SERGIO MARCHI

Dopo averci regalato uno splendido affresco fantasy per ragazzi con la trilogia de “La Tavola di Smeraldo”, ora Sergio Marchi è venuto a raccontarsi sulle pagine de La Zona Morta. Vediamo cos’ha da raccontarci.
COMINCIAMO CON UNA DOMANDA DI RITO. CHI È SERGIO MARCHI?
Sergio Marchi è uno scrittore per ragazzi, invecchiato fuori ma rimasto bambino dentro. E per bambino intendo questo: ricordi la canzone “Quando i bambini fanno oh!”? Ecco, io non ho ancora smesso di fare “oh” e provo molta tristezza per coloro che non riescono più ad emozionarsi d’innanzi alle cose semplici che li circondano, come una nevicata, un tramonto o uno di quei vecchi e romantici film a cartoni animati di Walt Disney.
VUOI PARLARCI DELLE TUE PRODUZIONI PRECEDENTI AL CICLO DE “LA TAVOLA DI SMERALDO”?
Il mio primo libro è uscito nel 1996, pubblicato da Paoline Editoriale Libri e s’intitolava “Un giovane detective e tre indizi”, un giallo che mi ha dato molta soddisfazione. Proprio con questo primo romanzo, infatti, ho vinto il premio Selezione Bancarellino 1997. A questo sono seguiti altri cinque gialli, quattro dei quali pubblicati per la Mondatori Education. 
DA QUALCHE TEMPO SEI IN CIRCOLAZIONE CON UNA SAGA FANTASY PER RAGAZZI, INTITOLATA “LA TAVOLA DI SMERALDO”. CE NE VUOI PARLARE?
E’ una trilogia nata per caso. L’editore Tiziano Cornegliani, che ha pubblicato i primi due volumi, mi chiese di scrivere un romanzo ambientato nel territorio di Peschiera Borromeo, alle porte di Milano. Devo dire che all’inizio sono rimasto un po’ disorientato. Come avrei potuto distogliere l’attenzione dalla ben più grande metropoli che le sorge accanto? Per quanto sia una ridente e tranquilla cittadina, Peschiera Borromeo non ha molto da dire oggi. Ma fu proprio questa riflessione che mi fece venire l’idea. Oggi forse no, ma un tempo, nel 1500 ha brillato di luce propria: residenza della nobile famiglia Borromeo, della quale faceva parte l’allora Arcivescovo di Milano Carlo Borromeo, oggi più conosciuto come San Carlo. Così decisi di ambientare la storia a quei tempi, che mi sembrarono subito fatti apposta per un fantasy: alchimia, stregoneria e misteri a non finire. E proprio documentandomi sull’alchimia scoprii la Tavola di Smeraldo, mitico oggetto forgiato oltre 3000 anni fa da Ermete Trismegisto, padre di tutti gli alchimisti, sul quale incise con una punta di diamante il primo vero testo alchemico, con il quale si poteva ricavare la Pietra Filosofale e l’Elisir di lunga vita. Oggetto realmente esistito e, si dice, ritrovato da un soldato di Alessandro Magno in una tomba ad Ebron, fra le mani della mummia dello stesso Ermete. Il testo che riportava inciso venne tradotto in un primo tempo in arabo e successivamente in molte altre lingue, prima che se ne perdessero nuovamente le tracce definitivamente. O meglio, fino a quando non finì fra le mani del protagonista della mia storia.
L’ULTIMA PARTE SI DISCOSTA UN PO’ DAI PRIMI DUE LIBRI, PERCHÉ È AMBIENTATA NEL PRESENTE. COME MAI QUESTA SCELTA E COME SI LEGANO LE VICENDE TRA LORO?
Perché quella Tavola, in realtà, è la forza che ognuno di noi ha dentro e con la quale può superare qualsiasi ostacolo e risolvere ogni problema che la vita ci pone quotidianamente. Con quella Tavola non occorre droga, magia o surrogati analoghi. In breve, ho voluto dimostrare che l’uomo, al di là del progresso tecnologico, non è cambiato affatto nel tempo. Oggi come ieri continua a cercare affannosamente qualcosa che ha sempre avuto. Bernardo, il protagonista della storia, si introduce nelle viscere della Terra, sotto il castello di Peschiera, per recuperare lo smeraldo, senza rendersi conto che quelle viscere altro non erano che se stesso.
Chiaramente ciò che lega le vicende dei tre volumi, è proprio la Tavola di Smeraldo, che continua ad essere cercata, metaforicamente, anche ai giorni nostri.
“LA TAVOLA DI SMERALDO” È STATA PUBBLICATA ANCHE IN GRECIA E NEGLI USA. VUOI PARLARCI DI QUESTA ESPERIENZA?
Sapere di essere riuscito a varcare i confini italiani è una grande soddisfazione, ma quella greca e quella americana sono due esperienze diverse. In Grecia il primo volume della trilogia è uscito nel modo tradizionale. La casa editrice Kedros Edition di Atene, ha acquistato i diritti, pubblicato e distribuito il libro nei negozi. Per quanto riguarda l’America, invece, il libro è stato pubblicato da una casa editrice on-line: la Lulu.com che lo distribuisce attraverso il circuito Amazon, sia come libro cartaceo, sia permettendo di scaricarlo attraverso il sito. In questo caso, La Tavola di Smeraldo è seguita dalla società Stelor snc che si occupa della pubblicità on-line su tutti i più grossi motori di ricerca, pubblicando molti comunicati stampa, mensilmente.
Incrociamo le dita e aspettiamo di vedere quale di questi due canali darà più frutti.
NELLA TUA ATTIVITÀ DI SCRITTORE TI SEI LEGATO SPESSO ALLA LETTERATURA PER RAGAZZI, CONFEZIONANDO ANCHE GIALLI, MISTERY E NOIR PER UN PUBBLICO PIÙ GIOVANE. COME MAI QUESTA SCELTA?
Se intendi la scelta del giallo e del mistery, è semplice: sono generi che piacciono molto e non soltanto ai ragazzi. Ma soprattutto sono sempre piaciuti molto anche a me. E questo forse è il motivo principale per cui ho deciso di scrivere quel tipo di storie.
SI DENOTA COMUNQUE IN TE UNA CERTA PREDILEZIONE PER IL GENERE FANTASY. CHE SIGNIFICATO HA PER TE QUESTA TEMATICA?
Come per la domanda precedente, mi piace molto. Mi ha sempre incuriosito tutto ciò che non conosco e nel fantasy i misteri si sprecano. E poi si può davvero far navigare la fantasia e viaggiare anche nel tempo. E’ davvero divertente scrivere dei Fantasy, quanto e forse più che leggerli.
VENIAMO A UNA DOMANDA PIÙ GENERALE. DOVE TRAI ISPIRAZIONE PER TUTTE LE TUE STORIE?
Da tutto e da niente. A volte leggendo un giornale, guardando la televisione, a volte nascono da sole, mentre sto guidando e pensando a tutt’altro. La fantasia è un dono che ho ricevuto alla nascita e mi reputo molto fortunato per questo. Mi ha sempre aiutato a crearmi dei mondi personali, fatti su misura per me, senza bisogno di alcun farmaco, nei quali rifugiarmi quando non ne posso più di quello reale, cioè almeno una volta al mese.
ULTIMA DOMANDA, POI TI LASCIAMO AL TUO LAVORO. QUALI PROGETTI HAI PER IL FUTURO E QUAL È IL TUO SOGNO (O I SOGNI) CHE HAI LASCIATO NEL CASSETTO?
Nel futuro c’è un altro libro, che sto scrivendo e del quale anticipo solo che sarà un altro giallo per ragazzi. In quanto ai sogni, sì, uno c’è: mi piacerebbe moltissimo vedere trasformata in un film “La Tavola di Smeraldo”… e chissà, forse potrebbe non essere proprio un sogno…
IN BOCCA AL LUPO ALLORA!
04/12/2008, Davide Longoni