USCITA AL CHIARO DI LUNA

Se ne stava lì sotto ormai da ore interminabili, rinchiuso in uno spazio esiguo all’interno del quale non riusciva a muoversi, ma doveva comunque star fermo, immobile… non doveva fare il minimo rumore oppure quelli là sopra avrebbero capito che qualcosa non andava… avrebbero capito dove si trovava e sarebbero venuti a cercarlo proprio lì.
Sentiva le loro voci, il calpestio dei loro piedi, il fruscio dei loro vestiti, persino il loro respiro sopra la sua testa: quelli là sopra erano in continuo movimento e non si davano un attimo di pace. Lo stavano cercando, lo sapeva, ma non doveva farsi trovare se voleva sopravvivere!
Sembrava che non volessero più andarsene, sembrava quasi che sapessero dove si trovasse, mentre i minuti trascorrevano lenti e il suo corpo stava iniziando ormai a intorpidirsi.
Non sentiva più le sue mani e i suoi piedi.
Fitte lancinanti e un formicolio diffuso in ogni dove gli stavano suggerendo che era ormai prossimo al limite della sopportazione.
Una totale sensazione di freddo lo stava attanagliando, facendolo rabbrividire ogni secondo sempre di più.
Poi il silenzio!
Finalmente quelli là sopra se ne erano andati: poteva uscire allo scoperto.
Scavò con le unghie tra il terriccio umido e pieno di vermi: cos’altro avrebbe mai potuto fare, visto che aveva scelto di nascondersi sottoterra?
Giunse infine, ansimante, stanco e sporco, in superficie: il pallido chiarore della luna lo investì con tutta la sua poetica bellezza e alzò, grato, gli occhi al cielo sorridendo per lo scampato pericolo.
 
- Eccone un altro, spara!
BANG!
- Colpito!
- Maledetti zombi, tentano sempre di fregarci!
31/03/2009, Davide Longoni