SWITCHED

La storia del successo di questo libro, nato con l’autopubblicazione e la vendita su Amazon e poi approdato nelle librerie, ha fatto il giro del mondo, e può essere anche interessante per chi scrive, non vuole cadere nelle trappole dell’editoria a pagamento e cercare un pubblico in maniera diversa, tenendo conto ormai dell’importanza del Web come strumento di autoproduzione soprattutto negli Stati Uniti.

Detto questo, il romanzo Switched (12 euro, Lain – Fazi Editore) risulta poi essere il classico esempio di urban fantasy per adolescenti, non aggiungendo granché ad un genere che comunque va molto, e con il quale l’autrice, non per essere maliziosi, ha giocato abbastanza sul sicuro: infatti sembra che la fame di storie che mescolino letteratura fantastica e sentimenti non sia destinata a placarsi presso gli adolescenti e soprattutto le adolescenti.

Certo, non ci sono vampiri questa volta, ma il richiamo ad un’antica leggenda celtica, quella secondo cui il Piccolo Popolo, formato da fate e folletti, scambierebbe i figli degli esseri umani con i propri bambini, e questa è forse la cosa più interessante.

L’adolescente Wendy, sopravvissuta da bambina a un tentativo di omicidio da parte della propria madre, rinchiusa poi in un manicomio giudiziario, che le si è buttata addosso accusandola di non essere la propria figlia, vive una vita senza storia tra scuola, fratello e zia, anche se si è resa conto di avere il potere di condizionare il prossimo. L’incontro con Finn, ragazzo che appartiene al popolo di Fae, la porterà a scoprire le sue vere radici, ma anche nel suo mondo di origine, che volutamente lascia i figli agli esseri umani per farli crescere al meglio, si nascondono insidie e pericoli.

Non manca la storia d’amore, ma la vicenda è anche un pretesto per far riflettere sul tema dell’identità di se stessi, particolarmente forte quando si è adolescenti, e su cosa si è e qual è il proprio posto al mondo, e su quanto è difficile farlo, soprattutto quando si è divisi tra più identità, come può succedere nelle moderne società multiculturali ma anche tra ragazzi e ragazze che non si riconoscono più in un mondo occidentale che ha smarrito molte delle sue certezze.

La storia è però a tratti abbastanza scontata, e il mondo delle Fae e del Piccolo Popolo potrebbe essere reso in maniera più interessante, che non come una specie di comunità Amish avulsa dalla realtà circostante: detto questo Switched può soddisfare comunque gli appassionati del genere, soprattutto i più giovani, con tanto di finale aperto, visto che questo è solo il primo libro di una trilogia, e gli altri due, Virtue e Torn, seguiranno a breve in italiano.

Amanda Hocking ha un sito ufficiale e sta lavorando e ha lavorato ad altri progetti, come la nuova saga Watersong, che rilegge il mito invece delle sirene, la fiaba Virtue, la storia di zombi The Hollow, un’immancabile serie di vampiri intitolata My blood approves e molti altri ancora.

Comunque sia la sua storia rimane emblematica di un nuovo modo di rapportarsi alla scrittura e alla creatività, che potrà aiutare anche altri autori e autrici ad emergere.

Elena Romanello