TORCHWOOD

CAST

John Barrowman

Eve Myles

Bum Gorman

Naoko Mori

Gareth David-Lloyd

James Marsters

Mekhi Phifer

Alexa Havins

Bill Pullman

Origine: Gran Bretagna, coproduzione con gli Stati Uniti per la quarta stagione

Ideazione: Russell T. Davies e Chris Chibnall

Durata: quattro stagioni per un totale di 41 episodi, nella prima, seconda e quarta stagione di 50 minuti l’uno, nella terza di un’ora.

TRAMA

A Cardiff c’è una fessura nel tempo, che rende particolarmente attiva la presenza di extraterrestri e altre creature: Torchwood, l’associazione governativa segreta fondata dalla regina Vittoria nell’Ottocento, ha qui una delle sue sedi più attive, formata dal misterioso capitano Jack Harkness, vissuto oltre i limiti del tempo, dalla ex poliziotta Gwen Cooper, dal dottor Owen Harper, dall’informatica Toshiko e dal tuttofare Ianto, amante anche di Jack. Nel corso delle indagini, il coinvolgimento della squadra Torchwood sarà sempre più completo, tra invasioni sventate, contatti, incontri non sempre piacevoli e viaggi nel tempo, finché non saranno pesantemente toccati loro stessi, con la morte di Owen e Toshiko. Una minaccia aliena prenderà di mira i bambini della Terra portando altre lacerazioni, e i sopravvissuti di Torchwood si troveranno poi a indagare con la CIA oltre oceano sull’immortalità forzata che sta colpendo il genere umano, scoprendo quanto questo può essere legato a Jack.

NOTE

Torchwood nasce come spin-off rivolto a un pubblico più adulto della serie Doctor Who, tornata in auge dopo un periodo di pausa a partire dal 2005. Nella serie ammiraglia ci sono numerosi rimandi e comparsate dei personaggi di Torchwood, oltre che la spiegazione di come è nata l’agenzia non governativa, mentre in Torchwood i riferimenti al dottore sono abbastanza pochi e in fondo non fondamentali per la comprensione della vicenda.

Nelle intenzioni di Russel T. Davies c’era la volontà di ispirarsi per Torchwood a serie d’oltreoceano come X-Files o Angel: una volontà che si manifesta soprattutto nei primi episodi, tra misteri e alieni su cui indagare, e nella natura di Torchwood, qualcosa di non ufficiale che affianca le normali agenzie governative.

Le vicende di Torchwood si dividono in tre momenti: il primo è formato dalle prime due stagioni, dove c’è la squadra al completo e dove ci sono tanti casi singoli da affrontare con una linea narrativa comune; il secondo è fatto dalla miniserie, Children of the Earth, che costituisce la terza stagione; il terzo dalla quarta stagione, realizzata in collaborazione con la statunitense Starz con nuove ambientazioni e interpreti.

I toni sono fantascientifici e complottisti, con alcune peculiarità, come l’episodio della prima stagione Le fate cattive, che si rifà al folklore sul Piccolo Popolo; Fuori dal tempo che presenta una variazione sui paradossi temporali tanto cari al dottor Who; e Il capitano Jack Harkness, in cui viene svelato qualcosa del passato di Jack.

La miniserie Children of the Earth vede tra i comprimari Peter Capaldi, già comparso nell’episodio del “Dottor Who” I fuochi di Pompei e futuro dodicesimo dottore a partire dal 2014, qui impegnato come John Frobisher, un membro occulto del governo che suggerisce una soluzione tragica per contrastare la minaccia aliena, pagando poi un prezzo altissimo per questo.

Nella seconda stagione compare anche il personaggio di Martha Jones, seconda compagna del Decimo Dottore, interpretata da Freema Agyeman, qui in ruolo di cacciatrice di alieni come poi sarà nelle sue ulteriori comparse nella serie del Dottore.

Sempre nella seconda stagione è da segnalare, nella parte di John Hart, ex amante di Jack Harkness, un tipo non certo raccomandabile, James Marsters, ben noto agli appassionati di fantastico per essere stato Spike in Buffy e Angel, altro personaggio un po’ ambiguo ma di sicuro fascino.

Le tematiche omosessuali sono massicciamente presenti in Torchwood: Jack è omosessuale dichiarato, vive una relazione con Ianto, nella seconda e quarta stagione si parla anche di sue storie passate. La serie è piaciuta molto alla comunità GLBT, mentre una conclusione forse lieta per le avventure sentimentali non allegre di Harkness viene suggerita nel finale di quarta stagione del Doctor Who, con l’addio di David Tennant, che prima di rigenerarsi sistema alcune questioni, facendo conoscere a Jack il capitano di una nave spaziale Alonso.

Un possibile destino di Jack Harkness viene indicato in Doctor Who, dove a un tratto il dottore conosce nelle sue spedizioni in un futuro remoto la Faccia di Boe, un essere formato solo da un enorme volto, che sa più cose di tutti e che gli rivela l’esistenza di un altro Signore del Tempo. Il Dottore scoprirà che Faccia di Boe era un soprannome d’infanzia di Jack, che probabilmente è vissuto quasi in eterno, modificando il suo aspetto. Il personaggio di Faccia di Boe e la mitologia ad esso legato non è più stato ripreso nelle ultime stagioni di Doctor Who.

La quarta stagione di Torchwood, incentrata sull’immortalità che colpisce di colpo il genere umano, con problemi pratici, etici e di sopraffazione, è realizzata in coproduzione con gli Stati Uniti: si perde l’ambientazione britannica, soprattutto sulla suggestiva Cardiff, per un intreccio che non sa scegliere tra X-Files o una fantascienza più classica, confuso, a tratti pesante, e che si aggancia male alle avventure di Jack e soci, ormai ridotti solo a due. Non convincono nemmeno le new entry a stelle e strisce, e nemmeno la presenza di volti noti del genere fantastico, come Bill Pullman e Nana Visitor.

Mentre la squadra Torchwood non è più tornata in Doctor Who, si parla periodicamente di possibili nuove avventure, che per ora restano solo progetti. Sarebbe interessante dare alla vicenda nuovi sviluppi o una conclusione, anche se la scomparsa di tre dei cinque protagonisti rende tutto più difficile.

Elena Romanello