IL PIANETA X C’E'… FORSE

Anche se gli occhi della maggior parte dei telescopi sono rivolti verso l’infinità dell’universo alla scoperta di nuovi esopianeti, buchi neri e altri oggetti “misteriosi”, pare che anche il nostro Sistema Solare abbia ancora dei segreti da svelarci. Stiamo parlando di un probabile pianeta, il famoso Pianeta 9 o Pianeta X, che pare possa avere una massa di poco superiore a quella della Terra e che, stando ai modelli ottenuti attraverso uno studio recentemente pubblicato su “The Astronomical Journal” da due astrofisici giapponesi, Patryk Sofia Lykawka della Kindai University di Osaka e Takashi Ito dell’Osservatorio astronomico nazionale del Giappone, potrebbe nascondersi nella cosiddetta fascia di Kuiper. Il condizionale è naturalmente d’obbligo, visto che stiamo parlando per ora solamente di simulazioni e non ancora di osservazioni dirette. Ma queste simulazioni si sono rese necessarie per cercare di dare una spiegazione ad alcune “anomalie” rilevate proprio in questa zona dello spazio e non ancora chiarite. Vediamo di che cosa si tratta.

“Le orbite dei trans-Neptunian objects (Tnos) – si legge nelle prime righe della pubblicazione – possono indicare l’esistenza di un pianeta non ancora scoperto nella regione esterna del Sistema Solare”. I Tnos sono corpi costituiti da roccia e ghiaccio che orbitano attorno al Sole all’interno della fascia di Kuiper, ossia in quella regione del Sistema Solare che si estende oltre l’orbita di Nettuno. In pratica non sono altro che i resti della formazione dei pianeti che attualmente si trovano nella regione esterna del Sistema Solare. In generale non sono facili da individuare perché si muovono molto lentamente. Questi oggetti, prosegue l’articolo, “possono rivelare importanti informazioni riguardo alla formazione e all’evoluzione dinamica dei pianeti giganti, come il loro comportamento migratorio e le proprietà fondamentali del disco protoplanetario dal quale hanno avuto origine”.

La scoperta del primo Tno risale al 1992, e di questa classe di oggetti fanno parte anche Plutone (un tempo considerato un pianeta, ora invece declassato) ed Eris, successivamente catalogati come pianeti nani. Fino ad oggi sarebbero stati scoperti più di mille Tnos. “Tuttavia – scrivono gli autori – non è stato sviluppato un unico modello evolutivo che spieghi l’intera struttura orbitale dei Tnos”. Con il presente studio hanno quindi tentato di creare un modello che fosse coerente con le osservazioni finora raccolte, riassunte in quattro vincoli principali.

Grazie a dettagliate ed estensive simulazioni, il gruppo di ricerca ha concluso che l’esistenza di un pianeta all’interno di una zona compresa fra le 250 e le 500 unità astronomiche di distanza dal Sole sarebbe compatibile con tutti e quattro i vincoli del modello messo a punto, e costituirebbe quindi una plausibile spiegazione alle proprietà che questa zona dello spazio presenta.

Questo misterioso pianeta, secondo i ricercatori, dovrebbe avere una massa da 1.5 a 3 volte quella della Terra e muoversi su un’orbita di inclinazione pari a circa 30 gradi. Di più, al momento però, non è dato sapersi: bisognerà avere ancora un po’ di pazienza per avere delle certezze sull’esistenza del fantomatico Pianeta X.

A cura della redazione