IL DRAGO CELTICO

Il Drago non è dio né il diavolo bensì, secondo la mitologia celtica, rappresenta le forze sotterranee e i poteri della terra e delle acque profonde, nascoste e rigeneratrici di vita.
Le ali sono il simbolo del suo dominio sull’aria e sulle forze psichiche e esoteriche che vengono dalla sfera spirituale.
Ha il potere del fuoco e, col suo alito incandescente, brucia le impurità.
Può essere avvicinato soltanto dall’eroe che si è purificato dopo aver affrontato una serie di prove e rappresenta la meta della crescita interiore: la conoscenza perfetta del mondo spirituale e di quello materiale, Aldilà e Terra di Mezzo, secondo i celti.
Dalle forze controllate dalle “Ossa del Drago” venivano fatti risalire alcuni poteri dei druidi: il comandare sulla terra e sulla nebbia, stato intermedio fra acqua e calore, vero respiro del drago che trasuda dal suolo; la nebbia che confonde e immobilizza il nemico.
Il Drago è un mostro ibrido che investe tutti i territori dell’immaginario, sorge dal caos, sbuca alla luce dalle profondità della terra e delle acque profonde, e si installa su vette o valli isolate e nascoste, e negli antichi castelli, per dominare su timori e speranze dell’uomo.
Il Drago è fondamentalmente un Guardiano.
Col progressivo distaccarsi della spiritualità dalle forze della Natura, e con l’istituirsi delle religioni istituzionalizzate, in contrapposizione con la religiosità naturale primordiale, il Drago viene identificato col male, perdendo il vero significato che possedeva in origine.

26/06/2007, Lidia Petrulli