MOST, IN VIAGGIO TRA SCIENZA E FANTASCIENZA

Dopo il fantasy di Lothar Basler, torniamo a parlare delle novità dell’Armando Curcio Editore, ma stavolta passiamo al thriller fantascientifico: esce infatti in questi giorni “M.O.S.T.” di Gian Stefano Spoto, libro ambientato tra scienza e fantascienza in un viaggio nel progresso tecnologico, tra le contraddizioni dell’agire umano (352 pagine; 16,90 euro). Si tratta di un romanzo in cui la scienza è spinta ai limiti, dove niente è lontano dal possibile e l’impossibile è un futuro audace: tutto parte da un nucleo centrale, dove troviamo un uomo e una donna al centro di una spy story internazionale, da cui poi si dipanerà tutto il resto della storia.
Ma veniamo alla trama più nel dettaglio. Gli esperti giurano che l’intelligenza artificiale non potrà mai raggiungere né sottomettere quella umana. Nonostante il progresso informatico, sembra impossibile superare lo scoglio della programmazione, che risponde a una logica inevitabilmente umana. Uno scienziato svizzero, Serge Bayou, studia da anni la riproduzione dei robot, ne sviluppa il DNA, sognando di ottenere la mappa che gli consenta di dare un’autonomia decisionale alle sue macchine. Da qui la vicenda prenderà una piega che vi coinvolgerà e vi lascerà senza fiato fino all’ultima pagina.

Gian Stefano Spoto è una figura di punta di Rai Due e vanta una carriera ventennale nel giornalismo televisivo. E’ stato inviato speciale, reporter, dirigente e ha firmato programmi come “Linea Verde Orizzonti”, “Futura City” e “Arcana”. Nel corso degli anni ha sviluppato una spiccata passione per la scienza e la tecnologia, e per l’influenza che queste hanno sulla vita degli uomini. Ha già pubblicato “Un futuro che viene da lontano”, storia-dossier sulla società italiana dagli anni Cinquanta a oggi.

02/12/2007, Davide Longoni