YAMI

Yami, pseudonimo in stile giapponese di un’autrice molto italiana, ha debuttato con il romanzo “Immagina”, edito dalla Sangel edizioni, non l’ennesima variazione su storie e intrecci ormai note, ma qualcosa di interessante, che lascia ben presagire sul futuro di questa autrice, che ha risposto con simpatia e gentilezza alle nostre domande.

COME È NATA L’IDEA DEL TUO LIBRO E PERCHÉ HAI SCELTO UN ROMANZO DI GENERE FANTASY?

L’idea è nata da una serie di riflessioni che mi sono ritrovata a formulare nel cuore della notte, quando il silenzio e l’oscurità offrono l’atmosfera adatta per lasciarsi trasportare dai pensieri. Riflettevo a tutto quello che avrei voluto realizzare e che non avevo potuto fare a causa di difficoltà spesso familiari ed economiche, ma anche dovute a situazioni complicate che è difficile spiegare a chi non si trova  nella nostra stessa situazione. La mia immaginazione si è intromessa prepotentemente nei miei pensieri, proponendomi una via di fuga fantasiosa: immaginai che se in quel momento, fuori dalla porta della mia camera da letto, si fosse aperto un varco verso un’altra dimensione e fosse apparso una guida che mi invitava ad entrare lì dentro per cercare le risposte di cui avevo bisogno, io avrei accettato, anche a costo di dover affrontare probabili pericoli. Quella fantasia è stata la scintilla che ha acceso un nuovo percorso che mi ha riportato alla mente una serie di sogni che avevo fatto saltuariamente negli ultimi 10-12 anni e che vedevano come protagonista sempre lo stesso ragazzo che appariva sempre coinvolto in situazioni inquietanti, in viaggio o in fuga da qualcosa. Da lì l’idea ha cominciato a concretizzarsi: forse c’era un motivo particolare per cui avevo sognato così spesso quel ragazzo, forse non dovevo tenere la sua storia per me, ma ricostruirla e condividerla con gli altri. Dato che nella realtà cose come l’apertura di un passaggio verso un altro mondo è praticamente impossibile, perché non far vivere quell’avventura proprio a colui che avevo sognato per così tanto tempo? Oltretutto quel ragazzo somigliava in maniera impressionante, sia nell’aspetto che negli atteggiamenti, ad un attore giapponese che avevo conosciuto attraverso i suoi film proprio in quei giorni: con un modello del genere esistente nella realtà, sarebbe stato ancora più facile parlare del mio personaggio. Scrivere è nato come una necessità. Da sempre fantasy ed horror sono i miei generi letterari preferiti e dal momento che le mie storie traggono ispirazione da sogni ed incubi, la scelta non poteva che ricadere su questi.

COSA PENSI DELLA MODA CHE C’È OGGI PER IL GENERE FANTASTICO?

Il fantasy è sempre stato sottovalutato. Alcuni, ancora oggi, non lo considerano nemmeno un genere letterario, cosa che trovo alquanto insensata: tutto ciò che viene scritto, anche se trae spunto da situazioni reali, è sempre un prodotto influenzato dalla fantasia, per cui non trovo il motivo nel discriminare un genere solitamente definito di “evasione” rispetto agli altri. Finalmente, grazie all’impatto che i libri della Rowling (ma ci sono altri autori altrettanto bravi) hanno avuto sul pubblico, editori e lettori stanno concentrando la loro attenzione sul fantasy, che si sta rivelando molto ricco di sfumature e sottogeneri, oltre ad essere portatore di numerosi messaggi e simbologie importanti che hanno molta più vicinanza con la realtà di quello che si possa immaginare. Quindi, più che una moda, in questi anni stiamo vivendo una vera ri-scoperta del fantastico e speriamo che questa tendenza continui a crescere negli anni.

CHE CONSIGLI DARESTI AD UN ESORDIENTE?

Consiglio agli esordienti di armarsi di pazienza. Sono poche le case editrici che accettano di investire in noi. Non focalizzate la vostra attenzione sulle case editrici più importanti, perchè loro hanno già un catalogo di autori già ben avviati, soprattutto stranieri, che assicura loro stabilità e introiti. Cominciate dai piccoli e medi editori, generalmente più disposti ad investire sulle nuove leve. State attenti. Il fenomeno dei ghostwriter purtroppo è poco conosciuto ma parecchio diffuso: molte case editrici spesso acquistano i diritti d’autore da un esordiente e ripubblicano il suo libro sotto il nome di un politico o di uno scrittore già avviato. Se non siete disposti ad arricchire qualcun altro con il frutto delle vostre fatiche, prestate la massima attenzione ai contratti che vi vengono proposti e se non siete sicuri consultatevi con un avvocato. Non siete obbligati a dover accettare il primo contratto che vi viene proposto. Potete chiedere delle modifiche o potete anche rifiutare e proporre lo scritto a qualcun altro: mi rendo conto che è un rischio, perchè potreste non trovare altri editori disposti ad offrirvi un contratto, ma tenete a mente che fare lo scrittore non è un mestiere che ti consente di portare il pane in tavola né raggiunge subito fama e successo (tranne se ha le amicizie e gli agganci giusti). Uno scrittore è un sognatore che vola tra le nuvole con i piedi ben piantati a terra.

QUALI SONO LE TUE FONTI DI ISPIRAZIONE?

Le mie fonti di ispirazioni, come ho già detto, sono principalmente i sogni e gli incubi. Ma mi capita di immaginare una storia anche solo osservano semplici oggetti o trovandomi in un luogo qualunque, in una situazione banale.

STAI LAVORANDO A QUALCOSA?

Sono impegnata nella promozione di “Immagina” e intanto ho cominciato a scrivere diversi racconti e a lavorare su un secondo romanzo. Ho anche partecipato ad alcuni concorso letterari: un mio racconto di fantascienza, intitolato “Steam Robots”, è stato selezionato tra i partecipanti al concorso “Robot ITA 0.1 – cento storie italiane di robot” e pubblicato nell’omonima antologia e mi sono classificata al terzo posto con il mini-racconto “Il mendicante cieco” al concorso “Racconta il Freak” indetto dalla redazione di Asterischi.com.

Elena Romanello