IL SIRRUSH

Tra i tanti animali fantastici, ritenuti immaginari o presunti reali, identificato ora come un drago ora come un dinosauro, troviamo il Sirrush o Mušḫuššu, una creatura leggendaria della mitologia mesopotamica, dove era definito il compagno del dio Marduk.

Si tratta di un mostro serpentiforme, che ha le sembianze e la coda di un leone, ma la testa è quella di un serpente con le corna, mentre il corpo è ricoperto di scaglie, tranne sulla testa e sul collo dove spuntano peli, le zampe anteriori sono quelle tipiche di un felino, mentre quelle posteriori sono di un volatile. È presente in tutta la tradizione mesopotamica e ne sono rappresentati alcuni esemplari, nel ruolo di difensori,  sulla porta di Ishtar, la dea babilonese della guerra, edificata da Nabucodonosor in onore proprio di Marduk.

Secondo l’interpretazione di molti esperti, il drago raffigurerebbe simbolicamente le stagioni dell’anno, mentre alcuni criptozoologi lo identificano con il Mokele Mbembe africano.

Nel 1887 il professore tedesco Robert Koldewey trovò in Iraq, nelle rovine di Babilonia, un frammento di mattone, smaltato di blu da un lato. Nel 1899, ossia dodici anni dopo la sua scoperta, il professore decise di iniziare degli scavi nel posto dove era avvenuto quello che all’apparenza sembrava un insignificante ritrovamento. Nel 1902 i suoi sforzi furono ricompensati, dal momento che tornò alla luce la famosa porta di Ishtar: un arco semicircolare rivestito di mattoni smaltati di diversi colori, costruito sotto il regno di re Nabucodonosor (605-562 a.C.), che segnava il punto da cui si dipartiva una strada molto ampia, protetta da mura possenti. Sulla porta vi erano raffigurati tre animali: il leone, il rimi e appunto il Sirrush. Per dovere di cronaca, il rimi era un bue che a quanto ne sappiamo si era già estinto in quelle terre nel periodo della costruzione della porta, ma che sopravvisse in Europa per altri 2000 anni. Sulla porta in questione vi era un’iscrizione, che tra le altre cose dice: “Nebuchadnezzar, Re di Babilonia il principe fedele nominato dalla volontà di Marduk… misi tori selvatici e dragoni feroci negli ingressi e così li adornai con splendore lussuoso così che persone guardassero fisso su loro in meraviglia…”.

A detta dello zoologo Willy Ley, proprio in merito a questa iscrizione, il Sirrush potrebbe essere o un terribile animale inventato di pura fantasia o una creatura a noi ancora totalmente sconosciuta. In ogni caso era un essere molto ricorrente nell’arte mesopotamica: lo si può incontrare infatti in numerosi manufatti babilonesi, lungo un arco cronologico di svariati secoli. Tra l’altro, contrariamente ad altri animali mitologici, le cui raffigurazioni variano nel corso del tempo, il Sirrush è sempre ritratto nel medesimo modo. Proprio per questa ragione Robert Koldewey fu il primo a credere che il Sirrush, o almeno la sua razza, potesse essere realmente vissuta. Egli sostenne che i babilonesi si ispirarono probabilmente a dei resti di dinosauri vissuti nell’area mesopotamica, più precisamente all’iguanodonte, ma Koldewey andò oltre, ipotizzando che il Sirrush era la testimonianza della presenza di una specie di dinosauri esistente ancora 2500 anni fa, la stessa che in Africa ispirò il Mokele Mbembe.

Davide Longoni