FRANCESCO SCIANNARELLA… E LA MATERA NOIR

Nelle scorse settimane su Rai 1 è stata trasmessa la serie Tv “Sorelle”, scritta da Ivan Cotroneo e Monica Rametta e girata a Matera tra i magnetici Rioni Sassi. Lo sceneggiato che ha avuto quale protagonista l’attrice Anna Valle, ha fatto registrare un picco di ascolti in prima serata. Si è trattato di un giallo-mistery-paranormal con sfumature melò a forte introspezione psicologica. Insomma, una storia che ha bucato il video e che ha posto al centro Matera, città singolare per la struttura dei suoi remoti quartieri tufacei che si prestano benissimo quale location cinematografica ma anche per narrazioni di vario genere. E nella città è ambientata la raccolta “Sedimenti – Matera noir in tre racconti” (Edizioni Altrimedia, 2014, pag. 69, euro 10) di Francesco Sciannarella, scrittore, sceneggiatore e regista teatrale materano, sposato e papà di due bimbi, ama leggere i classici, le spy story di Ken Follett e i libri di Giorgio Faletti.

“Della serie televisiva Sorelle – ci dice Sciannarella – ho visto solo la prima puntata, ero incuriosito più che altro dalla fotografia. Comunque è stato bello vedere Matera che rappresentava se stessa e non un’altra città, come spesso è avvenuto, nei film storici, con l’antica Gerusalemme”.

NELLA PREFAZIONE LUIGI MAZZOCCOLI, TUO AMICO, GUIDA TURISTICA, GIORNALISTA E CORRETTORE DELLE BOZZE DEL TESTO, SCRIVE CHE MATERA, CITTA’ MEDITERRANEA PER ECCELLENZA, NEI RACCONTI ASSUME IL COLORE INCONSUETO DEL NERO. COSA TI HA SPINTO A SCRIVERE RACCONTI NOIR NELLA CITTA’ DEI SASSI?

Alcuni anni addietro volevo scrivere dei gialli. Poi mi è piaciuta l’idea di utilizzare la mia città quale protagonista delle storie, e ho preso spunto anche da quello che era il mio retaggio passato: quando ero bambino avevo paura di andare nei Sassi poiché all’epoca erano in stato di totale abbandono. Nel mio immaginario quei Sassi lì sono un po’ noir, ecco perché ho voluto fare qualcosa unendo le mie idee di scrivere dei gialli con i Sassi, che comunque a me rimangono molto cari.

LE STORIE SI SVOLGONO NEGLI ANTICHI RIONI O ANCHE ALTROVE?

In realtà sono prevalentemente sul cosiddetto “piano”, ossia in città. Poi però ci sono dei passaggi fondamentali nell’ambito dei Rioni Sassi, quasi che essi nascondano i personaggi cattivi. Pertanto, i buoni devono andare a trovare i cattivi in qui luoghi, questa è l’idea di fondo. I Sassi nel mio immaginario rappresentano un nascondiglio.

ASSUMONO QUINDI UN SIGNIFICATO METAFORICO. IN QUALI ANNI SONO AMBIENTATI I RACCONTI?

Nel periodo attuale, anche se i Sassi sono quelli degli anni Ottanta quando ancora erano abbandonati. Ho voluto mantenere l’aspetto cupo di allora.

IL TITOLO DELLA RACCOLTA E’ “SEDIMENTI”, QUALE SIGNIFICATO HA?

Ciò che di cattivo si sedimenta in una persona, a volte viene fuori in maniera tragica però un po’ tutti sedimentiamo il nostro passato, c’è chi lo tiene lì fino alla fine e chi purtroppo per traumi particolari lo tira fuori e diventano fatti  negativi. E’ questo il senso.

I TITOLI DEI TRE RACCONTI INVECE SONO “ACCALAPPIACANI”, “PIOVE” E “AVANA CLUB” E NELLE STORIE VI E’ LA CLASSICA SFIDA TRA IL BENE E IL MALE. DOVE HAI TRATTO ISPIRAZIONE PER I PERSONAGGI PROTAGONISTI? E PERCHE’ PROPRIO UNA DONNA E’ IL PERSONAGGIO PIU’ IMPORTANTE?

Ho voluto mettere come personaggio positivo una donna perché credo che in un contesto noir poliziesco la donna abbia una sensibilità maggiore. Ho fatto questo anche per esaltare la differenza tra bene e il male. Sicuramente da uomo, immedesimarmi nelle vesti di una donna, certamente diventa più complesso.

COSA RAPPRESENTA PER TE LA NARRATIVA NOIR?

Il noir a mio parere dà il modo di entrare nell’animo del personaggio, in particolare in quello del cattivo.

TI TROVI NEGLIO NEI PANNI DELLO SCRITTORE NOIR RISPETTO A QUELLO DI MAINSTREAM?

Pensavo che questa fosse una delle cose più difficili, poi però con l’esercizio, perché la scrittura è esercizio, ho capito che ognuno di noi ha una specie di anima noir. Solo che c’è chi la tiene lì, la sedimenta e la fa diventare una storia e c’è chi invece la fa diventare qualcosa di tragico. Io ho ampliato quelle che sono le mie sensazioni negative che ho dentro senza farle diventare dei fatti reali ma solo storie inventate.

A PROPOSITO DI NARRATIVA MAINSTREAM HAI APPENA DATO ALLE STAMPE UN’ALTRA RACCOLTA DI RACCONTI, SEMPRE PER ALTRIMEDIA EDIZIONI, DAL TITOLO “LUOGHI E CREDENZE”, COSA RIGUARDA?

E’ il secondo volume di una raccolta di racconti ambientati nella Matera del 1950. Sono in tutto nove racconti che nascono come cortometraggi. I racconti si intrecciano tra di loro, il protagonista di un racconto incontra il protagonista del racconto precedente e quello successivo. C’è questo incrocio che ha molto di cinematografico.  Ho utilizzato tale espediente, dal punto di vista narrativo, quindi si ritrovano questi personaggi e si crea una sorta di anello. Si tratta della vita nei Sassi quando oramai si stava per abbandonarli. Ho voluto rimescolare quelle che sono le tradizioni con storie inventate però in un contesto reale e quindi ciò ha creato un contrasto naturale che ha dato vita a storie che mi hanno appassionato e a cui ho voluto dare un lieto fine.

PRIMA DI SALUTARCI FRANCESCO CI CONFIDA CHE HA ALTRE QUATTRO BREVI STORIE NOIR NEL CASSETTO IN CUI ANCORA UNA VOLTA LA DONNA E’ LA PROTAGONISTA “BUONA”. IN AGGIUNTA, OLTRE AI LAVORI TEATRALI CHE STA REALIZZANDO (DI CUI PARLEREMO IN FUTURE OCCASIONI) ENTRO L’ANNO, VEDRA’ LA LUCE UN ULTERIORE VOLUME DI RACCONTI SULLA MATERA DEGLI ANNI ’50. INSOMMA, L’ARTISTA SCIANNARELLA E’ ALL’OPERA PER DARCI SEMPRE NUOVE EMOZIONI.

Filippo Radogna