IL PRIORATO DELL’ALBERO DELLE ARANCE

Malgrado le critiche che spesso emergono, il fantasy continua ad avere successo e anche gli editori italiani hanno capito questo: tra i titoli degli ultimi mesi spicca il poderoso e trascinante Il priorato dell’albero delle arance di Samantha Shannon. Leggendo le oltre 800 pagine della storia, per la gioia di molti autoconclusiva anche se lo spunto per un seguito ci può essere, si trovano richiami abbastanza ovvi alla saga ancora da concludere di George R. R. Martin, tra draghi, giochi di potere e personaggi femminili al centro di tutto, ma anche ad opere di autrici femminili e femministe come Marion Zimmer Bradley.

Il priorato dell’albero delle arance presenta una storia ampia e complessa, con tante vicende parallele, ambientata in un mondo diviso tra Occidente, Oriente e Meridione. Nella parte occidentale, simile ai regni europei medievali, è al potere la lunga dinastia di regine Berthnet, le cui antenate sconfissero il drago Senza Nome, secondo la tradizione. Se tutto finisse, Senza Nome potrebbe tornare con la terribile peste draconica e per questo motivo l’ultima regina in linea di successione, Sabran, che ha visto morire la sua famiglia in complotti vari, deve sposarsi e partorire la sua unica figlia possibile.

In Oriente, luogo simile al Giappone, si è tramandato invece che il Senza Nome sia stato sconfitto dai draghi d’acqua, animali ancora presenti e venerati come dei, e questo ha portato a una spaccatura tra le due terre. A Oriente vive un’altra protagonista della storia, Tané, una ragazza che sta completando l’addestramento per diventare cavaliere dei draghi e che nasconde un uomo proveniente dall’Occidente, un crimine che pagherà con la morte della sua migliore amica e l’allontanamento dall’ordine dei cavalieri.

Dal Meridione, con echi dell’Europa mediterranea, dove c’è il priorato che dà il titolo alla storia, è arrivata a Occidente in segreto Ead Duryan, figlia di un eretico, membro di un ordine segreto che combatte contro i servitori del Senza Nome, dotata di poteri magici in un regno dove sono banditi, per vegliare sulla regina Sabran e presto si troverà a scegliere tra la fedeltà al suo ordine e quella a una regina a cui si è affezionata, avendo visto la sua solitudine e il suo bisogno d’affetto.

Un romanzo dove si mescolano luoghi e personaggi, con varie storie che alla fine convergono in un unico gran finale, per salvare un mondo da una minaccia arcana e nello stesso tempo capire che bisogna cambiare le sue basi, per poter davvero diventare migliori.

Le tre protagoniste, Sabran, Ead e Tané rappresentano i tre archetipi delle donne nel fantasy: la regina, molto umana e a tratti debole, lontana dalla spietata Cersei o dall’algida Daenerys; la maga o strega, protettrice ma anche distruttrice in base a cosa sceglierà; e la guerriera, che dovrà trovare da sé una nuova casa per cui combattere. Nelle pagine de Il priorato dell’albero delle arance si parla di tradizioni, di complotti, di passioni, di scontro tra culture e anche di tematiche lgbt, con una delle vicende più importanti della storia, partendo se vogliamo un po’ in sordina ma poi aumentando il ritmo fino alla fine.

Samantha Shannon ha già scritto degli altri romanzi di genere fantascientifico già opzionati per un serial TV ma sarebbe bello vedere trasposto anche Il priorato dell’albero delle arance, un libro che travolge a cominciare dalla copertina, fedele a quella originale, e che porta fin da subito in un mondo da cui è poi difficile staccarsi.

Elena Romanello