DAVIDE GRANDI E FABRIZIO ULIVIERI: FISICA, FANTASCIENZA E LETTERATURA

Nella letteratura fantascientifica strettamente “gender” (nel senso letterario…) certa equazione e interfaccia tra fisica contemporanea e immaginario, naturalmente, è persino una costante strutturale. E fin dalle origini, da Time Machine di H.G. Wells.

Con l’avvento di certa cosiddetta scienza quotidiana da fine secondo Novecento, dopo la rivoluzione elettronica e del Web, l’attuale computer mondo si caratterizza anche per una nuova letteratura science fiction, sempre più sia Scienza della Fantascienza (per dirla con un ancora lungimirante old saggio di Renato Giovannoli), per certa previsionalità diversamente utopica dei visionari specializzati, sia per un superamento di certi rigidi vincoli di genere.

In certo senso oggi certa innovativa letteratura attraversa dinamiche science fiction, soprattutto quella sociale tecnologica, trasformandola in una sorta di post realismo tecnologico.

In tal senso, a partire insomma da cifre letterarie in sé extra science fiction segnaliamo un paio di eBook narrativi (Asino Rosso eBook) segnali di certa nuova new wave in progress: ovvero CECILIA 2.0 dello scrittore fiorentino Fabrizio Ulivieri e GLI ULTIMI SOLDATI del ferrarese Davide Grandi, autori che anche in altri lavori e consapevolmente attingono come creta letteraria a certo immaginario direttamente proveniente dalle scoperte (o teorie) della Fisica contemporanea.

In entrambi il menu privilegia come feedback matrici psicologiche e nello specifico, il tema della guerra e degli istinti ambivalenti umani in Grandi e il mistero/piacere dell’erotismo in Ulivieri, in primo piano nuovamente entrambi Reti narrative appunto science fiction e composizioni narrative alineari e quantiche: sottotrame multiple che si sviluppano e disfano e poi ricompongono in diverse modulazioni e stratificazioni.

CECILIA 2.0, nel romanzo di Ulivieri, è la protagonista Spia Aliena, seducente e innocentemente perversa in missione segreta dagli Usa (una sorta di America condizionata da extraterrestri segretamente al potere o semplicemente metafora di un America Tecnoimperiale occulta) in Italia, nella rinascimentale Firenze. Come una Bambola Big Data per condizionare gli umani sudditi, italiani nello specifico. Ma non ha fatto i conti con la Sindrome di Stendhal! Il suo passeggiare quasi casuale nella città d’arte con icone quasi viventi ovunque, gli incontri stessi in certi pub o bar caratteristici con dandy retro o pseudotali ma comunque perturbanti, via via inquina la sua missione o raccolta di psicodati come flussi diversamente finanziari destinati a sorta di app. sinaptiche necessarie per l’assimilazione più o meno soft ma micidiale degli umani.  Cecilia diventa quasi una porno bambola vivente e dimentica lo scopo della sua missione, e le spie non possono errare…

Ulivieri è stato paragonato al famoso James delle Sfumature di grigio ecc., tuttavia l’erotismo anche hard che caratterizza la sua eroina aliena appare meno prevedibile e colmo di volontà di bellezza dionisiaca inedita proveniente dal futuro o appunto da una femme fatale o robot femmina sensuale extraterrestre: secondo una parola femminile diversamente sublime isterica, né causa né effetto, quasi una teoria delle ciglia-stringhe…

Una mente quantica analoga caratterizza la “strana guerra” di cui parla Davide Grandi, bravissimo nel discernere attraverso l’artificio letterario sul futuro della guerra nel nostro tempo di droni e del soldato robot, al di là della guerra già attuale dalla Guerra del Golfo quando in diretta TV apparvero i piloti quasi telepatici con le bombe di distruzione mirata e intelligente, le battaglie umanitarie si diceva e asserisce ancora…

Grandi dribbla le facili retoriche pacifiste superficiali, i soldati fino alla fine restano nel limbo se guerrafondai o pacifisti stessi, pur ovviamente combattendo, evocando in tal senso quasi un micro paradosso di Schrodinger…

Più nello specifico e nel trend di certo sottomenu soprattutto estero, certo Christian Futuristic, capta e evidenza quel che sociologia e psicologia troppo materiali non percepiscono: la guerra è certamente macchina diabolica economica ma anche gioco almeno arcaico di Trascendenza  necessariamente, come la fatale ambivalenza degli istinti umani, il cosiddetto male o bene o Eros e Thanatos secondo Lorenz e Freud, ma anche le neuroscienze… e la stessa Fisica con le sue paradossologie strutturali… da assimilare per fare emergere la Pace vera e entro certi limiti come proprietà emergente della mente collettiva umana e non ideologia astratta…

Soltanto tale evoluzione grazie, appunto, a certa diffusione virale di nuovi paradigmi mentali a partire dal protagonista potrà ridurre in futuro proprio ai minimi e relativamente innocui termini secondo certo Realismo al quadrato, se si supererà certa possibile o almeno paventata Ultima Guerra, come Grandi presenta il suo racconto, la guerra tra i popoli e gli stati degli umani…

Concludendo e sintetizzando: entrambi gli autori, sia ben chiaro e come abbiamo sottolineato, diversissimi per certi focus della natura umana privilegiati e come stile letterario, testimoniano come hardware però un fare parola analogo in dinamiche, autoriflessioni, divenire dei racconti come proiezione di una mente ragionante (Cecilia… Ulivieri e i Soldati, Grandi) secondo imprinting al di là della consueta causalità lineare anche letteraria, ma squisitamente quantici.

Roberto Guerra