LA NOTTE DEL B(R)UCO

Tornano con un romanzo thriller ad alto tasso adrenalinico Carmen Cirigliano e Carmine Menzella: il loro nuovo lavoro si intitola LA NOTTE DEL B(R)UCO (13 euro) ed è stato pubblicato da Eretica Edizioni.

Scritto a quattro mani come tutti i loro lavori, il libro è anche una storia di formazione, nella quale la musica si intreccia al tema del disagio giovanile, riprendendo le atmosfere tipiche degli anni ’90, dove è ambientata la storia.

Diamo uno sguardo alla trama.

In una notte senza fine, scossa dal vento ed avvolta nei vapori acidi delle strade, un gruppetto di amici si mette alla ricerca di qualcuno. Intrappolati nel cemento di una città avvolta dal vizio e della droga, i cinque scendono nell’abisso, come Orfeo alla ricerca di Euridice. La città di notte con le sue stradine che si intersecano nel buio, è la stessa della loro interiorità,  smarrita  nel groviglio di possibilità confuse e incerte.

L’assassinio misterioso di un amico, a cui ne seguono altri che sembrano essere strettamente legati, e il ritrovamento di lettere che annunciano l’imminente arrivo della morte, li spingono a cercare per darsi una meta, fuggire alla morte, ma allo stesso tempo per trovarla e guardarla negli occhi, due buchi neri su una maschera carnevalesca, quella del malinconico Pierrot, o dietro le lenti scure dell’uomo misterioso che si fa chiamare il Bruco.

Trafitti da un’apatia bianca che ha il sapore di una noia amara, o da una triste solitudine, dall’invisibilità di un mancato riconoscimento, da un eterno e irrisolto conflitto con la vita, i protagonisti di questa storia, cercano se stessi nel buio, progettano un futuro che gli sfugge di mano. Claudio e Myriam cercano se stessi nella musica, consolandosi nel sogno di un riscatto sempre di là a venire; Deb invece, lo cerca in un amore impossibile, viaggiando pericolosamente sul crinale di un inconscio desiderio di affetto , ripetendosi che in fondo nessuno ci aspetta. E poi c’è Luciano, il protagonista del romanzo, colui che si è già arreso, soffocando il buco penoso che si è scavato in fondo all’anima, riempiendolo di veleni che anestetizzano.

In questa vita ricolma di esistenza neutra , tutto diventa rarefatto e svanisce in una notte senza nulla, senza evasione, senza fuga, e il tempo si contrae in un presente che non ospita più la luce del futuro. Per lui, che incarna la figura bianca della malinconia, che si spande come la nebbia che abbraccia la città,  è già tutto perduto, ogni conquista è già un ricordo, ogni piccola gioia, come l’amore stesso, è già passato, vissuto come amara nostalgia.  Allora tanto vale arrendersi e contemplarla a distanza la felicità su una luna di carta disegnata su un cielo finto, anziché assaporarla.

La volontà del nulla domina incontrastata su quella di esserci, di esistere, di vivere. Perché quando l’esserci diventa insopportabile ben venga il nulla.  Non voglio di più, non voglio sentire di più, ma sempre di meno, voglio fuggire, evadere, questo il suo manifesto. Potrà una sola notte cambiare le loro vite? È questa la domanda che segue il filo del romanzo. Una nuova consapevolezza conquisterà ognuno dei personaggi, che si scopriranno indispensabili l’uno per l’altro,  per riaffiorare dal freddo di una notte senza fine e sconfiggere l’ombra che li perseguita, quel non senso che li domina e li sorregge. Nessuno si salva da solo, e solo se ciascuno di loro sarà disposto a violare la propria intimità segreta, a consegnarsi nudo e trasparente, con tutte le sue fragilità all’altro, solo se ognuno sarà capace di aprire il proprio inferno, ed accogliere quello dell’altro, bruciando sul fuoco di un desiderio che accetta di indirizzarsi verso un altro desiderio,  potrà soddisfare il proprio bisogno d’amore e voltare le spalle  al demone della solitudine e della sconfitta.

I due autori lucani Carmen Cirigliano e Carmine Menzella (classe 1984 e 1978) vivono a Ferrandina e sono compagni nella vita come nell’arte. Laureati rispettivamente in Lettere e in Filosofia collaborano a svariati progetti che ruotano intorno alla scrittura nera, dalle sceneggiature alla regia per teatro e cortometraggi. Fondatori dell’associazione culturale Laboratorio Inchiostro Nero, volta alla promozione della cultura di genere horror, fantastica e thriller-noir attraverso vari linguaggi che spaziano dal teatro sperimentale e di figura, al cinema alla narrativa, collaborano con diversi giornali e riviste locali in ambito culturale. Il loro libro di esordio è “Ombre”, una raccolta di racconti neri, edito da L’Erudita/Gruppo Giulio Perrone Editore, ed è uscito a marzo 2017, mentre alcuni racconti brevi sono comparsi su riviste e raccolte di genere come Letteratura Horror.  Carmine, docente e  studioso di filosofia, ed  appassionato di lettura saggistica, si dedica da sempre ad attività di ricerca filosofica e storica, partecipa a diversi convegni e seminari sugli scrittori lucani in qualità di relatore, scrive articoli e recensioni di libri. Ultimamente un suo intervento sul poeta lucano Michele Parrella è stato pubblicato sul libro “Michele Parrella, il poeta con il panama” presente nelle librerie. Carmen creativa e appassionata di arti visive si dedica anche all’illustrazione, all’animazione cinematografica e alla costruzione di pupazzi e burattini tenendo inoltre laboratori presso le scuole. Regista di spettacoli di teatro sperimentale e cinema,  ha scritto e diretto il cortometraggio “Il segreto di Kaspar Kohl” prodotto dalla Regione Basilicata e Cinemadamare, tratto da “Il segreto di Klimt” uno dei racconti presenti nella raccolta “Ombre”, ed altri brevi cortometraggi prodotti da Laboratorio Inchiostro Nero.  Attualmente web speaker per la web Radio Attiva Ferrandina, si occupa di diffusione della cultura letteraria e cinematografica di genere horror e fantastico nella rubrica La Zona del Crepuscolo. LA NOTTE DEL B(R)UCO (Eretica Edizioni) è il loro secondo lavoro letterario a quattro mani.

Buona lettura.

A cura della redazione