CARLO DEGLI ANDREASI

Carlo Degli Andreasi è un nuovo scrittore emergente in questo 2018: ha pubblicato con La Carmelina nel 2018 LA TREDICESIMA MUSA, suo primo romanzo spice story, già presentato nella prestigiosa rassegna Autori a Corte (luglio 2018, Factory Grisu) a cura dello stesso direttore editoriale F. Felloni.

Vanta inoltre per la serie ancor recente Racconti della Nuova il testo Racconti Affilati e una precedente esperienza narrativa noir giallo per Il Mio Libro… (La Morte e il Soldato. Storie brevi).

DEGLI ANDREASI, IL LIBRO RECENTE PER LA CARMELINA, LA TREDICESIMA MUSA: LA CRITICA PARLA DI SPICE STORY, UN APPROFONDIMENTO? FAI RIFERIMENTO A MAESTRI DEL GENERE?

…….se la definizione di spice story attiene ad un racconto “speziato” da aneddoti lo devo contestare in quanto ritengo LA TREDICESIMA MUSA una “macchina” di relazioni direi nascostamente armonica, una sciarada che chiede di essere riletta in diverse chiavi.

CARLO, UN TEMPO LE MUSE ERANO 9, INTRIGA NEL ROMANZO ANCHE IL TITOLO: AI GIORNI NOSTRI SONO DIVENTATE 13?

Le nove Muse sono le figlie di Mnemosine (la personificazione della memoria) e di Zeus. Ognuna presiede a una forma specifica del pensiero ed è raffigurata con i simboli del suo sapere.

Clio, l’ispiratrice della storia, è rappresentata con un rotolo di carte.

Talia, che è la musa della poesia pastorale e della commedia, reca la maschera comica ed è incoronata con l’edera.

Eràto, la musa della poesia d’amore, ha il capo incoronato di rose e di mirto.

Euterpe, la protettrice della poesia lirica e della musica, è rappresentata con il flauto.

Polinnina presiede alla geometria e all’oratoria e ispira gli inni in onore degli dei e degli eroi.

Calliope è la musa della poesia epica, reca uno stilo e una tavoletta ricoperta di cera.

Tersicore, la musa della danza, ha ghirlande di fiori e la lira.

Urania, che è la patrona dell’astronomia, tiene il compasso e il mappamondo, strumenti delle sue conoscenze.

Melpòmene, che presiede alla tragedia, è raffigurata con la maschera tragica e un pugnale insanguinato.

A queste se ne sono aggiunte, nel progresso della Storia, altre tre:

Antinòmia, che patrocina l’estetica della contraddizione, il compiacimento dell’indefinibile, ed è custode del “relativismo dialettico”.

Eutòpia, patrona dell’Etica dell’astratto, musa delle ideologie.

Pernemia, divina musa della mercificazione.

Poi viene:

Atropo, costei è la tredicesima, ma è un inganno, in realtà Atropo è una Moira, la terza, colei che taglia il filo della vita ed interrompe il viaggio.

DEGLI ANDREASI, IN ALCUNI TESTI, HAI ESPLORATO UN NOIR GIALLO PIÙ CLASSICO E PER I RACCONTI DELLA NUOVA, FORSE VALENZE LETTERARIE QUASI SURREALISTE…

Non posso negare il fascino che esercita su di me la dimensione del surreale metafisico, è una condizione che consente delle libertà di pensiero e di sperimentazione uniche e autori come Poe, Borges, Dante, Dumas padre, Hugo, Verne, Savinio, Malaparte, Calvino, Celine, ecc… ecc, sono stati architetti del mio senso dell’immaginario, a loro sono grato per il piacere derivante dalla creazione e relativa esplorazione di mondi che albergano incerti in quel luogo franco chiamato, a teatro, la “quarta parete”.

DEGLI ANDREASI, TRA LINGISTICA E ETIMOTOLOGIA?

Mi sono appropriato di una visione dell’esistenza dove “l’approssimazione” è una condizione assoluta.

Per quanto ci impegniamo a definire il mondo nella sua complessità tanto più ce ne sfugge il possesso cognitivo.

Il solo intuito non sazia il bisogno di rivelare e definire la natura delle cose.

Disponiamo sempre più di griglie matematiche, logiche, letterarie, scientifiche ma tutti questi strumenti non sono sufficienti ad illuminare in toto la realtà.

Cosa si cela dunque nell’indaco?

In questa frontiera si apre un territorio sconfinato da esplorare e rivelare, armati di onestà culturale, nella piena libertà data dal rigore della linguistica e nelle vastità dell’etimologia.

Per ulteriori informazioni date un’occhiata alla pagina IBS.

Roberto Guerra