TRIESTE SCIENCE+FICTION FESTIVAL 2020: I VINCITORI

Si è conclusa martedì 3 novembre 2020 la 20° edizione del TRIESTE SCIENCE+FICTION FESTIVAL, la principale manifestazione italiana dedicata alla fantascienza, giunta quest’anno alla 20esima edizione e svoltasi per la prima volta solamente online nella sala web di Mymovies.

Anche in questa versione online il festival ha visto uno straordinario successo di pubblico, registrando più di 26.000 presenze nella Sala Web di MYmovies con oltre 20.000 ore di visione e 250.000 pagine viste da utenti di tutta Italia (i film erano disponibili solamente per il territorio italiano), oltre che una larga partecipazione sui canali social della manifestazione.

Larga partecipazione virtuale dal Friuli Venezia Giulia, la regione che ha seguito maggiormente il festival online. In seconda posizione troviamo la Lombardia, seguita dal Veneto al terzo posto. Tantissimi gli utenti da Piemonte, Toscana, Emilia Romagna e Lazio, seguiti da Liguria, Trentino, Sicilia, Umbria, Campania, Marche, Puglia e Abruzzo.

“Ringraziamo tutto il pubblico che ci ha seguito con entusiasmo anche in questa inedita versione online”, ha dichiarato Daniele Terzoli, presidente della Cappella Underground e direttore del Festival. “Avevamo immaginato la 20° edizione come una grande festa, invece si è trasformata quasi in una sorta di nuova edizione zero… Ma anche in questa veste sperimentale, grazie al supporto di MYmovies, il Festival della Fantascienza di Trieste si conferma come manifestazione leader nel settore di cinema di genere, osservatorio su un segmento della produzione internazionale che dimostra sempre grande vitalità e originalità – conclude – tutti segnali che ci fanno ben sperare per una ulteriore crescita futura”.

“Pur consapevoli che la fruizione di film nelle sale cinematografiche è e rimane un’esperienza unica e insuperabile, il grande successo della versione online del Trieste Science+Fiction Festival, anche oltre il proprio territorio, si fa testimone di un potenziale importante ancora del tutto inespresso, che può raggiungere – online così come in presenza – pubblici ancora più vasti”, ha dichiarato Gianluca Guzzo, AD e co-founder di MYmovies.

Diamo ora uno sguardo a tutti i vincitori di questa particolare annata, iniziando con il Premio Asteroide, che elegge il miglior film di fantascienza, horror e fantasy riservato alle opere prime, seconde o terze di registi emergenti, raggruppate nella sezione “Neon” della manifestazione. Il premio è stato assegnato da una giuria internazionale composta dal fumettista e scrittore Bepi Vigna, dallo sceneggiatore e scrittore Javier S. Donate e dal produttore e sceneggiatore Brendan McCarthy.

Vincitore del Premio Asteroide TS+FF2020 è stato “Sputnik” di Egor Abramenko (Russia), con la seguente motivazione: “Ad una notevole opera prima che con intelligenza e scene autenticamente spaventose osserva con perizia la burocrazia egocentrica e oppressiva dell’Unione Sovietica negli anni ’80, nel fallimento di riconoscere i pericoli dell’arrivo di una creatura aliena”.

Diamo un’occhiata alla sinossi.

Nel 1983, in piena Guerra Fredda, nella fase finale di rientro la sala di controllo perde contatto con la navetta Orbit-4, che scompare dai radar assieme ai suoi occupanti. La navetta, tuttavia, riesce ad atterrare: a bordo c’è il corpo mutilato del comandante della missione, mentre l’altro membro dell’equipaggio viene trovato ancora in vita e portato in una base scientifica segreta, tenuto sotto costante osservazione. La neuropsicologa Tatiana Klimova viene incaricata di indagare i motivi dell’amnesia del cosmonauta, ma vedrà presto coi suoi stessi occhi la strana e terribile creatura che si nasconde all’interno del suo corpo.

La Menzione Speciale Premio Asteroide TS+FF2020 è andata invece a “Come true” di Anthony Scott Burns (Canada), con questa motivazione: “Per le attente e precise scelte espressive, volte a rappresentare la perdita di controllo della protagonista, sospesa tra sogno e realtà, che in alcune scene si traducono in momenti di grande impatto emotivo”.

Anche in questo caso vediamo la sinossi.

Sogni oscuri perseguitano Sarah, un’adolescente intelligente, premurosa e ribelle. Tutte cose difficili a 18 anni e che le hanno causato problemi a scuola e a casa, dove non può tornare. Non sapendo dove andare, sul muro del bar del suo quartiere legge un annuncio per la ricerca di volontari per uno studio sul sonno. Dopo una sola seduta sotto l’occhio vigile di un gruppetto di scienziati, Sarah comincia a vedere nel periodo di veglia cose che appartengono ai suoi sogni. Le visioni peggiorano e prima che lei, o qualcuno degli scienziati, riesca ad agire… diventa l’inconsapevole tramite verso una nuova e terrificante scoperta.

Passiamo al Premio Méliès d’argent – Lungometraggi, concorso organizzato in collaborazione con la “Méliès International Festivals Federation” (MIFF) e riservato ai lungometraggi di genere fantastico di produzione europea. La Giuria 2020 del Premio Méliès d’argent era formata dal compositore Pino Donaggio, dalla direttrice del “Far East Film Festival” Sabrina Baracetti e dal regista Martin Turk.

Vincitore del Premio Méliès d’argent – Lungometraggi TS+FF2020 è stato “The Trouble with Being Born” di Sandra Wollner (Austria, Germania), con la seguente motivazione: “Un film poetico e controverso, un’opera che parte da uno spunto fantascientifico per presto dirottarsi al di fuori delle coordinate del genere inserendosi in un ambito decisamente “d’autore”. Complesso, allusivo, pone molte domande su temi quali la solitudine e soprattutto l’amore in tutte le sue forme (anche quelle più morbose) riuscendo a creare un ritmo e un’atmosfera che affascinano e inquietano allo stesso tempo”.

D’obbligo naturalmente lo sguardo alla sinossi.

Elli è un’androide che vive con un uomo che chiama papà. Passano insieme l’estate: di giorno nuotano nella piscina, mentre la notte lui la porta a letto. Elli condivide con lui i ricordi e tutto quello che lui le programma di ricordare: memorie che significano tutto per lui, ma niente per lei. Tuttavia, una notte Elli si dirige verso il bosco spinta dall’eco di un vago ricordo. La storia di una macchina e dei fantasmi che tutti ci portiamo dentro.

La Menzione speciale Premio Méliès d’argent – Lungometraggi TS+FF2020 è invece stata assegnata a “Post Mortem” di Péter Bergendy (Ungheria), con questa motivazione: “Un horror cupo che si basa su un’ottima messa in scena e una bellissima ambientazione storica. Siamo nel primo dopoguerra ai tempi dell’epidemia della spagnola e il terrore si diffonde in un villaggio di contadini. Il realismo dei loro volti, la macabra e gelida presenza dei morti in mezzo ai vivi sono da brivido. I cadaveri siano i veri protagonisti”.

Questa la sinossi per chi volesse saperne di più.

A seguito delle distruzioni causate dalla Prima Guerra Mondiale e dalla febbre spagnola, innumerevoli spiriti sono rimasti intrappolati nel nostro mondo. Tomas, un giovane giramondo che si occupa di fotografie artistiche di cadaveri, incontra una ragazzina orfana, Anna, e finisce in un piccolo villaggio ungherese durante il gelido inverno del 1918. Man mano che impara a conoscere la vita e gli abitanti del paese, sente di dover scappare: solo una visione notturna e la certezza dell’esistenza dei fantasmi lo trattengono. Con l’aiuto degli strumenti a sua disposizione, decide di indagare le intenzioni dei fantasmi e di trovare un modo per liberarsene.

Ora vediamo il Premio Méliès d’argent – Cortometraggi, concorso anch’esso organizzato in collaborazione con la “Méliès International Festivals Federation” (MIFF) e riservato ovviamente ai cortometraggi di genere fantastico di produzione europea. Il premio è assegnato al cortometraggio che riceve il maggior numero di voti dal pubblico.

Vincitore del Premio Méliès d’argent – Cortometraggi TS+FF2020 è stato “The Recycling Man” di Carlo Ballauri (Italia).

Diamo uno sguardo alla sinossi.

In un quartiere suburbano, affollato ma solitario, un ragazzo immobilizzato su una sedia a rotelle combatte la noia spiando i suoi vicini e conosce Sarah. La nuova amicizia viene interrotta quando un uomo minaccia la ragazza con un cacciavite.

Altro premio importante assegnato quest’anno è stato il Premio RAI4. L’emittente televisiva, media partner di TRIESTE SCIENCE+FICTION FESTIVAL 2020, assegna il la vittoria al miglior film della selezione ufficiale “Neon”.

Vincitore del Premio RAI4 TS+FF2020 è stato “Post Mortem” di Péter Bergendy (Ungheria), con quest’altra motivazione: “La ricostruzione storica impeccabile nello scenario della pandemia Spagnola che ha travolto il Mondo nel 1919, è potente e sconvolgente per la casuale analogia con l’attuale presente. Il tema di fondo coniuga brillantemente l’immaginario folclorico, la superstizione contadina, l’universo magico-religioso con l’esperienza tecno-scientifica d’inizio 900 tra fotografia e fonografia, per produrre un horror di grande qualità tra realismo ed echi del cinema espressionista”.

La Menzione Speciale del Premio RAI4 TS+FF2020 è invece stata assegnata a “Mortal” di André Øvredal (Norvegia, USA, UK), con la seguente motivazione: “In un meraviglioso paesaggio scandinavo, il mistero e il soprannaturale irrompono lentamente innescando un viaggio interiore e la fuga di un’insolita coppia dalle minacce degli ottusi inseguitori stranieri. La Norvegia, si riappropria con intelligenza e senza complesso d’inferiorità della propria mitologia e il risultato è una sorprendente visione che strappa il mantello patinato all’immaginario dominante nell’universo fantasy dei supereroi nordamericani”.

Vediamo insieme la sinossi.

Eric, un giovane escursionista americano nelle terre desolate della Norvegia occidentale, uccide accidentalmente e inspiegabilmente un adolescente, venendo poi arrestato. Prima di essere interrogato, incontra Christine, una giovane psicologa che cerca di capire cosa sta davvero succedendo: è lei l’unica che gli crede e si interessa a lui. Presto si fa viva l’Ambasciata americana che vuole estradare Eric, ma lui riesce a fuggire assieme a Christine. Durante la fuga, braccato dalle autorità norvegesi e americane, scoprirà finalmente chi, o che cosa, è.

Veniamo ora al Premio Nocturno Nuove Visioni, riconoscimento assegnato a un’opera significativa e originale per l’evoluzione del cinema di genere da Nocturno, la principale rivista italiana dedicata al cinema di genere.

Il vincitore del Premio Nocturno Nuove Visioni TS+FF2020 è stato “Meander” di Mathieu Turi (Francia), con questa motivazione: “Ci sono film che ti conquistano perché sanno proiettarti in un’atmosfera claustrofobica e di grande tensione, ci sono film che ami per la bellezza dei loro mostri, quelli che giocano con le aspettative e dagli incubi ti trasportano in un sogno….e poi c’è il film che sa essere tutte queste cose insieme”.

D’obbligo leggere ora la sinossi.

Dopo aver accettato un passaggio da uno sconosciuto, Lisa si risveglia in un cunicolo. Al polso ha un braccialetto con un conto alla rovescia: capisce subito che ogni 8 minuti il fuoco brucia una sezione di quel labirinto. Per sopravvivere, non ha quindi altra scelta che strisciare verso le parti sicure. Per scoprire perché si trova là e come uscirne, Lisa dovrà affrontare i ricordi della figlia morta…

L’ultimo riconoscimento è il Premio CineLab Spazio Corto, organizzato in collaborazione con il DAMS (Discipline delle arti della musica e dello spettacolo), Corso di studi interateneo Università degli Studi di Udine e Università degli Studi di Trieste, e riservato al miglior cortometraggio italiano presentato nella sezione “Spazio Italia | Spazio Corto”. Il premio è stato assegnato da una giuria composta dagli studenti Davide Beraldo, Mattia Cantarutti e Alessandro Dambrosi.

Vincitore del Premio CineLab Spazio Corto TS+FF2020 è stato “Guinea Pig” di Giulia Grandinetti e Andrea Benjamin Manenti, con questa motivazione: “Dopo una lunga discussione e analisi di tutti i cortometraggi presentati si è deciso di premiare “Guinea Pig” di Giulia Grandinetti e Andrea Benjamin Manenti. Secondo la giuria il cortometraggio spicca per maggior completezza rispetto alle altre opere presentate, ciò si è deciso prendendo in considerazione l’ottima fotografia, un compartimento di design audio e colonna sonora davvero ottimi e delle interpretazioni notevoli. Non si manca di sottolineare l’apprezzamento nei confronti dell’idea, molto buona e perfettamente in linea con lo spirito fantascientifico del Festival. È stato inoltre apprezzato lo spirito artistico con cui si è deciso di procedere”.

La sinossi ci porta in un mondo dove il governo ha abolito ogni sorta di contatto fra essere umani, da quello visivo a quello sessuale, i cittadini sono sottoposti a un test annuale di controllo per verificare il progresso dell’empatia e dell’attrazione sessuale.

E con questo per il 2020 è tutto: appuntamento al prossimo anno!

A cura della redazione