I CARTONI ANIMATI DEGLI ANNI 70 E 80

Vi segnalo il volume I CARTONI ANIMATI DEGLI ANNI 70 E 80 (180 pagine; 15 euro) di Syrius, Sensoinverso Edizioni, un libro che è un vero e proprio compendio enciclopedico sulle serie televisive dedicate a Bia, Creamy, Heidy (e la mitica capretta), Emi, Lilly, Pollon (e i bon bon magici), Charlotte e Sandybelle.

L’appassionato troverà ogni informazione possibile e immaginabile, persino i riassunti delle singole puntate, al punto di far apparire la narrazione un po’ didascalica e piuttosto complessa per chi non è dentro la materia. Consiglio il libro solo ai veri fan, a coloro che vogliono sapere vita morte e miracoli dei personaggi più amati del piccolo schermo.

L’autore è un classicista laureato in legge che riversa su carta tutta la sua passione adolescenziale, esaminando da adulto tutte le serie animate dell’epoca. Un po’ lo capisco, ché faccio la stessa cosa con i fumetti Marvel, scoperti a dieci anni grazie alla Editoriale Corno, che adesso colleziono negli albi SEC editi da Rizzoli. Forse ci accomuna il fatto di aver frequentato il liceo classico ed essere laureati in giurisprudenza? Misteri della vita.

Resta il fatto che tra i cartoni animati raccontati nel volume quello che mi ricordo meglio è Heidi. Scopro dal libro di Syrius che Heidi è un romanzo svizzero scritto da una certa Johanna Spyri che avrebbe venduto 50 milioni di copie, un vero best-seller elvetico, anzi una serie di romanzi di successo con protagonista la bambina adottata dalla natura, portati al cinema dai nordamericani, quindi diventati cartoni animati giapponesi. Era il 1978 quando uscirono ben 52 episodi di Heidi, simbolo della natura e di una vita incontaminata, eroina romantica che appassionò un’intera generazione di ragazzi italiani. Elisabetta Viviani campa ancora di rendita su quel successo musicale a 45 giri che ha fatto cantare tutti noi ragazzi degli anni Settanta (“Heidi ti sorridono i monti/ e le caprette ti fanno ciao…”). Apprendo dal libro che la doppiatrice di Heidi era Francesca Guadagno, la bambina pestifera di “Piange il telefono”, brano interpretato da Domenico Modugno, ché ci fecero anche un film, un terribile “lacrima movie”.

Il resto leggetelo sul libro che è molto documentato, fino a raccontare puntata dopo puntata lo sviluppo degli eventi e le caratteristiche di ogni personaggio. Gli altri cartoni seguono identico schema. Curiosità, personaggi, ambientazione e racconto delle storie, come operazione nostalgia molto riuscita, che farà tornare bambini tutti i lettori. Consigliato – direi quasi indispensabile – come guida per i veri appassionati.

Gordiano Lupi