MADRE TERRA

In chiusura di anno vi segnaliamo l’ultimo libro da acquistare per la vostra biblioteca fantastica personale prima dell’arrivo del 2010: a metà strada tra il fantasy e l’horror non perdetevi il romanzo “Madre Terra” di Alessandro Busa (130 pagine; 13 euro), pubblicato dalla 0111 Edizioni.
Siamo in un regno di fantasia: la capitale di un impero dell’ovest viene attaccata da più fronti da un’orda apparentemente infinita e ben organizzata di mostri bestiali umanoidi. Sembra che dietro gli attacchi ci sia qualcosa di più che mere belve assetate di sangue. Alec, giovane capitano della capitale rimane invischiato quasi per caso in una cosa più grande di lui e viene a scoprire cose sul suo passato da far diventare bianco un pelleverde!
Come ci racconta lo stesso Alessandro “ho scritto questo libro alla tenera età di 16 anni, ma ritengo molto interessante il modo in cui si evolvono i personaggi e il loro carattere lunatico, mutevole e spesso contraddittorio (come il mio e quello comunque di molte persone!). Il testo è violento, ma non come avrei voluto, divertente e in chiave spesso ironica, anche se molte situazioni che io volevo ironiche non sono state colte per un mio difetto di chiarezza. Non esiste il bene e il male: il buono diventa cattivo e il cattivo buono e via così in un circolo senza fine”.
Alessandro Busa è nato a Dolo (VE) il 14/08/1982 e risiede a Cadoneghe (PD): scrive dall’età di 16 anni, iniziando con racconti senza capo né coda, soprattutto per gli amici e per farli divertire con storie fantastiche, ma, unendo le piccole storie alle tantissime idee, alla fine decide di stendere i suoi primi romanzi e da poco tempo uno di questi primi romanzi, proprio “Madre Terra”, è stato pubblicato dalla 0111 Edizioni.
Ora scrive per passione e perché non vede l’ora di pubblicare un paio di testi che gli stanno particolarmente a cuore. E’ anche proprietario del “Lupo Rosso”, una libreria sita in Padova specializzata in romanzi horror e fantasy, che gestisce insieme a Paola Boni.

Buona lettura!

30/12/2009, Davide Longoni