FANTASCIENZA STORY 119

GLI SPORT DEL FUTURO (1975) – PARTE 04

CUORE DI CANE

Russia. Un cane randagio viene raccolto da uno scienziato, il Professor Preobrazenskij (Max von Sydow) e, con la collaborazione dell’assistente Bormental (Mario Adorf), viene utilizzato per uno straordinario esperimento. Dopo essere stato operato ed avergli inserito le ghiandole genitali di un cadavere, nell’animale avviene una strana trasformazione.

Zina: “C’è un gran daffare. Gli è caduto tutto il pelo.

Dar’ja: “È fuori pericolo?

Zina: “Pare di sì. Lo senti?

Dar’ja: “Io là non ci metto più piede.

Dar’ja, la cameriera (Gina Rovere) osserva Zina (Eleonora Giorgi), l’assistente cameriera, allontanarsi con il secchio pieno del pelo, in parte coperto di sangue rappreso di Bobi, il cane.

Ma gli avvenimenti sulla strana trasformazione incalzano. Zina, timidamente, entra nell’ufficio del Professore con in mano uno strano oggetto. Lo scienziato lo vede ed esclama:

Preobrazenskij: “La coda?

Zina: “Gli è caduta.

Sul proprio quaderno l’assistente, Bormental, scrive:

“<…Ormai parla ed abbaia, bestemmia ininterrottamente senza motivo. Ho registrato su un disco la sua voce>…

E dal disco escono le parole di “Bobi”.

Bobi: “Non spingere, vecchia troia… bau… farabutto… scendi dal predellino… riconoscimento dell’America. In coda,  figli di cani, in coda!… Dio Cristo!

Zina entra in silenzio nell’ambulatorio con un vassoio carico di cibo e si avvicina a una specie di culla dove l’essere sta dormendo. Improvvisamente una mano artiglia la cameriera con violenza.

Zina: “Aiuto… aiuto! Dar’ja!

Bobi: “Odore buono… voglio io… qua vicino… le gambe aperte…odore qua buono…

Lo scienziato convoca dei colleghi per osservare e studiare lo strabiliante fenomeno.

Preobrazenskij: “Eccolo, Signori.

Korothov: “Incredibile. Una stupenda conferma della teoria evoluzionistica.

Bobi: “Ah! Ah! Bau… levati pidocchio!

Bormental: “Niente insulti.

Bundarev: “Sì, caro Professore, lei mi aveva detto… sì… trattasi di una totale antropomorfizzazione.

Preobrazenskij: “Natura non facit saltus… sed scientia tamquam facit saltus.

Korothov: “Lei apre un nuovo capitolo della scienza. Senza ricorrere alla storia di Faust, lei ha creato l’homunculus, ha dato vita a una nuova entità umana…

Preobrazenskij: “Grazie… grazie. Vi prego, per ora, di mantenere il segreto.

La trasformazione continua e si perfeziona ulteriormente, come testimonia il diario dell’assistente Bormental.

“<Struttura corporea assolutamente umana. Ha cominciato a fumare… Sostiene una conversazione. Il cervello coordina pensieri e movimenti. Lo abbiamo vestito. Si tratta di un organismo tutto da studiare.>”

I rapporti fra il nuovo essere umano e il suo creatore si fanno tesi fin dall’inizio. Come testimonia questo breve dialogo fra i due.

Preobrazenskij: “...e non butti cicche per terra e non bestemmi continuamente! Non salti per la casa distruggendo le vetrine. Non sputi per terra, vede la sputacchiera? Impari a pisciare dentro la tazza e smetta tutto quel teatro con Zina, si è lamentata di lei. Stia attento.

Bobi: “Lei mi opprime, paparino.

Preobrazenskij: “Chi è paparino? Niente familiarità. Voglio essere chiamato per nome e patronimico.

Bobi: “Non sputare, non fumare, non far questo, non far quello. Pare di essere in tram. Non mi lascia respirare. Quanto al paparino c’è poco da strillare. Schwoder mi ha detto tutto. Ho forse chiesto io di essere operato? Bella roba! Si piglia una povera bestia, le si spacca la testa, eccetera… Dopotutto ci sono anche i miei parenti. C’è il caso che abbiamo diritto a sporgere querela.

Assillato da quello che considera un emerito seccatore, Bobi decide di prendersi una serata di libertà e la passa assieme al capo degli inquilini del condominio Schwoder che da molto tempo cerca di ridurre il vastissimo appartamento del professore e assegnarlo ad altri inquilini. Disgraziatamente, almeno per quanto riguarda il professore e il suo assistente, Bobi ritorna in quella che ormai considera la sua casa. I giorni si susseguono e Bobi (Cochi Ponzoni) innalza le sue pretese: vuole un nome, anzi se ne è già scelto uno, Poligràf Poligràfovic Bòbikov. In seguito si trova un lavoro e, poco alla volta, diventerà Vicedirettore della Sottosezione Accalappiamento Animali Randagi e cioè si occupa di acchiappare gatti per le vie di Mosca, ma il suo modo di agire, il continuo insidiare Zina, il pretendere come suo ciò che è di altri, non fanno che rendere i suoi rapporti con il professore e Bormental sempre più tesi ed esasperati.

E quello che doveva accadere finalmente accade: Bobikov viene addormentato e riportato in sala operatoria dove il professore e il suo assistente si chiudono per lunghe, interminabili ore. Inizia la trasformazione inversa e l’uomo ridiventa cane.

Al di là della favola metaforica e della satira politico-scientifica, del resto caratteristica del breve romanzo dall’omonimo titolo pubblicato dalla Garzanti e scritto da Mikail Bulgakov che l’ha ispirato, il film è estremamente piacevole ed è ottimamente interpretato.

Alberto Lattuada ne è stato non solo il regista, ma anche lo sceneggiatore e ha dichiarato di essersi per la prima volta avvicinato al mondo della fantascienza e ha parlato di alcune curiosità tecniche usate nel suo film. La neve, per esempio:. Poiché le scene sono state realizzate in studio, sono stati necessari tre tipi diversi di neve: uno per le orme sul terreno, un altro per mostrare la neve che turbina e fiocca davanti allo schermo e un terzo per le ambientazioni e cioè quella posata per terra e sugli oggetti che venivano inquadrati. Il risultato fa sì che il film sia accurato anche dal punto di vista scenografico il che, unito alla sua piacevolezza, lo rende un contributo onorevole, anche se sui generis, al cinema italiano di fantascienza.

(4 – continua)

Giovanni Mongini