RENATO TURINI

Dopo aver parlato del suo primo libro, “La sorgente di Nos – Il miracolo”, pubblicato da Sovera Editore, non potevamo esimerci dall’intervistare Renato Turini, il promettente autore di questa trilogia fantasy, nell’attesa che sforni gli altri due romanzi dedicati alla saga.
QUESTO E’ IL TUO PRIMO LAVORO LETTERARIO. COM’E’ NATA L’IDEA DI SCRIVERE QUESTO ROMANZO?
Per gioco… un’estate di qualche anno fa, al mare, mi annoiavo, così mi prese la voglia di scrivere un gioco di ruolo, ma in seguito abbandonai l’idea di avere a che fare con numeri e parametri, così conservai la storia, che mi piaceva, e volevo farne una sceneggiatura. Alla fine è diventato un romanzo.
…ISPIRATO AL VIDEOGAME “FINAL FANTASY”…
Mmmm, sì e no. “Final fantasy” è stata una passione per anni ed è stato l’unico fantasy che ho “vissuto”… non sono un appassionato di fantasy, in verità, e il libro si ispira a “Final fantasy” perché l’idea di scrivere un gioco di ruolo nacque da lì, ma c’è un solo personaggio, nel romanzo, chiaramente ispirato al videogioco…a parte questo particolare nella trama non vi è alcun riferimento alla saga.
COME TI SEI AVVICINATO AL GENERE FANTASY E PERCHE’ PROPRIO IL FANTASY?
Sono sempre stato appassionato del videogioco… quindi, perché il fantasy non lo so… è una cosa di pelle, è probabilmente un bisogno di creatività che esuli dalle regole di questo mondo, ma in verità NON SONO UN APPASSIONATO DI FANTASY…mi piace, ecco tutto!
COSA SIGNIFICA PER TE “FANTASY”?
Fantasy è sinonimo di fantastico, ma il vero fantasy non è altro che mitologia. Il fantastico inteso come virtuosismo immaginifico fine a sé stesso è un vomito, un incubo… serve a liberarsi (invece si vende!) e lo si dovrebbe chiamare appunto fantastico, non fantasy. Nel fantasy, quello degno di questo nome, le affascinanti e spesso bizzarre forme che popolano i mitici mondi e le avvincenti avventure narrate, sono asserviti sempre ad un contenuto intento a direzionare l’attenzione verso il proprio cuore. Il fantasy autentico non può che narrare del risveglio della coscienza e del duro viaggio che l’individuo intraprende per servire il desiderio di riunione con la propria origine, la conoscenza della quale renderà la stessa luminosa e reale. E’ mitologia, è esoterismo, è antica religione narrata sotto varie forme. Con tutte le riserve del caso, mi sento di riconoscere nel fantasy d’autore (ad esempio “La Divina Commedia”) tentativi di quella che si definisce “arte oggettiva”. Il fantasy non serve a distrarre la mente, e calarsi in un ottica fantasy con serietà non significa affatto estraniarsi o fuggire dalla realtà, bensì sviscerarne le componenti archetipiche e riconoscere gli innumerevoli demoni, dragoni, streghe, maghi, troll e fate che animano e inscenano i teatrini delle nostre personalità cangianti. Il fantasy più di molti altri generi chiama le cose con i loro nomi, ma noi, scesi così in basso, troppo spesso non riusciamo a ricordare… La vera libertà non è dell’individuo ma dall’individuo, e ricordare il nostro cuore ci terrorizza perché la vera paura dell’uomo non sono gli abissi delle tenebre ma il vuoto insostenibile della libertà luminosa.
CHE TIPO DI FANTASY TI PIACE ALLORA?
In sostanza, preferisco il fantasy tradizionale, alla Tolkien… ma non è l’ambientazione o lo stile che mi interessano, bensì il contenuto.
E I TUOI FILM PREFERITI?
Non essendo un appassionato maniacale e quindi neppure un intenditore del genere, i miei film preferiti sono quelli classici: “Star wars”, “Dune”, “Il Signore degli anelli”… tutti quei fantasy “seri” dal punto di vista del messaggio.
TORNIAMO A PARLARE DEL TUO LIBRO. NONOSTANTE SIA UN ROMANZO FANTASY, COSI’ COME NEL VIDEOGAME CHE HAI OMAGGIATO, “LA SORGENTE DI NOS” NON E’ POPOLATO DALLA MITOLOGIA CLASSICA DEL FANTASY, OVVERO DA TROLL, ELFI, GNOMI, STREGHE O NANI, BENSI’ E’ UN MONDO A SE’ STANTE… DEL MONDO FANTASY HAI CONSERVATO SOLO QUALCHE DRAGO E QUALCHE CENTAURO…
Sì, è così.
CI RACCONTI DI COSA PARLA?
Del potere dell’amore, quando è puro ed innocente.
PUOI DIRCI DI PIU’?
Ci provo…non è facile. A grandi linee, narra di un viaggio, intrapreso dopo una presa di coscienza, di un bambino e del suo tutore, un ragazzo “venuto dal nulla” che non ricorda il suo passato prima del suo arrivo nel villaggio di Im, un luogo ottenebrato da una nebbia che nasce dalle esalazioni di un’acqua verde che sgorga da una cascata, la Fonte di Nos appunto. Nos è il dio della natura che, attraverso quell’acqua, dona potere magico a chi ne beve e nel villaggio ne bevono tutti, fin da piccini, procurandosi, in questo modo, ogni sorta di guai. Elixam, il bambino protagonista che è nato nel villaggio, ed Otaner, il suo tutore, dopo un incontro miracoloso ma fugace che ha cambiato lo “stato delle cose”, invertono la rotta della loro vita e, aiutati da una setta pacifica, una sorta di “antica resistenza”, intraprendono un lungo viaggio per suggellare definitivamente l’incontro e l’unione che aveva per pochi istanti, diciamo, restituito al mondo la sua vera natura. Il tutto ovviamente condito da tanti altri elementi, soprattutto riflessivi.
QUINDI E’ UN LIBRO INTROSPETTIVO, A QUANTO PARE.
Certamente… e palesemente anche… non è un fantasy d’azione, e non rientra affatto nello stile del fantasy tradizionale. L’azione c’è, ma si alterna con… diciamo con un’azione interiore. C’è un’evoluzione non solo della trama, ma nel carattere stesso dei personaggi, in particolar modo di quello di Otaner.
RISULTA LAMPANTE IL FATTO CHE OTANER, UNO DEI PROTAGONISTI, E’ “RENATO” SCRITTO AL CONTRARIO. QUANTO C’E’ DI TE NEL PERSONAGGIO E NELLA STORIA?
Tutto! Credo succeda a molti autori che i propri scritti siano autobiografici, anche senza che si noti, o che addirittura loro stessi se ne accorgano. Nel mio caso, la storia è un “viaggio” che vivono in molti, nella vita… non è poi così personale, anzi…però è ovvio che si attinge dalla propria.
I NOMI DEL LIBRO SONO TUTTI ANAGRAMMI?
La maggior parte. Mi hanno criticato, per questo, ma l’ho fatto perchè così il lettore, se vuole, può divertirsi a risalire a ciò che ho voluto rappresentare con quel determinato luogo o personaggio.
QUALI DIFFICOLTA’ HAI TROVATO NELLO SCRIVERE “LA SORGENTE DI NOS”?
Ne ho trovate troppe per poterle elencare. (ride)
CHE PROGETTI HAI PER IL FUTURO?
Voglio finire la saga de “La Sorgente di Nos”… è in tre volumi, “Il miracolo” è solo il primo. Con “La sorgente di Nos”” quel che volevo dire l’avrò detto…non credo scriverò altro, a meno che questo diventi un successo e io diventi uno scrittore (ride ironicamente). Posso dirvi, per concludere, che, con molta probabilità, il libro verrà narrato (in forma musicata e con rumori d’ambiente), capitolo per capitolo due volte a settimana, su alcune radio nel prossimo futuro… non ho altri dettagli però, in merito.

ALLORA IN BOCCA AL LUPO, RENATO!

29/08/2007, Sara De Gennaro & Davide Longoni