L’ATTESA

Ancora un titolo interessante da segnalarvi per l’ultima scorpacciata di fine anno: gli amici di Magnetica Edizioni (vedere nella sezione link) ci offrono ancora un volume nella loro collana dedicata al genere fantastico. Si tratta di “L’attesa” di Alfonso Mormile (9 euro, 84 pagine).
Stavolta sono di scena il mistero dell’Uomo, le imperscrutabili profondità della sua anima, i dubbi e le paure di colui che guarda la realtà con occhi disincantati ma, al tempo stesso, riesce a trovare, proprio nella miseria e nella pochezza degli esseri umani, nuovi argomenti per sognare cieli diversi.
I racconti di Alfonso Mormile si dipanano come un filo sottile tra momenti narrativi, fugaci come un lampo, e graffianti descrizioni interiori che lasciano il lettore senza respiro. Un paesaggio insolito raccontato con le parole intense e indimenticabili dello spirito.
Scrive di lui Pina Varriale sulla scheda di presentazione: “Alfonso Mormile, autore napoletano dall’innegabile talento, possiede la rara capacità di toccare le corde segrete dell’anima accordandola sulle armonie di un universo in cui tutti siamo immersi.
Leggere i suoi racconti che sono, spesso, frammenti di vita, voce dell’anima, istanti di intensa riflessione è un momento magico, fantastico in cui si perdono i contatti con ciò che ci circonda e si entra in una dimensione diversa.
Lo spirito spiega le ali per provare l’ebbrezza di un nuovo cielo e  assapora il piacere indescrivibile della libertà autentica che soltanto i veri Artisti sanno regalare.
Questa raccolta ha il sapore unico di ciò che nasce dallo spirito e, filtrata attraverso una sensibilità non comune, è in grado di donare squarci di infinito dove la Realtà e il Fantastico perdono di significato, travalicando il limite del conoscibile.

Universi di istanti resi eterni dal gioco calibrato e prezioso delle parole, attimi di ineffabile lirismo che sono, nel contempo, poesia e pennellata sapiente di un paesaggio che soltanto chi possiede occhi per guardare “oltre” potrà cogliere in ogni sua delicata sfumatura”.

27/12/2007, Davide Longoni