STEFANIA ROMITO… E JACOPO BONFADIO, IL POETA ERETICO

Arriva Stefania Romito con IL POETA ERETICO per Asino Rosso eBook.

Stefania Romito è scrittrice noir (l’ultimo libro è IL BUIO DELL’ALBA per De Agostini) e giornalista radiotelevisiva, collabora con diverse testate nazionali (Corriere Nazionale, Ora Quadra e altre) ed è animatrice culturale per Il Nuovo Rinascimento di Milano, a cura di Davide Foschi.

Di seguito una intervista all’autrice.

STEFANIA, UN UMANISTA ERETICO JACOPO BONFADIO, NON NOTISSIMO AL GRANDE PUBBLICO COME PETRARCA O DANTE, EPPURE A SUO MODO CON UNA CONTEMPORANEITÀ ANTE LITTERAM PECULIARE?

Contemporaneo certamente, come è sempre contemporanea l’onestà intellettuale e lo spirito critico. Jacopo Bonfadio fu senza dubbio un lucido interprete di una realtà, quella del suo tempo, che stava evidenziando i primi segnali di ciò che poi sarebbe stata la Riforma Protestante. Seguace di Juan de Valdès, che a Napoli aveva fondato il suo circolo, alla morte di lui continuò a coltivare nella sua anima i precetti valdesi che, insieme alla sua spiccata volontà di far chiarezza nella storia e nella politica, gli causarono una iniqua condanna alla quale seguì una orribile morte. Un umanista di grande coraggio e stile.

JACOPO BONFADIO E DANTE, UNA RELATIVA COMPARAZIONE COME UMANISTI ETERNI?

Due personalità differenti ma accomunate dal medesimo amore per l’autenticità poetica, l’essenza immanente che vive nei versi lirici. Affascinati dall’incanto onirico. Due figure di intellettuali che hanno saputo restituire, ciascuno con la propria arte, la fotografia della propria realtà storica trasposta in chiave poetica, subendo le “sventure” politiche e non tradendo mai le proprie intime convinzioni.

ERA PURTROPPO ANCORA DEL VIRUS: FIGURE COME JACOPO BONFADIO, COME LO VIVREBBE SECONDO TE?

Io credo che la poderosa saggezza e l’indole riservata dell’umanista benacense avrebbero rappresentato delle preziose risorse per fronteggiare un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo.  Soltanto chi possiede delle rilevanti risorse endogene è in grado di contrastare qualsiasi difficoltà senza farsi intaccare nella propria interiorità.

TORNANDO AL SAGGIO SPECIFICO, QUALE PARTE VUOI ULTERIORMENTE EVIDENZIARE DEL POETA ERETICO IN QUESTIONE?

Di Jacopo Bonfadio mi affascina molto il suo amore devozionale nei confronti della sua terra di origine, un piccolo paese in provincia di Brescia, e per il Lago di Garda al quale ha dedicato una raccolta lirica in latino. Un eterno legame che si evince anche nel suo Epistolario quando scrive: «Desidero che venga quel tempo ch’io me le appressi. Oh beato tempo! Starò in Gazano con i monti, e con i fiumi vicino. Ogni otto dì scenderò alle rive del lago, e senza quei pensieri, che fin qui m’hanno tenuto arso e ristretto l’animo. Portando nel cuore un lago di pura allegria, n’andrò diportando, e vivendo una vita santa, ed una vita d’Arcadia con pastori, con pastorelle, e con le muse». È proprio questa parte dell’anima di Jacopo Bonfadio che desidero che emerga in questo libro IL POETA ERETICO, i toni elegiaci e soavi di questi approfondimenti letterari che altri non sono che finestre spalancate su una Natura in grado di far risorgere gli aspetti più puri dell’essere umano. È così che desidero venga ricordato, al di là degli aspetti eretici e controversi che hanno connotato la sua intera esistenza.

Roberto Guerra