NOCTURNIA PRESENTA 03: SERIE CLASSICHE: GLI EPISODI RITROVATI

Continua più che volentieri la nostra partnership con l’ottimo blog “Nocturnia” del bravissimo Nick Parisi, Grazie a questa collaborazione, che rientra in un più ampio progetto denominato inizialmente “Pax Sf” e che ora si è tramutato in “Cosmolinea B-Log”, sulla Zona Morta pubblichiamo un altro interessante articolo del blog di Parisi che poi ci ricambierà prossimamente nell’ottica di una lunga, efficace e proficua collaborazione tra veri appassionati e tra siti che si rispettano, animati da quella “Passione” con la “P” maiuscola che da sempre alimentiamo e che fa da motore a ogni nostra iniziativa.

Per cui mettetevi comodi, allacciate le cinture di sicurezza e cominciate a leggere… per iniziare questo lungo viaggio di fratellanza, parleremo stavolta di serial televisivi e di episodi prima persi e poi ritrovati.

Da sempre un posto fondamentale dell’immaginario è costituito dalle serie televisive, in particolare per la mia generazione, quella dei quasi cinquantenni (1), buona parte di questo immaginario è stato formato da serie di provenienza britannica.

Certamente non sono state le uniche basi della nostra formazione al fantastico, però è indubbio che senza l’avvento e la fruizione di quegli shows oggi staremmo a raccontarci una realtà molto diversa, spesso si trattava del primo approccio nei confronti di una dimensione che era al contempo, certamente avventurosa, ma anche sofisticata ed intelligente, praticamente un primo stimolo per la fantasia.

Patrick Troughton Il secondo Doctor Who (1966-1969) quello di cui sono andati perduti il maggior numero di episodi

Però non sempre le reti televisive in passato hanno dimostrato di rispettare quelle serie come le rispettava il pubblico al quale erano dirette. Questo vale sia per le reti produttrici sia per le reti che si limitavano a trasmettere il prodotto finale (spesso ma non sempre le due categorie si sovrappongono).

Spesso e volentieri le produzioni del passato sono andate perdute o distrutte in tutto o in parte,a volte singoli episodi altre volte è stata coinvolto tutto il materiale girato.

A volte si è trattato di scelte volute da parte dei vertici delle emittenti (per liberare spazio in magazzino o per distruggere una produzione ritenuta secondaria). Altre volte si è trattata si semplice (e per questo ancora peggiore) incuria.

Non è successo solo con le serie di origine inglese, ma anche con quelle statunitensi (un esempio è la serie di Captain Video di cui ho parlato QUI) e con le produzioni italiane. Prima o poi affronterò anche il discorso sulle produzioni scomparse (di argomento fantastico ) della Rai.

Oggi però parliamo principalmente delle produzioni inglesi anche perché sono quelle per le quali sono a disposizione più informazioni in proposito.

The Quatermass Experiment del 1953 Una delle tante vittime illustri della politica BBC. Dei episodi totali solo i primi due sopravvivono negli archivi televisivi

- PREMESSA

Dagli anni ‘50 ‘s del secolo scorso fino all’inizio degli ani ‘80 s l’intrattenimento radio televisivo nel Regno Unito era costituito principalmente dalla programmazione di due grandi network, e cioè il grande colosso pubblico BBC e dalla ITV la prima emittente privata a trasmettere su tutto il territorio nazionale.

Entrambi i Network programmavano serie o miniserie di fantascienza.

Però una grossa fetta di  questa programmazione è andata perduta.

La ITV spesso girava la maggior parte delle serie girandole dal vivo, senza effettuarne la registrazione. Più raramente effettuava la registrazione su nastri da 16 mm.

Ma anche quando questo accadeva visto l’alto costo delle bobine molto spesso dopo qualche anno queste venivano riciclate registrando nuovamente anche più di una volta sempre sopra gli stessi nastri.

Questo ha fatto si che andassero perduti molto materiale (compresi sceneggiati e telefilm) degli anni ’50 s. Per gli argomenti trattati da Nocturnia, quello che ci interessa è  la perdita la maggior parte degli episodi della prima stagione di The Avengers (Agente Speciale) girate a cavallo tra il 1961 ed il 1962.

A for Andromeda (1961)

Per quanto riguarda invece la prestigiosa BBC invece le cose andavano anche peggio.

Quella di cancellare i programmi ritenuti come “non essenziali” per riutilizzare le bobine fu proprio una regola interna praticata dalla rete almeno fino al 1970.

Ma anche dopo, almeno fino al 1978 l’emittente continuò a praticare una politica decisamente “non conservativa”, solo a partire dalla diffusione di supporti privati come VHS o Betamax e al grande boom di vendite delle videocassette la BBC si convinse dell’esistenza di un grande mercato di appassionati e collezionisti e cominciò a conservare meglio le sue produzioni di genere.

Nel frattempo, vittime illustri di questa vera e propria furia iconoclastica erano state- tra le altre cose- le varie serie di Nigel Kneale dedicate al professor Bernard Quatermass come The Quatermass Experiment (1961); la maggior parte dello sceneggiato A for Andromeda del 1961 e sopratutto moltissimi episodi delle prime stagioni del Doctor Who.

A partire dagli ultimi decenni le emittenti inglesi, spinte anche dall’entusiasmo di ricercatori interni, veri e propri Indiana Jones degli archivi hanno cominciato una ricerca appassionata alla ricerca di quanto più materiale possibile da recuperare.

Non importa dove: magazzini interni,archivi di reti estere,ripetitori sperduti nel nulla; rigattieri e collezionisti privati, la ricerca è cominciata.

E diversi risultati interessanti sono stati raggiunti.

- THE AVENGERS (AGENTE SPECIALE)- La Prima Stagione (1961)

Di The Avengers ho parlato diffusamente QUI ,quando a suo tempo, ho parlato diffusamente della serie, in quei vecchi post ritrovate tutte le informazioni in merito.

Quello che è importante in questa sede è ricordare come dei 26 episodi complessivi  che costituivano la prima stagione la quasi totalità fosse andata perduta.

Una scena da “The Frighteners” episodio superstite della prima stagione di The Avengers con Patrick MacNee (al centro) e Ian Hendry (a destra)

Nel 1961John Steed interpretato dal grande Patrick MacNee era ancora un semplice comprimario  (che non compariva nemmeno in tutti gli episodi). I veri protagonisti della serie erano il dottor David Keel (l’attore Ian Hendry ) e la sua assistente Carol Wilson ( Ingrid Hafner).

Keel incarnava il prototipo dell’eroe idealista e tutto d’un pezzo mentre Steed (che ripeto, nei primi episodi fungeva esclusivamente da spalla del primo) invece rappresentava lo stereotipo dell’ agente segreto pragmatico ed anche un filino cinico.

L’occasione dell’incontro tra i due veniva data nel primo episodio (intitolato Hot Snow) dall’ omicidio apparentemente immotivato di Peggy, la promessa sposa del dottore. John Steedappariva nella seconda metà dell’episodio in qualità di rappresentante di una misteriosa organizzazione promettendo vendetta al buon dottore in cambio della sua collaborazione.

Insomma, dimenticatevi i toni scanzonati e ricchi di humour britannico ed anche le trame ai confini della fantascienza che la serie avrebbe raggiunto solo qualche anno dopo grazie anche all’immissione di quell’altro grande personaggio che fu Emma Peel (la bravissima Diana Rigg). The Avengers (Agente Speciale come fu ribattezzata da noi) nella sua prima stagione fu una “normale” serie poliziesca.

E gli episodi andarono a sparire uno dopo l’altro.

Carol Wilson (Ingrid Hafner) e David Keel (Hendry) in una immagine da “Girl on the Trapeze” il secondo episodio ritrovato di The Avengers

Fino al 2000  sopravviveva un unico episodio negli archivi della ITV, per la precisione il quindicesimo intitolato The Frighteners.

E tale sarebbe rimasta la situazione ancora per qualche annetto.

Nel frattempo però molti non si accontentavano e cominciava la ricerca.

Risultato?

Altri episodi dati per scomparsi sono saltati fuori.

Nell’ aprile del 2001 dagli archivi UCLA la prestigiosa Università  della California con sede a Los Angeles l’appassionato Dave Wood ha scovato fuori un secondo episodio, il 6° in ordine di trasmissione originale, intitolato Girl on the Trapeze.

La cosa divertente è che il ritrovamento è avvenuto semplicemente spulciando il database online dell’ UCLA, disponibile da tanto tempo, segno questo che a nessuno era venuto in mente prima di cercare lì. Dagli stessi archivi Wood è riuscito a trovare anche una porzione (i primi quindici- venti minuti) di  Hot Snow il primissimo episodio della prima stagione.

Immagine da “Tunnel of Fear” Il terzo episodio recuperato

Il resto è veramente storia di questi giorni, il ottobre del 2016, la Kaleidoscope Publishing, una casa editrice creata per recuperare, difendere e diffondere il patrimonio culturale cinetelevisivo britannico ha annunciato, per bocca di Chris Perry  uno dei due fondatori, agli  eredi di Hendry di esser entrata in possesso (assieme a tanto materiale sparso di altre serie ancora da annunciare) di un terzo episodio completo.

In questo caso si trattava dell’ episodio numero 20 della prima stagione, intitolato Tunnel of Fear.

E dopo 55 anni si è trattato di un vero e proprio ritrovamento “archeologico”

Un altra immagine da “Tunnel of Fear

Certo episodi completi ed un frammento di un quarto rispetto ad una produzione totale di 26 potrebbe sembrare poca roba, e forse lo è, però pensando al quasi nulla di una ventina di anni fa si può tranquillamente dire che significativi passi avanti sono stati compiuti.

Inoltre il ritrovamento di una stampa in buone condizioni di “Tunnel of Fear“, dimostra che qualcos’altro là fuori potrebbe ancora esserci.

Non importa quanto tempo possa essere passato.

Basta saperlo e volerlo cercare.

- DOCTOR WHO

Parliamoci chiaro.

Per gli inglesi Doctor Who non è una serie di fantascienza, o una serie televisiva, per gli inglesi Doctor Who è “la” serie.

La versione classica è andata in onda dal 1963 al 1989 (senza contare i vari speciali ed un film per la Tv girato nel 1996) ed ognuno degli otto attori (compreso Paul McGann che interpretò il citato film del 1996) ha avuto le sue schiere di fans.

Nate inizialmente come docu-drama (un’ escamotage per far imparare la Storia ai telespettatori più giovani senza annoiarli -ed infatti la prima avventura si svolge durante l’età della Pietra) le avventure dell’alieno con due cuori proveniente dal Pianeta Gallifrey che viaggia attraverso lo Spazio ed il Tempo in un congegno chiamato TARDIS (stranamente simile ad una cabina telefonica della polizia inglese ) ben presto evolvettero in qualcosa d’altro.

Gli spettatori ben presto si affezionarono al bizzarro alieno dotato del potere di rigenerare il proprio corpo (cambiando ogni volta non solo forme ma anche personalità) ,ai suoi companion umani, tra i quali non poteva mancare mai una giovane e bella ragazza, ai suoi nemici alieni tra cui i Daleks; I Cybermen; i Sontaran o gli Zygon o a quelli terrestri.

Nel cuor suo ogni telespettatore scelse il “suo” dottore preferito, i propri “companions e perfino i nemici. 

E non importava che col passare del tempo l’attore che interpretava il “Dottore” venisse sostituito da un altro, prima o poi la BBC avrebbe girato un qualche speciale (di solito natalizio) all’interno del quale le varie incarnazioni del personaggio si sarebbero incontrate ed avrebbero interagito tra loro.

Una immagine da “The Enemy of the World” l’ultima avventura completa ritrovata del Doctor Who

Bisogna anche dire che le avventure della serie classica contrariamente a quelle della ripresa del 2005 (composte da episodi completi della durata di 4560 minuti come quelli di tutte le serie odierne) erano suddivise in episodi settimanali della durata di 25 minuti, in sostanza 4-5episodi costituivano le puntate di un’avventura completa.

Particolare questo che senza volere ha contribuito alla dispersione delle varie storie.

A soffrire della politica di distruzione delle bobine furono in particolare le avventure dei primi tre dottori: William Hartnell (1963-66); Patrick Troughton (1966-69) che fu il più bersagliato da questa pratica, ed in misura molto minore John Pertwee dal momento che cominciò ad interpretare il ruolo nel 1970 e dopo poco l’emittente di Stato inglese abbandonò la politica della cancellazione delle registrazioni.  Pertwee avrebbe poi continuato la sua partecipazione alla serie fino al 1974, nel frattempo era giunto anche il colore.

Altra immagine di “The Enemy of the World” (1967/68)

Però il danno era stato fatto.

Diverse avventure non esistevano più, di altre ancora erano sopravvissuti solo parte degli episodi, di altre ancora come Marco Polo la terza avventura con Hartnell erano rimaste solo le registrazioni audio e le foto di scena, di altre ancora restavano solo le sceneggiature.
Cominciava la caccia, la ricerca per colmare i vuoti dell’archivio.

Diversi appassionati donarono o prestarono spontaneamente le loro registrazioni audio o video effettuate ai tempi con tecniche pionieristiche, altri ancora cominciarono a portare bobine comprate in qualche polveroso mercatino. Nel frattempo esperti ricercatori cominciarono a girare il globo terraqueo dirigendosi presso archivi e  stazioni di ricezione da Cipro, al Sud Africa ovunque nel mondo fosse stata trasmessa la serie nella speranza di ritrovare almeno qualche episodio sparso.

E qualche risultato nel tempo si è anche raggiunto.

Nel 1991 la Rediffusion una società di Honk Kong operante nel settore delle telecomunicazioni ha consegnato alla BBC le registrazioni in suo possesso di The Tomb of Cybermen un’avventura completa del secondo dottore ( 4 episodi in tutto) risalente al 1967.

Tomb of Cybermen (1967)

Certo, ci sarebbe da dire anche che una volta pubblicato in vhs molte persone che avevano sentito elogiare l’episodio da parte di quelli che avevano assistito alla iniziale messa in onda e che si basavano solo sui ricordi entusiastici di costoro poi trovarono l’episodio francamente noioso.

Questo dovrebbe anche far aprire una discussione sul valore della nostalgia e sull’efficacia della memoria.

Altri però elogiarono apertamente la Storia nonostante il tempo trascorso dal 1967.

I ritrovamenti però procedevano con rilento, non avvenivano con facilità.

A tutto il 2002 negli archivi BBC risultavano assenti (e quindi perduti) ancora 109 episodi sui  695 totali.

E si dubitava fortemente di riuscire a trovare anche uno solo di questi 109 episodi.

Nel 2004 vennero però ritrovate alcune clip degli episodi dell’avventura The Reign of Terror (gli altri erano completi) una storia del 1964 con il “primo dottore” William Hartnell.

Il DVD americano di The Reign of Terror con Hartnell in copertina. Le parti ancora mancanti degli episodi sono state ricostruite con animazioni e ricostruzioni verbali dei membri del cast

Altri ce ne furono in quell’anno, poi per un certo periodo non avvenne più niente.

Ma a partire dal 2011 è come se avvenisse la svolta.

In quell’anno, un collezionista di nome Terry Burnett consegna a Ralph Montagu , un suo amico che lavora per una radio privata ma che fondamentalmente è uno dei tanti ricercatori degli episodi perduti di Doctor Who, due bobine che conterrebbero a detta di Burnett stesso ognuna un episodio della serie. Quelle che ha il collezionista sono registrazioni di repliche australiane e Burnett chiede all’amico di verificarne il valore.

Quando Montagu analizza le stampe scopre che si tratta di due episodi scomparsi.

Nello specifico si tratta del terzo episodio di Galaxy 4 con William Hartnell e del secondo episodio di The Underwater Menace con Troughton.

Particolare interessante:  Burnett possedeva le due registrazioni già dal 1980, le aveva acquistate in un mercatino di Southampton e per anni era stato all’oscuro del loro valore.

Il ritrovamento più clamoroso avviene però nel 2013, in una piccola Stazione della Nigeria.

11 episodi totali di cui almeno 9 scomparsi da 45 anni.

Ad effettuare il ritrovamento dopo una lunga caccia è Philip Morris appassionato di lunga data e direttore del Television International Enterprises Archive.

Morris riesce così a trovare un’avventura completa intitolata The Enemy of the World (completa di tutti e 6 gli episodi) ed una “quasi” completa: The Web of Fear (mancante del terzo episodio).

Entrambe interpretate da Patrick Troughton, risalenti al periodo 1967-1968.

Immagine tratta da uno degli episodi  ritrovati di The Web of Fear (1968)

Quello di Morris si configura come il più importante ritrovamento avvenuto in questi ultimi anni, oggi risultano ancora mancanti all’appello almeno 91 episodi di Doctor Who, col passare del tempo gli esperti disperano di riuscire a trovare ancora altro materiale.

Ma del resto questo si diceva già nel 2002.

Dopotutto le esperienze di Montagu e di Morris dimostrano come tutto sia ancora possibile.

Basta avere pazienza, tenacia, perseveranza e professionalità.

E sopratutto tanta tanta fortuna.

Ma in fondo anche questa è una sorta di magia.

Nick Parisi

NOTE:

(1) Meravigliosi cinquantenni, ovviamente.

FONTI:

Desidero ringraziare queste pubblicazioni e questi siti per le preziose informazioni trovate:

1) “Enciclopedia della Fantascienza in Tv. Vol. 1″ curato da Aleksandar Mickovic; Marcello Rossi Nicola Vianello per Fanucci Editore. Anno 2002. Lavoro questo tutt’ora fondamentale, dal quale mi sono spesso basato in passato. Gli autori hanno compiuto una mole di lavoro non indifferente anche se gli autori evidentemente ancora non conoscevano il lavoro di Dave Wood, visto che citano ancora solo The Frighteners come unico episodio rimasto.

2) IAN HENDRY OFFICIAL TRIBUTE (Per “Girl on the Trapeze” e “Tunnel of Fear“)

3) WIKIPEDIA UK (per Kaleidoscope)

4) DOCTOR- WHO.IT  (in particolare QUI) Sito fondamentale per gli appassionati di Doctor Who

5) NETMASSIMO BLOG  – Sito fondamentale consigliato a tutti gli appassionati di Science Fiction