso l&#8217;aspetto.</p>
<p>John Carpenter fa subito un omaggio al primo film con il titolo, scritto nello stesso modo del suo illustre predecessore e con le sequenze televisive del ritrovamento dell&#8217;alieno nel blocco di ghiaccio da parte di una spedizione precedente. Molte di quelle scene sono volutamente ispirate al primo film. Ovviamente la vicenda ha dei toni molto più spinti rispetto a quelli della pellicola precedente. Il  mostro non si intravede, si vede e forse fin troppo, ma le esigenze del pubblico sono cambiat<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/invasione_dei_mostri_verdi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13823" title="invasione_dei_mostri_verdi" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/invasione_dei_mostri_verdi-206x300.jpg" alt="" width="206" height="300" /></a>e per cui il tecnico degli effetti speciali, <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=1275"><span style="color: #0000ff;">Rob Bottin</span></a></span>, utilizza di tutto per realizzare la creatura senza darle mai una forma ben definita servendosi praticamente di ogni tipo di materiale che aveva a disposizione. Fu un lavoro estenuante che costò a Bottin, alla fine delle riprese, un ricovero in ospedale per esaurimento nervoso e non ebbe nemmeno la soddisfazione di vedersi candidato all&#8217;Oscar.</p>
<p>Ed ora pensiamo ad altre creature vegetali che hanno minacciato la nostra esistenza.</p>
<p>Tratto da un famoso romanzo di <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=951"><span style="color: #0000ff;">John Wyndham</span></a></span> “<em>The Day of Trifids”</em> che in Italia fu editato con il titolo “<em>L&#8217;Orrenda Invasione</em>” esce nel 1963 una pellicola girata da Steve Sekely intitolata, nella sua prima edizione, “L&#8217;INVASIONE DEI MOSTRI VERDI” e successivamente riportata al suo vero titolo “IL GIORNO DEI TRIFIDI”.</p>
<p>L&#8217;ispirazione al romanzo riguarda solo le creature vegetali portate sulla Terra da una pioggia d<a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/il-giorno-dei-trifidi.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-13824" title="il giorno dei trifidi" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/il-giorno-dei-trifidi.jpg" alt="" width="169" height="299" /></a>i meteoriti le quali rendono cieca quasi tutta la popolazione mondiale. In questo modo i mostri vegetali possono crescere e moltiplicarsi senza ostacoli per poi essere goffamente distrutti da della semplice acqua di mare.</p>
<p>Il romanzo, invece, è una lunga lotta per la sopravvivenza, la pioggia meteorica è dovuta a dei satelliti orbitanti e i Trifidi sono una specie sconosciuta e apparentemente terrestre. Tutto questo nel film è appena accennato se addirittura non detto e la pellicola si riduce solo a una semplice “lotta contro i mostri”.</p>
<p>Nulla di particolare da dire sui Trifidi. Venivano portati sul set su un carrello a volte anche fin troppo traballante e le loro “mani” venivano mosse da pali e fili fuori campo.</p>
<h3>Giovanni Mongini</h3>
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		<title>NASCE &#8220;BAKER STREET COLLECTION&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 22:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La biblioteca del fantastico]]></category>

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		<description><![CDATA[Delos Books ha dato vita in questo periodo a una iniziativa veramente degna di nota dedicata ai cultori dell&#8217;opera di Sir Arthur Conan Doyle che intendono leggere nuove avventure inedite del detective più blasonato della storia del giallo: Sherlock Holmes in persona. E&#8217; uscito in aprile il primo volume della nuova collana della Delos Books dal titolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/baker-street-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13627" title="baker street 2" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/baker-street-2.jpg" alt="" width="150" height="246" /></a>Delos Books ha dato vita in questo periodo a una iniziativa veramente degna di nota dedicata ai cultori dell&#8217;opera di Sir Arthur Conan Doyle che intendono leggere nuove avventure inedite del detective più blasonato della storia del giallo: <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=11230"><span style="color: #0000ff;">Sherlock Holmes</span></a></span> in persona.</p>
<p>E&#8217; uscito in aprile il primo volume della nuova collana della Delos Books dal titolo “Baker Street Collection”, diretta da Luigi Pachì, già direttore da dieci anni della rivista “<span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=12601"><span style="color: #0000ff;">Sherlock Magazine</span></a></span>”. Questa nuova avventura editoriale si propone agli appassionati del genere mystery e ai cultori del canone sherlockiano offrendo opere inedite, molte delle quali approvate dalla “Arthur Conan Doyle Estate”, un “bollino di garanzia” importante che gratifica autori e lettori di questi romanzi.</p>
<p>Si parte con il romanzo apocrifo di Phil Growick che propone un´indagine segreta e pericolosa di Sherlock Holmes tra le pieghe della neonata Unione Sovietica: in “Sherlock Holmes e il diario segreto del dottor Watson” (300 pagine; 14,90 euro), Sherlock Holmes e il dottor Watson devono affrontare un&#8217;impresa segreta e pericolosa quando vengono incaricati di recarsi nella neonata Unione Sovietica per mettere in salvo i Romanov: lo Zar Nicola, la Zarina Alessandra e i loro figli innocenti. Tra mille ostacoli, Holmes e Watson si troveranno ad affrontare di volta in volta vecchi avversari, il Re e persino Lenin, senza mai perdere di vista il loro obiettivo primario: portare a termine la missione e salvarsi la vita.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/baker-street.jpg"><img class="size-full wp-image-13626 alignright" title="baker street" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/baker-street.jpg" alt="" width="183" height="300" /></a>Farà seguito a giugno un secondo volume della collana “Baker Street Collection” che sposterà il baricentro dall&#8217;Unione Sovietica alla tragicamente celebre area londinese di Whitechapel. Dean P. Turnbloom, autore californiano noto per diversi volumi pubblicati dalle Edizioni Pelican, propone un&#8217;indagine del più grande detective di tutti i tempi alle prese con un inedito <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=12938"><span style="color: #0000ff;">Jack lo Squartatore</span></a></span>. In “Sherlock Holmes e il vampiro di Whitechapel”, il più famoso Consulting Detective dell&#8217;Inghilterra vittoriana è sulle tracce del peggior serial killer che Londra ricordi: Jack lo Squartatore. Ma in questo romanzo incantevole e originale l&#8217;anomalia è che Jack è un vampiro e Holmes si rifiuta di crederlo rischiando la disfatta più totale, mentre i due si sfidano a duello.</p>
<p>Per i vostri acquisti vi suggeriamo di consultare le pagine del <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.delosstore.it/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Delos Store</span></a></span>.</p>
<p>Buona lettura.</p>
<h3>A cura della redazione</h3>
]]></content:encoded>
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		<title>L’ANIMA &#8211; MEMORIE DI ALBERTO SÀRCORI</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 22:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La biblioteca del fantastico]]></category>

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		<description><![CDATA[Keres Edizioni ci presenta una travolgente storia di fantasmi dall’«Ibsen italiano» intitolata “L’anima &#8211; Memorie di Alberto Sàrcori” (192 pagine; € 13,00) di Enrico Annibale Butti a cura di Gianandrea de Antonellis pubblicata nella collana “Il labirinto delle lamie”. Vediamo insieme la trama. Alberto Sàrcori, studente milanese prossimo alla laurea in medicina presso l’Università di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/anima.jpg"><img class="alignleft  wp-image-13799" title="anima" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/anima.jpg" alt="" width="282" height="400" /></a>Keres Edizioni ci presenta<strong> </strong>una travolgente storia di fantasmi dall’«Ibsen italiano» intitolata “L’anima &#8211; Memorie di Alberto Sàrcori” (192 pagine; € 13,00)<strong> </strong>di Enrico Annibale Butti a cura di Gianandrea de Antonellis pubblicata nella collana “Il labirinto delle lamie”.</p>
<p>Vediamo insieme la trama. Alberto Sàrcori, studente milanese prossimo alla laurea in medicina presso l’Università di Pavia, appena uscito da una passionale relazione con la moglie d’un amico, aspira ad amori virginali ed è colpito dalla bella Giovanna, figlia del Maggiore Laerti, di origini calabresi. Inizialmente tenuto a distanza, Alberto fa credere a un reale interesse matrimoniale e viene ammesso a frequentare con assiduità casa Laerti. Poco a poco anche Giovanna, sulle prime molto fredda, si apre con Alberto, tanto che questi spera di riuscire a conquistarla completamente, prima di laurearsi e lasciare Pavia per sempre. Ma c’è un ostacolo: il rivale non è un altro studente, ma il suo fantasma! Giovanna infatti sostiene di essere perseguitata dallo spirito di un giovane, suicidatosi quattro anni prima perché respinto da lei. Si tratta di realtà o di allucinazione? Alberto, ateo e scientista, è sicuro della seconda ipotesi, ma, riuscito a penetrare nella stanza di Giovanna, anch’egli vede (o crede di vedere?) il fantasma, l’<em>anima</em> del titolo. Turbato, dapprima crede di essere preda di una suggestione, rifiutando di prestare fede al sovrannaturale; ma la soluzione che egli cerca di imporsi non lo riesce a convincere del tutto…</p>
<p>Famoso ai propri tempi come d’Annunzio (nel 1905 il suo capolavoro, <em>Fiamme nell’ombra</em>, venne messo in scena dalla stessa compagnia che aveva tenuto a battesimo <em>La figlia di Iorio</em>), Enrico Annibale Butti (1868-1912) fu praticamente l’unico drammaturgo italiano a occuparsi di temi religiosi e morali nel teatro borghese a cavallo tra Otto e Novecento, motivo per cui è stato accostato a Ibsen e a Bourget.</p>
<p>Innovativo nei temi, ma tradizionalista nel giudizio e nella forma, Butti fu al centro della vita culturale italiana a cavallo dei due secoli. Oggi, a cent’anni dalla morte, è un autore che merita di essere riscoperto.</p>
<p>Hanno detto di questo romanzo: «Con efficacia è espresso il contagio di quell’allucinazione della donna all’amato: forse è la parte meno caduca del romanzo», Giacomo Falco, <em>Dizionario Bompiani delle opere e dei personaggi</em> (2003); «Il romanzo presenta insomma una fisionomia singolarmente interessante», Antonino Gandolfo, <em>E.A. Butti</em> (1929); «Ciò basta a collocare Butti molto in alto nella classifica dei maestri del terrore della narrativa contemporanea, accanto al Maupassant di <em>Horla</em>, allo Huysmans di <em>Là-Bas</em>, al Gilbert-Augustin Thierry di <em>La Tresse blonde</em> e di <em>Masque</em>», Maurice Muret,<em> La</em> <em>littérature</em> <em>italienne</em> <em>d’aujourd’hui</em> (1906). Quanto basta per non perdere assolutamente questo libro.</p>
<p>Buona lettura.</p>
<h3>A cura della redazione</h3>
]]></content:encoded>
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		<title>LE RADICI DEL MALE</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 22:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mezzotints Ebook, giovane e dinamica casa editrice romana, ha pubblicato da poco, per la collana “Ombre” diretta da David Riva, l&#8217;antologia “Le radici del Male” (145 pagine; 2,99 euro), una raccolta di tre racconti di Alda Teodorani, con copertina realizzata dall&#8217;illustratore Alan M. Clark. L&#8217;e-book contiene tre lunghi racconti (Giù, nel delirio; Specchi di sangue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/radici_del-male.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13780" title="radici_del male" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/radici_del-male.jpg" alt="" width="230" height="345" /></a>Mezzotints Ebook, giovane e dinamica casa editrice romana, ha pubblicato da poco, per la collana “Ombre” diretta da David Riva, l&#8217;antologia “Le radici del Male” (145 pagine; 2,99 euro), una raccolta di tre racconti di <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=10007"><span style="color: #0000ff;">Alda Teodorani</span></a></span>, con copertina realizzata dall&#8217;illustratore Alan M. Clark.</p>
<p>L&#8217;e-book contiene tre lunghi racconti (<em>Giù, nel delirio</em>; <em>Specchi di sangue</em> e <em>Soluzione finale</em>) ed era già stato pubblicato in edizione cartacea, per Granata Press nel 1993 e da Addictions nel 2002. L&#8217;opera è stata però ampiamente editata e aggiornata per questa nuova edizione digitale.<br />
Il titolo sarà disponibile nei formati epub e mobi su tutti gli e-store della piattaforma Stealth, nelle principali librerie online e sul sito di Mezzotints Ebook.</p>
<p>L&#8217;autrice in questa sua opera storica presenta un viaggio crudele e violento nella psiche umana, tra solitudine e delirio, con un testo ultra-violento, denso di un sesso esposto e sfrenato: la parola in questo caso non fa sconti a niente e a nessuno, sputa in faccia le sordide, perverse pieghe che l&#8217;uomo cerca di mantenere sotterranee e tenta di nascondere anche ai propri occhi. Radici che ci serrano nella loro morsa, s&#8217;incuneano sempre più a fondo, anche dentro di noi, nel nostro animo. E ci trascinano giù, nel delirio.</p>
<p>Il velo viene squarciato, così che noi possiamo osservare l&#8217;abisso: non tanto per <em>capire</em>, quanto per <em>conoscere </em>la materia di cui siamo fatti. Questi tre racconti scavano là dove nessuno vorrebbe mai guardare, dentro il tessuto più distorto della natura umana, e dissotterrano incubi scomodi, ma così reali e vicini a noi da risultarci familiari, nella loro crudeltà devastante.</p>
<p>Antonio Giordani sembra aver toccato il fondo: percepisce il mondo – percepisce l&#8217;amore – attraverso la deformazione allucinante delle droghe. Di professione fa il fotografo, le immagini che scatta sono il frutto di terribili torture e omicidi, atrocità e depravazioni, l’unico linguaggio che lo coinvolge a fondo è quello del sesso, un sesso deviato, aggressivo, fatale. Al centro del suo personale abisso trova un&#8217;anima affine in Grazia Greuter: la “pittrice degli incubi”, proprio come lui traduce in immagini le violenze umane, dipingendo tele tormentate e mostruose. Il loro rapporto sarà benedizione e condanna, elevazione e rovina, perché il buio in cui Antonio si muove nasconde ben altre profondità, e la sua discesa nel delirio non si è ancora arrestata.</p>
<p>Mac Ewan, invece, è un sicario: spietato, infallibile, il coltello che usa per uccidere è un’estensione del suo corpo. I suoi lavori sono studiati nei dettagli, portati a termine con dovizia, ferocia e indifferenza. Nel succedersi delle efferatezze il suo lato oscuro emerge prepotente: vuole riscuotere il suo debito di vita e di morte, vuole togliersi di dosso ogni inibizione, vuole mietere l&#8217;esistenza, strappare al mondo fino all&#8217;ultimo dei suoi servigi per soddisfare ogni suo più osceno desiderio. Vuole provvedere che le sue piante acquatiche abbiano la migliore, la più delicata e commovente delle cure. E che nessuno osi mettersi davanti al suo cammino insanguinato. In questa galleria implacabile tutto ritorna, i fili sbrogliati vengono a riallacciarsi al cospetto di un investigatore dalla mente deviata, contorta, che ha uno rapporto deformato con la madre – e quindi con tutte le donne: secondo lui Grazia deve per forza conoscere l’autore dei feroci delitti commessi in città, visto che i suoi dipinti ritraggono con disumana efficacia tali atrocità. Le indagini di Valenti proseguono con metodica efficienza, portandolo sempre più vicino al collasso nervoso, mentre il suo fanatismo lo spinge a ergersi a solutore, giudice, giustiziere.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=12919"><span style="color: #0000ff;">Alda Teodorani</span></a></span> ha spaziato tra vari generi letterari tra cui l&#8217;horror, il giallo, l&#8217;erotico. All&#8217;attività di scrittrice affianca quella di traduttrice. Ha pubblicato racconti in antologie, quotidiani e riviste. Ha esordito pubblicando il racconto <em>Non hai capito </em>in “Nero Italiano, 27 racconti metropolitani” (Oscar Mondadori). Con Carlo Lucarelli, Loriano Macchiavelli e Marcello Fois ha fondato il Gruppo 13. Insegna scrittura alla Scuola Internazionale di Comics di Roma ed è anche direttore della collana “Specchi” di Mezzotints Ebook. Gli altri suoi romanzi sono: <em>Giù, nel delirio </em>(Granata Press, 1991), <em>Belve </em>(Addictions, 2003), <em>La Signora delle torture </em>(Addictions, 2004), <em>Incubi </em>(Halley Edizioni, 2005), <em>Bloody Rainbow </em>(Hacca, 2006), <em>I sacramenti del male </em>(Il Giallo Mondadori, 2008). Suoi racconti sono pubblicati in diverse antologie da Stampa Alternativa, Einaudi, Giallo Mondadori.</p>
<p>Se volete saperne di più potete dare un&#8217;occhiata al suo <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.aldateodorani.it/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">sito web</span></a></span> oppure gustatevi il booktrailer del libro&#8230; non ve ne pentirete!</p>
<p>Buona lettura.</p>
<h3>A cura della redazione</h3>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/viA7f5prlo0?feature=player_detailpage" frameborder="0" width="516" height="362"></iframe></p>
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		<title>IL FANTASY DI PERSIANI EDITORE</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 22:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La biblioteca del fantastico]]></category>

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		<description><![CDATA[Per tutti coloro che amano il fantasy per ragazzi, ma non solo, ecco due interessanti proposte di Persiani Editore appena uscite fresche di stampa nella collana “Narrativa”. Il primo volume che vi suggeriamo è “Che fine ha fatto il gatto con gli stivali?” (€ 14,90) di Rita Fortunato, che presenta una serie di irresistibili racconti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/persiani-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13776" title="persiani 1" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/persiani-1.jpg" alt="" width="171" height="235" /></a>Per tutti coloro che amano il fantasy per ragazzi, ma non solo, ecco due interessanti proposte di Persiani Editore appena uscite fresche di stampa nella collana “Narrativa”.</p>
<p>Il primo volume che vi suggeriamo è “Che fine ha fatto il gatto con gli stivali?” (€ 14,90) di Rita Fortunato, che presenta una serie di irresistibili racconti adatti a grandi e piccoli che partono dalla più nota favola di Perrault. Filo conduttore&#8230; i gatti ovviamente e molto, molto altro.</p>
<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/persiani-2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-13777" title="persiani 2" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/persiani-2.jpg" alt="" width="165" height="235" /></a>Il secondo libro che potrebbe entrare a far parte della vostra biblioteca personale del fantastico è invece “Il miracolo della fantasia” (140 pagine; € 12,90) di Elisa Ferrati.</p>
<p>Nei momenti più difficili della vita può accadere che la Fantasia intervenga in nostro aiuto. È quanto succede a Samantha, una ragazza di tredici anni protagonista del libro, che, dopo una caduta da cavallo, entra in un lungo coma. Da quel momento, però, inizia un viaggio fantastico in una terra misteriosa che la porta a incontrare personaggi simili a quelli delle illustrazioni delle fiabe. Nelle sue avventure Samantha incontra l&#8217;amicizia e l&#8217;amore, che le daranno il coraggio e la forza di superare le dure prove del viaggio e di restituire quello che è stato ingiustamente sottratto. Ma tra le mani rubate ce n&#8217;è una speciale&#8230;</p>
<p>Buona lettura.</p>
<h3>A cura della redazione</h3>
]]></content:encoded>
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		<title>FINISTERRA, IL GIOCO DI NARRAZIONE</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 22:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giochi fantastici]]></category>

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		<description><![CDATA[La saga di Finisterra, di cui al momento sono usciti i primi due volumi, è un progetto che, nato dalla narrativa, è cresciuto e si è espanso ben oltre i confini delle pagine stampate e della trilogia di romanzi da cui era nato. Arriva infatti in questo periodo l&#8217;ultimo arrivato di casa XomegaP: “FINISTERRA, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/finisterra1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13770" title="finisterra" src="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/wp-content/uploads/finisterra1-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a>La saga di <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=13196"><span style="color: #0000ff;">Finisterra</span></a></span>, di cui al momento sono usciti i primi <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=7963"><span style="color: #0000ff;">due volumi</span></a></span>, è un progetto che, nato dalla narrativa, è cresciuto e si è espanso ben oltre i confini delle pagine stampate e della trilogia di romanzi da cui era nato.<br />
Arriva infatti in questo periodo l&#8217;ultimo arrivato di casa XomegaP: “FINISTERRA, il Gioco di Narrazione”, ideato da Giorgio Gandolfi e Adriano Bompani, in cui il mondo creato dal laboratorio di scrittura modenese artefice di questo ciclo fantasy funge da ambientazione.</p>
<p>Si tratta di un vero e proprio manuale, completo di tabellone e carte da gioco, impreziosito da innumerevoli e bellissime illustrazioni realizzate da Elena Bertacchini, che vi permetterà di vivere e narrare avventure impersonando i protagonisti della saga.</p>
<p>Per avere maggiori dettagli e informazioni, è stato creato anche un <span style="color: #0000ff;"><a href="http://xomegapfinisterra.blogspot.it/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">sito apposito</span></a></span>, che viene aggiornato di volta in volta per essere sempre al corrente delle iniziative che riguardano le avventure create da XomegaP.</p>
<p>Buon divertimento!</p>
<h3>A cura della redazione</h3>
]]></content:encoded>
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